“quasi” Pasqua 2021

Quasi in arrivo, domani cambia l’orario, la vita procede come dovrebbe mentre il resto del mondo è fermo.
Il periodo lavorativo di caos totale di inizio anno è finalmente calato ed ora rientro nella routine dell’assistenza, che seguo da remoto, da casa in smart working. Mi manca andare in giro e devo ammettere che questo mio viaggiare mi ha salvato dall’apatia causata dai vari lockdown. E’ stato un periodo durissimo e veramente stancante, ma ho avuto gratificazioni e mi sono resa conto che, in generale, preferisco passare qualche ora in macchina in viaggio, piuttosto che in ufficio. E’ strano perchè avrei detto esattamente l’opposto, pensavo di avere noia nel guidare, fatica perché la vista non mi è di aiuto, e sì, faccio fatica la sera soprattutto se è buio, ma le 8 ore in ufficio mi uccidono molto di più.
Per il resto della mia vita, inizio a sentire il peso del non poter prendere un caffè al bar, non poter fare un pranzo o una cena con gli amici, o anche solo con la mia famiglia al ristorante, in pizzeria, FUORI CASA. E se mi conoscete un poco, sapete che sono una “casalinga” per abitudine, non uscivo così spesso… ma quel poco, mi manca e mi soffoca non poterlo fare. Anche solo nelle mie abituali lunghissime passeggiate con il cagnotto peloso adorato, il non potermi fermare per un caffè (o per la MIA pipì!!!) è davvero fastidiosa. Non solo psicologicamente, a volte è proprio una necessità… fisica 😀
E il camper. Il CAMPER. Sto male se penso che sono cinque mesi che non vado in camper. Andrei perfino al rimessaggio a cenare e dormire sul camper, ma non posso fare neanche quello, perché il rimessaggio è in un altro comune!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

.Ho finito i punti esclamativi.

Sto cercando di pensare alle vacanze estive convincendomi che faremo le vacanze estive. Ma chi lo sa.

M ha iniziato un lavoro. E’ un lavoro meraviglioso e lui stesso non se ne capacita, dice che gli sembra di aver vinto la lotteria. Ma è con l’interinale, pertanto non cantiamo vittoria, ma speriamo mese per mese che possa continuare, soprattutto perché sarebbe davvero una incredibile gratificazione professionale per lui, pur prendendo uno stipendio più basso, potrebbe fare un lavoro che gli dà soddisfazione e molta meno fatica. DITA INCROCIATISSIME!!!

Mia figlia sta subendo le restrizioni in modo sempre più introverso. Si rintana nei libri e nel cellulare e soffre immensamente la mancanza di rapporti sociali con i suoi coetanei. Si entusiasma quando viene con me e il cagnotto a fare lunghe passeggiate, ne sono immensamente felice, ma so quanto non possa bastare ad una ragazza di 16 anni.
Che se penso ai MIEI 16 anni, sto male a pensarci, come sarei morta dentro se fosse capitato a me un lockdown a quell’età.

Mio babbo sta bene e sembra più sereno.

Io sto bene e sono serena. Ma sono in menopausa e sono cinque mesi di menopausa e di lockdown insieme. Non è proprio semplice. Dormo male. Ho le caldane. Ho la sensazione di gonfiore e di mancanza di respiro e no, non è ansia, è menopausa. Ho 46 anni! E’ PRESTO! NON SONO PRONTA!!!

Ho bisogno di viaggiare. Spero di riprendere con il lavoro, sarebbe già un respiro, e con questo dico tanto…

zona rossa

Sì, dichiarata nuovamente zona rossa da lunedì. In realtà volevo rassicurarvi sul fatto che ho trascorso la mia trasferta lavorativa in resort 4 stelle in riva al mare con il collega piacione, sono stati due giorni e due notti meravigliosi e divertentissimi ma no, non è successo nulla, per quanto lui abbia nuovamente lanciato qualche poco velata proposta, da me scansata con eleganza facendo finta di non capire, buttando tutto in scherzo, amen.
Questa sera sono a casa, M in sala con la playstation, figlia a nanna che domani ha una verifica impegnativa, io ho sonno ma è venerdì e poca voglia di dormire. Le mie trasferte sono ridotte a zero, un po’ per covid ma soprattutto perché il periodo degli avviamenti sta finendo e ora inizia il periodo in cui i clienti non ancora completamente autonomi non vogliono pagare le giornate di avviamento quindi piantano grane affermando che ci sono disservizi (causati dalla loro evidente incapacità…) e che quindi vanno assistiti “in garanzia” e non a pagamento.
Io la sto vivendo malissimo perché vorrei che tutto fosse sempre perfetto ed in ordine, sentire lamentele (per quanto siano false e di comodo) non mi piace per niente. Del resto capisco anche chi deve sborsare fior di soldi per delle giornate di formazione, cerchi di portare a casa qualcosina arrotondando. Il problema fondamentale mio è che dove lavoravo prima, qualsiasi lamentela del cliente era automaticamente un “cosa hai combinato?!” rivolto a me, prima ancora di verificare di cosa si trattasse. Nella mia azienda attuale, i consulenti sono oltre 50, i clienti oltre 1000, non sono la prima né l’unica a cui capitano controversie di questo genere. Ciò non toglie che ci sto malissimo, perché vorrei dare sempre il meglio, vorrei far contenti i clienti, vorrei un mondo perfetto e felice in cui tutti collaborano in serenità.
Ciao, mi presento, ho 46 anni e ancora credo nelle favole!
Alla fine, sono felice anche di queste controversie. Mi rendo conto che mi aiutano a crescere e sento che arriverò ad un punto in cui riuscirò a dormire serena anche su queste cose (per ora, notti in bianco a rimuginare…) e non può che farmi bene. Da parte della mia azienda, al momento, sto trovando collaborazione e non insulti. Ma non sto serena ugualmente, mi aspetto sempre la tempesta in arrivo, nel contempo faccio il mio lavoro al meglio e so che lo sto facendo bene, ovvio che non sono perfetta e che non sono onnisciente, penso mi faccia bene avere dei clienti che mi insultano e mi danno dell’incapace perché alla fine anche questo mi dà stimolo continuo a migliorarmi (per quanto mi causi nausea, notti insonni, e tanta sana incazzatura!)

Postilla personale, ho fatto esami di controllo, sono ormai dichiaratamente e disgustosamente in menopausa, mi sento uno schifo, le vampate che prima ci ridevo su ora sono un fastidio costante, l’umore ancora sotto controllo ma questa sensazione di vivere in un corpo che non conosco è disarmante. A volte sono così a disagio che mi provo la febbre per timore di avere il virus, anche se i sintomi non c’entrano nulla, mi sento poco bene e provo la temperatura che mi conferma che no, non sto bene: normalmente portavo la temperatura intorno ai 36.7, adesso sono intorno ai 36… per forza che non mi sento bene! La dottoressa visti gli esami del sangue mi ha detto che vanno bene, ma vista l’età devo iniziare a tenere sotto controllo gli zuccheri.

E adesso chi glielo spiega, alla dottoressa, che io non mangio dolci, odio lo zucchero, bevo pure il caffè amaro, ma amo il vino, la birra e la vodka, e la quantità di zucchero negli alcolici che adoro è elevatissima!?!?!? 🙂

Buon inizio di zona rossa a tutti… non “andrà tutto bene” ma “DEVE andare tutto bene”. DEVE.

Per passare la serata

Come da titolo, post per passare la serata. Sono in Franciacorta (non volevo ripetermi con i titoli!), nel solito resort lussuoso, con la differenza che stasera si poteva cenare al bistrot, pertanto ne ho approfittato. Cenare in camera è comodo perché me ne sto in pigiama sul divanetto… ma anche avere un minimo di contatto sociale con il cameriere, la padrona, i due sfigati che come me cenano da soli… insomma, ci sta bene vedere gente. Nel mentre ho bevuto la mia solita bottiglia di Franciacorta, pensando a cosa avrebbero pensato di me, pensando a quando poco me ne possa interessare che cosa pensano di me, che in fondo ormai è la settima volta che soggiorno in questo resort, sono pulita, ordinata, educata, e sì, mi bevo una bottiglia di vino a cena e poi dormo felice: che male faccio? (sì, mi sto giustificando, lo so! 😀 ). Sto passando la serata in chat con il mio collega per decidere l’albergo in cui dovremo andare settimana prossima. Non vi ho raccontato del collega. Un bel ragazzo (ha due anni meno di me, quindi è un ragazzo), ci siamo trovati già due volte per lavoro insieme a dover passare la notte. La prima volta dopo cena (mi conoscete… bistecca e alcool in quantità) mi ha invitato a vedere la sua camera, ho accettato volentieri, vista la camera, commentato “beh dai identica alla mia”, dato buonanotte e tornata in camera ho realizzato che forse non è consuetudine chiedere ai colleghi di vedere la camera di albergo!?!?!?!?!? Morta dal ridere alla mia stupefacente ingenuità?! Penso l’abbia presa sul ridere anche lui perché sono stata talmente spontanea che era ovvio non avessi proprio pensato “male”. Seconda occasione in agriturismo sperduto, con solo due camere, cena alcolica, questa volta saluti sereni e buonanotte, se non che la mattina dopo mi sono sentita dire “certo che potremmo anche divertirci di più, ma tu fai finta di non capire” 😀
Fine siparietto comico, tanto settimana prossima saremo di nuovo io e lui in hotel da soli e avrò altre puntate della sit.com. Parlando con una mia amica: lui è veramente interessante, affascinante, intelligente e simpaticissimo. E’ sposato e cerca solo avventura. L’amante perfetto, sesso senza rotture di scatole. MA E’ UN COLLEGA, pertanto proprio non posso. Penso continuamente “e se non va? se litighiamo? se non ci piacciamo? se lui vuole altro? se???” io questo qua me lo devo frequentare ancora spessissime volte… lasciamo stare e teniamoci buono il collega come collega, che non ne vale la pena rischiare quando si lavora bene insieme!!!
…che schifo però diventare adulta e responsabile… da ragazza tutte queste paranoie mica me le sarei fatte! 😀

Spero di avervi strappato una risata… io adesso mi metto a dormire che la bottiglia di Franciacorta reclama il sonno.
Alla prossima trasferta! 🙂

Franciacorta (de nuevo)

Franciacorta mi ispira, aiutata dalla solita bottiglia che accompagna la mia solitaria e gradita cena in camera di resort quattro stelle. Queste trasferte mi consentono relax che a casa di sicuro non ho (prepara cena – apparecchia – sparecchia – lava piatti), di sicuro la solitudine si fa sentire (non scriverei qui, se così non fosse), ma non disdegno il silenzio, il libro senza interruzioni, il parlare da sola (sì, lo faccio. voi no?!)
In realtà volevo scrivere due righe sull’eccitazione del tornare in zona gialla, il pensiero di un weekend in camper, anche solo in riviera romagnola, che poi “solo in riviera” non è certo una miseria, anzi, un dono, un regalo, un sogno!
Da metà ottobre abbiamo chiuso il camper in rimessaggio cercando di non pensare ai weekend autunnali ed invernali che facevamo abitualmente, le nostre “certezze”, Alba, mercatini, Aosta… quest’anno invece abbiamo fatto tutti i weekend da divano&divano di casa…
Il prossimo weekend, “giallo”, è invece un weekend “grigio”: previste nebbie e piogge consistenti su tutta la regione. Quindi, ancora per questo weekend, niente camper.
Penso a quanto sono fortunata di poter almeno viaggiare per lavoro. A come mi peserebbe, se fossi ancora nella vecchia azienda, vivere questa situazione di fermo forzato. Nonostante la fatica, gli orari assurdi, l’autostrada sempre pericolosa. Nonostante tutto. Viaggio. Vedo panorami. Ho visto le alpi innevate, le pianure sconfinate, le albe, i tramonti, i fiumi, i laghi, il mare.
Non riesco ad avere fiducia nel futuro perché viaggiando vedo troppo menefreghismo e troppa superficialità. Ho paura a credere che ci possa essere un “ritorno al futuro” migliore.
Ma DEVE esserci. Lo capite? DEVE!
Non possiamo permetterci di credere in niente altro.

Febbraio mi scombussola sempre tanto. Fra poco saranno cinque anni dalla morte di mia madre e da un lato mi sembra ieri, ma tanto di più mi sembrano passati almeno dieci, per la velocità e le troppe cose che sono successe in questo lasso di tempo.

Che alla fine, in realtà, il mio pensiero più grande questa sera è questo, come avevo scritto in un recente post, il pensiero che forse mia madre “oggi” sarebbe fiera di me e di quello che sto facendo.

Il grande immenso rammarico di una figlia del Generale che non c’è più. Che probabilmente non mi avrebbe riconosciuto i meriti ugualmente.

Ma. Forse.

Franciacorta

Eccomi di nuovo in Franciacorta, di nuovo nel bel resort in cui mi ero fermata un mese fa. Le stanze sono davvero belle e la comodità di avere la cena in camera è impagabile, soprattutto in questo periodo di restrizioni covid. Il menù non è il massimo, ma compensato dalla bottiglia di vino (…Franciacorta Brut, of course!) che sto finendo di bere con soddisfazione. Ma non di questo volevo scrivere.
Mia figlia ha compiuto 16 anni. SEDICI ANNI.
Io a 16 anni ho perso la verginità. Ho vissuto una bellissima romanticissima storia d’amore in vacanza al mare, quelle storie senza paragone proprio perché finiscono e ne rimane solo la bellezza del ricordo. A 16 anni ho iniziato a bere e fumare. Ho iniziato a sentirmi a disagio nella mia vita. Ho vissuto le mie giornate più belle con le mie amiche ridendo senza limite. Ho scelto la mia strada futura decidendo di cambiare scuola abbandonando le mie certezze, perché avevo capito che dovevo fare informatica, e ancora oggi guardo indietro e non riesco a capire dove ho trovato il coraggio e la volontà di compiere un passo del genere, lasciare la scuola in cui ero con le mie migliori amiche per seguire un’idea del voler fare informatica. Non lo so che cosa mi passasse per il cervello, ma so di non aver sbagliato e ringrazio la mia 16enne per aver avuto questa pazzesca forza di volontà. E ringrazio i miei genitori di avermelo concesso, che a quell’età si dà per scontato tutto, ma un cambiamento del genere non è proprio da dare per scontato.
16 anni la mia BAMBINA. Non so se mi manca la bambina, a dire il vero. Ho vicino questa meravigliosa adolescente di cui mi godo ogni attimo che lei mi concede. Una ragazza bella, di una intelligenza incredibile, curiosa, attenta, profonda, gioiosa, entusiasta. Vederla crescere e lasciarla crescere è un privilegio che per mia fortuna posso vivere. Una parte di me vorrebbe tenerla frenata, ma è la parte di me cresciuta da mia madre, e sento che questo freno a mano sta passando ogni anno di più da quando mia madre se n’è andata. Lo so che è brutto detta così, ma è la realtà dei fatti, da quando mia madre è mancata io ho lentamente ripreso spazio dentro me stessa e dato spazio a quella che sono. E’ impossibile sapere come sarei oggi se lei fosse ancora in vita, ci sono cose che molto probabilmente sarebbero uguali, il mio nuovo lavoro ad esempio, so che lei mi avrebbe appoggiato in questo cambiamento e ne sarebbe tutt’ora molto fiera. Il mio rapporto con mia figlia invece penso sarebbe diverso, perché avrei avuto il freno a mano tirato. E vuol dire tanto, non avere quel senso di “dover dimostrare di essere all’altezza”.
Ma tanto inutile pensarci. Se non che mi capita spesso di pensare a quello che sono oggi (con il nuovo lavoro) e quanto mia madre ne sarebbe stata orgogliosa. Questo sì. Per quanto forse mi avrebbe rinfacciato di non essere a casa a curare mia figlia quando sono in trasferta per lavoro. Questo pure sarebbe accaduto sicuramente!
Chiudo questo post, scritto più che altro per farmi compagnia da sola mentre finisco il mio Franciacorta Brut… con questi SEDICI ANNI che mi rimbalzano addosso e lasciano qualche livido di nostalgia e di apprensione.

Cronache di viaggio

E’ iniziato il 2021 e, covid permettendo, i miei viaggi di lavoro saranno notevolmente intensificati, soprattutto in questi primi mesi in cui partono con il nuovo gestionale le 10 (DIECI!) aziende cui abbiamo venduto.
Pernotterò spesso in Franciacorta (come oggi e come farò quasi tutta la prossima settimana), con puntate a Firenze ed altre a Ravenna. Non mi lamento per nulla. ANZI!
Le serate in albergo sono strane ancora di più vivendole in questo periodo di restrizioni da covid… alle 18 chiude tutto, niente aperitivo, niente passeggiata dopo cena che tanto in giro non c’è nessuno. Aperitivo in hotel, cena in hotel, dopocena sotto le coperte a guardare Netflix (che è né più né meno quello che faccio a casa, dopocena intendo). Preferirei poter uscire, spero di poterlo fare in futuro, non sono molto ottimista a riguardo ma questo non mi vieta di sperarci.
L’inizio di questo anno e di questa avventura dei dieci avviamenti (ho già scritto che dove lavoravo prima, ne ho seguiti DUE in sedici anni?!), mi carica e mi spaventa uguale. So di potercela fare, sono entusiasta di farlo, dentro di me la solita vocina insicura che sussurra timori (soprattutto di notte. sgrunt!) ma questa forza e consapevolezza tutte nuove mi portano avanti felicemente. Ovvio spero di non scontrarmi con un muro e avere davvero le competenze per farcela… ma penso non sarei a questo punto, se così non fosse.
Ultimamente ho avuto due bizzarre “offerte di lavoro”, fatte scherzando ma secondo me poi scherzando fino lì… un nostro concorrente, con cui ho dovuto collaborare per una installazione, dopo il lavoro svolto mi ha chiesto di cosa mi occupavo prima e ha detto “peccato non averti trovato io per primo”… una azienda con cui collaboriamo, ogni volta che faccio una qualche “magia” (così le chiama lui… sono operazioni su database sql) mi chiede se mollo tutto e vado a lavorare per lui. Con il mio capo è successo un teatrino simpatico: prima di Natale sono passata in azienda a portargli il vino che mi aveva chiesto di prendergli (…sono in Franciacorta…) e in quell’occasione ha visto il mio portachiavi con lo stemma del Parma Calcio, e ha commentato “ma come! non lo sai che io vivo a Reggio!?” (notoriamente antagonista calcistico del Parma). Io ho prontamente obiettato “ma ci vivi soltanto! Tu sei di Modena!!!) e mentre si allontanava ho detto ridendo alla mia collega “ecco che adesso scatta il licenziamento”. Il capo ha sentito e si è girato di scatto leggermente spaventato “licenziamento? di cosa stai parlando? non ci provare neanche!” e ci abbiamo riso su. Poi parlando con la mia collega abbiamo osservato che lui subito non rideva mica tanto… ma che un attimo spaventato lo era sul serio.
Ho scoperto che il mio vecchio capo controlla il mio profilo linkedin ogni mese.
Insomma, cronache di viaggio ma soprattutto di lavoro…
E niente… son SODDISFAZIONI!!! 🙂

2021

Non mi andava di scrivere ma mi sono ritrovata un attimo da sola, M in camera a giocare alla playstation, mia figlia a fare un bagno caldo, la tv spenta, fuori pioggia incessante. Un attimo da sola e un attimo di panico, niente di grave o difficile, nulla di vagamente paragonabile ai miei attacchi di panico da “primo dell’anno” (noti anche, spesso, come “considerevoli postumi da sbronza colossale dell’ultimo dell’anno”). Penso che questo attimo sia dovuto al ricordo del panico passato e alla consapevolezza che per il terzo anno consecutivo non mi sono ubriacata ed ho trascorso una serata tranquilla e serena con le persone che amo. Che fosse in casa nostra per la prima volta da quando viviamo qui, non ha importanza. Certo, avrei preferito essere in giro con il camper, avrei voluto poter visitare, viaggiare, quest’anno va così.
Un bilancio sul 2020 lo posso fare veloce: è stato un buon anno. Mi ha portato via la nonna e la bisnonna, ma ha cercato di compensare queste perdite portandomi grandi gioie.
Il lavoro innanzitutto, questo ormai lo sapete a memoria.
Mia figlia, con cui siamo ancora più in sintonia ed è davvero speciale sapere che nonostante l’adolescenza lei mi tiene in grandissima considerazione e una delle cose che le piace di più fare nel tempo libero, sia passeggiare insieme a me. In questi giorni di festa (quando la stagione lo consentiva) abbiamo fatto lunghissime passeggiate in quartiere, su e giù per i parchi, chiacchierando a vuoto e semplicemente (che di semplice in realtà non ha nulla) stando insieme.
I miei suoceri stanno bene (cosa per niente scontata), mia suocera è un tesoro, M è ancora senza lavoro ma non perdiamo le speranze.
Mio babbo lo trovo tanto meglio, sta imparando a stare bene con sé stesso anche quando è a casa da solo, anche questa una cosa per nulla scontata. A settembre abbiamo iniziato ad andare sempre da lui a pranzo durante i giorni di scuola-smart working. Abbiamo mantenuto questa abitudine anche quando è iniziata la didattica a distanza e ha fatto bene a tutti quanti. Per le feste siamo andati a casa sua il giorno di S. Stefano (vigilia e Natale dai suoceri, lui a casa della sua compagna!) ed è stata una giornata bellissima, di quelle lunghe lunghe di chiacchiere, caffè e cicchetti di grappa, e ancora chiacchiere. Lo trovo bene, nonostante tutto, e questo mi riempie di gioia. Si è messo in dieta, finalmente per sua scelta, perché non potevo essere io ad imporglielo, ma il peso stava diventando davvero eccessivo e lo vedevo troppo affaticato, considerando che in passato ha avuto problemi al cuore. Ha iniziato di sua volontà e sta già calando tanto, lo vedo motivato, quando andiamo a pranzo da lui gli propongo ricette nuove che utilizzavo io durante la mia dieta e ci divertiamo a sperimentare insieme.
Guardo le foto dei Natali passati, dei capodanni trascorsi, quelle lunghe infinite tavolate di gente che oggi non c’è più. Si sente il vuoto, ma si sente anche la presenza. Di mia nonna mi è rimasta l’immagine dello scorso Natale con lei che “piluccava” il fondo del panettone, un appetito incredibile, mio babbo che la guardava commosso, lei che era sorridente e tranquilla (e non brontolava, cosa davvero incredibile!). In questi giorni al mattino facevo colazione con il panettone e ogni mattina piluccavo un pochino e pensavo a lei ed è stato un pensiero comunque felice.
Che anno, questo 2020. A gennaio eravamo a Milano a fare shopping e portavo la figliola al concerto di Melanie Martinez, con la sua migliore amica ed i suoi genitori. Un weekend bellissimo in cui abbiamo fatto tutto quello che oggi non si può fare e che chissà quando. A pensarci adesso, a quel weekend, più che un anno fa mi pare di dieci anni fa! E paradossalmente invece, da quando è iniziato il lockdown, mi pare siano passati pochi giorni, perché con il nuovo lavoro il tempo è volato via, spazzato in un baleno.
Dovrei chiudere il post con i buoni propositi per il 2021, ma sapete bene che tutto quello che sogno è poter viaggiare. Lo farò sicuramente per lavoro, da lunedì inizia la nuova avventura nel seguire 10 (dieci!) avviamenti… se considerate che in sedici anni nella vecchia azienda ne ho fatti… due!?!??! Ce la farò? Ma certo che ce la farò, sono nata per farcela in queste cose, mi riescono naturali. Butto un pensiero alla me del 2007, quando avrei tanto voluto provare ad insegnare ma non potevo perdere due anni per prendere l’abilitazione (che oggi non esiste nemmeno più… amen). Mi ritrovo oggi ad insegnare per mestiere, e ci sono finita seguendo un percorso tutto strano che mai e poi mai avrei pensato di trovarmi a fare la consulente in giro per l’Italia, e probabilmente nemmeno avrei scelto di farlo se non fosse capitato così “per caso”. Tutto quello che mi ha portato ad oggi sono piccoli cambiamenti fatti poco alla volta, un accumularsi di casistiche che mi hanno portato a rispondere “consulenza” a quel colloquio telefonico di oltre un anno fa in cui mi avevano chiesto se avrei preferito seguire la strada della programmazione o piuttosto della consulenza. Sono felice di aver risposto nel modo giusto, anche se nel momento in cui avevo dato quella risposta, mentre la dicevo, nella mente pensavo di essere diventata pazza. E invece era il cuore a parlare per me, mettendo a zittire per una volta il cervello. Grazie, cuore!
Questo è quanto avevo da scrivere, oltre a mandarvi i miei più cari auguri per questo nuovo anno.

Che sia un 2021 buono per tutti!

La solitudine

Il titolo trae volutamente in inganno, visto che sto scrivendo da una camera di resort 4 stelle in Franciacorta. Covid permettendo (che se non fosse per il Covid, sarei via costantemente), i viaggi di lavoro sono davvero ciò che fa per me. Forse in futuro rinnegherò di averlo detto e mi lamenterò di non poter essere mai a casa, ma al momento dubito arriverei mai a dirlo! L’unica cosa che mi fa venir voglia di rimanere a casa è mia figlia, che da quest’anno ha deciso che farà un mese da me e un mese dal padre per ridurre lo sbattimento di spostare libri e vita ogni settimana: la capisco, glielo concedo, per quanto il mese senza di lei si sta rivelando un calvario. Al quale posso ovviare con le trasferte di lavoro (pagata – viziata – riverita – rimborsata – e pure corteggiata spesso e volentieri!)
Dunque, eccomi qua. Oggi una trasferta ancora più particolare del solito, avrei dovuto avere un appuntamento con cliente che è saltato all’ultimo momento, ma il capo mi ha concesso comunque di partire e cenare e pernottare in hotel poiché domani ho un altro cliente sempre in zona. Quindi sono partita dopo pranzo, ho lavorato dalla camera di albergo nel pomeriggio (benedetto wifi), ho fatto shopping di vino (sono in Franciacorta!) e ho apericenato da sola in camera, con una bottiglia di vino, un libro e tanto silenzio e relax.
Questa strana vita che ho iniziato in bilico e continuato a singhiozzo, mi entusiasma in un modo pazzesco. Il mese scorso mi è arrivata la macchina nuova (aziendale) e ancora oggi mi emoziono a guidarla, mai avuta una macchina così top. Il rapporto con i colleghi, considerando le mie esperienze pregresse, è pazzesco. Io sono quella “che ne sa”, i colleghi chiedono, io rispondo, sento la loro considerazione ed il loro apprezzamento nei miei confronti, non mi danno per scontata, anzi mi rendo conto che il modo in cui io collaboro con loro è una gradita novità per la quale ho il loro continuo riscontro positivo. Sto lavorando molto più di prima, con molta più soddisfazione, molta più fatica ma non mi sento affaticata perché è una fatica “felice” mentre prima mi sentivo sempre stanca anche a far nulla.
Mi sto ritagliando un ruolo tutto mio in un’azienda molto grande, in cui mancava proprio una figura professionale come sono io. Questo è davvero incredibilmente bello, mi sento utile, mi sento apprezzata, mi sento bene. Che poi è ovvio che arriveranno i tempi bui, arrivano sempre, ma voglio godermi questo momento di luce così splendente (e che mi auguro possa splendere ancora di più, post covid!)
Racconterò altri dettagli più avanti… stasera ho una signora bottiglia da finire e tanta nanna da fare 🙂

Rimanere positivi (quando si è negativi!)

Tutto a posto… tampone risultato negativo, per fortuna. Abbiamo ripreso ad uscire di casa, con mia figlia abbiamo camminato e camminato e camminato… un enorme sospiro di sollievo. Con il mio lavoro si vedrà di volta in volta, di sicuro eviterò zone ad alto rischio, per le altre trasferte valuterò. Mi cala un po’ il morale al pensiero di non poter andare in giro in camper. Mercatini di Natale. Festività natalizie. Weekend.
Ad oggi, puntiamo a rimanere in salute… e non è poco.

Le lunghe attese

Sono rientrata il 23 ottobre dopo una settimana in Lombardia, tra vari clienti, ristoranti, hotel, aperitivi. La settimana è stata tranquilla, i locali apparentemente sanificati, controllo costante della temperatura, ambienti di lavoro sempre con mascherina e disinfettante alla mano. Diciamo che il clima generale iniziava a scaldarsi, tenevo costantemente sotto controllo i notiziari per paura che chiudessero le regioni, ma alla fine sono rientrata senza problemi (quasi “appena in tempo”)
Il timore di essere stata infettata rimaneva elevato, pertanto ho ben pensato di approfittare dell’iniziativa gratuita in cui poter fare sierologico io, figlia, e anche nonno intanto che ci siamo. Così, il venerdì successivo 30/10 siamo andati tutti e tre a fare il sierologico, tutti e tre negativi (visione immediata dell’esito al “pungidito”). La sera, prima di andare a dormire, controllando le mail vedo che hanno pubblicato esito sul mio fascicolo sanitario elettronico, vado a controllare e qui il primo shock: mia figlia era segnata positiva. Shock puro, in quanto ho visto io stessa che l’esito era negativo! Inutile dire che non ho chiuso occhio… la mattina provo la febbre a mia figlia e doppio shock: ha 37.5!!! Corro in farmacia per capire cosa fosse successo, mi dicono che sicuramente c’è stato uno sbaglio nel caricare i dati del test sul sito, che anche loro assicurano era negativo. Vista la concomitanza della febbre, decido di non chiedere una rettifica ai valori riportati sul sito, e rimango in attesa di chiamata per fare il tampone, giusto per sicurezza, considerando l’errore almeno ne approfitto per far fare un controllo in più alla figliola, che nel frattempo continua ad avere la febbre (sempre sui 37.2-37.5, mai oltre). Finalmente ieri (dopo una settimana ormai….) è stata chiamata per fare il tampone, del quale tutt’ora siamo in attesa di esito (e ben sappiamo ci vorranno giorni…)
Sono abbastanza tranquilla perchè, a parte questa febbriciattola, non ci sono altri sintomi. Io ed M non abbiamo nulla. Per sicurezza, in tutto questo periodo ce ne siamo stati rintanati in casa, poca fatica, mia figlia era già in DAD, io ero già in smart working, ed M come purtroppo sappiamo è in disoccupazione… quindi amen, siamo stati in casa e va bene così.
Lunga attesa comunque… non solo per questa vicenda, ma per come sta andando in tutta Italia!