Inizio settembre (sottotitolo: finalmente)

La situazione figlia sembra sempre sul punto di esplodere ma per mia “fortuna” non sta esplodendo da me. L’opzione “trasloco nel monolocale” pare al momento accantonata, con suo padre ci sentiamo quasi quotidianamente per tener monitorato l’umore di questa adolescente in preda a tutte le crisi adolescenziali possibili, più l’ansia da esami di ammissione imminente (domani, per la precisione) e inizio scuola a breve (13 settembre il via)
C’è stata una crisi enorme domenica scorsa, di cui ho sentito solo la versione di suo padre perchè lei mi ha detto al telefono “Non è successo niente di particolare” (dopo mille messaggi sul poter tornare a casa con me, mille chiamate a cui non mi ha risposto, il tutto concluso dopo cena con un messaggio “rimango qua”). La giornata si era svolta con crisi di pianto irrefrenabile, litigata furiosa con suo padre sulla linea “io mollo tutto, non voglio più studiare, scappo di casa, mi rapo a zero, vado a vivere sotto un ponte, scappo all’estero”… (aggiungete voci a caso nelle liti standard che l’adolescenza può portare), si è conclusa con la PRIMA vera sgridata da parte di suo padre che finalmente, dopo 16 anni, ha gestito la situazione imponendosi con fermezza e garantendo punizioni (cellulare, internet, e così via).

E’ il caso di dire FINALMENTE!

La conclusione di tutto è: aspettiamo che inizi la scuola. Con i nuovi compagni, la routine delle lezioni, le nuove materie, vedremo se tutto quanto contribuirà a dare un po’ di serenità a questa ragazza. Se ciò non fosse, andremo io con suo padre dalla sua psicologa a fare il punto della situazione. Nel frattempo, aspettiamo che passi questa ondata di piena, confidando che si tratti davvero di sola crisi adolescenziale.

AGGIORNAMENTO LAVORO:

questa estate ero stata contatta da un’azienda che mi voleva assumere. Non essendo interessata, ho girato il contatto della mia ex collega, la quale è riuscita ad avere un’offerta di lavoro notevole. Nel contempo, ha lei stessa ricevuto altre due offerte di lavoro da altre due aziende e, giocando al rialzo, si è portata a casa un Signor Contratto con un Stipendio veramente incredibile! Sono felicissima per lei, godo tantissimo per la mia ex azienda che perde l’ennesima donna in gamba a scapito dei maschilisti che rimangono a macerare i c*li sulle sedie. Però ha iniziato a bruciarmi un po’ il mio stipendio, che per quanto potesse andare bene due anni fa, oggi alla luce di quello che sto facendo, mi sta un po’ stretto. Forte del fatto che sto facendo un buon lavoro (ottimo lavoro) e che il mercato è alto, ho pensato “perchè no?” di chiedere un aumento.

Non l’ho MAI fatto in vita mia, di avere un’iniziativa del genere.

E’ il caso di dire FINALMENTE!!!

Questa mattina dovevo essere in sede, ero fermamente intenzionata a perorare la mia causa finanziaria, caso ha voluto che il mio capo mi chiedesse udienza per altri motivi pertanto ho ben pensato di approfittarne. E’ rimasto subito spiazzato quando gli ho chiesto di parlare in privato nel suo ufficio, ho iniziato il discorso con “ho ricevuto delle offerte di lavoro” e l’ho visto sedersi un po’ pesantemente alla notizia, poi ho virato subito sul “ma ho rifiutato perché voglio continuare a lavorare qui”, ho aggiunto fior di parole sul fatto che mi piace lavorare in questa azienda, e ho concluso con “MA”… e ho puntato alla richiesta di aumento di stipendio. Ho sparato alto (ho chiesto lo Stipendio della mia ex collega), ho comunque precisato che non voglio una risposta immediata, di valutare con tempi e metodi più adeguati (c’è alle spalle il gruppo che decide, il mio capo conta fino lì). L’ho visto reagire bene, anzi quasi dispiaciuto di non potermi rispondere immediatamente. Mi ha detto che loro sono molto contenti del mio operato. Le decisioni di questo genere le affrontano a fine anno (questo lo sapevo già perché me lo aveva detto un collega, ho giocato il “valutare con tempi adeguati” perchè tanto sapevo che prima di qualche mese non avrei comunque ottenuto nulla). Si è comunque segnato la mia richiesta sulla sua agendina (ha proprio segnato lo Stipendio) e che dire… vedremo!

Oggi sono un po’ gasata di aver avuto il coraggio di fare un’avances del genere 🙂

…FINALMENTE! 😀

Shock da rientro

Le ferie sono state favolose. Bel tempo, temperature fresche da montagna, scarpinate sui monti abbastanza impegnative e fonte di grandissima soddisfazione (non pensavo di essere ancora in grado!), pedalate altrettanto impegnative, buon cibo ed ottima birra (a compensare tutta questa attività fisica). Con M siamo stati d’amore e d’accordo e questi 20 giorni sono scivolati via in un baleno… fin troppo.
Al rientro, mi ritrovo con una figlia in sempre più piena crisi adolescenziale, non ha più voglia di studiare, non ha ancora iniziato a preparare le materie che deve presentare fra dieci giorni per l’esame di ammissione nella scuola nuova. Dice che tanto se non la prendono, smette di andare a scuola e si fa bocciare per troppe assenze. In aggiunta a questo, mi accusa di volerla manipolare (non ho capito perché e mi auguro non sia conseguenza di tre settimane dal padre. che non le siano state dette delle cavolate…), sono passata nel giro di un mese da “mamma migliore del mondo che tutte le mie amiche me la invidiano” a “mamma stron*a manipolatrice non ti voglio più vedere”.
Ha deciso di trasferirsi definitivamente a casa di suo padre, visto che là hanno una mansarda indipendente che le mettono a completa disposizione, in pratica va a vivere da sola ma con suo babbo due piani sotto per i pasti, le lavatrici, lo stiro e le pulizie. Non ho alcuna possibilità di vincere contro un’offerta simile, vi pare?
In prima battuta avevo pensato di impedirglielo, poi ci ho ragionato un po’ sopra e preferisco seguire la causa “se la ami davvero lasciala andare”, è giusto che faccia la sua esperienza di vita e non posso tenerla legata a me per sempre. Preferisco che senta la mia mancanza (la sentirà?) piuttosto che farmi odiare costringendola a rimanere con me. Mi ha detto che comunque nei weekend vuole venire a casa, quindi alla fine dovrei comunque riuscire a trascorrere del tempo con lei… cerco di convincermi di questa cosa anche in virtù del fatto che comunque dalla prossima settimana ricomincio a viaggiare per lavoro e sarò spesso via, pertanto meglio da suo padre che qua a casa da sola. Mi ripeto anche che in fondo, gli ultimi due anni è stata praticamente sempre con me, pertanto va bene che adesso faccia un po’ la vita al contrario.
Comunque questo suo disinteresse a tutto mi preoccupa. Così come il fatto che la vedo tesa, tesissima, sempre più chiusa anche verso le sue amiche, sempre attaccata al cellulare… vabbè, lo so che sono tutte cose “normali” per una adolescente, ma lei non era mai stata così… e dorme… dorme tantissimo… come se lo stress la stesse divorando internamente. Sono veramente tanto, tanto preoccupata. Ne ho parlato anche con suo padre e siamo in accordo di aspettare l’inizio della scuola e vedere come va, dopodiché andremo insieme io e lui a parlare con la psicologa.

Rimane in sospeso anche il rapporto con mio padre, quando ero via gli ho telefonato optando per il “fare finta di nulla”, ossia l’ho chiamato chiacchierando della vacanza come avrei fatto se non ci fosse stata quella terribile discussione prima delle ferie. L’ho chiamato tre volte, in una gli ho anche fatto presente che può chiamarmi anche lui ogni tanto… Ieri mi ha chiamato perché aveva bisogno di riattivare la sua email, vabbè non era proprio quello che intendevo… Le volte che l’ho sentito comunque l’ho trovato sempre più “fuori di testa”, nel senso che è totalmente alienato nel suo mondo di autocommiserazione, si lamenta che “son sempre da solo” quando poi i suoi amici lo invitano ad uscire, a volte rifiuta e se accetta, appena rientra a casa dice che uscire è peggio perché poi quando torna a casa è da solo e soffre ancora di più. A breve tornerà dalle ferie la sua compagna e mi auguro che riesca a riattivarlo un po’. Io proprio non riesco a tollerare una persona che si piange addosso in continuazione senza motivo e senza reagire… mi viene il nervoso e basta, se penso soprattutto al fatto che mio babbo non ha alcun motivo di lamentarsi della propria vita!

Confido nella ripartenza del mio lavoro, nuove attività, nuove sfide, tanti viaggi, i weekend in camper con M, le passeggiate con il mio cagnolotto affettuoso.

Mi ripeto tante di quelle cose per mascherare questo senso di ansia, questo peso sul petto che mi toglie il respiro e non mi fa dormire di notte.

Aggiornamento (che voleva essere breve, ma troppe cose da dire!)

MAH.

Due righe al volo giusto per dire che lato “mio babbo” non si è ancora risolto nulla, anzi se possibile la situazione sta degenerando. Domenica scorsa erano invitati lui e mia figlia dagli amici con cui si trovano di solito a fare la vacanze al mare. Con questa scusa, siccome *ex marito* nei weekend va in montagna (sui nostri appennini, 45 minuti da casa), mio babbo ha chiesto a lui di poter tenere la nipote da venerdì. E intanto, con questa scusa, si è fatto fare compagnia per tutto il weekend. Non contento, la domenica dagli amici ha ben pensato di invitarli tutti per questa domenica in trattoria in città (che pagherà lui, ovviamente, per tutti e 20 della combriccola – ma questa è un’altra storia ancora devo raccontarvela…). Questo senza chiedere nulla né a mia figlia (che non è che quegli amici siano proprio i suoi prediletti) ma soprattutto a *ex marito* visto che la ragazza è con lui per le vacanze estive!
Ne ho parlato con *ex marito* e gli ho detto di impuntarsi un po’ con mio babbo nel non lasciargliela tutto il weekend ma che se vuole (e se non hanno già organizzato altri impegni soprattutto), poteva farla venire a prendere domenica in giornata.
Morale: è stata mia figlia a dire al nonno che il weekend vuole rimanere da suo babbo, e che va bene domenica, ma che sia in giornata e basta. Mio babbo si è offeso e ha cercato di manipolarla (…ma domenica non sappiamo a che ora arrivano… sarebbe meglio tu fossi già da me… poi così sabato puoi cenare con la tua migliore amica che è a casa anche lei…), mia figlia si è incavolata, il nonno ha messo il muso, oggi lei sarebbe dovuta andare a pranzo da lui ma ha chiesto a suo babbo di andare a prenderla prima di pranzo.
Mio babbo sembra regredito a qualche anno fa quando faceva di tutto per trascorrere del tempo con noi e si piazzava in casa a ogni ora del giorno e della notte, quando lo invitavano i suoi amici diceva di no perché voleva stare con noi… ecco adesso fa lo stesso con mia figlia che è ancora peggio.
A *ex marito* ho raccontato tutto quanto e anche lui ci è rimasto male nel sentire che mio babbo si comporta in questo modo nei confronti di M. Mi ha anche detto “tuo babbo si incaxxerebbe anche con me o con te se sgridiamo nostra figlia davanti a lui” e ha pienamente ragione!
Ieri sera ho anche parlato con la mamma di M per raccontarle tutto e chiedere consiglio se dire o meno tutto quanto a M (non gliel’ho ancora detto). Abbiamo concordato entrambe di non dirgli proprio tutto tutto, perché M ci starebbe malissimo e ne soffrirebbe davvero troppo. Gli dirò una versione “light” del tipo che ho litigato con mio babbo per come si è defilato dalla vita di M senza neanche dirgli una parola (e facendo finta pure di non vederlo quando lo incrocia per strada… da asilo infantile proprio). Ho pure saputo dalla mamma di M, che anche lei ha incrociato mio babbo per strada e lo ha salutato ma lui ha tirato dritto fingendo di non vederla (la madre di M SI VEDE, fidatevi!)

Oggi partiamo per il trentino, un “anticipo” di ferie, io in realtà lavoro fino venerdì ma mi sono organizzata in modo da poter lavorare anche da via (sempre smart working uguale, ma in montagna!). Poi saremo a fare le nostre due settimane di ferie canoniche fino al 23.

M non è stato confermato al lavoro e da domenica è nuovamente disoccupato. Al momento ci sono un paio di proposte per settembre quindi al rientro cercherà altro. Dita incrociate.

Mia figlia è stata ammessa al liceo di scienze umane. Dovrà studiare tutto il mese ma non ho dubbi che ce la farà. L’indirizzo cui è stata presa è scienze economiche, hanno in più diritto ed economia, e seconda lingua spagnolo. A lei non piace, ma al momento intanto inizia con questo, poi una volta iniziato vedremo se potrà eventualmente cambiare sezione. Chi lo sa. E’ tutto in divenire.

Buon agosto a tutti!

Un’estate al mare (ma affogando sott’acqua)

Premettendo che ho fatto la seconda dose del vaccino e che sono totalmente ko con febbre, mal di testa e dolori ovunque, pertanto la mia lucidità non è proprio elevata.
Oggi sono andata come sempre a pranzo da mio babbo, che ha ben approfittato dell’occasione per dirmi che odia Manuele e che devo cacciarlo di casa. Ah no, scusate, ha detto per l’esattezza “tua madre e io ti abbiamo dato i soldi per comprare casa perché ci viveste tu e tua figlia” (a parte che i soldi erano di mio nonno, il padre di mia madre, che mio babbo detestava e con cui non ha mai rivolto parola se non insulti, ma questa un’altra storia ancora).
La motivazione legata alla sempre favolosa vacanza al mare in Salento, in cui questo mostro inenarrabile di M si è permesso di rimproverare mia figlia quando non aiutava in casa (tra cui il bagno che usavano le ragazze, totalmente inagibile quando uscivano dalla doccia. o dare una mano a caricare i bagagli a fine vacanza che stavamo sbaraccando casa. e cose di questo tenore, per intenderci).
Ho bisogno di scrivere questo post perché sono STANCA di questa caccia all’orco.
Che se qualcuno di voi ha o ha avuto figli adolescenti, può ben capire che anche mia figlia è MOLTO adolescente, per quanto brava e buona e meravigliosa come ben sapete, ma le urla che lei tira dietro a me (non solo a M) per infiniti motivi le so e le sento solo io.

La risposta standard è sempre e comunque la solita frase: MA M NON E’ SUO PADRE.

Verissimo. Su questo non abbiamo alcun dubbio. Ma vive con lei da quando lei ha 3 anni, al pronto soccorso ad accompagnarmi c’era lui e non suo babbo, le notti in bianco quando lei vomitava per la tosse le ha fatte lui e non suo babbo (che all’epoca, peraltro, era in Sardegna con la sua fidanzatina 18enne), le festine di compleanno gliele ha organizzare lui, alle recite di scuola c’era lui, DEVO CONTINUARE?

Va benissimo che non è suo padre. Ci mancherebbe. Ma dopo 13 anni di vita insieme, il fatto che urli dietro ad una adolescente di 16 anni e mezzo perché la sua camera fa schifo o perché quando è ora di cena lei esce con un “chiamatemi quando è pronto” (e si incavola pure se la chiami un attimo prima che sia tutto pronto nel piatto).
Sono tutte cose per cui le urlo contro anche io, ma io sono la madre quindi POSSO. Lui non PUO’.

Sono incavolata con mio babbo perché ha passato l’inverno insieme ad M approfittando del fatto che era in disoccupazione, allora gli faceva comodo avere qualcuno con cui andare in giro.

E francamente, sono anche un po’ incavolata con mia figlia che mi ha aizzato contro il nonno andando a lamentarsi con lui di M in modo da avere un notevole alleato.

Mia figlia sta attraversando l’adolescenza tutta d’un botto, da quando ha iniziato con la psicologa è crollato il suo muro di perfezione e si è ritrovata adolescente quasi all’improvviso e sta passando, tra scuola, pochi amici, una situazione pesantissima. E io “sono sua madre” quindi la capisco benissimo.
D’altro lato, il “M non è suo padre”, mi viene anche da pensare a lui, che deve gestirsi l’adolescenza di una figlia che non è la sua.

Io vorrei davvero farvi credere che M non è un orco. E’ un uomo buono con tanti pregi e sì, quando gli si chiude la vena urla come un pazzo, poi tempo un’ora gli è già passato tutto. Certo che in quell’ora è poco simpatico. Di sicuro “me lo sono scelto io” e non è che debba piacere per forza anche a tutti gli altri.

Però che situazione di merda.

Estate 2021

Ho sempre detto che “se non scrivo è perché va tutto bene”, in realtà è un delirio e non scrivo perché non ho tempo (spesso neppure voglia).
Lavorativamente parlando è una meraviglia, sono sempre più integrata nell’attività, sempre più indipendente, mi diverto e mi piace come non mai. La mia ex collega lascerà anche lei l’azienda in cui lavoravamo insieme, finalmente anche lei pronta per spiccare il volo. Le hanno offerto un contratto stellare e mi ha consigliato di chiedere quantomeno un aumento al mio attuale capo perché dopo aver fatto vari colloqui, si è resa conto che il mercato è alto e ci sono moltissime richieste, pertanto vale la pena farsi retribuire come si deve. Io come ben sapete non sono per nulla brava in queste cose, mi sono sempre sottostimata, ma penso che appena avrò l’occasione una richiesta al capo la faccio. Del resto, chiedere è gratis………
Detto questo, il grosso casino è che mia figlia vuole cambiare scuola. Sul finire del secondo anno (liceo scientifico “Cambridge”, bello tosto, una scuola eccezionale) ha avuto uno scivolone in matematica, con la prof proprio non riesce ad intendersi (come il resto della classe. questa prof è un disastro. ed è la coordinatrice della sezione!), si è demoralizzata e demotivata completamente, non ne vuole più sapere dello scientifico proprio, neppure a cambiare scuola, niente da fare, finito l’amore per le scienze (ha comunque concluso l’anno con la media dell’8. Unico 6 in pagella quello in matematica). Da dire che lei in terza media avrebbe voluto iscriversi a scienze umane, ma tutti i prof (io inclusa) abbiamo spinto per portarla a qualcosa di più “tosto” viste le sue capacità. Le ho sempre detto che a scendere di livello faceva sempre in tempo, beh, eccoci qua. Ovviamente a me dispiace moltissimo, avrei preferito almeno finisse il terzo anno per concludere il percorso Cambridge (in terza hanno gli esami europei), ma niente, pazienza. Ed ora siamo in pieno calvario da “cosa fare”: a scienze umane non hanno posto, sto aspettando l’ultima risposta definitiva ma ormai ho perso le speranze. L’ho accompagnata a fare una chiacchierata al liceo artistico, si puntava alla sezione architettura (lei è bravissima in disegno tecnico) ma si è spaventata perchè ha visto il livello degli allievi e non si sente all’altezza. Si è messa in testa quindi di fare il liceo classico, ma in una scuola parastatale che costa un rene di iscrizione ma è leggermente più abbordabile che non il liceo “storico” della città. E deve recuperare due anni di greco… ma su questo sono sicura che possa riuscire. Io sono dieci giorni che viaggio a xanax dall’ansia di questa situazione di stallo, questa è la settimana decisiva per avere la risposta da scienze umane, nel frattempo mia figlia è al mare con mio babbo quindi rimaniamo tutti in questo limbo. E si vedrà.
Tutto questo con ripercussioni notevoli sull’umore già altalenante di un’adolescente, per fortuna aveva già iniziato il suo percorso con la psicologa che pare la stia aiutando molto. Ne avrei bisogno pure io!

Per sdrammatizzare, vi faccio fare due risate (…insomma…) raccontandovi la psichedelica esperienza di vacanza che abbiamo fatto l’ultima settimana di giugno.
Mio babbo voleva tornare in Salento, a Porto Cesareo, l’ultima vacanza che aveva fatto con mia madre prima che si ammalasse. Abbiamo pensato di andare tutti insieme, non in camper che in 4 sul camper con il caldo è un disastro, abbiamo affittato una villa indipendente in riva al mare, che a conti fatti costava molto meno di una albergo e ci avrebbe garantito anche maggiore libertà (a me comunque piace cucinarmi per conto mio!). Per agevolare l’adolescente, abbiamo preso con noi anche la sua migliore amica, nonostante il viaggio in macchina lungo (e in 5, pure scomodo), in quanto la villa ha 3 camere da letto, 2 bagni (più una doccia esterna), insomma c’era spazio per tutti!
Siamo partiti alle 3 di notte ed arrivati (dopo sosta pranzo ristoratrice) alle 14. La villa un sogno ad occhi aperti, bellissima, dotata di tutto di più, pulitissima, doppia veranda, spazio per tutti. Nonostante la stanchezza, eravamo felici, il mare cristallino un paradiso, davvero non si poteva chiedere nulla di più. Anche M, che normalmente è un rompicoglioni, era talmente rilassato e contento, scherzava con mia figlia e con la sua amica, io non risentivo della stanchezza, la stagione era incredibile, caldo ma non troppo, cos’altro aggiungere!!! Trascorriamo il sabato, la domenica iniziano i guai. Ho volutamente tralasciato il “dettaglio” che l’amica di mia figlia si è da poco fidanzata, in pieno innamoramento, con il morosino pure lui in vacanza con i genitori ad annoiarsi, pertanto l’amica in vacanza con noi era “non pervenuta”, sempre incollata al cellulare per messaggi o chiamate con lui. Domenica pianto una litigata con M perché c’era la partita dell’Italia, volevo rendermi utile e preparare il barbecue ma non sono riuscita, lui mia ha urlato contro (solite scene di vita quotidiana, peraltro), io gli ho urlato a mia volta, la cosa INCREDIBILE è che poi lui mi ha chiesto scusa (penso prima volta in DODICI anni!) e tutto è tornato alla normalità. La sera siamo andati a fare un giro in paese, mia figlia e l’amica prendono insieme gli anellini dell’amicizia, passeggiano qualche metro avanti a noi per non farsi vedere che sono con i genitori, ad un certo punto vedo mia figlia con il capo chino e le braccia incrociate, in quella sua classica posa da “qualcosa mi fa stare male”. Mi avvicino con la scusa di andare a prendere un gelato, lei ha un muso lungo fino a terra, l’amica è lì di fianco persa nel suo mondo dorato di amore, con il cellulare in mano che messaggia a più non posso. Chiedo a mia figlia cosa c’è che non va, lei inizia ad urlare che odia M, che non sopporta che fa il simpatico con lei e con la sua amica perchè tanto lo sa che è uno stron*o, che lei non vuole venire in vacanza con noi perché poi rovina la vacanza a tutti, insomma, mi vomita contro un po’ di roba a caso, perché GIURO che M in questa vacanza è stato meraviglioso, e ve lo dico io, che sapete bene che notoriamente insulto M e proteggo mia figlia ogni volta che capita qualsiasi cosa. Questa volta no, davvero, M è stato ineccepibile, mia figlia una iena, sono assolutamente convinta che la causa sia stata l’amica, che lei si è sentita tagliata fuori e non ha saputo come reagire se non prendendosela con noi. Il giorno dopo mentre facciamo il bagno in mare ci chiariamo un poco io e mia figlia, le consiglio di chiamare la psicologa, la questione non è appianata ma cerchiamo di far passare la settimana nel migliore dei modi.
Stranamente non sto male in tutto questo malessere. Normalmente avrei passato giorni con il mal di stomaco, vomito, ansia, insonnia, senso di panico… nulla. Ero sì dispiaciuta per la situazione, ma nulla delle mie reazioni “abituali”. Penso sia perché sono assolutamente sicura che la causa fosse l’amica pertanto non ho accusato sensi di colpa (se non l’aver portato l’amica, che tornassi indietro COL CAXXO che la prendo con noi!).
La vacanza degenera ulteriormente con mio babbo che inizia a metterci del suo piantando musi a caso (mio babbo il re dei musi lunghi, degli infiniti silenzi, ormai sono esperta), con reazioni assurde su tutto. Un esempio? La villa ha tre camere da letto, una leggermente più defilata, in cui lasciamo dormire mio babbo così ha più libertà, il suo bagno personale, ridendo diciamo “così anche se russi non dai fastidio” (mio babbo russa in modo DISUMANO). Lui per rimando si chiude la porta della camera, privandosi così dell’aria condizionata, dorme con un caldo atroce in un bagno di sudore e più noi insistiamo che non dà fastidio, più lui si intestardisce e chiude la porta. Altro esempio? La macchina con cui siamo scesi è quella di mio babbo, in accordo di guidare a turno, siamo in tre a poter guidare, io M e mio babbo. La sera usciamo in macchina per fare un giro a Lecce, insiste a voler guidare lui, che pur si vede che è stanco (e pure bevuto, tutti e tre, non troppo ma a mezzanotte tra vino, caldo e stanchezza, si fa sentire). Sbaglia strada so quante volte, nonostante il navigatore (che non ascolta!), sia io che M cerchiamo di farlo tornare indietro, insomma un viaggio di mezzora è durato un’ora. Mio babbo ha piantato su un muso che non vi dico e non ha più voluto guidare “perché tanto siete capaci solo voi”.
Concludiamo la vacanza di venerdì con cena meravigliosa in masseria, una bella serata a ridere e scherzare con l’amica per il fidanzatino, con mia figlia per l’imminente vacanza al mare con mio babbo (dove sono ora) in cui avrebbe fatto strage di maschietti, e così via. Qualche fiume di vino, un po’ di amari, poi una passeggiata al mare, infine rientriamo e decidiamo di andare a fare un ultimo bagno serale, c’è pure la luna piena, l’acqua calda e bassa, non manca nulla. Mio babbo con un muso fino ai piedi, lo incalzo per sapere cos’ha, risposta “io sono anziano e sentire che parlate dei maschi con mia nipote mi dà fastidio, mi avete rovinato la vacanza, adesso sto male all’idea di andare al mare con lei” (nientemeno!!! ah mio babbo ha 68 anni, no 80…..). Mia figlia muso lungo, incalzo pure lei “mi dà fastidio che scherzate con la mia amica del suo moroso perché mettete a disagio tutti” (l’amica rideva e non era per nulla a disagio….) rispondo a mia figlia “ti prego non mettertici pure tu, che già c’è il nonno con il muso”, le spiego del muso del nonno e mia figlia mette il muso ancora più lungo “ecco, per colpa vostra adesso il nonno mi odia e non vuole più portarmi al mare”
No, vabbè. Sono morta.
Sono scoppiata a ridere e ho raccontato tutte le scene a M al grido di “mi resti solo tu di normale! ED E’ TUTTO DETTO!!!” e giù a ridere… che era davvero l’unico modo per sopravvivere!!!
La serata è poi finita con mio babbo che si è rifiutato di venire in spiaggia, noi siamo andati con le ragazze a fare il bagno, poi musica e canti fino alle 2 di notte in riva al mare deserto, la luna piena, una meraviglia assoluta.
Di notte sentiamo che mio babbo sta male, vomita, poi però sembra stare meglio e torna a letto, decidiamo di non dire nulla. Scoprirò poi il mattino dopo, mettendo via le cose per la partenza, che al rientro a casa mio babbo si è scolato ben due birre belle ghiacciate prima di andare a letto (ricordo la cena con fiumi di vino e amari a volontà…)……….
La mattina sveglia alle 8 (…coma!), ci dirigiamo a Matera, in cui riabbraccio il mio grande rimpianto (di cui avevo scritto in abbondanza, ma non penso sia in questo blog, forse in una vita precedente), trascorriamo una bella giornata, decidiamo di prendere pizze da asporto per la cena e rimanere nell’appartamento affittato a vedere la partita dell’Italia, che vince, e chiudiamo in bellezza con giro in notturna tra i sassi, io e le ragazze.

Spero di avervi fatto sorridere… io ancora oggi, se ci ripenso, mi viene da ridere e basta, per l’assurdità del tutto!

Per il resto dell’estate, qualsiasi scuola sarà nel futuro di mia figlia, lei rimarrà dal padre per studiare (loro in vacanza non ci vanno). Io e M avevamo già prenotato due settimane in trentino, e vi dirò, sono contenta che mia figlia non ci sia, perché ho bisogno di rilassarmi un po’ pure io. Il lavoro è divertente e bellissimo, ma stancante, e ho diritto pure io a riposarmi e avere un po’ di pace… ben venga quindi la distanza, male non fa, questa volta 🙂

Buona estate, dunque!

…..Speriamo!!! 😀

Lavoro

Lavoro, lavoro, sto lavorando tanto, sto lavorando bene, il tempo scorre veloce talmente veloce che a volte guardo indietro e ho mal di testa del tempo che vola via.
Oggi hanno presentato il nuovo organigramma aziendale ed eccomi lì, non una figura di passaggio come figuravo nella mia vecchia azienda. Sono lì, responsabile, mi informano che è solo una ufficializzazione di un ruolo che già ricoprivo, che si aspettano che sotto al mio nome ne vengano inseriti presto altri, lo so che è una cavolata e che un organigramma lascia il tempo che trova, però sì, mi ha un poco emozionato.
Dalla vecchia azienda arrivano racconti di una realtà sempre uguale, anzi direi sempre peggio, e io sto qua, a fare un lavoro che mi piace, a volte difficile, a volte divertente, ora che l’attività ha ripreso i suoi ritmi “quasi” normali (e non nella cupa depressione da lockdown) sto iniziando a gestire anche la società di consulenza che mi deve supportare quando il carico di lavoro è troppo per me soltanto (e per fortuna, è sempre tanto!), pur non essendo io ancora pienamente in grado di gestire altre persone… una vita da schiava, non è semplice imparare a pretendere. Per ora pretendo collaborazione, nel senso che chiedo a loro il lavoro (che comunque, gli diamo da lavorare e sono ben pagati per farlo) ma non li lascio nella merd…. e cerco di esserci più possibile nelle attività più complesse. Mi fa strano avere persone che mi sono grate quando chiedo loro di lavorare per me. Lo so che sono ben pagati per farlo, ma mi fa strano lo stesso. Così come mi fa strano che dall’alto dei miei capi non ci sia un controllo, una supervisione su ciò che faccio. A volte penso che ci sia, ma che non la rilevo perché l’attività sta andando bene, i profitti sono ottimi, pertanto nessuno sente necessità di intervenire nelle mie positive attività. A volte invece penso di essere la merda che mi hanno sempre detto che sono, pertanto prima o poi qualcuno se ne accorgerà e mi verranno a bastonare.
16 anni trattata da merda hanno un notevole impatto che è difficile da scansare dal mio inconscio.
Anche 42 anni da figlia del generale hanno un discreto strascico nella mia mancanza di autostima. Ma a questo lato penso di riuscire a ritagliare qualcosa di buono, giorno per giorno, una briciolina alla volta, mi sembra di conquistare sempre di più un pochino di fiducia in me stessa.
Sempre un giorno alla volta, ma voltandomi indietro tutti questi giorni iniziano a diventare anni, e piano piano si accumula sempre più consapevolezza, e mi accorgo che sorrido sempre più spesso, e che sempre più spesso mi sento serena ed in pace con me stessa.
…..spero di non essermela gufata 😀

“quasi” Pasqua 2021

Quasi in arrivo, domani cambia l’orario, la vita procede come dovrebbe mentre il resto del mondo è fermo.
Il periodo lavorativo di caos totale di inizio anno è finalmente calato ed ora rientro nella routine dell’assistenza, che seguo da remoto, da casa in smart working. Mi manca andare in giro e devo ammettere che questo mio viaggiare mi ha salvato dall’apatia causata dai vari lockdown. E’ stato un periodo durissimo e veramente stancante, ma ho avuto gratificazioni e mi sono resa conto che, in generale, preferisco passare qualche ora in macchina in viaggio, piuttosto che in ufficio. E’ strano perchè avrei detto esattamente l’opposto, pensavo di avere noia nel guidare, fatica perché la vista non mi è di aiuto, e sì, faccio fatica la sera soprattutto se è buio, ma le 8 ore in ufficio mi uccidono molto di più.
Per il resto della mia vita, inizio a sentire il peso del non poter prendere un caffè al bar, non poter fare un pranzo o una cena con gli amici, o anche solo con la mia famiglia al ristorante, in pizzeria, FUORI CASA. E se mi conoscete un poco, sapete che sono una “casalinga” per abitudine, non uscivo così spesso… ma quel poco, mi manca e mi soffoca non poterlo fare. Anche solo nelle mie abituali lunghissime passeggiate con il cagnotto peloso adorato, il non potermi fermare per un caffè (o per la MIA pipì!!!) è davvero fastidiosa. Non solo psicologicamente, a volte è proprio una necessità… fisica 😀
E il camper. Il CAMPER. Sto male se penso che sono cinque mesi che non vado in camper. Andrei perfino al rimessaggio a cenare e dormire sul camper, ma non posso fare neanche quello, perché il rimessaggio è in un altro comune!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

.Ho finito i punti esclamativi.

Sto cercando di pensare alle vacanze estive convincendomi che faremo le vacanze estive. Ma chi lo sa.

M ha iniziato un lavoro. E’ un lavoro meraviglioso e lui stesso non se ne capacita, dice che gli sembra di aver vinto la lotteria. Ma è con l’interinale, pertanto non cantiamo vittoria, ma speriamo mese per mese che possa continuare, soprattutto perché sarebbe davvero una incredibile gratificazione professionale per lui, pur prendendo uno stipendio più basso, potrebbe fare un lavoro che gli dà soddisfazione e molta meno fatica. DITA INCROCIATISSIME!!!

Mia figlia sta subendo le restrizioni in modo sempre più introverso. Si rintana nei libri e nel cellulare e soffre immensamente la mancanza di rapporti sociali con i suoi coetanei. Si entusiasma quando viene con me e il cagnotto a fare lunghe passeggiate, ne sono immensamente felice, ma so quanto non possa bastare ad una ragazza di 16 anni.
Che se penso ai MIEI 16 anni, sto male a pensarci, come sarei morta dentro se fosse capitato a me un lockdown a quell’età.

Mio babbo sta bene e sembra più sereno.

Io sto bene e sono serena. Ma sono in menopausa e sono cinque mesi di menopausa e di lockdown insieme. Non è proprio semplice. Dormo male. Ho le caldane. Ho la sensazione di gonfiore e di mancanza di respiro e no, non è ansia, è menopausa. Ho 46 anni! E’ PRESTO! NON SONO PRONTA!!!

Ho bisogno di viaggiare. Spero di riprendere con il lavoro, sarebbe già un respiro, e con questo dico tanto…

zona rossa

Sì, dichiarata nuovamente zona rossa da lunedì. In realtà volevo rassicurarvi sul fatto che ho trascorso la mia trasferta lavorativa in resort 4 stelle in riva al mare con il collega piacione, sono stati due giorni e due notti meravigliosi e divertentissimi ma no, non è successo nulla, per quanto lui abbia nuovamente lanciato qualche poco velata proposta, da me scansata con eleganza facendo finta di non capire, buttando tutto in scherzo, amen.
Questa sera sono a casa, M in sala con la playstation, figlia a nanna che domani ha una verifica impegnativa, io ho sonno ma è venerdì e poca voglia di dormire. Le mie trasferte sono ridotte a zero, un po’ per covid ma soprattutto perché il periodo degli avviamenti sta finendo e ora inizia il periodo in cui i clienti non ancora completamente autonomi non vogliono pagare le giornate di avviamento quindi piantano grane affermando che ci sono disservizi (causati dalla loro evidente incapacità…) e che quindi vanno assistiti “in garanzia” e non a pagamento.
Io la sto vivendo malissimo perché vorrei che tutto fosse sempre perfetto ed in ordine, sentire lamentele (per quanto siano false e di comodo) non mi piace per niente. Del resto capisco anche chi deve sborsare fior di soldi per delle giornate di formazione, cerchi di portare a casa qualcosina arrotondando. Il problema fondamentale mio è che dove lavoravo prima, qualsiasi lamentela del cliente era automaticamente un “cosa hai combinato?!” rivolto a me, prima ancora di verificare di cosa si trattasse. Nella mia azienda attuale, i consulenti sono oltre 50, i clienti oltre 1000, non sono la prima né l’unica a cui capitano controversie di questo genere. Ciò non toglie che ci sto malissimo, perché vorrei dare sempre il meglio, vorrei far contenti i clienti, vorrei un mondo perfetto e felice in cui tutti collaborano in serenità.
Ciao, mi presento, ho 46 anni e ancora credo nelle favole!
Alla fine, sono felice anche di queste controversie. Mi rendo conto che mi aiutano a crescere e sento che arriverò ad un punto in cui riuscirò a dormire serena anche su queste cose (per ora, notti in bianco a rimuginare…) e non può che farmi bene. Da parte della mia azienda, al momento, sto trovando collaborazione e non insulti. Ma non sto serena ugualmente, mi aspetto sempre la tempesta in arrivo, nel contempo faccio il mio lavoro al meglio e so che lo sto facendo bene, ovvio che non sono perfetta e che non sono onnisciente, penso mi faccia bene avere dei clienti che mi insultano e mi danno dell’incapace perché alla fine anche questo mi dà stimolo continuo a migliorarmi (per quanto mi causi nausea, notti insonni, e tanta sana incazzatura!)

Postilla personale, ho fatto esami di controllo, sono ormai dichiaratamente e disgustosamente in menopausa, mi sento uno schifo, le vampate che prima ci ridevo su ora sono un fastidio costante, l’umore ancora sotto controllo ma questa sensazione di vivere in un corpo che non conosco è disarmante. A volte sono così a disagio che mi provo la febbre per timore di avere il virus, anche se i sintomi non c’entrano nulla, mi sento poco bene e provo la temperatura che mi conferma che no, non sto bene: normalmente portavo la temperatura intorno ai 36.7, adesso sono intorno ai 36… per forza che non mi sento bene! La dottoressa visti gli esami del sangue mi ha detto che vanno bene, ma vista l’età devo iniziare a tenere sotto controllo gli zuccheri.

E adesso chi glielo spiega, alla dottoressa, che io non mangio dolci, odio lo zucchero, bevo pure il caffè amaro, ma amo il vino, la birra e la vodka, e la quantità di zucchero negli alcolici che adoro è elevatissima!?!?!? 🙂

Buon inizio di zona rossa a tutti… non “andrà tutto bene” ma “DEVE andare tutto bene”. DEVE.

Per passare la serata

Come da titolo, post per passare la serata. Sono in Franciacorta (non volevo ripetermi con i titoli!), nel solito resort lussuoso, con la differenza che stasera si poteva cenare al bistrot, pertanto ne ho approfittato. Cenare in camera è comodo perché me ne sto in pigiama sul divanetto… ma anche avere un minimo di contatto sociale con il cameriere, la padrona, i due sfigati che come me cenano da soli… insomma, ci sta bene vedere gente. Nel mentre ho bevuto la mia solita bottiglia di Franciacorta, pensando a cosa avrebbero pensato di me, pensando a quando poco me ne possa interessare che cosa pensano di me, che in fondo ormai è la settima volta che soggiorno in questo resort, sono pulita, ordinata, educata, e sì, mi bevo una bottiglia di vino a cena e poi dormo felice: che male faccio? (sì, mi sto giustificando, lo so! 😀 ). Sto passando la serata in chat con il mio collega per decidere l’albergo in cui dovremo andare settimana prossima. Non vi ho raccontato del collega. Un bel ragazzo (ha due anni meno di me, quindi è un ragazzo), ci siamo trovati già due volte per lavoro insieme a dover passare la notte. La prima volta dopo cena (mi conoscete… bistecca e alcool in quantità) mi ha invitato a vedere la sua camera, ho accettato volentieri, vista la camera, commentato “beh dai identica alla mia”, dato buonanotte e tornata in camera ho realizzato che forse non è consuetudine chiedere ai colleghi di vedere la camera di albergo!?!?!?!?!? Morta dal ridere alla mia stupefacente ingenuità?! Penso l’abbia presa sul ridere anche lui perché sono stata talmente spontanea che era ovvio non avessi proprio pensato “male”. Seconda occasione in agriturismo sperduto, con solo due camere, cena alcolica, questa volta saluti sereni e buonanotte, se non che la mattina dopo mi sono sentita dire “certo che potremmo anche divertirci di più, ma tu fai finta di non capire” 😀
Fine siparietto comico, tanto settimana prossima saremo di nuovo io e lui in hotel da soli e avrò altre puntate della sit.com. Parlando con una mia amica: lui è veramente interessante, affascinante, intelligente e simpaticissimo. E’ sposato e cerca solo avventura. L’amante perfetto, sesso senza rotture di scatole. MA E’ UN COLLEGA, pertanto proprio non posso. Penso continuamente “e se non va? se litighiamo? se non ci piacciamo? se lui vuole altro? se???” io questo qua me lo devo frequentare ancora spessissime volte… lasciamo stare e teniamoci buono il collega come collega, che non ne vale la pena rischiare quando si lavora bene insieme!!!
…che schifo però diventare adulta e responsabile… da ragazza tutte queste paranoie mica me le sarei fatte! 😀

Spero di avervi strappato una risata… io adesso mi metto a dormire che la bottiglia di Franciacorta reclama il sonno.
Alla prossima trasferta! 🙂

Franciacorta (de nuevo)

Franciacorta mi ispira, aiutata dalla solita bottiglia che accompagna la mia solitaria e gradita cena in camera di resort quattro stelle. Queste trasferte mi consentono relax che a casa di sicuro non ho (prepara cena – apparecchia – sparecchia – lava piatti), di sicuro la solitudine si fa sentire (non scriverei qui, se così non fosse), ma non disdegno il silenzio, il libro senza interruzioni, il parlare da sola (sì, lo faccio. voi no?!)
In realtà volevo scrivere due righe sull’eccitazione del tornare in zona gialla, il pensiero di un weekend in camper, anche solo in riviera romagnola, che poi “solo in riviera” non è certo una miseria, anzi, un dono, un regalo, un sogno!
Da metà ottobre abbiamo chiuso il camper in rimessaggio cercando di non pensare ai weekend autunnali ed invernali che facevamo abitualmente, le nostre “certezze”, Alba, mercatini, Aosta… quest’anno invece abbiamo fatto tutti i weekend da divano&divano di casa…
Il prossimo weekend, “giallo”, è invece un weekend “grigio”: previste nebbie e piogge consistenti su tutta la regione. Quindi, ancora per questo weekend, niente camper.
Penso a quanto sono fortunata di poter almeno viaggiare per lavoro. A come mi peserebbe, se fossi ancora nella vecchia azienda, vivere questa situazione di fermo forzato. Nonostante la fatica, gli orari assurdi, l’autostrada sempre pericolosa. Nonostante tutto. Viaggio. Vedo panorami. Ho visto le alpi innevate, le pianure sconfinate, le albe, i tramonti, i fiumi, i laghi, il mare.
Non riesco ad avere fiducia nel futuro perché viaggiando vedo troppo menefreghismo e troppa superficialità. Ho paura a credere che ci possa essere un “ritorno al futuro” migliore.
Ma DEVE esserci. Lo capite? DEVE!
Non possiamo permetterci di credere in niente altro.

Febbraio mi scombussola sempre tanto. Fra poco saranno cinque anni dalla morte di mia madre e da un lato mi sembra ieri, ma tanto di più mi sembrano passati almeno dieci, per la velocità e le troppe cose che sono successe in questo lasso di tempo.

Che alla fine, in realtà, il mio pensiero più grande questa sera è questo, come avevo scritto in un recente post, il pensiero che forse mia madre “oggi” sarebbe fiera di me e di quello che sto facendo.

Il grande immenso rammarico di una figlia del Generale che non c’è più. Che probabilmente non mi avrebbe riconosciuto i meriti ugualmente.

Ma. Forse.