Di mezzo luglio

Ho letto una frase in cui mi identifico moltissimo “a causa del lockdown, abbiamo perso talmente la cognizione del tempo che in un attimo siamo già arrivati a giugn… ah no. E’ luglio”
Il mio lavoro è decollato, fin troppo come era da previsione, sono murata di impegni, iniziano le trasferte (quelle serie, più giorni, pernottamenti fuori e così via) presso clienti, l’organizzazione del lavoro e delle assistenze, tutto come deve essere. E sì, sono felice. E sì, mi piace, mi piace tantissimo, a volte sento l’affanno e l’affiorare del mio senso di inadeguatezza che mi fa annaspare in un “non sono abbastanza brava” che però cerco di calpestare a suono di “non lo so fare ma lo posso imparare” e avanzo in questa direzione cercando di dare sempre il massimo. Mi piace moltissimo il lavoro, l’azienda, i colleghi, non mi sembra vero che siano passati già quattro mesi. A volte mi incontro con le mie ex colleghe e parlando di lavoro ho il disgusto dell’azienda in cui ero prima… ora che vedo la differenza con una azienda “moderna”, il modo di lavorare, l’approccio, e senza ombra di dubbio la considerazione che hanno di me. Un altro pianeta. Certo sono all’inizio ed è tutto più bello, non dubito che avrò parecchi problemi anche qui, niente è sempre roseo soltanto! Però già con una buona partenza, le cose sono più piacevoli da affrontare… e per il futuro, continuiamo a sperare si mantengano nel miglior modo possibile.

Bilocale dei miei suoceri, dopo mille difficoltà e peripezie di ogni genere, siamo a una settimana dal trasloco, previsto per il 14. Siamo in fibrillazione nelle mille piccole cose da organizzare a va bene che M non stia lavorando così riesce a seguire tutto con attenzione. Il suo lavoro per ora è in forse, nel senso che forse lo assumeranno in via definitiva a settembre, per ora si gode l’estate poi da settembre si vedrà. Le prospettive sono molto buone, l’azienda che dà lavoro alla ditta che lo dovrebbe assumere, ha appena investito in un cambio di gestionale, quindi significa che non sta affatto andando male… siccome il mondo è piccolo, indovinate da chi hanno acquistato il gestionale?! 😀

Mia figlia è sempre meravigliosamente adolescente… cambi di umore continui, un momento affettuosona e coccolona, il momento dopo mi odia e mi ringhia, tutto esattamente come deve essere. Ad agosto andremo due settimane in un campeggio in Austria, non è la vacanza dei miei sogni ma va bene così, lei è felicissima di tornare in quel campeggio (ultima volta quattro anni fa “era piccola”). Avremmo voluto andare in montagna in Italia, ma i campeggi costano un botto, passare il confine di soli 20km ci fa risparmiare 20 euro al giorno di campeggio… quindi torniamo in mezzo agli austriaci, sperando non ci siano troppi maschietti adolescenti biondi affascinanti stranieri a ronzare intorno al nostro camper!

Buona estate a tutti voi… la mia ancora deve iniziare ed è già a metà!!!

Fase “a che numero siamo”?

Ho perso il senso del tempo. Fatico a capire con precisione che giorno sia, che stagione sia, i giorni si susseguono con un ritmo dolce e dondolante che mi intontisce, sveglia, colazione, lavoro da casa, preparo pranzo, lavoro, aperitivo, cena, film sul divano. E’ un ritmo morbido, assopisce.
Il lavoro va avanti da sé, ho preso in mano la gestione del settore come avrei dovuto, mi porto avanti le attività in autonomia, sto lavorando bene e ne sono consapevole, spero ne siano consapevoli anche i miei capi, del resto non ricevono fastidi o lamentele dai miei clienti (anzi, qualche encomio) e già questo dovrebbe essere per loro un buon segnale. A volte mi intristisce lavorare da casa e non avere il contatto diretto con il cliente, ma la situazione è questa e probabilmente, se così non fosse, oggi sarei qui a lamentarmi del dover andare troppo in giro! Qualche trasferta inizio a farla dalla settimana prossima, mi hanno ordinato la macchina nuova, mi hanno fatto scegliere modello e colore… sono commossa… dove lavoravo prima mi mollavano macchine smesse da altri, la maggior parte delle volte sporche e pure puzzolenti (quella volta che mi volevano affibbiare la macchina di un collega che ci fumava dentro un pacchetto di sigarette al giorno… sto ancora male al pensiero). Ho un telefono nuovo tutto per me. Sono piccole cose ma per me immense… vista la considerazione che avevano nel posto in cui lavoravo prima!

Il lento trascorrere del tempo

…e intanto, la prima settimana solitaria sta volgendo al termine. Mi rendo conto che i miei (piccoli, per fortuna) attacchi di ansia non sono legati tanto al fatto di essere in casa sola, quanto al fatto che pur “potendo uscire”, non so dove andare. Esco, faccio un giro in quartiere, mi spingo fino al parco (ben 500 metri…), compro pane e latte… e torno a casa,
In piena emergenza, il fatto di non poter uscire l’ho vissuto anche bene. Non si può uscire, non si esce, punto. Mi destabilizza di più questa situazione attuale, questi bar che sono aperti ma il caffè lo porti via, i ristoranti che sono aperti ma il cibo te lo porti a casa… questo vivere a metà, questo tentativo di ripresa a singhiozzo, le persone sconsiderate in giro senza mascherine che chiacchierano e si avvicinano troppo, statemi lontani maledizione! Che questo virus è ancora in giro, si è portato via già tante persone, ad oggi ancora tante sono ammalate e si ammalano… io mica sto tranquilla, proprio per niente. Il tempo passa, ma di fatto, non mi sembra sia cambiato così tanto. Abbiamo iniziato l’incubo dei contagi che era freddo e si stava in casa con il camino acceso… ieri ero sul balcone a lavorare mentre prendevo il sole in costume. Questo sì, mi dà l’idea dello scorrere del tempo!
…e fra due giorni sarà la festa della mamma, DI NUOVO. Quest’anno niente salone del libro di Torino con mia figlia, avevamo da pochi anni iniziato questa nostra “tradizione” e già dobbiamo interromperla. Ci consoleremo con un po’ di torta fritta, mia figlia che la andrò a prendere ed in giornata la riporterò da suo padre, ma almeno sarà con me in questa giornata, che sì è solo una festa commerciale, ma per chi ha perso la propria mamma, è sempre un po’ una pugnalata al cuore.
E intanto maggio è iniziato e siamo quasi già a metà. In un mondo “normale” avrei la mente già proiettata al viaggio che avrei fatto ad agosto, quest’anno invece è proiettata ad andare avanti un giorno alla volta, e i viaggi per ora non mi consento nemmeno di sognarli. Chissà.

Solitudine

Ho avuto la fortuna di trascorrere la quarantena in casa con il mio compagno e mia figlia, pertanto non ho accusato solitudine, di fatto mi è trascorsa serena e tranquilla.
Oggi si fa più difficile, perché M è al lavoro, mia figlia si è trasferita dal padre, e io sono qua, sola soletta, con il mio pc ed il mio smart working. Arrivano ondate di panico che fino ad ora ho gestito cercando di controllare la respirazione e facendo lavori di casa a più non posso (una casa così splendente, mai vista neanche appena comprata!).
Da oggi possiamo uscire, ma dove dobbiamo andare? Io personalmente non ho nulla di preciso da dover fare, fuori. Una passeggiata con il cagnolino me la dedicherò sicuramente, un giro in bici nel weekend sperando che non inizino weekend di piogge incessanti (e sarebbe pure il colmo!)… una ripartenza assolutamente smart.
Mai avrei pensato che a mancarmi così tanto fosse il lavoro, tanto più che non ho mai neppure “iniziato” a lavorare nella nuova azienda, il rapporto con i colleghi, i viaggi, il confronto diretto con i clienti… ero così entusiasta di cambiare lavoro per avere mille e più opportunità di andare in giro… e invece.

Che noia.

Maggio (per tenere il conto del periodo)

Lo scrivo nel titolo, perché ormai ho perso il senso del tempo, delle stagioni, dei ritmi. Non sappiamo più bene che giorno sia, riconosciamo i weekend perché non c’è scuola e non si lavora, non cambia poi moltissimo.
La “riapertura” prevista a brevissimo non mi scalfisce più di tanto, non fosse che mia figlia e suo padre non si vedono da un mese e mezzo pertanto, domani andrà da lui e vi rimarrà penso un mese (così ha deciso lei). Ovviamente è sacrosanto che sia così, avevamo scelto di comune accordo che sarebbe rimasta con me fino a fine emergenza, ed ora “recupererà” il tempo perduto dal padre. Ho avuto ed ho tutt’ora leggeri attacchi di ansia al pensiero che da lunedì sarò a casa da sola durante il giorno, siccome io continuo (per ora) a lavorare da casa. Tutto il giorno in casa da sola mi mette ansia, non poco. Saprò sicuramente cavarmela, penso che prenderò il cane ai miei suoceri più spesso del solito per sentirmi meno sola, sperando mi basti.
Mi spaventa, questa “riapertura”. Non me la sento, nemmeno quando verrà consentito, di riprendere a viaggiare dubito. Dove caxxo devo andare? Con l’ansia dei contagi. Con la mascherina. Con i distanziamenti sociali. Con ristoranti, bar, musei, luoghi di interesse chiusi. A che mi servono i chilometri? Ciò di cui ho bisogno, di cui ho sentito più la mancanza, sono le passeggiate ed i giri in bicicletta: questo vorrei ricominciare a fare appena possibile. Per farlo non devo andare in capo al mondo, posso farlo nei dintorni, e di questo sicuramente sono fortunatissima.
Mi manca, più del viaggio in camper, la progettualità. Il sogno dei viaggi che faremo. Adesso non riesco neppure a pensarli (non è vero, penso a tanti piccoli weekend non troppo lontano, soprattutto in compagnia dei nostri amici lontani che mancano tanto), non mi concedo di lasciar correre la mente, cerco di rimanere ancorata a ciò che sembra più plausibile e mi auguro che si possa, che possiamo tutti quanti, ricominciare un passo alla volta le nostre vite.
…e ripartire, anzi, iniziare proprio, con il nuovo lavoro. Andare dai clienti. Conoscere i miei colleghi “di persona”! Anche questo è un obiettivo cui anelo davvero tanto…
(p.s. la mia dieta è giunta al termine, pur continuando a rimanere controllata mi concedo nuovamente i miei piccoli sgarri quotidiani. Sono scesa un ulteriore chilo sotto all’obiettivo che avevo prefissato… ne perdessi altri due, sarei tornata alla modalità secca secca di dieci anni fa! Sono piccole… ma che dico… sono immense soddisfazioni!!!)

Quindi dicevamo? Maggio? E Maggio sia… attendiamo questo mese augurandoci di riuscire a viverlo ed assaporarlo come merita!

Il virus non perdona

La mia nonna non ce l’ha fatta. Ha superato i giorni di Pasqua indenne, parlando al telefono con parenti ed amiche, come niente fosse. Si lamentava che le davano poco da mangiare e aveva fame, si lamentava che le avevano cambiato stanza e doveva abituarsi, si lamentava delle salviette che le avevano date… si lamentava: era mia nonna.
Era.
E’ mancata lunedì mattina, perlomeno così ci hanno riferito.
I polmoni non ce l’hanno fatta, dicono. Una mia amica infermiera mi ha spiegato che questo virus causa spesso dei trombi, che quindi è un attimo e puff… non ci sei più.
Quando leggi di altre persone, racconti, testimonianze, sì va bene, ma è capitato ad altri e non ti ha toccato di persona. Questa volta, purtroppo, tocca a noi.
Il dispiacere per la perdita di una nonna è ovviamente alto, per quanto ci si possa adeguare all’idea, per quanto mia nonna avesse 87 anni… la verità, si sa, è che non ci si abitua mai. Lei aveva i suoi 87 anni e li portava che “avercene”! Era più in forma di me, mentalmente al 100% (forse pure oltre), fisicamente in salute, mai un problema, basti ricordare la recente vigilia di Natale e le discussioni perché voleva organizzare lei a casa sua, per 15 persone! E invece. Ha iniziato con qualche linea di febbre, un po’ di tosse, faceva fatica a respirare. Ha scelto lei di andare in ospedale a farsi controllare perché proprio “non si sentiva bene”. Prima di andare si è fatta il bagno, lavata e pettinata con cura i capelli (la settimana prima si era fatta la tinta – da sola), ha sospeso l’abbonamento alla Gazzetta perché se non gliela portavano tutti i giorni, ha disdetto la fornitura di vino che le sarebbe arrivata nei giorni successivi (non per nulla, era mia nonna!)… si è preparata con cura, con mille accorgimenti che francamente, dico, 87 anni!?
In ospedale è stata ricoverata immediatamente: diagnosi dopo la tac evidente COVID.
Le hanno fatto un primo tampone negativo, ma la tac dava altri responsi… al secondo tampone, positivo, hanno iniziato la terapia prevista per il virus. La prima settimana andava bene, poi ci hanno chiamato che si stava aggravando e la spostavano in un altro ospedale, anche questo adibito covid, che scopriremo poi essere battezzato “hospice” del virus… ma questo ovviamente non ce lo hanno detto. In tutto questo tempo e fino all’ultimo giorno, come ho detto, lei parlava tranquillamente al telefono, sì aveva la mascherina dell’ossigeno, ma non era intubata… anche se vita l’età, sicuramente non l’avrebbero comunque intubata in ogni caso.
Di tutta questa vicenda, ciò che distrugge più di tutto è la SOLITUDINE. Mia nonna è morta da sola, ha vissuto gli ultimi giorni da sola, e non meritava (NESSUNO lo merita) di finire in questo modo. Avrebbe meritato una morte serena, nella sua casa dove viveva sola ed autonoma da decenni, con vicino i suoi cari.
E INVECE.
Il vuoto di saperla morta così, da sola, è dilaniante. Il non sapere nulla dei suoi ultimi giorni di vita, perché va bene che i dottori ci chiamavano ogni giorno, ma NON E’ la stessa cosa. Non la vedi. Non sai. E’ straziante.
Infine, il non poterla salutare pubblicamente. Un ultimo sguardo al suo corpo, una messa per lei che era donna di fede, un funerale, una sepoltura.
Nulla.
La porteranno all’inceneritore, consegneranno le ceneri direttamente all’agenzia funebre, e in ultimo (almeno questo) la concessione di recarsi (massimo 5 persone) al cimitero per la sepoltura, la metteremo insieme a mio nonno, suo marito, unica consolazione.
Il virus non perdona.
Oggi lo impariamo anche noi.

Percezioni

Mai come in questo periodo di vita sospesa, ho la netta percezione di quanto io sia fortunata. Di come le piccole cose con cui ho costruito la mia vita, siano al contrario grandissime cose, in grado di rendermi felice e serena sempre, ancor di più in una situazione di disagio generale come quella che stiamo vivendo attualmente.
Avere accanto l’uomo che amo e con cui conviviamo senza problema, avere mia figlia che (per quanto nel pieno dell’adolescenza) è tranquilla e vive le sue giornate serenamente e con gioia nonostante tutto, ho una stabilità economica che mi consente di non preoccuparmi (…non troppo) della cassa integrazione, o del dover fare ferie non retribuite, o di M in disoccupazione… possiamo tranquillamente sopravvivere, e per un bel po’ ancora.
La fortuna di avere questa bellissima casa che adoro costantemente, in piena città per avere la comodità dei servizi, dei negozi sotto casa che si rivelano un paradiso per evitare code nei supermercati, degli spazi verdi vicini per poter “pisciare il cane” rispettando la normativa sulle distanze… ed un piccolo paradiso di terrazza che ci sta facendo respirare all’aria aperta, una boccata di ossigeno non indifferente. Il pensiero di Pasqua in casa, noi che ormai sono anni che si va sempre via in camper, quest’anno ancora peggio visto che sono previsti giorni caldi di sole splendente e si sta a casa, in casa… progettiamo una grigliata in terrazzo, è il nostro pensiero felice di questi giorni, ci si accontenta di poco ben sapendo che comunque tanto poco non è, anzi, come da titolo, siamo privilegiati già solo nel poterlo progettare e vivere!
Tornando al discorso casa, visto che me la sto godendo appieno solamente perché costretta (altrimenti, sarei via in camper), da ieri mi sono messa “l’ufficio” in balcone, lavoro (più che altro, sto seguendo corsi online, giusto per non perdere il giro e rimanere comunque allineata) all’aria aperta prendendo un po’ di sole che non guasta. Mi guardo intorno e osservo le case vicine scoprendo meraviglie che non avrei mai colto in altri momenti (ed in effetti, vivo qui da quattro anni e mezzo e mai notato nulla… ehm). Il giardino della casa di fronte (hanno un giardino privato! non è incredibile!) che ha alberi in fiore bellissimi. Il terrazzino della casa a fianco, con piante tenute in ordine ed eleganti. I bambini delle palazzine intorno che schiamazzano in cortile (ma poi, possono andare in cortile i bambini? mistero. mah). Ed il silenzio della città, che per fortuna si muove poco (ci sono comunque i cretini che vanno in giro, eh. Non molti, ma ci sono). La primavera nel pieno della sua meraviglia. I pioppi che rilasciano piumini come nevicasse, e la fortuna di non soffrire di allergia! Quanta meraviglia ci circonda!

Concludo il post con un rapido aggiornamento poco piacevole… mia nonna purtroppo ha preso il virus ed è ricoverata. Per ora sta bene ed i valori non sono allarmanti, ha comunque 87 anni, le prospettive possono cambiare da un momento all’altro. Per ora sta bene. Ce la viviamo un giorno alla volta, senza pensare troppo in là.

Aprile

Nel titolo manca il punto di domanda, poiché come tutti quanti ormai, sto perdendo il senso del tempo. Sono a metà della mia terza settimana di nuovo lavoro, i colleghi li ho conosciuti solo tramite call, il lavoro lo sto predisponendo “per quando verrà”, nel senso che approfitto di questo periodo di clausura per imparare gli argomenti su cui non sono bravissima, ripassare quelli più arrugginiti, fare pratica con il programma di produzione “core business” aziendale… mi tengo impegnata. Il lavoro mi piace e lo faccio davvero volentieri, non mi pesa per nulla! L’alternativa invece, quella sì che mi spaventa, l’idea di ritrovarmi a fare nulla (ipotesi non poi così remota) mi terrorizza. Considerando che sono a dieta, non potrei neanche (per fortuna) passare il tempo cucinando (…e mangiando l’esito di questa attività) o bevendo alcolici per non pensare! Come avevo già scritto, il fatto di essere a dieta è la mia fortuna maggiore in questo periodo…

La dieta di per sé va benone, ho già perso i kg in eccesso, ora mi rimangono quegli ultimi 2kg per tornare proprio in formissima smagliante, quindi ho ceduto un po’ nel rigore delle pietanze e lo scorso weekend mi sono concessa di bere birra (una al giorno… come nulla, per le mie abitudini) e mangiare un po’ di più (leggasi: grigliata al sabato sera).
Vorrei provare ad iniziare attività “sportiva” in casa, ho i pesetti, potrei approfittarne per tenere allenata la muscolatura, soprattutto quella della schiena che al momento è quella che sta risentendo di più dello stop forzato… però per iniziare devo mettermi dell’umore giusto, devo ritagliare uno spazio giornaliero di almeno mezz’ora ma che sia tutti i giorni, altrimenti non ha senso! Le buone intenzioni ci sono… vediamo se seguiranno anche le azioni.

In casa con mia figlia (che ha scelto di rimanere da me, tornerà dal padre quando si potrà uscire liberamente) ed M devo dire che sto bene e sono serena… incredibilmente andiamo d’amore e d’accordo, non ci litighiamo gli spazi, ci siamo adeguatamente sistemati in modo da non darci troppo fastidio a vicenda, è bello avere le persone che amo vicino a me, sapere di potermi alzare e andare a prendere una coccola ogni volta che ne sento il bisogno (e concedere a mia volta coccole a chi me le viene a richiedere) è un privilegio del quale per  fortuna posso vantare ❤

Mi si chiede spesso “quando è Pasqua” e la risposta è sempre “Pasqua di che anno”?
Per me la Pasqua è da sempre un viaggio da organizzare, pregustare e godere… lo scorso anno erano stati 10 giorni pazzeschi in tour per la birraland… in Germania, intendo 🙂
Quest’anno sarà un tour tra le stanze di casa… penso pulirò il terrazzo a specchio ed organizzerò una grigliata all’aria aperta, se la stagione lo consentirà.

Per tutto quanto il resto… “il resto di che anno?”

cronache sparse

Il nuovo lavoro è partito in smart working, sono riuscita a recuperare il pc giusto l’ultimo giorno prima delle varie restrizioni-ulteriori restrizioni-restrizionissime. Ho contatti con i nuovi colleghi tramite skype, sto seguendo corsi sul programma di produzione che è il core business aziendale, sto esplodendo di idee su come gestire la mia attività futura, sono un bollitore di entusiasmo che fatico a contenere.
Ma contengo.
Che tanto, qualsiasi cosa mi venga in mente, non è fattibile poiché richiede la PRESENZA. E come tutti quanti, mi chiedo QUANDO, senza avere purtroppo alcuna risposta. Smetto di chiedere e vado avanti finché si può, per quanto sia presumibile che la prossima settimana faremo anche noi ferie e/o cassa integrazione. Bel modo di partire con un nuovo lavoro… ma si fa, si va avanti, un giorno alla volta, senza porsi troppe domande, senza porsi troppi obbiettivi.

M ha avuto la peggio: con entusiasmo aveva firmato il rinnovo del contratto per altri due mesi, e si ritrova ora in cassa integrazione con uno stipendio decimato, avrebbe potuto rimanere in disoccupazione a stipendio pieno… ma è andata così e così ce la teniamo.

La mia figliola sta facendo lezioni, compiti “in classe”, interrogazioni, tutto online. La sua scuola si è ben attrezzata e il suo entusiasmo non è diminuito, certo patisce la situazione, il non poter fare il corso di teatro (che sta comunque facendo, poco poco, anche questo online), non poter vedere le amiche. Per i nostri ragazzi non è facile, però penso a quanto sono fortunati ad avere comunque il loro mondo sotto mano, vivevano già in gran parte nel loro mondo virtuale, con contatti prevalentemente via whatsapp, in fondo non è cambiato più di tanto.

La mia vita sociale si è assestata sulle piccole spese nei negozi del quartiere, ho la fortuna di avere qualsiasi genere di alimentare a distanza di pochi metri, cerco di organizzarmi per uscire il meno possibile e riesco a gestire le scorte senza problema alcuno. Oggi ho fatto la mia prima spesa all’ipermercato, mi è andata piuttosto bene, coda smaltita rapidamente in dieci minuti circa, spesa fatta in mezzora riempiendo il carrello di ogni cosa mi potesse servire, fatto spesa anche per i suoceri, per un po’ dovrei essere a posto.

Mio babbo soffre lo stare in casa, del resto lo soffriva anche quando si poteva uscire liberamente, figuriamoci ora. E infatti, esce. Con mascherina, ma esce. Va a fare la spesa ogni giorno pur di avere qualcosa da fare, prepara pane in quantità industriali che poi porta a sua madre (e fin qua ci sta…) e alla sua compagna, che frequenta, con o senza pane, tutti i giorni. Io lo capisco che si sente solo, più di una volta mi ha chiesto se voglio il pane me lo porta, a me dispiace veramente tantissimo non vederlo ma se dobbiamo stare in casa, stiamo in casa. Se devo vedere lui, che comunque va in giro, che comunque frequenta altre persone (la sua compagna a sua volta ha due figlie in casa, che a loro volta hanno fidanzati che le vanno a trovare, che a loro volta avranno famiglie di cui non so nulla, e così via e così via…), insomma, che senso ha tutto quanto? Quindi lo chiamo ogni giorno, ci mandiamo foto e abbracci virtuali, e noi ce ne stiamo in casa. Da soli.

Infine, la mia dieta sta procedendo molto bene. Ho perso 4kg, che era il mio primo obbiettivo del “rientrare nei jeans”. Ora mi mancano solo 2kg da perdere, per l’obbiettivo “ritornare magrissima e fichissima”. Quando tornerò nel mondo reale, lo farò in grande stile 😀
Sono contenta di essere in dieta in questo periodo. Mi cucino verdure e i cibi previsti dalla dieta, non mi sfondo di alcolici, mi sento bene. Se non avessi iniziato questa dieta, il rimanere a casa so che mi avrebbe fatto bere alcool in quantità eccessive… così invece, vivo serenamente anche la dieta. E’ stato stupefacente, in questo mese, riscoprire la gioia di leggere un libro la sera prima di dormire (visto che non crollo addormentata per la vodka) o ricordare con assoluta precisione le serie tv viste la sera (e non ovattate ed incerte). Temevo di avere difficoltà a dormire, senza la vodka. Invece dormo. Faccio un po’ fatica ad addormentarmi, ma poi dormo. Mi sveglio almeno tre volte a fare pipì, come ho sempre fatto da che ho memoria… tranne gli ultimi anni, in cui la sera non bevendo acqua, non si presentava la necessità. Ora con tutta l’acqua che bevo, pare fin strano che mi bastino tre puntate al bagno! 😀

Finisco qua le mie cronache… oggi fuori c’è un bel sole, piuttosto freddo ma il cielo è sereno, l’aria incredibilmente pulita e respirabile. Tengo le finestre socchiuse e vado di corsi online per il mio smart working.

Vi mando un abbraccio, virtuale oggi più che mai…

No panic… ok, panic!

La situazione virus la conoscete a sfinimento, non aggiungo altro che già non sappiate.
La mia situazione lavorativa sta per giungere al termine, questa è l’ultima settimana. A chi mi diceva che “tanto due mesi passano in fretta”, rispondo che no, questi due mesi di preavviso sono stati INFINITI, e ancora questi ultimi tre giorni e mezzo lo saranno.
In ufficio devo venirci, pur potendo fare passaggio consegne in smart working, perché il capo ha deciso che essendo la mia ultima settimana, DEVO venire in ufficio. Ognuno in ufficio separato, ma tutti qui. Ci ha dato le mascherine, ma tutti qui. E’ un signore anziano che vede lo smart working come un modo per consentire al dipendente di truffare l’azienda non lavorando… inutile provare a spiegarglielo. Dunque, per questi ultimi giorni, terminato il passaggio consegne giornaliero fissato per il mattino (perché il collega a cui faccio formazione, lui al pomeriggio fa smart working – LUI), ho deciso che al pomeriggio dedicherò il mio tempo a candy crush, a riviste online, al blog… tutte cose utilissime all’azienda, perché si sa, che è in ufficio non truffa l’azienda e lavora seriamente… questo vuole e questo avrà 😉
(del resto, non che abbia granché da fare di lavoro, visto il periodo…)
Panico perché lunedì inizio a lavorare per la nuova azienda e mi chiedo DOVE e COME, vista la situazione. Almeno il pc ed il telefono mi occorrono! E un elenco dei clienti! E dei moduli che hanno!!! AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Sono ingegnere, non avere tutto sotto controllo mi sta facendo impazzire. Cerco di vivere un giorno alla volta e vado avanti così… E un giorno alla volta, sia :/

Aggiornamento ore 15:
Sono riuscita a parlare al telefono con il mio futuro capo, per fortuna le idee che avevo in mente io per iniziare il lavoro da lunedì, coincidono con quelle che aveva in mente lui. L’ho sentito soddisfatto e soprattutto sollevato nel sentirmi così competente e sicura di ciò che sono in grado di svolgere nei vari compiti che avrò. In fondo lui mi ha parlato solo in occasione dei due colloqui e non sa quanto io effettivamente sia capace. Penso che per loro potrò essere una fantastica sorpresa, perché dai pochi confronti che ho avuto con loro, mi sembra di aver capito che non si aspettano che io sia tutto ciò che di fatto invece sono 🙂
Ora sono carichissima e non ho più panico, solo tanta, tantissima voglia di iniziare!