cronache sparse

Il nuovo lavoro è partito in smart working, sono riuscita a recuperare il pc giusto l’ultimo giorno prima delle varie restrizioni-ulteriori restrizioni-restrizionissime. Ho contatti con i nuovi colleghi tramite skype, sto seguendo corsi sul programma di produzione che è il core business aziendale, sto esplodendo di idee su come gestire la mia attività futura, sono un bollitore di entusiasmo che fatico a contenere.
Ma contengo.
Che tanto, qualsiasi cosa mi venga in mente, non è fattibile poiché richiede la PRESENZA. E come tutti quanti, mi chiedo QUANDO, senza avere purtroppo alcuna risposta. Smetto di chiedere e vado avanti finché si può, per quanto sia presumibile che la prossima settimana faremo anche noi ferie e/o cassa integrazione. Bel modo di partire con un nuovo lavoro… ma si fa, si va avanti, un giorno alla volta, senza porsi troppe domande, senza porsi troppi obbiettivi.

M ha avuto la peggio: con entusiasmo aveva firmato il rinnovo del contratto per altri due mesi, e si ritrova ora in cassa integrazione con uno stipendio decimato, avrebbe potuto rimanere in disoccupazione a stipendio pieno… ma è andata così e così ce la teniamo.

La mia figliola sta facendo lezioni, compiti “in classe”, interrogazioni, tutto online. La sua scuola si è ben attrezzata e il suo entusiasmo non è diminuito, certo patisce la situazione, il non poter fare il corso di teatro (che sta comunque facendo, poco poco, anche questo online), non poter vedere le amiche. Per i nostri ragazzi non è facile, però penso a quanto sono fortunati ad avere comunque il loro mondo sotto mano, vivevano già in gran parte nel loro mondo virtuale, con contatti prevalentemente via whatsapp, in fondo non è cambiato più di tanto.

La mia vita sociale si è assestata sulle piccole spese nei negozi del quartiere, ho la fortuna di avere qualsiasi genere di alimentare a distanza di pochi metri, cerco di organizzarmi per uscire il meno possibile e riesco a gestire le scorte senza problema alcuno. Oggi ho fatto la mia prima spesa all’ipermercato, mi è andata piuttosto bene, coda smaltita rapidamente in dieci minuti circa, spesa fatta in mezzora riempiendo il carrello di ogni cosa mi potesse servire, fatto spesa anche per i suoceri, per un po’ dovrei essere a posto.

Mio babbo soffre lo stare in casa, del resto lo soffriva anche quando si poteva uscire liberamente, figuriamoci ora. E infatti, esce. Con mascherina, ma esce. Va a fare la spesa ogni giorno pur di avere qualcosa da fare, prepara pane in quantità industriali che poi porta a sua madre (e fin qua ci sta…) e alla sua compagna, che frequenta, con o senza pane, tutti i giorni. Io lo capisco che si sente solo, più di una volta mi ha chiesto se voglio il pane me lo porta, a me dispiace veramente tantissimo non vederlo ma se dobbiamo stare in casa, stiamo in casa. Se devo vedere lui, che comunque va in giro, che comunque frequenta altre persone (la sua compagna a sua volta ha due figlie in casa, che a loro volta hanno fidanzati che le vanno a trovare, che a loro volta avranno famiglie di cui non so nulla, e così via e così via…), insomma, che senso ha tutto quanto? Quindi lo chiamo ogni giorno, ci mandiamo foto e abbracci virtuali, e noi ce ne stiamo in casa. Da soli.

Infine, la mia dieta sta procedendo molto bene. Ho perso 4kg, che era il mio primo obbiettivo del “rientrare nei jeans”. Ora mi mancano solo 2kg da perdere, per l’obbiettivo “ritornare magrissima e fichissima”. Quando tornerò nel mondo reale, lo farò in grande stile 😀
Sono contenta di essere in dieta in questo periodo. Mi cucino verdure e i cibi previsti dalla dieta, non mi sfondo di alcolici, mi sento bene. Se non avessi iniziato questa dieta, il rimanere a casa so che mi avrebbe fatto bere alcool in quantità eccessive… così invece, vivo serenamente anche la dieta. E’ stato stupefacente, in questo mese, riscoprire la gioia di leggere un libro la sera prima di dormire (visto che non crollo addormentata per la vodka) o ricordare con assoluta precisione le serie tv viste la sera (e non ovattate ed incerte). Temevo di avere difficoltà a dormire, senza la vodka. Invece dormo. Faccio un po’ fatica ad addormentarmi, ma poi dormo. Mi sveglio almeno tre volte a fare pipì, come ho sempre fatto da che ho memoria… tranne gli ultimi anni, in cui la sera non bevendo acqua, non si presentava la necessità. Ora con tutta l’acqua che bevo, pare fin strano che mi bastino tre puntate al bagno! 😀

Finisco qua le mie cronache… oggi fuori c’è un bel sole, piuttosto freddo ma il cielo è sereno, l’aria incredibilmente pulita e respirabile. Tengo le finestre socchiuse e vado di corsi online per il mio smart working.

Vi mando un abbraccio, virtuale oggi più che mai…

No panic… ok, panic!

La situazione virus la conoscete a sfinimento, non aggiungo altro che già non sappiate.
La mia situazione lavorativa sta per giungere al termine, questa è l’ultima settimana. A chi mi diceva che “tanto due mesi passano in fretta”, rispondo che no, questi due mesi di preavviso sono stati INFINITI, e ancora questi ultimi tre giorni e mezzo lo saranno.
In ufficio devo venirci, pur potendo fare passaggio consegne in smart working, perché il capo ha deciso che essendo la mia ultima settimana, DEVO venire in ufficio. Ognuno in ufficio separato, ma tutti qui. Ci ha dato le mascherine, ma tutti qui. E’ un signore anziano che vede lo smart working come un modo per consentire al dipendente di truffare l’azienda non lavorando… inutile provare a spiegarglielo. Dunque, per questi ultimi giorni, terminato il passaggio consegne giornaliero fissato per il mattino (perché il collega a cui faccio formazione, lui al pomeriggio fa smart working – LUI), ho deciso che al pomeriggio dedicherò il mio tempo a candy crush, a riviste online, al blog… tutte cose utilissime all’azienda, perché si sa, che è in ufficio non truffa l’azienda e lavora seriamente… questo vuole e questo avrà 😉
(del resto, non che abbia granché da fare di lavoro, visto il periodo…)
Panico perché lunedì inizio a lavorare per la nuova azienda e mi chiedo DOVE e COME, vista la situazione. Almeno il pc ed il telefono mi occorrono! E un elenco dei clienti! E dei moduli che hanno!!! AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Sono ingegnere, non avere tutto sotto controllo mi sta facendo impazzire. Cerco di vivere un giorno alla volta e vado avanti così… E un giorno alla volta, sia :/

Aggiornamento ore 15:
Sono riuscita a parlare al telefono con il mio futuro capo, per fortuna le idee che avevo in mente io per iniziare il lavoro da lunedì, coincidono con quelle che aveva in mente lui. L’ho sentito soddisfatto e soprattutto sollevato nel sentirmi così competente e sicura di ciò che sono in grado di svolgere nei vari compiti che avrò. In fondo lui mi ha parlato solo in occasione dei due colloqui e non sa quanto io effettivamente sia capace. Penso che per loro potrò essere una fantastica sorpresa, perché dai pochi confronti che ho avuto con loro, mi sembra di aver capito che non si aspettano che io sia tutto ciò che di fatto invece sono 🙂
Ora sono carichissima e non ho più panico, solo tanta, tantissima voglia di iniziare!

A dieta

Giusto che sono dieci giorni che seguo scrupolosamente la dieta che mi ha dato la nutrizionista, scrivo per aggiornarvi (in realtà, scrivo quando sono depressa ed ovviamente essere a dieta mi deprime).
In questi dieci giorni sono stata bravissima ed i risultati già si vedono. Verrebbe da dire “grazie al caxxo”, visto che prima bevevo alcolici che neanche un marinaio veneto, ed ora a dieta mi viene concesso solo lo shottino di vodka serale, che posso concedermi rinunciando a qualsiasi forma di carboidrato dopo quelli ingeriti a pranzo. Vi assicuro che tengo talmente tanto alla mia vodka, che non tocco carboidrati. Nulla. Sono bravissima e scrupolosissima! Ergo, toglimi i carboidrati e gli alcolici alla sera, e come dicevo prima “grazie al caxxo” se sto già dimagrendo e soprattutto mi sto sgonfiando a vista d’occhio!
Questa dieta mi piace moltissimo e questa è la cosa fondamentale per farla andare bene. Mi piace che sia stata concessa l’importantissima vodka, che visto quanto bevevo prima è come mettere una goccia nel mare, ma è importante dal punto di vista psicologico il solo sapere che ci sia e che ci possa essere. La mia “coccola” serale.
Mi piace avere i carboidrati a pranzo, che insieme a verdura e proteine non mi fanno accusare mal di testa da stanchezza al pomeriggio (fondamentale per una dieta bilanciata, saziare e nutrire senza patire stanchezza o attacchi di fame). La sera faccio un po’ più fatica ma sono appena agli inizi, sto cercando di inventarmi ricette gustose, avere pagato una nutrizionista mi consente di dire ad M di arrangiarsi e mangiare quello che gli pare se non gli sta bene quello che cucino per me (esempio: pesce, che lui non mangia volentieri). Di notte mi alzo duemila volte per fare pipì, ovvia conseguenza della mancanza di carboidrati e di alcool.
Tutto azzeccato dunque, perché un altro problema (oltre all’alcool) era ovviamente dovuto alla premenopausa, ergo ritenzione idrica notevole, che a quanto pare con questa dieta viene combattuta nel modo corretto.
Soprattutto, mi sento bene. Sono carichissima e motivata. Il mio motivo principale è che fra dieci giorni inizierò il lavoro nuovo e voglio arrivarci bellissima e magrissima e meravigliosa, in modo da incantare tutti, non solo con il mio cervello ma anche perché sono strafichissima.
E modesta.
No??? 😀

Fine febbraio

Fra due giorni sarà l’anniversario della morte di mia madre, quattro anni da quel 29 febbraio, il giorno che non c’è, che per la prima volta ritorna. Sto cercando di non pensarci e mi riesce benissimo, faccio un rapido elenco per darvi un’idea:
– problemi di salute dei miei suoceri, attualmente stabili e in ottima ripresa, che comunque non siamo totalmente sereni visto il pregresso
– corse per richiedere il mutuo per il bilocale, che ancora non si sa se ci salteremo fuori. Di certo non aiuta il fatto che M sia a tempo determinato, il mio solo stipendio non è sufficiente a coprire la percentuale richiesta (avendo io il mutuo di casa mia). Sono comunque ottimista, rimane da giocare la carta di mio babbo, che economicamente sta benone. Bisogna solo attendere
– lavoro che sto freneticamente portando a termine per andarmene da questo ufficio a testa alta e non lasciare malcontento di alcun genere. Il capo quando lo aggiorno sugli ultimi progressi mi sorride e ringrazia. Lo vedo che gli dispiace che me ne vado, ogni giorno di più. Ma leggete il punto sotto e mi troverete sempre più ansiosa di andarmene
– collega nuovo che si rivela un ignorante ogni giorno di più, tanto che se non avessi dato le dimissioni, le starei dando adesso. E’ maleducato, ignorante, e in più di un’occasione ha bestemmiato contro i colleghi. Il capo lo difende, prima dell’ultimo mio giorno parlerò con il capo e gli fornirò le mie impressioni in merito. Poi, se preferirà continuare a credere nel suo “meraviglioso investimento” piuttosto che a me, che sono qua da 16 anni, amen. La collega che lascio sola con questo soggetto l’ho già istruita di registrare sempre tutto (ieri lei ha registrato mentre lui le ripeteva più di una volta che non ha problemi a picchiarla se si ostina a rispondergli. Che lui è il capo e lei deve obbedire. Poi le ha detto che quando si arrabbia è ancora più bella. Devo aggiungere altro?)
– coronavirus, che l’ho messo per ultimo perché preoccupa eccome, ma in merito a questo sono fatalista, se capita, capita. Prendiamo le dovute precauzioni, soprattutto i miei suoceri sono stati istruiti a fare attenzione quando escono, uscire meno possibile, la spesa gliela facciamo noi per fargli evitare luoghi affollati come supermercati, quando portano fuori il cane non stare troppo vicini alle persone con cui parlano, lavarsi bene le mani al rientro in casa… niente di più di quanto già dicano e suggeriscano tutti. Dal canto nostro, mia figlia è a casa da scuola (le hanno chiuse, lo sapete già) e frequenta un paio di amiche con cui fa i compiti, M lavora in un’officina, io in ufficio con tutte le attività di consulenza sospese quindi contatti solo con i colleghi, faccio la spesa, per il resto casa-lavoro e stop. La nostra vita va avanti più o meno come al solito, se deve capitare, affronteremo la questione nel “momento in cui”. Per ora cerchiamo di prevenire per quanto possibile.

Alla luce di quanto sopra, come vedete, non ho modo di annoiarmi o di pensare più di tanto. Si va avanti a testa bassa come sempre. Con una piccola news di cui vi racconto per farci una risata: sono stata dalla nutrizionista, e ufficialmente da lunedì sono a regime alimentare ridotto (dieta mi pare eccessivo). La dottoressa mi ha rassicurato che non sono grassa e che starei bene anche così, ma capisce che essendo stata io sempre più magra (sempre portato 6kg in meno di ora), questi kg in più mi disturbano, mi affaticano, non mi sento bene con me stessa. Quindi, regime alimentare ridotto, per cercare di combattere più che altro la ritenzione idrica e il cambio ormonale di questo periodo di “pre-menopausa”, tutto legato all’età insomma. E agli alcolici, ma questo già si sapeva. Tolti gli alcolici e modificato l’alimentazione in modo da contrastare la ritenzione, sembra che con poco sforzo dovrei riuscire a rientrare nei miei kg abituali (e nei cari, vecchi jeans che non entrano più…). Per ora in questi tre giorni sto tenendo bene. Pensavo di accusare molto peggio la mancanza del bicchiere di vino la sera e della vodkina dopo cena, ma vedo che per ora non ne risento, anzi direi che ne risento in modo positivo perché sento che già mi sto sgonfiando parecchio. Sono sicura di riuscire a reggere la dieta senza problemi per la prima settimana. La seconda sarà la più difficile. Poi forse riuscirò a proseguire senza grossi disagi.
La verità è che sono motivatissima dal fatto che fra due settimane e mezzo inizierò il nuovo lavoro… quale migliore occasione per rendermi bellissima e meravigliosa, presentandomi ai futuri nuovi colleghi? 😀
Vuoi mai che ce ne sia uno giovane e bellissimo in cerca di una splendida milf… 😀

Contropartite

Negli ultimi post vi ho scritto di quanto fosse partito bene il 2020, di fatto nelle ultime settimane è andato tutto in vacca, non tanto nelle cose positive che per fortuna permangono (lavoro – bilocale – figlia – M), quanto perché ho mio padre costantemente ammalato da inizio anno, passa da un’influenza all’altra, il suo dottore minimizza ma io inizio a preoccuparmi sul serio e non so come convincerlo a fare qualche esame del sangue. Lui dice che se il dottore è tranquillo, pure lui sta tranquillo. Di fatto io non sono tranquilla per un caxxo, sarà che si avvicina il quarto anniversario della morte di mia madre, sarà che è il “primo vero” anniversario della sua morte (29 febbraio…), tranquilla non la sono affatto.
Peggio di questo, mia suocera è stata operata domenica, le hanno asportato un pezzo di polmone, aveva un tumore già da due anni, finalmente si sono decisi ad asportarlo. Il tumore era ben circoscritto, non c’erano metastasi, quindi con la rimozione del polmone dovrebbe tornare tutto nella norma… l’operazione avrebbe dovuto essere fatta in microchirurgia, con degenza di cinque giorni al massimo, purtroppo non sono riusciti ad operarla in questo modo perché aveva i tessuti troppo duri e sanguinava troppo, pertanto l’hanno operata “vecchia maniera” con tecnica decisamente più invasiva e conseguente degenza molto molto più lunga, i primi giorni in terapia intensiva, costantemente sedata. Ieri sera l’hanno trasferita in reparto, è fuori pericolo, seguirà degenza in reparto fino a riabilitazione avvenuta.
Di per sé non sarebbe nulla di particolarmente preoccupante, se non che domenica M si è preso un’influenza allucinante che ancora oggi ha la febbre, quindi non ha potuto seguire ed aiutare sua madre in questi giorni, ci siamo affidati alle zie e cugine, per fortuna non si sono tirate indietro e fino ad oggi ce la siamo cavati così. Diciamo che non mi aiuta il fatto di essere a cavallo dell’anniversario di cui sopra, moralmente sono parecchio affaticata.
Mio suocero è a casa da solo e passavo io mattina e sera a controllare che prenda le medicine (ricordo che a dicembre ha avuto un infarto), ogni volta che tarda mezzo minuto ad aprirmi la porta mi sale un’ansia che non avete idea. Per fortuna è abbastanza autonomo, la moglie gli aveva lasciato cibi monoporzionati in congelatore che lui scongela e mangia, riesce a vestirsi e lavarsi da solo quindi per ora ce la caviamo, questo weekend gli cucino monoporzioni per la settimana prossima così stiamo tranquilli anche in questo.
Ieri sera, quando mio padre mi ha detto che aveva di nuovo la febbre, dopo aver sentito al telefono mia suocera che comunque è ovvio che sta male, insomma sono crollata e mi sono fatta un buon dieci minuti di pianto isterico, in bagno con la porta chiusa e il rubinetto aperto per non farmi sentire, mi ci voleva uno sfogo.
Erano anni che non mi capitava, settembre 2016, lo ricordo benissimo, una crisi di panico in piena regola, ieri sera più o meno uguale. Adesso mi sento meglio, sono ancora un po’ sbattuta a dire il vero, ho il morale un po’ troppo giù.
Mi sforzo di concentrarmi sui pensieri positivi, la pagella di mia figlia con la media dell’8, il lavoro nuovo che mi pare un miraggio ancora lontano visto che manca ancora un mese, ma è un pensiero talmente tanto positivo che lo tengo stretto stretto stretto.
Andiamo avanti.

Un bilocale

E’ un anno ormai che giriamo agenzie immobiliari del quartiere per cercare un bilocale, l’intenzione è acquistarlo per togliere i miei suoceri dall’affitto che stanno pagando: investiamo i nostri risparmi che coprono buona parte della spesa, loro pagano la rata del mutuo (molto inferiore all’affitto) e a noi rimane l’investimento immobiliare. Non abbiamo fretta, importante trovare un bel bilocale, il quartiere è di per se una garanzia di investimento. Ne abbiamo visti tanti, ad uno abbiamo fatto offerta non accettata…
Il giorno in cui ho firmato il contratto con la nuova azienda con cui lavorerò a breve, mi ha chiamato l’agente immobiliare per propormi un nuovo bilocale, quello giusto, mi dice, e avendone visti almeno dieci con lui, so che sa bene cosa stiamo cercando. Fissiamo per vederlo due giorni dopo e dopo la visita facciamo subito offerta perché si, è IL bilocale che stiamo cercando. È a fianco casa nostra, palazzina piccola, bel parco condominiale, 70mq, termoautonomo, garage, ristrutturato nuovo, posto auto. Posto auto lo sottolineo, avendo appena accettato un lavoro in cui mi danno fissa macchina aziendale che non avrei saputo dove mettere, essendo questa zona di righe blu.. cade a puntino a dire poco!
Poi sapete che mi piace vedere segni ovunque, ma ci sono tante di quelle piccole cose, il notaio, il palazzo, il parco e tanto tanto altro… ma vabbé, mi piace pensare sia così, un risarcimento al primo vero anniversario dalla morte di mia madre, visto che è mancata in anno bisestile, nel giorno che non esiste, quattro anni fa.
Come scrivevo, questo “venti venti” è partito troppo veloce e non riesco ancora a stargli al passo, fra pochi giorni operano mia suocera togliendole un pezzo di polmone, non sono cose piccole da associare all’anniversario di cui sopra, insomma, non è semplice.
Però ho anche mia figlia che ha finito il primo quadrimestre di liceo scientifico Cambridge con la media dell’otto e non ho altro da aggiungere… si va avanti, avanti, avanti!! Le marce le ho ingranate giuste… speriamo di non andare a sbattere contro un muro 🙂

Una partenza a tutto sprint

Avrei voluto intitolare “a tutta birra”, poi mi è venuto in mente lo spritz, anzi no, lo sprint. Faccio battutaccia tanto per alleggerire il post, che altrimenti vado in iperventilazione da ansia, visto che sono successe mille cose contemporaneamente e manca il fiato e gira la testa, a pensarci.
Sono stata convocata a secondo colloquio nell’azienda di cui ho scritto nei post precedenti. Il colloquio è stato un po’ surreale, ho parlato una decina di minuti di fronte a quattro estranei, di cui uno vicepresidente di multinazionale, che annuivano sorridenti e felici facendo cenni di assenso verso il quinto soggetto, colui che mi aveva fatto il primo colloquio. Il tutto si è concluso con una pubblicità promozionale della loro azienda, per convincermi ad accettare il posto di lavoro al grido di “vogliamo te!”. Ho accettato.
Dopo aver firmato la proposta di impegno, ho ricevuto un messaggio dall’agente immobiliare che ci stava seguendo per la ricerca del bilocale da acquistare per i miei suoceri, che mi scriveva che questa volta era certo di aver individuato l’immobile perfetto… ma di questo vi parlerò poi.
La mattina successiva ho dato le dimissioni, in fretta e furia per rispettare la scadenza del 15 del mese imposta dal contratto del commercio. Ho 60 giorni di preavviso, un’eternità purtroppo, ma ben sapendo in che condizioni lascio i colleghi, ho deciso di farlo più che altro per rispetto nei loro confronti, per cercare di lasciare il lavoro più “in ordine” possibile. Il capo non l’ha presa bene, ma questo era prevedibile visto il bel colloquio avuto prima delle feste… ho cercato di spiegargli che mi è stata offerta un’opportunità eccezionale alla quale non potevo rinunciare. Alla fine, ha visto che ero comunque molto scossa e dispiaciuta e a malincuore mi “lascia andare”.
Il nuovo arrivato mi ha chiesto se vado via a causa sua. Non ho infierito, del resto è anche per causa sua, non per lui in quanto tale ma per le scelte fatte dall’azienda… che fra parentesi, in questo mese è più che evidente il fatto che volevano un maschietto da inserire nella cerchia dei maschietti al vertice… amen, ognuno fa le scelte che ritiene più opportune… io ho scelto di andare.
Più rimango qui a fare questo immenso preavviso, più sono felice di andare. Vedo tutto con occhio più critico e ne stanno accadendo una via l’altra… non ultima, la chiusura del cliente più importante dell’azienda (parliamo del 30% del fatturato!) che avrà come giorno di chiusura ufficiale lo stesso mio ultimo giorno di lavoro (giuro!). Questo scossone enorme mi fa pensare che l’azienda potrebbe avere evoluzioni piuttosto drastiche… ad esempio un cambio di sede, per risparmiare sulle spese di gestione, chiudere questa sede per trasferire tutto verso la sede principale nella città vicina… ma non sarà un problema mio, per fortuna.
A volte mi coglie all’improvviso il pensiero di quando andrò via, e mi manca il fiato. Non per timore, solo in parte molto piccola ho timore. L’emozione più grande è il sollievo, unito ad un entusiasmo di cui non ricordavo più l’esistenza. Sono carichissima, entusiasta in modo pazzesco, ho mille idee, mille progetti, mille su mille su mille.
Questi giorni di preavviso dureranno un’eternità, a fronte della voglia di partire verso la mia nuova avventura!
Mi meraviglio della mia quasi totale sicurezza di farcela. Io sempre dubbiosa, io sempre umile, sempre incerta, insicura delle mie capacità. E invece.
In questi ultimi quattro anni ho fatto talmente tanto, oltrepassato ogni limite, imparato tantissimo, ho avuto riconoscimenti continui da parte dei clienti, tutto quanto fatto in questo periodo mi ha fatto crescere in modo davvero incredibile, ed eccomi qui, oggi, consapevole delle mie capacità e del fatto che se non so, so di poter imparare senza problemi. So di valere. Non potete neanche immaginare cosa significhi per me questa consapevolezza, mi dà quasi le vertigini. Mi sento un po’ l’aquila che si credeva un pollo, adesso so di poter essere anche l’aquila che sono e ho solo tanta voglia di spiccare il volo!

…spero di non sfracellarmi al suolo 🙂

p.s. dell’appartamento vi dirò in un prossimo post… pazientate!

Inizio anno col botto?

Appuntamento fissato per mercoledì prossimo con l’azienda del colloquio fatto prima di Natale. E andiamo a sentire che cosa mi verrà proposto concretamente.
Nella mia attuale ditta mi hanno realmente riconosciuto il premio produzione a fine anno (400 euro. mica male), l’aumento di stipendio ancora non l’ho visto ma presumo per tempistiche di adeguamento di contratto. Il nuovo arrivato non è male, è sicuramente un uomo in gamba con buone competenze. Ciò non toglie che non sa nulla di nulla ed è stato preso per una posizione in cui, francamente, io sarei stata più che perfetta. Ma non sono stata presa in considerazione, e questo è quanto.
Nell’altra azienda mi viene offerto il posto di responsabile, totale autonomia, più responsabilità ma di sicuro più soddisfazione. Probabilmente anche più soldini, vi saprò dire settimana prossima.
Da un lato la copertina calda di un lavoro sicuro e senza responsabilità, tranquillo, senza scossoni. Una confort zone senza grandi aspettative di crescita o cambiamento. Un’azienda vecchio stile (molto vecchio stile) in cui i padroni vogliono sì investire ma nel contempo, mostrano mentalità veramente retrograda considerando che siamo un’azienda informatica.
Dall’altro lato il brivido di mettersi in gioco per la prima volta in vita mia. Tanti km al giorno. Tanta nebbia (penso sia la cosa che più mi spaventa). Una ditta giovane, solida, al passo con i tempi e con l’informatica che vola. La responsabilità. Il fare un mestiere che mi piace e che so fare benissimo, dovendo rendere conto principalmente a me stessa.
Tanti pro e contro da entrambe le parti, poco da dire.
Tanta voglia di mettermi in pista e dimostrare quanto valgo, questo sì. Tanto.
Il dispiacere eventuale nel lasciare una confort zone e nel lasciare l’azienda attuale letteralmente nella mer*a (a metà gennaio sta a casa anche un’altra collega, in maternità…). Dispiace a livello personale per i colleghi che rimangono, capo compreso (quello che mi ha dato il premio produzione, con cui avevo parlato il mese scorso). Dispiace per nulla per la dirigenza che non è assolutamente in grado di capire che gli investimenti vanno fatti a partire dalla forza produttiva e non dai controllori del traffico. Che invece di assumere un capo per un ufficio di due persone, sarebbe stato meglio assumere dei programmatori per fare il “lavoro base”. Che non ha senso avere più comandanti che lavoratori, perché è il lavoratore alla fine che produce ciò che viene venduto… vabbè, fine polemica (per ora).
Ci riaggiorniamo settimana prossima…

Bilancio o bilancia?

No, tranquilli, non sono qui a fare il bilancio di fine anno. Anche perché questo 2019 è stato un anno sereno, tranquillo, di bellissimi viaggi e splendidi ricordi costruiti. E’ stato un anno che mi farà da copertina calda a lungo, avercene di anni così!
La bilancia invece mi dice che mi sono rilassata decisamente troppo, ma mi sento bene senza tutti quegli spigoli che avevo, non mi dispiace essere morbida. Non posso neanche dire che avrò come buon proposito per il 2020 il perdere peso, perché sarebbe una menzogna: non ho nessuna intenzione di smettere di mangiare salumi né tantomeno rinunciare al prosecco e alla vodka! 😀
Il 2020 mi spaventa moltissimo, ecco, questo sì.
Sarà il primo “vero” anniversario della morte di mia madre, cadendo di fatto il 29 febbraio. Gli ultimi anni bisestili sono stati tutti disastrosi, chissà se il 2020 confermerà o ribalterà il risultato?!
Finisco questo 2019 con un colloquio di lavoro fatto sabato mattina via skype, un’esperienza nuova per me, strana e divertente allo stesso tempo. Mi hanno offerto di gestire il settore gestionale dell’azienda, forse l’unico che non avevo ancora preso in considerazione ma probabilmente quello che mi diverte di più. Andare dai clienti, fare formazione, avviamento, gestire e coordinare autonomamente tutta la mia attività e, se il settore crescerà, gestire nuovi collaboratori che mi verrebbero affiancati. In pratica, il lavoro che sto facendo negli ultimi quattro anni, ma senza avere la parte di sviluppo e tutte le altre attività da tappabuchi che mi sono state appioppate negli ultimi anni! Più benefit, auto aziendale, telefono, possibilità di fare assistenza anche da casa senza bisogno di andare in ufficio… un’azienda giovane, in fortissima crescita, acquistata da un colosso metalmeccanico locale per avere “in casa” il settore informatico. Che dire? Ci sto pensando? In realtà penso di avere già deciso. Ho messo tutto in standby fino al 7 gennaio, voglio godermi le meritatissime ferie, che non mi fermo da metà agosto!
Abbiamo in programma un bel giro in costiera amalfitana fino al 1 gennaio, poi rientro risalendo lentamente attraverso l’Umbria… non vedo l’ora.
Buone feste e buon anno a tutti… ci risentiremo al 2020!

Colloquio con il capo

Last but not least, Venerdì pomeriggio finalmente sono riuscita a parlare con il mio capo. L’ho preso in una giornata decisamente particolare, visto che al mattino sono arrivate le dimissioni di un mio collega (18 anni che lavora qui…) che hanno scatenato il panico in azienda. Quando ho chiesto di poter parlare con il capo, mi ha detto “siediti pure”. Ho chiesto di andare in sala riunioni e lui è letteralmente sbiancato, mi ha chiesto subito “va tutto bene? ci sono problemi?”… direi che l’ho decisamente preoccupato 😀
In sala riunioni, gli ho chiesto di spiegarmi meglio in cosa consiste il mio ruolo in azienda, visto l’arrivo imminente del nuovo coordinatore e visto il fatto che negli ultimi anni ho fatto praticamente da tappabuchi… ho anche specificato che non ho intenzione di tornare a fare solo il programmatore, né di coprire l’ennesimo buco lasciato da questo collega dimissionario. Vorrei, nel mio futuro in questa azienda, vedere un ruolo più orientato alla consulenza che non alla programmazione vera e propria.
Insomma, una chiacchierata con i fiocchi, in cui molto gentilmente ed educatamente gli ho parlato di come mi sento, di come lavoro, di quelle che sento essere le mie competenze migliori, di quello che non faccio volentieri (pur garantendo la piena disponibilità in caso di bisogno, come ho sempre fatto, del resto).
Il capo è rimasto talmente colpito e felice (ma veramente, veramente felice) che io per la prima volta dopo 16 anni abbia finalmente aperto bocca. E mi ha detto che avrò un premio produzione in busta a fine anno. Al che ho rilanciato chiedendo anche un ritocco alla busta paga, mi ha detto sorridendo “vedo quello che posso fare”, che per come è fatto lui, significa sì. Insomma, un successone.
Nel frattempo, in questi giorni stanno letteralmente piovendo richieste di colloquio da parte di aziende a cui stavo mandando curriculum, visto che il settore è in netto fermento ed offerte di lavoro ce ne sono veramente tante!
Se mi viene garantito un lavoro orientato alla consulenza, ed un aumento di stipendio, mi va bene anche rimanere qua. Ho perso un po’ la stima nei confronti della dirigenza (non del capo di cui sopra, che è amministratore delegato. Intendo i capi “padroni”), ho poca fiducia nell’inserimento del nuovo coordinatore, non vedo tutto roseo insomma. Ma il posto di lavoro è buono, i clienti mi adorano, i prodotti sono “miei” visto che li ho di fatto creati io, godo di una notevole autonomia di gestione lavorativa (nuovo coordinatore permettendo… ma questo è un altro discorso). Un posto di lavoro nuovo sarebbe di sicuro un’iniezione di adrenalina e di motivazione, mi darebbe di sicuro una scossa positiva. Ma anche rimanere qua comoda al calduccio della mia copertina di “lavoro tranquillo e sicuro” schifo schifo non fa.
Al momento la situazione è: rimango a lavorare qui, ma i colloqui in giro li faccio, che non si sa mai…