Agosto

Questa estate ho fatto una scelta mutuamente egoistica: non farò vacanze insieme a mia figlia.
Lei ha espresso il desiderio di trascorrere due settimane a Gatteo Mare e io francamente, dopo 40 anni a Gatteo, gradirei andare altrove…
Altro suo desiderio è trascorrere una settimana in montagna, in un campeggio dove abitualmente andiamo nei weekend torridi d’estate. Bellissimo posto, per carità, ma non c’è nulla da fare se non vita da campeggio (con animazione e piscina, per carità) e per quanto mi riguarda, va bene nei weekend e stop.
Da parte mia, desideravo una settimana in Salento e due settimane di viaggio “serio” (parliamo dell’Olanda, gente!): entrambe cose che mia figlia avrebbe detestato, essendo viaggi a tappe con frequenti spostamenti.
La ragazza ormai ha 12 anni e mezzo, cocciuta come un mulo, non avevo alcuna intenzione di vedermi le ferie rovinate con lei che piantava musi come lo scorso anno… sono pur sempre le mie uniche ferie nell’anno!
Quindi, che fare?
Soluzione semplice semplice: Gatteo e montagna via, con il nonno che non aspetta altro!
E agosto, c’è pur sempre il padre che desidera stare con lei per le ferie… sicché, seppur a malincuore, ho optato per la scelta più coraggiosa ed egoista possibile: accontentare in tutto mia figlia, e far felice anche me stessa.
In tutto questo, M non ha interferito per lasciare a me le decisioni… ma sappiamo entrambi che fare due settimane io e lui da soli, è puro benessere: abbiamo gli stessi ritmi, ci piacciono le stesse cose, l’Olanda sarà per noi un vero paradiso di paesi e ciclabili in mezzo alla natura… e birre… e vabbè, ad Amsterdam non ci si dovrebbe andare con la compagna, cercherò di essere meno “presente” possibile 😉
Il prossimo anno, organizzerò un viaggio con un’altra coppia con figlia, in modo che le ragazze si facciano compagnia senza stufare noi genitori… è l’unica soluzione per poter viaggiare con lei a seguito!
Ora inizio a contare le settimane che ancora ci separano dal viaggio…
Buona estate a tutti!

E-state!

Non ho abbandonato il caro WordPress, ma da fine maggio al lavoro è stato veramente frenetico e non avevo più tempo né forze per nulla.
Settimana scorsa l’ho passata nelle spiagge più belle del Salento Ionico, mi sono rigenerata ed eccomi qua! Ancora frenetica sul lavoro, ma con più energie per tutto il resto.
Mia figlia è al mare con mio babbo, sulla riviera romagnola. La vacanza in Salento ce la siamo goduta soli io ed M ed è stato fantastico, riposo assoluto. La bimba mi manca ed il papà pure, ma so che si stanno divertendo e sono felicissima per loro.
In attesa delle ferie di agosto, che cadranno nella seconda metà del mese, andiamo avanti a goderci i weekend in giro con il camper e tutto fila meravigliosamente (per ora).
Sono accaduti un po’ di fatti “casuali” (che tanto lo sapete, che alle coincidenze credo fino a lì): già ad inizio anno stavamo cercando un posto in cui lasciare il camper al riparo, un cosiddetto “rimessaggio” in cui poter avere i servizi e sentirci al sicuro. Non si trovava nulla, fino al giorno in cui è arrivato il camper, in cui riceviamo una telefonata dall’amico di un amico di un amico e così via, che ci informa di avere un posto che si è liberato proprio in quei giorni, pertanto dopo qualche settimana, terminati i lavori che l’officina doveva ultimare al camper, l’abbiamo portato là. Non molto comodo, un salasso di soldi, ma era l’unico disponibile pertanto andava bene.
La settimana prima di partire per le ferie, ovvero due settimane fa, presso i capannoni dove teniamo il camper sono entrati i ladri, che hanno sfasciato e derubato quasi tutti i camper presenti, tranne cinque camper che avevano la lucina rossa lampeggiante (a testimoniare la presenza di allarme)… tra questi cinque il nostro, miracolato, illeso.
La cosa però ci ha spaventato parecchio, perché abbiamo contestualmente scoperto che il rimessaggio non ha assicurazioni… cosa che invece ci era stata garantita in fase di trattativa…
M si è messo a cercare come un pazzo un altro rimessaggio (già ad inizio anno avevamo cercato come pazzi… inutilmente) e tac, salta fuori subito un altro rimessaggio. Chiama, ed il proprietario risponde che aveva appena firmato il compromesso per l’acquisto di un nuovo capannone da adibire a rimessaggio, pertanto sì, ha posto. Prendiamo accordi per andare a vedere il capannone, si scopre che il proprietario e M si conoscono benissimo per un episodio accaduto vent’anni fa… ma entrambi si ricordano e lieti si riabbracciano. Il rimessaggio non è molto comodo, più o meno come l’altro… però questo costa la metà. CAXXO! Sono soldi!!!!!!! Firmiamo il contratto immediatamente e al rientro dal Salento spostiamo il camper nel nuovo capannone, salutando l’altro proprietario che molto onestamente ci rimborsa i mesi di agosto e settembre (che avevamo già pagato), tanto è tranquillo perché da quando io gli ho fatto il sito, riceve duemila richieste al giorno per un posto camper… in pratica, il posto che abbiamo liberato è già stato riaffittato. Tutti felici, e vissero felici e contenti e così via.
Vi rendete conto di che serie di coincidenze pazzesche in questa storia?
L’estate è appena a metà ed è già rocambolesca… ora attendiamo con fiducia le ferie di agosto. Da qua a là…
Buona E-state a tutti voi!

E-STATE!

 

Scout – capitolo finale

Sì, avete letto bene… giunge al termine questa breve ed entusiasmante avventura.
Lo scorso weekend eravamo in vacanza al lago (particolare importante: non ci sono state influenze o intromissioni “esterne”) e la figliola, di punto in bianco, mi propone un discorsone lungo lungo e assolutamente sensato e credibile, sul fatto che non se la sente di proseguire con gli scout perché richiedono veramente troppo tempo e troppo impegno, la scuola e i compiti in seconda media saranno ancora più pesanti, e poi vuole fare ginnastica artistica e insomma, ce n’è a sufficienza.
Mi ha fatto questo discorso con la voce un po’ tremante, probabilmente temeva la sgridassi. Per quanto mi riguarda, ha ragione su tutto. Mi dispiace infinitamente perché penso che gli scout sarebbero stata un’esperienza strepitosa, le avrebbero fatto bene… ma se non se la sente, è giusto che interrompa ora piuttosto che trascinare le cose per nulla. Ho contattato il capo scout per informarlo della questione, e pace.
Ieri le ho detto che sarebbe stato corretto da parte sua chiamare il suo capo squadriglia, in quanto non è giusto che sia io a comunicarlo, ma lei stessa. E così ha fatto: ieri sera ha chiamato, ha ringraziato, è stata ferma nella sua decisione mentre cercavano di convincerla a ripensarci… sono tanto, tanto orgogliosa di lei.
Per il prossimo anno si vedrà come proseguire la ginnastica artistica, che le piace moltissimo e vorrebbe incrementare… io non sono molto dell’idea… ma lascerò sia lei a decidere.
Godiamoci questa lunga estate, ora che la scuola è finalmente finita!

Genitori e conflitti 2

Il motivo del post precedente, ed il motivo per cui l’ho reso privato (se volete la password, chiedete), è che si trattava di uno sfogo momentaneo, derivante da un weekend particolarmente pesante. Sapevo già che mi sarebbe passata, ma dovevo buttar giù un po’ di cose per iscritto, per rimarcarmele meglio.
La situazione attualmente è già migliorata, come vi dicevo io gli voglio bene e mi incavolo tanto quando lo vedo buttarsi giù per nulla. Adesso con la bella stagione lo vedo reagire, va un pochino più in giro, si sta sforzando anche di non starci troppo addosso (…per quanto…..), qualche piccolo passo lo stiamo facendo.

Per inciso, che poi sembra che sono io pesante, il weekend che aveva causato il precedente post è stato questo:
– venerdì sera cena di compleanno di un’amica di mia figlia, invitati in pizzeria anche i genitori dei bambini… e mio babbo
– sabato alle ore 12 mio babbo si è presentato a casa nostra con una scusa, ovviamente l’ho invitato a pranzo e ha fatto pure la vittima “no… vado a casa… se mi inviti però rimango… se mi volete…” che è una cosa che mi sta sul caxxo in modo allucinante. Se non ti vuoi fermare a pranzo non ti presenti alle 12 a casa mia, è OVVIO che ti invito. Quindi evita di fare pure la scena, grazie. Caxxo.
– durante il pranzo di sabato ci chiede cosa facciamo a cena, gli dico che volevo fare i pizzocchieri, mi dice con aria triste e sconsolata (che gli riesce benissimo fare la vittina) “me ne tieni un piattino da parte che li assaggio volentieri?”. Al che lo invito se vuole venire a cena, e lui ancora con la scenetta del caxxo “se mi invitate……..” che sono sbottata e gli ho detto di piantarla con queste menate
– domenica comunione del figlio di una mia lontana cugina, invitati noi… e mio babbo.

Ecccheppallleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Momenti

Il weekend è trascorso via in un baleno. Dopo i bagordi di Pasqua e del ponte del 25 Aprile, questa volta abbiamo scelto di rimanere vicino a casa, soprattutto perché sabato avrebbero dedicato una via a mio zio, il fratello di mia madre. Di lui ho parlato poco ma spesso, ci sono molti post in cui lo ritrovo (qui, qui, qui ad esempio).
Ecco, sabato è stato meraviglioso, difficilissimo, strano ed entusiasmante tutto insieme. Sono l’ultima discendente di questa famiglia sterminata, pertanto ero in un certo senso al centro dell’attenzione. Persone che mi hanno conosciuto nel periodo 8-13 anni, più o meno quando frequentavo le varie attività che organizzava mio zio per i giovani della sua parrocchia. Tante persone che mi scrutavano per capire chi fosse, quella tizia in prima fila che piangeva in continuazione ad ogni foto proiettata e ad ogni parola pronunciata. Alcuni temerari si avvicinavano e mi stringevano la mano chiedendomi se per caso fossi la nipote, e mi dicevano “scusa per averci messo 12 anni ad intitolare questa via”. Capito? Mio zio era talmente amato che ritrovare tutto l’affetto e la stima nei suoi confronti mi hanno davvero suscitato miliardi di emozioni tutte insieme alle quali non riesco neppure a dare voce. Siamo stati ospiti per pranzo nella canonica in cui tante volte ero andata da bambina, ho raccontato ed ascoltato raccontare aneddoti divertenti sulla vita di mio zio, sentivo intorno a me un affetto fortissimo, mi sentivo parte di una grande famiglia nella quale abbiamo condiviso insieme il ricordo di un personaggio importante per tutti quanti, ciascuno in modo differente.

Il resto del weekend lo abbiamo trascorso via in camper io M e mia figlia, questa volta ho chiesto scusa a mio padre ma desideravo rimanere da sola con il mio compagno e la mia bambina, l’intenzione era portarla ad una festa a tema Harry Potter (di cui è *leggermente* appassionata…), incontrarci con amici di Milano che scendevano appositamente, rilassarci un po’ tra di noi.
La mia scelta si è rivelata davvero azzeccata. Sabato sera eravamo sul camper dopocena, comodi sui vari divanetti, a guardare la puntata serale di Amici (che normalmente non guardiamo mai), commentando le varie scenette, ridendo e scherzando insieme noi tre.
E ho pensato, e l’ho detto ad alta voce, che in quel momento nella mia vita non serviva niente di più, perché il momento era perfetto così.
La mattina dopo si parlava dei momenti di felicità, delle piccole cose per cui valga la pena di vivere. Mia figlia mi ha chiesto quali sono le piccole cose che rendono felice la mia vita, e io ho indicato lei ed M e ho detto “ce le ho qui davanti agli occhi proprio adesso”, e mentre lo dicevo ho capito che è vero, che la vita è tutto un correre continuo, ma quello che rimane alla fine è l’affetto che ricevi e soprattutto quello che dai, che la felicità sono in fondo tanti momenti sereni in cui senti che non ti manca proprio nulla.

Ti porto con me

Nelle mie notti tormentate, ti porto con me. Nei miei sogni sei sempre presente, a volte malata, spesso sana. Parlo con te, chiedo consigli, litigo, mi arrabbio, più semplicemente vivo, come ti avessi ancora nella mia vita, la quotidianità con te.
Anche stanotte eri in viaggio con noi, eravamo in uno strano parco di montagna, una passeggiata fra i boschi, tu stavi bene, era una bella vacanza.

Mi piace pensare che tu stia realmente vivendo in questo mondo, ed i sogni siano per me un tramite che mi consenta di starti vicino in una forma differente.

La vita prosegue e per mia fortuna la quotidianità è talmente dirompente dal far scorrere via i giorni veloci, così veloci che non ho il tempo di fermarmi e stare male. A volte ti penso, a volte non ti ho in mente, so che ti rivedrò, come sempre, nei miei sogni.

Ti porto con me, mamma.

quattroetrenta

Quando devo accompagnare mia figlia a scuola, la sveglia suona alle 7. Quando lei non c’è, suona alle 7.45 (sì, sono una donna fortunata che abita poco distante dal lavoro)
Questa settimana è rimasta a dormire da mio babbo perché “tanto in vacanza rimango da lui così dormo” e “dormi pure dal nonno, che così mi riposo un po’ pure io”, pertanto io ben felice ho spostato la sveglia verso quegli importantissimi 45 minuti di sonno in più… e niente, tutta la settimana che puntuale mi sveglio alle 4 e 30.
QUATTRO E TRENTA!!!
Poi non c’è più verso di riaddormentarmi, alterno sonno e veglia fino alle 7.20 quando ormai, tanto non dormo, tanto vale alzarsi.
PERCHE’? PERCHE’?????????
Ho sonno, ma non dormo.
Sarà la primavera? Saranno le ansie (che stranamente, non ho?)
E soprattutto, che cavolo di orario è le 4.30? E come mai così puntuale, per una settimana di fila?
Penso all’articolo di Diemme e attendo di conoscere la risposta… perché sento che qualcosa deve significare. Solo che ancora non si è palesato…

Crescendo

Ultimamente scrivo poco, si sa che quando sto bene non ho nulla da scrivere perché mi limito a vivere. Nei momenti problematici invece, butto tutto in scrittura perché mi aiuta a focalizzare meglio le situazioni. Va così.

Ho poco da scrivere perché sto vivendo una vita serena, con gli alti e bassi quotidiani, la mia figlia adolescente da gestire che un piccolo inferno quotidiano, direi… sto vivendo molto male questa sua crescita improvvisa, questo stacco delle scuole medie che sì, me lo dicevano che sarebbe cambiata, ma chi se lo aspettava così TANTO?!
E’ nervosa, intrattabile, rende il massimo a scuola e arriva a sera sfinita e me la devo sorbire con le sue ansie e le sue isterie, e le ginocchiate, e le gomitate, che è cresciuta tutta d’un botto e non ha la coscienza del proprio corpo e del proprio ingombro!
Ma rimane la mia cucciolotta, e ogni tanto quando ha voglia di coccole ne approfitto e me le prendo tutte quante, che ormai capita così di rado… in compenso sono molti i momenti in cui ridiamo insieme, in cui condividiamo qualcosa di divertente, insomma ormai è una donnina e la sua compagnia è decisamente gradevole… la mia cucciola ❤

Con mio padre stiamo raggiungendo più o meno un equilibrio, nel senso che gli ho fatto tutto un bel discorso sul fatto che siamo rimasti io e lui, siamo padre e figlia, siamo entrambi adulti, pertanto se ha voglia di venire con noi deve sentirsi libero di chiederlo, così come io mi devo sentire libera di potergli dire di no, senza per questo veder piantare dei musi lunghi o recriminazioni. Per Pasqua verrà con noi, che saremo in camper con altre 40 famiglie (l’associazione si chiama “bimbi col camper”) e sinceramente, la sua presenza è piuttosto fuori luogo, nessun’altra famiglia si è mai portata appresso i nonni… ma se fossi andata via senza di lui avrei passato 4 giorni di mer*a all’idea di averlo lasciato da solo a Pasqua, non esiste proprio. Anche se l’idea di 4 giorni in 4 sul camper in plein air non mi solletica tantissimo, ma l’abbiamo comprato grande apposta, mi abituerò. Sarà comunque un bel weekend trascorso con cari amici e con la mia famiglia vicina, male non può andare!

Con M direi che va bene, ci scorniamo come sempre, ma ho aperto un varco nella mia muraglia e ogni tanto mi lascio semplicemente coccolare fra le sue braccia, so che lui non aspetta altro, e quindi mi lascio andare. Non è facile abituarsi a potermi appoggiare a qualcuno, ma lui è una tale dimostrazione costante di affetto che sì, penso di potermi fidare, ce lo meritiamo entrambi.
Lo odio quando sbuffa verso mia figlia, ma come dicevo sopra lei è davvero a livelli di fastidio elevati, pertanto non posso neanche prendermela con lui se ogni tanto sbotta… anche se la mia parte di leonessa-che-difende-il-cucciolo mi fa venire voglia di sbranarlo con ferocia!

Concludo il post con una cosa di cui sono infinitamente orgogliosa: a fine aprile dedicheranno una via a nome di mio zio, il fratello di mia madre. E’ stato parroco per venti anni di una parrocchia nel piacentino in cui ha fatto davvero del gran bene e dove tutti, in paese, portano ancora il suo nome ad esempio di come deve essere un parroco. Un OTTIMO parroco. Mio zio è morto all’improvviso quando aveva solo 53 anni, pochi giorni prima che nascesse mia figlia. E’ stato un colpo duro per tutti quanti la sua perdita, ed oggi questa onorificenza che gli viene riconosciuta è davvero una gioia e motivo di grandissimo orgoglio. L’unico immenso rammarico è che non c’è più nessuno a parte me, di tutta la sua famiglia, a poter gioire di questo onore. Ma sono sicura che da lassù sono tutti affacciati al balcone del cielo, in un unico abbraccio, suo padre, sua madre, insieme a lui e alle sue due sorelle ed al fratello. La famiglia, almeno in paradiso, è tutta riunita.