Parigi (ma anche no)

Parigi val bene una messa, non ho mai capito cosa voglia dire questo detto popolare.
Parigi mi è stata richiesta dalla figlia, in fase di organizzazione dell’imminente viaggio “Mamma mi porti a Parigi? Voglio visitare il Louvre e vedere la Torre Eiffel”
Creatura di mamma, con che coraggio gli si poteva rispondere di no? Dunque via, organizzazione alla mano, si incastra Parigi nel viaggio. Ci si confronta con i nostri amici (che viaggeranno con noi) e sì, Parigi un po’ fa paura. Un po’ tanta anche. Però facciamo in giornata, dai visitiamo due cose e basta, prima di cena ce ne andiamo, insomma si può fare, checcevo’.
Ho fatto due sogni piuttosto inquietanti da allora: nel primo ero con l’amico (che verrà in viaggio con noi) che faceva da guida turistica a Milano, nel tour era incluso un aperitivo vip al Teatro della Scala, calice di champagne. Calice alla mano io e lui, facciamo un brindisi ma il bicchiere di champagne si infrange fra le sue mani. Brividi.
Secondo sogno ancora peggio: eravamo tutti insieme in una grande piazza, sentiamo puzza di bruciato, guardando verso il cielo vediamo un aereo (tipo, più un dirigibile, un elicottero, un robo volante strano) in fiamme che sta per precipitare e precipita, a pezzi infuocati, su tutta la piazza. Caos, confusione allucinante, fuoco, grida, l’amico che urla disperato ma io intravedo sua moglie e gliela indico in modo che lui possa correre da lei mentre io mi metto disperata a cercare le due ragazze, che non si trovano (nel mentre, del povero M non fregava una cippa a nessuno).
Sveglia, terrore. Aiuto che brutto sogno.
Capita infine che ieri mi metto ad organizzare il viaggio nelle tappe, cerco di prenotare il campeggio di Versailles per le date in cui dovremmo andare anche a visitare Parigi: nulla, tutto pieno. Decidiamo con gli amici di invertire il giro in Francia, invece di fermarci a Parigi all’andata, ci fermiamo al ritorno. Ricalcoliamo le date per prenotare il campeggio e ci accorgiamo che abbiamo due alternative: andare a Parigi di sabato (paurissima, casino allucinante, code infinite), oppure di VENERDI’ 17.
Ragazzi, che dite, facciamo che a Parigi ci andiamo in un’altra occasione? EH? Che qua mi sembra che per quanto mi riguarda, di segnali ce ne siano stati fin troppi.
(pure la Francia che ha vinto i mondiali, ci toccherebbe pure di vederli tutti tronfi ‘sti parigini puzzoni)
Ciao, Parigi! Alla prossima!!! 😉

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*Vacanze* al mare

Avevo promesso un resoconto della mia *meravigliosa* vacanza al mare.
Il primo giorno c’era mia figlia in luna nera, nel senso che arrivava da due settimane al mare con mio padre, nell’hotel con le migliori amiche con cui si incontra ogni estate in questo periodo. Pertanto, per lei passare da quella vacanza a “vacanza con mamma e M in campeggio senza amiche” non era propriamente il top, e non ha mancato occasione per sottolinearlo durante tutta la giornata del sabato. Per distogliere l’attenzione, ho ben pensato di inciampare (ed ero pure sobria) in un dosso, un dolore allucinante al ginocchio che avevo già operato 16 (sigh) anni fa a crociato anteriore e menisco. Ma al grido di “per fermarmi dovete abbattermi!” la sera siamo andati a passeggio per Numana, sono rientata zoppicando e patendo dolori indicibili, ho trascorso la notte piangendo fitte di dolore inenarrabili, appena giunta l’alba o perlomeno un orario decente (di apertura della reception) sono andata zitta zitta (per non svegliare figlia ed M) zoppicando verso la reception, sono arrivata in reception e mentre stavo per svenire ho sussurrato “chiamate un ambulanza, ho una distorsione al ginocchio” e sono svenuta su una poltrona.
Questo era domenica, una splendida giornata di sole, in un villaggio vacanza da cartolina, piscina, spiaggia privata, mare cristallino… io al pronto soccorso, in attesa infinita di non sapere comunque nulla, ok i raggi negativi non c’è nulla di rotto (e grazie, camminavo… fosse stato rotto col ca**), l’ortopedico ci sarebbe stato lunedì, e tanti saluti. Ore 15 della domenica mi facevo chiamare un taxi dalla reception del villaggio vacanza (che pare semplice, chiamare un taxi la domenica pomeriggio d’estate ad Ancora. E provateci!), arriva un “privato” di cui decido di fidarmi e mi è andata bene che era davvero il “taxi” chiamato dalla reception e non un malintenzionato, che ero pure azzoppata, un pasticcio. 50 euro e mi riporta, dopo 40km, al mio caro villaggio.
Lunedì mattina chiamo il mio medico di base che per fortuna mi dice che non è necessario tornare al pronto soccorso per la visita ortopedica, posso farla a casa quando rientro, di stare a riposo (e grazie al c….), ghiaccio sul ginocchio e pace. Pertanto, la sera mi ubriaco e vado a cantare al karaoke riscuotendo centinaia di applausi entusiasti dal pubblico per la mia eccellente interpretazione di “I WILL SURVIVE” (giuro!)
Martedì vado meglio, provo a pedalare e ci riesco, andiamo in bici a fare un po’ di spesa, riesco ad andare in spiaggia perché c’è il sottopasso diretto per fortuna con l’ascensore (Santificato Subito). La sera provo anche a fare un giretto al mercato ma anche no.
Mercoledì va ancora bene, la sera proviamo a tornare a Numana e passetto passetto riesco a muovermi un pochino. Bello, bello. A parte mia figlia in crisi mistica perché la piega ai capelli le era venuta male, un’ora di muso lungo, poi le ho urlato qualche impropero non ben definito (qualcosa sul fatto che il prossimo anno vado con lei al mare con il nonno e passo due settimane appiccicata a lei a piantare muso e sbuffare che mi annoio e che sono stanca e che ho sonno e le rovino le vacanze…) e per fortuna la serata si è girata giusta.
Giovedì pomeriggio mi sento la febbre, ma sempre al grido “per fermarmi dovrete abbattermi!” la sera mercatino e spettacolo Zelig nel nostro villaggio, bello, bello.
Venerdì mattina sempre al grido eccetera eccetera prendiamo la barca e passiamo la mattina sulla meravigliosa spiaggia delle due sorelle, un po’ di insolazione, rientriamo per pranzo e mi sento la febbre, che vuoi che sia, era solo 39°… Propongo di tornare a casa, ma poi me ne pento, non riuscirete ad abbattermi!!! E rimaniamo.
Sabato alla febbre mi si aggiunge dissenteria, senso di nausea, mando M a svaligiare la farmacia e me ne sto tranquilla in veranda a leggere un libro, due pagine bagno, una pagina, bagno, tre pagine bagno… una giornata impegnata.
Domenica i farmaci per fortuna fanno effetto, mi sento un po’ meglio, nel pomeriggio lasciamo il villaggio vacanza e ci spostiamo a Loreto, che una grazia alla Madonna ormai è il caso di chiederla!
Domenica sera giretto a Loreto… incantevole.
Lunedì rientro a casa.
Che dire? Devo aggiungere altro??? Nel complesso non posso neanche lamentarmi, in fondo mi sono riposata, mi sono un po’ abbronzata, sono stata con mia figlia (*anche troppo*) e con M, eravamo in un posto meraviglioso.
Però se becco chi me le ha chiamate……………..

Estate

In prossimità delle ferie (una settimana al mare, poi rientro, due settimane di lavoro ed infine altre due settimane di ferie in Normandia-Bretagna), devo ammettere che quest’anno ci sono arrivata veramente scarica. Sarà che di solito andavamo via ad inizio luglio ed invece, per poter stare un po’ anche con mia figlia, abbiamo posticipato a metà mese. Mi sento molto in affanno, ho delle crisi di ansia assolutamente immotivate, il lavoro va abbastanza bene, con M va bene, mio babbo è al mare con mia figlia perciò entrambi fuori dai maroni. Mi sento un po’ empatica con una delle mie più care amiche, che ha la madre in ospedale con i giorni contati, uguale a come era accaduto alla mia.
Faccio sogni strani di mia madre in fin di vita che detta a me e a mio padre le ultime “volontà”, un elenco di questioni lasciate in sospeso che riguardano i miei cugini, gente di cui non so assolutamente più nulla da quando lei è morta, brutte persone che a malapena si sono fatte vedere al funerale poi mai più sentite se non per chiedere soldi… Nello stesso sogno telefono ad un altro cugino, l’unico brava, che purtroppo è mancato anche lui pochi mesi dopo mia madre, per informarlo che mia madre stava morendo. Ripenso all’elenco delle questioni che mia madre mi ha dettato nel sogno, riguardano principalmente un dubbio di paternità di uno di questi cugini, storie di corna, un fratello ed una sorella che avevano scoperto i rispettivi marito e moglie a lette insieme… non so come mai sia saltata fuori questa storia nel sogno, ma “francamente me ne infischio”, sono brutte persone ripeto, si arrangeranno loro, le loro corna ed i loro figli di dubbia provenienza.
Sogni a parte, mi rimane tanta voglia di viaggiare, quella diventa sempre più impellente ogni mese in più che mi si appiccica addosso.
Per ora mi manca poco, ancora quattro miseri giorni e poi via… spero di riuscire a riposarmi, spero che M e mia figlia vadano d’accordo, spero di non tornare ulteriormente ingrassata (ma in questo credo veramente poco 😀 ).
Buona estate, già solo perché è estate non può che essere buona!

Sorprese

Un weekend come quello appena trascorso, apre il cuore al paradiso.
Mia figlia ha scelto come migliore amica una ragazzina della Valle d’Aosta, quelle Amicizie con la A maiuscola, sono davvero molto legate. Noi genitori andiamo d’accordo (tutti camperisti), pertanto cerchiamo di vederci più volte possibile durante l’anno. Questo weekend “ci toccava” fare la fatica di trascorrere un weekend nella fresca Valle d’Aosta, siamo partiti venerdì nel tardo pomeriggio carichi di ogni ben di Dio che la nostra terra produce e abbiamo raggiunto gli amici in serata.
Nel corso della settimana è capitato così per caso, scrivendo con la madre, di organizzarci in modo da lasciare mia figlia da loro per l’intera settimana. Sono quelle cose che capitano così, senza pensarci, che se ci avessi pensato avrei dovuto mettermi ad organizzare già a marzo, tra weekend alterni, le ferie con il padre, gli impegni vari… invece così, tutto all’ultimo minuto, è stato molto più semplice! L’ideale sarebbe stato poter tornare a prenderla noi il prossimo weekend, purtroppo lei il prossimo fine settimana deve andare dal padre, che poi non la vedrà per quasi un mese pertanto mi sembra corretto “riportargliela”. Abbiamo dunque arruolato il nonno (trad: mio padre) per andare a prenderla giovedì: una buona scusa anche per lui per tenersi impegnato e passare una giornata.
Tutto pronto dunque!
Ma perché non approfittarne per fare una sorpresa alle ragazze… visto il poco preavviso… sia io che la madre dell’amica abbiamo fatto tutto di nascosto, in modo da sorprenderle all’ultimo minuto.
E così è stato!
Ieri alle 17.15 abbiamo chiamato le ragazze in terrazzo, dove eravamo noi adulti. Ho detto a mia figlia “forza, ormai è ora, dobbiamo iniziare a salutare…”

“…NOI, non TU, perché tu rimani qui per la settimana”

Ragazzi non riesco ad esprimervi l’emozione di quel momento. Lo sguardo sgranato di mia figlia che ha detto “davvero” e quando si è resa conto che sì, era DAVVERO, si è messa ad urlare, abbracciare l’amica, è corsa da me e mi si è buttata addosso piangendo e continuando a ripetere “ma davvero? ma sul serio?” e poi “grazie! grazie! grazie!!!” ed è corsa ad abbracciare la madre dell’amica, poi suo padre, poi M, poi ancora da me, poi ancora dall’amica…
E ancora non è finita, perché abbiamo mostrato loro la sistemazione: la madre aveva liberato parte dell’abbaino per sistemarci un letto matrimoniale in modo che potessero dormire insieme, aveva ripulito il bagnetto di servizio a loro disposizione… quando le ragazze hanno visto quell’angolo di paradiso tutto per loro hanno saltato, urlato di gioia!

Mi sono resa conto che questo, come mille altri gesti che faccio per mia figlia, sono atti di puro amore, fatti con l’unico scopo di vederla felice, di renderla felice, di donarle la vita migliore che posso. Vorrei poterla vedere così ogni momento della sua esistenza, così puramente e totalmente e immensamente FELICE.

Il rientro in città ieri sera è stato difficile, dopo le fortissime emozioni del weekend, il senso di totale benessere che provo in montagna, gli amici, le chiacchiere, l’armonia, la serenità. Ho avuto un piccolo attacco di panico appena partiti, ma è rientrato subito proprio in virtù di quanto siamo stati bene.
Mia figlia mi mancherà moltissimo questa settimana, la rivedrò probabilmente lunedì o martedì prossimi.
Ma la rivedrò FELICE, e questo basta a scaldarmi il cuore. Io stessa ne sono talmente felice… abbiamo regalato a queste ragazze un ricordo che rimarrà nei loro cuori per sempre. Hanno un’età in cui vivono tutto a mille, è l’età più bella, si sentono ancora protette e al sicuro, non conoscono lo schifo ed i pericoli della società, vivono nel loro mondo potteriano fatto di incantesimi e pozioni…
Cresceranno e tutto questo si perderà, ma questa esperienza, questi giorni insieme, saranno per loro un angolo di gioia che difficilmente andrà perdut <3.

Verso l’estate

Sto attraversando un periodo pesantissimo al lavoro, da febbraio sono rimasta da sola a fare il lavoro di tre persone, da un mese a questa parte è stata assunta una nuova ragazza con cui collaborare, ma devo insegnarle tutto quanto quindi per ora è più un impiccio che un sollievo. Sono comunque molto soddisfatta perché mi sembra che sia una tipa in gamba, apprende velocemente, prende in mano le situazioni che le passo “al volo”, si impegna seriamente. Buone prospettive per il futuro, diciamo. Ci vorranno almeno sei mesi per averla operativa in modo efficace, ma per ora va già bene così, è pur sempre un miglioramento essere in uno e mezzo a fare il lavoro di tre, invece che io sola!

Attendo le ferie estive, che quest’anno arriveranno a luglio avanzato, poiché dopo aver trascorso la scorsa estate senza mia figlia o quasi, quest’anno ho cercato di incastrare in modo di poter fare le vacanze insieme a lei. So di essere fortunata, rispetto a molte altre madri separate che conosco, nel poter avere da parte di *ex marito* un po’ di comprensione e collaborazione nell’incastrare le giornate, i weekend, le vacanze. Un po’ cedo io, un po’ cede lui, generalmente riusciamo a metterci d’accordo senza scannarci, ed è una cosa veramente ottima, che si ripercuote in modo positivo su nostra figlia, che per fortuna sta crescendo vivace e solare. Ai colloqui con i professori, mi hanno confermato che ha avuto un calo nel rendimento scolastico (capirai, da tutti 10 è passata a tutti 9, ce ne faremo una ragione), ma che dal punto di vista emotivo la trovano tutti migliorata, più serena, meno rigida, meno “perfettina”. Questo ha impatto positivo anche nel suo rapporto con il cibo, che è migliorato moltissimo e pare non presentare più un problema (ma sempre con occhio vigile, che l’adolescenza è un baratro psicologico da tenere sempre monitorato!)

Mio padre si è deciso a farsi seguire da un terapeuta, si è reso conto che sta sprofondando sempre di più. Sono felice che abbia finalmente capito che deve farsi aiutare, ormai sta diventando davvero un problema serio, è terrorizzato (TERRORIZZATO!) dall’idea di rimanere da solo, non riesce a passare da solo neanche un minuto, cerca (a volte in modo imbarazzante) di organizzare ogni sera in modo da fermarsi a cena da noi, ci ho litigato una sera intimandogli di farmi almeno sapere con anticipo se c’è o non c’è, il risultato è che ora c’è sempre, me lo dice un giorno per l’altro, ieri sera con M hanno già deciso cosa faranno questa sera per cena, e finché cucinano loro mi va neanche così male, via.
So che mi aspetterà un altro momento critico quando mi chiederà di poter venire con noi al mare questa estate, e gli dirò di no. Ma me ne preoccuperò quando sarà il momento.

Sogno mia madre più o meno sempre, un sogno bellissimo l’ho fatto pochi giorni fa, dormivo e lei mi abbracciava stretta da dietro (una coccola che faccio sempre con mia figlia, a parti invertite). Le chiedevo cosa fai? Mi dice “una coccola”. Le dico “ma non me ne hai mai fatte in questo modo”. Risponde “adesso sì”.
Inutile dire che mi sono svegliata felice. Penso fosse lì realmente, mentre la sognavo. Mi piace pensarlo. Sognare per fortuna è sempre gratis!
Un altro sogno strano in cui lei mi diceva che dovevo tenere io l’anello della nonna (sua madre), la fede di nozze che mia madre aveva tenuto quando era morta mia nonna. Ho chiesto poi a mio babbo di quell’anello, ma l’abbiamo fatto fondere insieme a molti altri gioielli che avevamo deciso di non tenere, quando mia madre era morta. Insomma, mamma, potevi pensarci due anni fa a dirmi che dovevo tenere quell’anello!!! So che questo sogno avrà un altro significato. Mio babbo dice che forse devo tenere la fede di mia madre, ma io preferisco che sia lui a tenerla. O forse devo tenerla io, visto che ora mio babbo esce con un’altra donna? Uhm. Sono in dubbio. Ci penserò!

Verso l’estate, scrivevo nel titolo. Perché come sempre, il viaggio migliore è quello che devo ancora fare. Il prossimo “serio”, ad agosto in Francia, con M e mia figlia. Sopravviveremo a queste due settimane di convivenza? Sopravviverò? Sarà comunque un gran bel viaggio.

Buona estate!

Crescendo

Vi lascio un rapido aggiornamento sulle condizioni del mio nervoso (mi riferisco al mio ultimo post): da parte di babbo nessun miglioramento, anzi un deciso declinare verso il peggio. Sembra che si vergogni a dire che frequenta questa signora, quando gli si chiede direttamente risponde ma cerca sempre di evitare la questione. Non capisco perché, visto che né io né M abbiamo mai detto nulla in contrario, anzi ben felici entrambi che mio babbo abbia qualcuno con cui uscire (e non averlo sempre accollato a noi)!
Mi rendo conto che per lui sia difficilissimo trovarsi a gestire una relazione, quando l’ultima ed unica relazione della sua vita l’aveva iniziata con mia madre “soltanto” 50 anni fa… capisco la difficoltà di doversi rimettere in gioco a 64 anni. Contesto questo suo prendere tutto passivamente, sembra quasi che stia “subendo” questa relazione mentre so che è stato lui ad insistere parecchio con lei.
Dal canto suo, lei è indipendente da molti anni, pertanto abituata a “farsi i cavoli propri” quindi capita spesso che avvisi mio babbo all’ultimo minuto per chiedergli di uscire insieme, e questo si ripercuote su di noi perché ormai quasi quotidianamente abbiamo mio babbo che “forse” è a cena da noi, ma lo scopriamo più o meno anche noi all’ultimo momento, con conseguente ovvio disagio di tutti. Nelle ultime tre occasioni ho “sganciato” mio babbo con un lapidario “o sì o no. se è forse, allora è no” che ha causato musi lunghissimi da parte di mio babbo nei miei confronti, e amen, ce ne faremo una ragione, io sono veramente stanca di non potermi gestire la vita con perlomeno la certezza di chi mangia a casa mia. E non dimentichiamo che sono ingegnere, pertanto per quello che mi riguarda il mio sogno sarebbe poter redigere un menù mensile con regolare approvvigionamento della dispensa in modo da avere tutto sempre perfettamente inquadrato e sotto controllo (scherzo. mi piace decidere a seconda della giornata. Ma almeno sapere per chi devo cucinare. e che cavolo. punto.)
Evoluzione quindi piuttosto incerta della questione, ma sta evolvendo, se non altro perché mi impunto un po’ di più, che male non fa neanche a lui, visto che sembra sempre in “balia del vento” e dovrebbe davvero iniziare a essere un po’ più fermo, un po’ più deciso, un po’ più “uomo”. Punto.

Rispetto alla mia personale crescita, posso affermare con orgoglio di essere soddisfatta del percorso. Gli anni di analisi mi hanno aiutato a proseguire camminando da sola ma in continua evoluzione, mi ritrovo spesso a guardare al passato pensando “se avessi avuto allora la consapevolezza di me stessa che ho oggi…”. Le questioni più importanti, il mio ex matrimonio ed il rapporto con mia madre, sono spesso oggetto di questo “se”.
Questa analisi degli errori passati mi aiuta davvero tantissimo nella vita attuale, soprattutto nel rapporto con M, verso il quale provo amore e odio assoluti a giorni alterni (del resto, rimango pur sempre io) ma ho imparato a non piantare più musi, che tanto lui non li capisce anzi, ottengo l’effetto contrario che alla fine mi ritrovo a dover chiedere io scusa a lui quando lui offende me (ci riesce. giuro! deve avere un lato molto femminile per riuscire a fare questo… devo preoccuparmi?). So che lui quando si incavola poi gli passa anche in fretta, quindi inutile soffiare sulla fiamma, tanto vale far finta di nulla ed aspettare che passi. Che detta così sembra semplice, ma credetemi è tutto fuorché banale, soprattutto per una testa calda come me… eppure ci riesco, ed il nostro rapporto è indubbiamente cresciuto in modo esponenziale verso il meglio.

Sempre rispetto alla mia crescita, sono altrettanto soddisfatta di aver limato tutte le persone negative dalla mia vita, mantenendo solo le amicizie che sono degne di questo nome. Per tutti gli altri, che ogni tanto incrocio, riesco a rimanere al mio livello senza scendere al loro, e senza stare male come mi accadeva sempre in passato, quando abbiamo dei diverbi. Sono passata dall’avere miliardi di amici ad averne veramente pochissimi, ma sono entusiasta di questa evoluzione, più il mondo attorno a me si restringe più mi sento alleviata da pesi inutili. Ritengo di aver raggiunto la dimensione ideale, vorrei avere più tempo per frequentare le amiche che vedo poco, del resto anche loro hanno la loro vita e conseguente poco tempo, pertanto gioiamo del poco che riusciamo a condividere e va bene così.

Crescendo, la cosa più importante, da non perdere mai, è sempre il prossimo viaggio che farò 🙂

Il nervoso

Un nervoso, ma un nervosooo…
Scrivo così magari mi calmo (macché).
Iniziamo raccontando di ieri a pranzo: sono andata come sempre a casa di mio padre e quando sono arrivata, c’era pure la signora con cui sta uscendo mio babbo. A pranzo intendo. Anzi stava proprio preparando lei il pranzo. Che per carità va benissimo, la conosco già, è simpatica, abbiamo chiacchierato, tutto ok.
Però dai, poteva anche dirmelo mio babbo. Cosa gli costava? Mi mandava un messaggio. Almeno per informarmi della cosa. Non farmela trovare lì come niente fosse. Ecco questo proprio no… E cavolo.
E considerate che a me fa davvero piacere che si frequentino e se c’è anche lei a pranzo ci può anche stare… però perlomeno avvisarmi prima… mandare un sms… non è che gli costi più di tanto!

Ma non è mica finita

Domenica mio padre mi aveva chiesto se poteva cenare da noi lunedì sera, va bene, certo, nessun problema. Quindi ieri scongelo i tortelli, e sono anche andata a prendere le paste, per festeggiare dei soldini che sono arrivati non previsti (siamo riusciti a vendere una vecchia affettatrice che avevamo da secoli in cantina).
Poi ieri sera arrivo a casa e mio babbo non c’è. Chiedo a M se sa qualcosa, mi dice che mio babbo gli ha detto che cenava a casa sua con la tizia.
Quindi io mi sono ritrovata con tutti i tortelli scongelati per niente, e dal nervoso non ho neanche aperto le paste.
A parte questi cambiamenti di programma che vi lascio immaginare quanto mi possano piacere… anche lì, non poteva mandarmi un messaggio? Per dirmi che aveva cambiato idea e non veniva a cena? Perlomeno avvisare. E cavolo!
A me fa veramente imbestialire questa cosa che si sente libero di fare e disfare i cacchi suoi senza neanche un maledetto sms per avvisare… una mia collega mi dice che devo smetterla di trattarlo come un figlio, che ci manca poco che gli urlo “questa casa non è un albergo”!
Ah ma stasera poi sbotto… giuro che se vado a casa e me lo trovo lì che si vuole fermare a cena senza neanche avermi detto niente (come fa sempre), stavolta gliene canto un paio.

Ma non è mica finita.

Alla fine mi ritrovo con un quintale di tortelli scongelati, al che chiedo a mia figlia se mangia volentieri lei quelli di erbetta, mi dice di sì (e meno male)
Quindi, M avrebbe mangiato quelli di zucca (che era quasi doppia porzione) e lei quelli di erbetta. Siccome di erbetta ce ne erano 10, ho chiesto a M se ne voleva qualcuno lui visto che mia figlia più di 6-7 non li mangia. Mi dice ok, quindi io preparo tutto e lo chiamo per chiedergli di aiutarmi a portare i piatti a tavola, dopodiché vado a tavola anche io e mia figlia mi dice “mamma ma stasera mangio solo questo?”
IL CRETINO ha dato a mia figlia il piattino con i tre tortelli di erbetta, e lui si stava mangiando dal piatto con i 7 tortelli (considerando che IL CRETINO ne aveva anche 15 di zucca, da mangiare. Più l’arrosto. Più la pizza che si era preso)
Non ci ho più visto… gliene ho urlate di ogni
Il bello è che gliene andava anche a lui perché gli ho dato i piatti SENZA DIRGLI NIENTE
Ma razza di imbecille ma lo vedrai che hai dato a mia figlia un piatto con tre stracaxxo di tortelli??? Che ci cena secondo te con TRE tortelli????????????????????????
E niente, ho scaldato a mia figlia delle mozzarelline impanate e amen…
Dal nervoso in pratica ho saltato la cena.
Un nervoso… ma un nervoso!!!
Ah ma stasera vedrai quando vado a casa… stasera non ce ne ho per nessuno!
A mia figlia faccio il brodo coi capelletti, io mi mangio della verdura, e chiunque altro voglia cenare a casa mia, SI ARRANGIA DA SOLO!!!
Ma poi per come vengo cagata… uno manco si presenta (dopo avermi LUI STESSO chiesto di essere invitato). E l’altro si mangia la cena di mia figlia
No ma appesi a testa in giù proprio!!!

SGRUNT!!!

Capodanno

Eccoci ad un nuovo inizio anno, tra bilanci e bilance, come il resto del mondo e come tutti gli anni che furono.
Questa volta ho una differenza immensa da raccontarvi: non ho avuto la mia immancabile crisi di panico da primo gennaio!
Trovare le differenze è facile: il giorno di Santo Stefano, terminati gli immancabili ed interminabili pranzi parentali, siamo partiti con il camper, io M e bimba, per trascorrere una settimana di vacanza in Umbria insieme all’associazione di cui facciamo parte. Sono stati giorni incredibilmente sereni e rilassanti, nonostante la stagione non proprio gradevole, la compagnia era ottima, le bevute e le mangiate nemmeno stiamo a contarle, la serata dell’ultimo dell’anno è stata un cenone di solidarietà con le popolazioni vittime del terremoto, tra canti, balli, auguri, scambio di baci e bacilli influenzali, stelline luccicanti, chiacchiere, lanterne a volare nel cielo. Ad un certo punto non precisato della cena ero così felice che ho urlato ad M “è il più bell’ultimo della mia vita! Sono FELICE!!!”
Il primo giorno dell’anno un po’ in coma ci siamo riuniti con gli altri nel salone per l’immancabile tombolata, tra saluti a chi partiva e sbadigli di chi rimaneva ancora qualche ora. E di nuovo ho appoggiato la testa al braccio di M e gli ho ripetuto che sì, ero felice. FELICE! Felice IO, il primo dell’anno??? INCREDIBILE!
Il rientro è stato traumatico più che altro perché ho portato la bimba dal padre e ahimè, sono scoppiati i bacilli che tanto premurosamente ci eravamo scambiati per il brindisi di mezzanotte (più di 50 ammalati accertati, su 200 partecipanti… tenendo conto che molti non ho modo di sapere se si sono ammalati!).
Mi sono fatta tre giorni a casa con febbre e tosse fortissima, mi sono serviti a ripulirmi, mio malgrado, dagli eccessi della settimana precedente. Cibarsi a minestrine e non bere alcolici per tre lunghissimi giorni (e bimba lontana) mi hanno procurato un minimo accenno di crisi di panico il giorno della befana (sarà che mi sentivo chiamata in causa), ma ho sfruttato il fattore M e mi sono lasciata coccolare e via, eccoci a lunedì, si ricomincia.
Ad oggi sto cercando di mantenere la fase depurativa, con tisana serale al posto della vodka (sì, sì, lo giuro. incredibile ma vero) e mangiando sempre verdure per buttar giù i chili accumulati. E’ ancora presto per cantare vittoria, ma già mi sento meglio.
Le premesse ci sono dai, per ora sono ottime, teniamocele strette e avanti tutta!

Feste

Lo so che aspettavate con trepidazione il mio personale post pre-festività, ad arricchire il numero di sterminati post a tema 😀
La verità è che quest’anno non ne ho tanta voglia, di queste feste. Non ho voglia di vedere mio zio e consorte, dopo lo stress per la cresima di mia figlia (QUI). Non ho voglia di sorbirmi mia nonna e le sue paturnie (scene di vita realmente vissuta l’altro ieri:)

nani, prepari tu il pesce per la Vigilia? Ma salmone o branzino? Salmone. No branzino. Anzi, scegli tu. Ma meglio il branzino. Però meglio il salmone che lo mangiano anche i ragazzi. Anzi prendilo grande che lo mangiano anche loro. Però prendilo piccolo, perché tanto i ragazzi non ne mangeranno. Anzi prendi il branzino, tanto lo mangiano solo i grandi. Però un salmone…

Non ho voglia di stare a tavola ore a parlare di cose che non mi interessano. Ho voglia di scolarmi qualche litro di vino, cosa che senz’altro farò, non fosse per sopportare tutto e tutti. Ho voglia che sia il pomeriggio di Natale, per rintanarmi in casa mia e guai a chi viene a rompere le palle (indovina chi temo), accendere il camino e guardare un bel film in tv insieme a mia figlia e al mio compagno. Questo è tutto ciò che desidero. Noi tre.
Il pomeriggio di Santo Stefano partiremo per una settimana di vacanza in Umbria, in camper con tutti i nostri amici dell’associazione di cui facciamo parte. Sono felice di andarmene e di staccare completamente la spina per 7 giorni 7. Ne ho tanto bisogno.
La cosa che riesce ad entusiasmarmi del giorno di Natale è che tornerà da me mia figlia, e apriremo quel quintale di regali che ho comprato per lei, per M, per me, per noi tre, per la casa, per ridere, per divertirci… ho esagerato di regali. E ne sono felice!

Il 2018 partirà con decise novità lavorative. Il mio collega a fine gennaio se ne andrà, chissà cosa accadrà. Io ho ricevuto un aumento (prima che il collega desse le dimissioni), sto ricevendo moltissime soddisfazioni dai clienti, dalla presidenza, dai colleghi. Potrebbe tornare a lavorare qui collega giovane. Potrei essere spostata di mansioni. Chissà.
Oggi M ha un colloquio importantissimo in una ditta in città, se va bene potrà lasciare il lavoro “in c*lo ai lupi” e ne guadagnerà sicuramente in tempo vita ed in salute fisica e mentale. Gli ho trovato io questo colloquio e sono davvero orgogliosa di noi. Dita incrociate per lui.

Il 2018 sarà un anno di grandi viaggi in camper, questo è assicurato. Abbiamo più progetti che tempo a disposizione, ed è la cosa più bella del mondo poter progettare.

Dunque a tutti noi e a tutti voi, buone feste, felice anno nuovo e che siano favolosi viaggi per tutti quanti!