personalità multiple

Che ero un po’ sul filo del rasoio della mia sanità mentale, lo avevate già intuito. Nel mio ultimo post, avevo spiegato grosso modo la situazione attuale.
Questo mio essere sempre sopra le righe per far stare bene tutti, mi sta logorando… sempre sorridente, appena mi rabbuio subito mio padre o mia figlia o M a chiedermi preoccupati cosa succede, e che cos’ho, mio babbo che se la prende perché pensa che ce l’ho con lui (mio babbo ha dei livelli di permalosità elevati alla milionesima potenza. un giorno è uscito sbattendo la porta di casa mia, perché gli avevo detto che non era necessario far lavare le lenzuola a mia nonna, potevo pensarci da sola), mia figlia che sta entrando a piedi uniti nell’adolescenza e mi caga un giorno sì e dieci no.
E io sono stanca, stanca, stanca! Mi sento dissociata, perdo di individualità, mi mancano i miei spazi, mi manca perfino il respiro. Per fortuna non mi manca la vodka, quel tanto che basta a dormire una notte intera senza pensieri.
L’altro giorno ho incontrato nuovamente quell’ex di cui avevo parlato qui, ci siamo presi mezz’ora per un aperitivo veloce post-ufficio, due risate al bar senza pensieri. E alla sera sono uscita per un giro in centro con due amiche “storiche” dalle scuole superiori, a far chiacchiere fino a tardi (oddio, le 23… per me è tardi, insomma). Sono stati entrambi due momenti per me preziosi, perché mi rendo conto di come mi rilasso nel poter essere “semplicemente me”, nel potermi rilassare, e sentirmi i miei vestiti perfettamente cuciti addosso, io e solo io, con persone che mi vogliono bene e mi conoscono davvero “da una vita”.
Il paradosso è non sentirmi me stessa con mio padre, che *direi* mi conosce da TUTTA la vita… e non sentirmi me stessa con il mio uomo, che nonostante tutto rimane il mio porto e rifugio sicuro… e con mia figlia chissà, quando avevo iniziato a scrivere questo post erano giorni che non mi cagava, ieri sera invece siamo state insieme noi due sole, cinema, cena, lego elves, ed è stato tutto magico come solo con la mia bambina può essere.
Ad M stanno succedendo tante cose, abbiamo in ballo (forse. insomma, si spera) la vendita di quella caxxo di casa, che significherebbe per lui ricominciare a vivere… e trovare un appartamento per i suoi genitori, insomma è un periodo durissimo e lui è veramente un fascio di nervi, ma mi rendo conto che nelle difficoltà riusciamo a trovarci forza a vicenda ed è nonostante tutto bellissimo…
Direi che mi rimane da risolvere il mio rapporto con mio padre, non posso e non voglio fargli “da badante” e neppure lui lo vuole, ma al momento abbiamo un equilibrio difficile e lui è davvero troppo sul ciglio della depressione e io ho tanta paura. Insomma, sarà un mese di agosto con le pinze… sempre avanti, un giorno alla volta, sempre.

equilibri ed egoismo

Dall’inizio della bella stagione, cerchiamo di sfruttare il camper più possibile per goderci i weekend in giro. Sono riuscita a coinvolgere anche mio padre, anche se non era molto predisposto, ha scelto di rimanere con noi in compagnia piuttosto che a casa da solo.
MA.
Anche in questo caso, penso di aver sbagliato, ed aver fatto una scelta egoistica. Io voglio andare in giro con il camper, ma mi sento in colpa nel lasciare mio padre da solo, pertanto lo coinvolgo in modo da sentirmi a posto con la coscienza. E io sono felice infatti, perché ho tutte le persone che amo vicino a me e non mi devo preoccupare di nulla. IO.
Mio padre sicuramente ha piacere a passare del tempo insieme a noi, ma un intero weekend, in quattro, in un camper (per quanto spazioso possa essere), di certo non è il genere di vacanza che lui predilige… aggiungiamoci inoltre che M ha un caratteraccio e sbotta spesso e volentieri… non con mio padre, ma con me e mia figlia sì… e per mio padre, figuriamoci, toccagli le sue “bambine” e addio… mio babbo è un pacioso per natura, quindi tace e fa finta di niente, ma si vede lontano mille miglia che è a disagio, io mi irrigidisco perché M sbotta, a mia volta gli urlo contro, mio babbo si irrigidisce perché è a disagio, mia figlia che prontamente prende le mie difese… insomma, un delirio.
E se proprio devo essere sincera, per me mantenere una forma di equilibrio diventa davvero difficile ed estenuante.
Io con M sto bene quando siamo da soli, che posso mandarlo affanc*lo quando gli partono i due minuti… ma dover gestire tutti quanti, e cercare sempre di far stare bene tutti, insomma non ce la faccio più!
Sono stanca e avrei anche bisogno di godermi un po’ di compagnia del mio uomo senza dovermi preoccupare dell’aria che respiro… e mi sento egoista anche per questo, ma ad agosto ho organizzato due settimane di ferie noi due soli… mia figlia è da suo padre, e mio padre dovrà trovare modo di organizzarsi da solo… ha miliardi di amici che lo hanno invitato ovunque, deve farsi forza e ricominciare a vivere.
E’ anche la mia vita, in fondo… ho bisogno di ricominciare a vivere anche io:/

Salento – parte seconda

Ahimè, viaggio finito e già rientrata in ufficio da ieri😦
La seconda parte del viaggio si è svolta tra Riva di Ugento (dove siamo rimasti fino a lunedì, per evitare spostamenti nel weekend) per passare al Camping di Punta della Suina: un paesaggio incontaminato (bé, contaminato da un botto di gente, e meno male che era giugno!), un mare incantevole, un posto davvero splendido considerando che il campeggio aveva anche la piscina e mia figlia (sic!) ha preferito vivere in piscina piuttosto che in spiaggia… l’Italia vince e stravince agli ottavi contro la Spagna, e dopo due giorni ci spostiamo a Porto Cesareo, ultima tappa del viaggio al mare. Ci siamo fermati all’agricampeggio Radici, tanto decantato su ogni sito internet, e devo dire assolutamente meritato! Uno dei posti più belli in assoluto, un’accoglienza incredibile, una gestione casalinga ma con tutto organizzato nel migliore dei modi. E la spiaggia… ed il mare… i migliori visti in tutto il viaggio!
Ultimo giorno a Matera, dove posso riabbracciare un carissimo amico che non vedevo da troppo tempo e che ci ospita come fossimo fratelli.
Matera porta sempre con sé emozioni fortissime… ci sono luoghi al mondo a cui si sente di appartenere, ebbene io decisamente appartengo a Matera.
Siamo rientrati venerdì con un “tirone” di 13 ore fino a casa, con soste di tre ore a pranzo in riva al mare in Abruzzo (ultimo bagnetto!) e due ore per cena ad Imola perché ormai eravamo stracotti.
Il bilancio della vacanza è infinitamente positivo… abbiamo vissuto ogni istante, ci siamo abbronzati poco o niente perché il sole davvero scotta troppo laggiù… ma la vacanza è stata perfetta e lo si vede dai vestiti che abbiamo sporcato: io ho vissuto due settimane in costumi da bagno, e vestitini leggeri la sera. Durante il giorno, solo costumi e occasionalmente un vestitino giusto per andare a fare la spesa! Ed infradito, dimenticate scarpe, orologio, tutto ben stipato nel camper…
E adesso si pensa al prossimo viaggio di agosto, pronti… via!

Salento – parte prima

Il viaggio è iniziato lunedì sera, con quattro giorni di ritardo sulla tabella di marcia. La fortuna che il motore non avesse avuto danni, a voler essere sempre positivi! Lato buffo sta che lunedì mio padre doveva portare un nostro cugino a Milano per una visita importante, quindi noi non sapevamo come arrivare a Modena a recuperare il camper… Avremmo dovuto prendere autobus, treno, taxi… Ore e ore di viaggio per soli 50km! Si è offerto “ex marito” di accompagnarci, e nonostante le proteste di M, ho accettato. Pertanto abbiamo approfittato del passaggio e alla fine, M ed”ex marito” hanno chiacchierato come fossero amici da secoli… La vita continua, la ruota gira, tutto si incastra nel giusto posto!

Abbiamo fatto una tirata fino ad arrivare all’inizio della Puglia, dopodiché stremati ci siamo fermati in autogrill per recuperare un minimo di energia… E dopo cinque ore e mezza di sonno, ci siamo rimessi in marcia verso Alberobello, destinazione raggiunta alle ore 10 di martedì mattina. Camper posizionato in parcheggio a pagamento, obbligatorio per i camper, 10 euro al giorno. Visitiamo i magnifici Trulli, decidiamo di pranzare con specialità del luogo ma non nei ristoranti della zona, bensì facendo spesa nei negozi di alimentari… Scelta azzeccatissima, pranzo soddisfacente, pennichella post pranzo (per recuperare il sonno perso) e via spediti verso Otranto, destinazione agricampeggio l’Agrumeto, sulla Baia dei Turchi. Per questo inizio di vacanza, abbiamo dovuto limare via le grotte di Castellana e Ostuni, purtroppo dobbiamo recuperare i giorni persi, ci rifaremo i prossimi anni, purtroppo per questa volta importante è esserci!

L’agricampeggio è strepitoso, ordinatissimo, con gestori simpatici ed accoglienti, ci sentiamo subito a casa. Andiamo alla rinomata spiaggia Baia dei Turchi, decisamente all’altezza della sua fama! La spiaggia è meravigliosa ed il mare ha colori incantevoli, purtroppo per noi un fastidiosissimo vento di tramontana ci impedisce di godere di questo spettacolo e a malincuore dobbiamo rientrare o rischiamo di venir spazzati via. La sera e la notte il vento non concede tregua, al mattino dopo decidiamo di saltare la visita ad Otranto e di cercare riparo sulla costa ionica, che ci dicono essere riparata quando soffia la tramontana. Scegliamo comunque la via costiera per raggiungere Santa Maria di Leuca, il tacco d’Italia.

La strada costiera è un susseguirsi di panorami mozzafiato, con queste alte scogliere ed il mare limpido… Ogni angolo si presta per foto uniche. Saltiamo la grotta Zinzilusa (pentendocene) perché ci accorgiamo troppo tardi di averla raggiunta, ma la strada è stretta e fare manovra con il camper non conviene… Sostiamo al Ciolo per le foto d’obbligo, raggiungiamo il tacco a mezzogiorno. Mi informo per fare il giro delle grotte e prenoto per le 13, nel frattempo ci mangiamo le nostre prime ottime pucce! Il giro delle grotte ioniche (sull’adriatico continua ad imperversare la tramontana…) è strepitoso, io mi faccio il primo agognato bagno della stagione tuffandomi nelle altissime acque della grotta degli innamorati. Il fondale è 4metri ma si vedono le conchiglie sulla sabbia sotto ai miei piedi… Pazzesco!

Riprendiamo nel pomeriggio la via, con destinazione Maldive del Salento. Il parcheggio è disponibile per tutta la notte, se vogliamo rimanere, per soli 4 euro… Rimaniamo! La spiaggia è iper affollata, ma il mare cristallino ci fa tuffare immediatamente nonostante il vento sia freddino… Non ci pentiamo della scelta, è impossibile resistere ad un mare cosi!

La sera ceniamo sul camper perché il vento ci spazza via…e meno male che sullo ionio doveva essere riparato… Macchè! Facciamo una pass guidata in riva al mare al tramonto, qualche foto e poi via, Ci guardiamo la pessima partita dell’Italia in streaming, e buonanotte.

Al mattino ci spostiamo presso il campeggio Riva di Ugento, in località omonima, e scopriamo il paradiso. La spiaggia è immensa, il mare impossibile da descrivere. Rispetto alle tanto rinomate Maldive, qua è dieci volte meglio! Non c’è ressa e per fortuna, il vento ha smesso di infastidire. Siamo già arrivati a giovedì, e finalmente riusciamo a goderci questo meraviglioso mare! Venerdì un caldo atroce,ma la pineta e la fresca acqua marina ci agevolano. Decidiamo di rimanere fino a lunedì, abbiamo corso abbastanza fino ad ora, mia figlia ha trovato delle amiche con cui giocare, e noi ci meritiamo un po’ di relax.

Oggi è sabato e questa prima “quasi” settimana si conclude con bilancio più che positivo… Da qualche giorno non ho ansia alcuna, non ho tachicardia, dimentico orologio e cellulare sul camper, sono in perfetta sintonia con il mio omone , no nricordo quanto tempo sia passato dall’ultima volta che mi sono sentita così bene. È una sensazione che non conosco ma alla quale pare facile abituarsi… Una serenità che non mi appartiene ma che fa parte di me.

Forse, tutti quei sogni e la mia caparbietà nel voler intraprendere questo viaggio a tutti costi, ecco, forse il motivo sta tutto in questa semplicità dell’essere. Nel lasciare tutto altrove, e vivere semplicemente qui, oggi, con la mia bambina ed il mio compagno, e lasciarmi cullare da queste acque cristalline, senza farmi portare via dalla corrente.

E che la prossima settimana sia uguale, che migliore non so come potrebbe!

Salento

E l’avevo ben detto io, che questo viaggio in Salento era osteggiato. L’ho scritto pure in un post recente, parlando delle coincidenze… Ebbene, noi siamo partiti, incuranti di tutti questi segnali, fregandocene se era venerdì 17, fregandocene pure del famoso detto, che di Venere e di Marte non si sposa e non si parte!

Camper fresco di collaudo, carichiamo i bagagli e via… Ascoltiamo la partita dell’Italia, esultiamo per il gol e la vittoria, dopodiché il camper ci fa ciao ciao con la manina e ci costringe a fermarci in autogrill, con il radiatore bucato (radiatore nuovo, cambiato sei mesi fa). Un bel danno, probabilmente un sasso, ma chi lo sa. Fatto sta che a 60km dalla nostra partenza, chiamiamo un carro attrezzi che ci scorta all’ufficio a più vicina. 

Ma io, io! Sono sempre positiva!

Dunque siamo fortunati nella sfiga, la nostra assicurazione ci copre tutte le spese, abbiamo la possibilità di pernottare in un lussuoso hotel 4stelle con area wellness! Ceniamo in una ottima trattoria lì vicino, e trascorriamo la notte godendoci il lusso dell’hotel.

Sabato amaro risveglio: il radiatore va cambiato, ma è sabato quindi non si trova il pezzo di ricambio, dovremo attendere lunedì. Trascorriamo la giornata visitando la splendida città di Modena, possiamo decidere se rimanere nell’hotel fino a lunedì, ma vista la vicinanza a casa decidiamo di farci venire a prendere da mio padre e rientrare a casa, torneremo a prendere il camper lunedì, e ripartiremo per il Salento sperando di aver smaltito tutte le sfighe…

Mia figlia era abbattuta all’idea di non poter visitare questo Salento che ormai ne parliamo da mesi… Come deluderla?

Però io i chiedo… Questo caxxo di 2016 mi ha portato via mia madre, mi ha fatto perdere il mio collega preferito, mi ha fatto andare di mer.a la situazione lavorativa che poi vi racconterò pure questa… Insomma, caxxo di 2016, l’unica cosa che mi teneva alto il morale era sognare questa vacanza… Me la merito, questa vacanza! 

Salento aspettaci… Arriviamo, un po’ in ritardo ma arriviamo! 😅

Incontri

Lo scorso venerdì, mi trovavo in centro per pura casualità: alla sera avevo le mie amiche a cena da me, mi era rimasto un coupon in scadenza per un metro di pizza, avevo pensato di approfittarne per la serata. In centro venerdì pomeriggio iniziava una bellissima manifestazione di generi alimentari del territorio, pertanto mi sono persa per le bancarelle, e mi sono imbattuta in un mio ex che presentava le birre di sua produzione.
Tralasciando il mio ben noto amore per la birra, vorrei soffermarmi sul fatto che questo ex non fa parte dei “soliti” ex: questo è stato il mio primo amore, avevo 14 anni e lui è stato il mio tutto… compreso essere la mia prima soffertissima delusione, quando mi ha lasciata perché preferiva andare a giocare a calcio con gli amici piuttosto che al cinema con me! Ci eravamo reincontrati alla fine della maturità, ci eravamo rimessi insieme ma era durata solo pochi mesi, io andavo in vacanza con le mie amiche per la prima volta nella vita, e vi lascio immaginare quello che ho combinato in quella vacanza…
Lui è comunque rimasto sempre nel mio cuore, un amore così grande non lo si dimentica, del resto nella vita ho amato così tanto solo lui ed il mio ex marito… non che ci sia da fare a botte, nel mio cuore, insomma…
Ritornando a venerdì, ci siamo messi a chiacchierare, guardo l’orologio ed era passata oltre un’ora. Un’ora! Un’ora??? Ma dove è volata quell’ora? Dove è sparita in quell’ora, quella me sempre affannata e di corsa, che avevo mille cose da fare, e preparare per la cena, e pulire casa, e insomma venivano le mie più care amiche e io invece di sistemare per la serata, me ne stavo un’ora a far chiacchiere?
Mi sono persa nel suo sguardo, nel suo sorriso, nella sua solita ironia. Ed è finita che io dovevo correre via, ma lui si era perso nel mio sguardo e quindi abbiamo continuato a salutarci, guardandoci negli occhi, un bacetto sulla guancia, ancora due chiacchiere, ma poi dobbiamo salutarci, e ci guardiamo, e ci diamo un bacetto sulla guancia, e insomma è finita che ci siamo salutati cinque o sei volte, non so neanche più quante.
Poi sono andata a ritirare la pizza, che visto il ritardo l’avevano venduta ad altri, e ho dovuto aspettare altri dieci minuti che me ne preparassero un’altra, e sono arrivata a casa e ho fatto il minimo indispensabile per rendere me e la casa presentabili, perché le amiche che aspettavo per cena sono mie amiche dalle scuole medie, e quando ho raccontato loro quanto accaduto nel pomeriggio, è svanito il caos che avevo in casa, e la loro domanda è stata unisona: “e adesso lui com’é?”, le mie amiche che all’epoca mi avevano asciugato le lacrime, consolata, ascoltata nei miei innumerevoli momenti di agonia, quelle cose che solo chi ha avuto un grande amore a 14 anni può sapere cosa sia.
E io l’ho avuto, questo grande amore, ed è stato bello ritrovarlo per un’ora, e risentirmi 14enne di nuovo, sentirmi così pienamente me stessa, rilassata, senza mondo addosso, solo io, per un’ora, ed è stato fantastico, così forte che ancora oggi me lo porto stretto nel cuore, quel pezzo di sentimento tutto mio.
Grazie❤

coincidenze

Sì, lo sapete già, a me le coincidenze piacciono!
Ad ottobre dello scorso anno, avevo scritto questo post.
Oggi si stanno continuando a verificare questioni importanti che sanciscono in modo inequivocabile una svolta. Qualcosa si muove, qualcosa cambia. Ho perso mia madre, è già questo è un cambiamento radicale nella mia esistenza. Fra pochi giorni mia figlia terminerà la quinta elementare. E anche questo non è certo poco…
Domani avremo un altro importantissimo traguardo, ma lo scrivo domani perché sì, sono schifosamente scaramantica!
E no, non sono incinta. Così, ci starebbe quasi bene pure questo, ma no, niente gravidanza.
Piuttosto, è successo che oggi il mio amato collega giovane ha rassegnato le dimissioni, già da un anno ormai la ditta per cui lavoro è in evidente declino, queste sue dimissioni potrebbero accelerare la dipartita dell’attività lavorativa. Io vedo una chiusura entro la fine di quest’anno.
Ho deciso di non pensarci. Mando in giro qualche curriculum ogni tanto, ma non vengo mai richiamata, ho un’età difficile, tantissima esperienza ma su ambienti datati, in più sono donna, che nel settore faccio la mosca bianca. Ad oggi, nessun contatto.
Scelgo di farmi le ferie senza pensarci, se la ditta chiuderà avrò comunque la disoccupazione pagata per un po’ di tempo, durante il quale sarò più libera di cercare lavoro… e la mobilità, che sicuramente agevolerebbe il mio curriculum durante la ricerca!
Pertanto, fino a questa eventuale chiusura dell’azienda, rimango a scaldare la scrivania ed intascare lo stipendio garantito… poi ci penserò. Non oggi. Più avanti. A fine anno. Ecco.
Tornando alle questioni “coincidenze”: fra tre settimane partiremo per un viaggio in Salento. Sono mesi che lo sogno e lo pianifico, e non avete idea di quanti intoppi ci siano stati… trovare un periodo che andasse bene a tutti, programmare le date con precisione certosina per incastrare anche le esigenze di *ex marito* nei confronti della bimba, farci stare pure una vacanza al mare per nonno-bimba, e le ferie mie e di M, insomma, un casino che non vi dico. Con tutti questi intoppi, tutti questi venti negativi contro questo viaggio, per come sono fatta io avrei dovuto rinunciare. Per la scaramanzia, se tutto quanto si oppone al mio viaggio, direi “questo viaggio non s’ha da fare”!
Invece, non so perché, questa volta mi ci sono incaponita. Io questo viaggio lo voglio fare. Punto. A dispetto di tutto e di tutti, noi partiremo.
E allora di scaramanzia non mi rimane che scriverlo qua, che se questa vacanza sarà un disastro, ecco io me la sono andata proprio a cercare.
Per tutto il resto… chi vivrà, vedrà!

Bia vs. chiesa – atto 2

La prima parte, ovvero l’inizio di questo anno di catechesi, la trovate qui.
Lo scorso weekend, la classe di catechismo ha organizzato un ritiro di due giorni in un ostello della provincia. Una cosa carina, per far stare insieme i bimbi, giocando e parlando di temi quali famiglia, fratellanza eccetera. I poveri catechisti si sono presi in carico un impegno non certo piccolo, visto che si parla di 4 catechisti contro 20 bambini!
Hanno chiesto supporto a noi famiglie, per aiutare nella cena del sabato e nel pranzo di domenica. Ho offerto il mio aiuto per il sabato, visto che la domenica si erano offerte altre persone… e ci siamo ritrovati io ed M, da SOLI, ad organizzare la cena di questa orda di piccoli barbari! E’ stato stancante ma divertente, una corsa contro il tempo (che i bimbi, quando hanno fame, hanno FAME. Tutto e subito, una voracità fuori dal comune), un po’ masterchef improvvisati, in una cucina di cui non conoscevamo nulla, organizzare le porzioni, il servizio a tavola, non bruciare nulla…
E’ stato un successone, complimenti su complimenti, abbiamo portato a termine la missione in un’ora e mezzo (compreso apparecchiare-sparecchiare-pulire), lasciando la cucina splendente ed in perfetto ordine… malignità nel constatare che invece domenica (che pure erano in dieci ad aiutare!) la cucina era stata lasciata in totale caos… e ho riordinato io prima di riportare la bimba a casa.
Osservavo ieri pomeriggio, durante le attività di gruppo (genitori-bimbi), che il parroco è davvero un brav’uomo, è anche simpatico poveretto, i catechisti sono tutte brave persone molto volenterose ma poco organizzati… apprezzo soprattutto il non voler costringere a tutti i costi le famiglie alla vita parrocchiale, il parroco apprezza quel poco che uno riesce a dare, alla fine della messa ha detto “ci vediamo domenica prossima in chiesa, chi riesce a venire è sempre benvenuto!”, così diverso da quei preti che scatenano maledizioni su chi non si presenta puntuale alle messe!
Insomma, io questa parrocchia la promuovo a pieni voti, nonostante la disorganizzazione palese. E’ un po’ spelacchiata, un po’ disorientata, la buona volontà da sola non basta, però a me fanno tenerezza e voglio continuare ad aiutare, magari un pochino più presente alle attività, visto che ciò che di certo a me non manca, è proprio il saper organizzare!
Segnato nei miei buoni propositi per il prossimo anno… chissà🙂

Un altro passo

Un altro duro scoglio è stato spazzato via, egregiamente direi.

Domenica sarebbe stato il 60esimo compleanno di mia madre, quei 60 anni che purtroppo non ha raggiunto. Io ho voluto a tutti i costi scappare dalla città per il weekend, volevo cambiare aria, allontanarmi da tutto quello che avrebbe potuto farmi male. Così, nonostante le previsioni meteo pessime, ho scelto di trascorrere il weekend al lago, uno dei posti che più mi rilassano.

Mio padre non voleva assolutamente venire con noi in camper, non voleva disturbare, le solite scene voglio-ma poi disturbo-allora dico che non mi piace il camper-però vorrei venire. Alla fine l’idea di rimanere a casa da solo è stata più intollerabile del cedere al nostro invito, pertanto siamo partiti in questa nuova avventura.

M è stato un tesoro, si è preoccupato in ogni modo di far sentire mio padre a suo agio, eravamo un po’ tutti sulle spine, gli spazi su un camper sono minimi e io in particolare, ho bisogno dei miei rituali… Ed ho un carattere ciò,  pertanto ho morsicato la lingua più volte e ho cercato di adattarmi a questo nuovo equipaggio. Che francamente, fa bene anche a me imparare a smollarmi un po’!

Il weekend è stato meraviglioso, la pioggia ci ha colto solo dopo cena mentre rientravamo al camper (per fortuna, solo cinque minuti a piedi… Ma sotto il diluvio universale), la domenica l’abbiamo trascorsa facendo una bella passeggiata al mattino, tra negozietti e bancarelle, ad acquistare formaggi da sfrigolare sula piastra per il pranzo. Nel pomeriggio siamo andati alle terme (aquardens. Lo consiglio a chiunque voglia provare) ed è stato favoloso, sembrava dovesse diluviare nuovamente invece è perfino uscito il sole, ha piovuto solo mentre ci spostavamo in camper verso casa la sera, insomma siamo stati graziati alla grande!

La sensazione più curiosa l’ho provata domenica mattina, passeggiando per le vie del paese, avevo dimenticato il cellulare sul camper e non ne ho sentito la necessità, tanto che nemmeno me ne ero accorta. Rientrata al camper, ho visto il cellulare e ho detto chi se ne frega di averlo dimenticato… Le uniche persone di cui mi importa le ho con me, oggi. Tutti gli altri possono aspettare! Ed è stato un sollievo…pensando a quei due mesi con mia madre in ospedale, in cui vivevo con il cellulare incollato alla tasca, temendo “quella” telefonata.

Vi lascio un’immagine scattata al volo mentre rientravamo dopo la cena di sabato… Il vecchio e la bambina… Il mio passato ed il mio futuro ❤️

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