Gardaland

Ieri è stata una di quelle giornate che avercene.
Si trattava di una gita giornaliera “in famiglia” a Gardaland, io, mia figlia e mio babbo. Che fa pure un po’ ridere, perché essendo mio babbo molto giovane e mia figlia molto grande, nonostante io assomigli moltissimo a mio babbo, per le persone viene naturale considerarci marito-moglie-bimba. Non vi dico le risate quando invece diciamo la vera composizione della famiglia!
Doveva essere la “nostra” giornata: l’unica mia giornata di ferie, dall’inizio di quest’anno, che posso passare insieme a mio padre e mia figlia (weekend esclusi, intendo proprio “ferie”). Era già partita male perché a lavoro da me avevano di che brontolare… frega niente, è da giugno che per colpa dell’azienda rimando questa giornata, ora me la prendo e non ce n’è per nessuno!
Giornata partita malissimo: al risveglio, nuvoloni neri e pioggia battente. Decidiamo di fidarci delle previsioni meteo per il lago di Garda, e partiamo. Traffico allucinante in autostrada, arriviamo che il parco è aperto già da un’ora. Scopriamo inoltre che il resto del mondo adolescenziale ha scelto la stessa giornata per visitare Gardaland… orde di adolescenti rumorosi e puzzolenti come solo un adolescente in compagnia dei suoi simili può essere!
Per fortuna non piove, le nuvole sembrano allontanarsi, forse il meteo ci ha azzeccato.
Io e “bimba” ci catapultiamo verso la prima attrazione “adrenaline” (mio babbo non le fa) e vediamo coda di quasi un’ora… ormai lo sconforto è a mille. Scopro l’esistenza del “Gardaland Express” che per 5 euro a testa (mortacci loro… a fronte di un biglietto di ingresso di 30 euro a testa!) ci fa “saltare la fila”: lo compro e via! Sarà la nostra costante della giornata, una salassata senza precedenti, ma ne è valsa la pena fino all’ultimo centesimo (a fine giornata, collezioniamo 4 Express io e bimba più 3 Express con anche mio padre, sulle giostre “adventure”. Son 85 euri. Da sommare ai 90 spesi per i biglietti di ingresso…).
La giornata migliora in modo assurdo quando iniziano ad imbroccarsi tutte cose belle: il sole, le code meno “code” (non ovunque, ma perlomeno da potersi godere le attrazioni), mia figlia rilassata e chiacchierona, mio babbo sereno e tranquillo.
Siamo rimasti fino alle 20 poi siamo andati in una pizzeria lì vicino, per rientrare a casa alle 23 molto molto stanchi ma infinitamente soddisfatti.
Mi ci voleva, questa giornata. Ci voleva una giornata di divertimento con loro, con la “piccola” adolescente dagli sbalzi umorali che sento sempre più lontana.
E’ stata un’estate lunga e avevamo bisogno di una dose massiccia di ricarica affettiva per prepararci all’inizio della scuola… direi che il progetto è stato un vero successone!
Avercene di giornate così… ma anche “solamente” una all’anno, vale la pena di attendere per poterla vivere ❤

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Olanda

Ferie finite, si rientra al lavoro e si fanno un po’ di bilanci.
Abbiamo fatto, io ed M da soli, un viaggio di 19 giorni attraverso l’Olanda, tra camper, lunghe pedalate in bicicletta, qualche giorno di acqua e vento, ma fondamentalmente prevalenza di bel tempo, pure caldo direi, ovviamente nulla a che vedere con il caldo che fa qui… ma alcuni giorni a 30° ce li siamo presi pure lassù.
L’Olanda è una paese dalla doppia faccia, apparentemente (come immaginavo io) un paese super organizzato, super efficiente, super funzionante. Persone cortesi, non troppo fredde, piuttosto collaborative. Paesaggi mozzafiato, piste ciclabili che neanche nei sogni, casette con giardini da illustrazione di libro di favole.
Abbiamo però visto anche l’Olanda dei millemila camion in autostrada (mai più, giuro, offenderò l’Italia in merito alla gestione dei trasporti), abbiamo parlato con italiani migranti che ci hanno detto che non è poi così tutto rose e fiori (tulipani e fiori, neppure), che la tassazione è elevatissima, che il tenore di vita non è alto come sembra, e tante altre piccole magagne che non sto qua a riportare. Diciamo che il mio “oh, come vorrei trasferirmi a vivere in Olanda” è rientrato nel più classico “ma va benissimo anche l’Austria”, che siamo anche più vicini a casa, insomma.
Infine il degrado della capitale, Amsterdam è una città che, nonostante le belle arti ed il fascino dei canali (ne abbiamo visti di infinitamente meglio in milioni di altri posti), rimane ciò per cui è famosa: la città del “divertimento”, donnine e tanti di quei cannoni che dopo un’ora di passeggiata per le vie, non vi dico il mal di testa… abbiamo fumato tanto di quel fumo passivo che alla fine, l’equivalente di un bombone ce lo siamo passivamente fumato pure noi!
Nota di informazione per i maschietti: avevo letto molti uomini delusi dal quartiere a luci rosse, tante vetrine vuote, poca roba da guardare. Ecco, signori miei, andate dopo le 20. Nel pomeriggio molte vetrine sono deserte, e le poche donnine in mostra (sempre in lingerie, mai nude, in ogni caso) sono spesso o troppo vecchie, o troppo grasse, o troppo poche donne (il povero M stava gradendo il sedere di una donnina, che si è girata ammiccandogli… al che M ha fatto un salto indietro e disperato mi ha trascinato via urlando “CE L’HA PIU’ GROSSO DI ME QUELLA LI’!”).
Di giorno ci sono molti negozi di articoli erotici, i locali di spogliarelli (e hard dal vivo) sono in gran parte chiusi. E’ un quartiere dove durante le ore del giorno si può tranquillamente andare anche con la famiglia, i bambini non noterebbero nulla di strano, tra la folla di gente che passeggia. Piuttosto, eviterei queste zone per il troppo, veramente troppo, fumo passivo. Fumano ovunque, altro che “coffee shop”!
La sera signori miei, la questione cambia. I locali sono aperti e con cartelloni pubblicitari che non lasciano spazio all’immaginazione nell’informare il contenuto degli spettacoli. Il fumo passivo si triplica. Sporcizia allucinante, uomini che pisciano ovunque, una puzza insopportabile tra piscio e marijuana!
Ma le donnine… beh, ecco, la sera le donnine ci sono eccome. Sempre in lingerie, come dicevo, anche se spesso pure questa sarebbe come non averla… ma che donnine signori! Giovani e belle, belle, fisici mozzafiato, un traffico di persone che usufruiscono dei loro “servizi”… vetrine tutte illuminate e ben abitate, la sera!

Fine parentesi Amsterdam, sul resto dell’Olanda potrei spendere fiumi di parole ma so che non mi leggerete più perché siete ancora fermi alle righe sopra 🙂

La vacanza con M è stata, per la prima volta, totalmente perfetta. Avevamo bisogno di rimanere un po’ da soli, dopo un inverno in cui siamo stati insieme veramente poco.
Mia figlia non mi è mancata come gli scorsi anni, anzi ho gradito la lontananza. Avevo davvero bisogno di staccare e poter essere semplicemente me stessa e non madre-moglie-mamma-ingegnere-figlia eccetera.
Essere stata me stessa per tre settimane mi ha consentito di stare bene con me e soprattutto con lui, che per la prima volta “mi è bastato”, nel senso che è stato sufficiente stare con lui per non sentire la mancanza di null’altro.
E sì, abbiamo fatto tantissimo sesso, e di ottima qualità e quantità, diciamo che le luci di Amsterdam ci hanno rinfrescato la fantasia e l’appetito?! ^____^

Ora siamo a casa. Fra poche settimane ricomincerà anche la scuola e si ripartirà con i soliti bisticci, le solite lagne, i soliti disagi. Magari ogni tanto ci perderemo nei ricordi di questa favolosa vacanza, e chissà, riusciremo anche a ritrovare la magia che ci ha accompagnato per tutto quel tempo.

Aria di vacanza

Sono arrivata alla vigilia della partenza in modo piuttosto rocambolesco e anche parecchio affannata, con ultima ciliegina sulla torta che mi ha portato sul ciglio di una crisi di nervi, alla quale sono scampata solo perché nella mente ho ripetuto il costante mantra “lunedì si parte… lunedì si parte……. lunedì si parteeeee…….”
Riassumendo, si è rotto il condizionatore a casa dei miei suoceri, come ben sapete tutti questa è l’estate più torrida dal 2003, in città viaggiamo sulla media dei 41-42 gradi con tasso di umidità duemilapercento. I suoceri sono anziani, con problemi di circolazione, insomma facciamola breve: li abbiamo ospitati in casa nostra.
Si sono trasferiti da noi sabato, rimarranno fino al nostro rientro o fino a quando la situazione climatica si rinfrescherà un po’.
Di me avrete *vagamente* intuito, da più o meno mille post sull’argomento, che sono piuttosto “claustrofobica”, mi dà noia avere persone intorno, quando sono a casa mi vorrei rilassare, avere un po’ di pace, di silenzio, essendo tutti i giorni a contatto con i CLIENTI (da leggersi con voce tenebrosa e paurosissima) per otto ore al giorno.
Spesso sopporto a malapena mio padre, mia figlia ed M.
Figuriamoci i suoceri.
Che i miei suoceri, poveretti, sono persone meravigliose. Ho parlato di loro alcune volte, questa in particolare li rappresenta benissimo. Mia suocera il sogno di ogni donna: per nulla invadente, sempre disponibile, sono davvero molto fortunata!
MA (ovviamente, c’è un MA) sono RUMOROSI. Parlano in continuazione, a voce altissima, a ruota libera, senza sosta alcuna. E mi seguono.
Ho passato il weekend in parte rinchiusa in bagno (ma mi parlavano attraverso la porta), in parte rinchiusa in cucina (unica stanza in cui non arriva l’aria condizionata nella casa) ma mi seguivano, e io a sgridare “via, via, andate al fresco, che qua mi arrangio io da sola, se ho bisogno vi chiamo ok?” ma niente. Sono andata a fare la spesa quattro volte. Ho finto di dimenticare cose che non mi servivano, pur di avere la scusa per allontanarmi. Ho vagato per il centro commerciale con il terrore di incontrare qualcuno di conosciuto e dover fare conversazione!
Altro problema dei miei suoceri è che PUZZANO. Fumano due pacchetti di sigarette al giorno. A testa! (e non sottolineiamo i problemi di circolazione… no comment)
Un’odore di fumo che non sto neanche qua a raccontarvelo. Che per carità, a fumare vanno sul balcone (E VORREI PURE VEDERE), ma se vi ricordate, io ho smesso di fumare perché ormai non sopportavo più l’odore… vi lascio immaginare.
Camera nostra (che è diventata la loro, per questo periodo) sembra un posacenere. E non ci fumano! Sono i vestiti che hanno!!! Impregnati!!!
Insomma, oggi pomeriggio partiamo per le ferie e mai come oggi ne ho bisogno, di andare via.
Mio babbo piange in continuazione all’idea di rimanere da solo, ma sta cercando di riempirsi di impegni per non pensarci. Punto molto sul fatto che possa trascorrere un po’ di serate a casa mia, con i suoceri, a fare due(mila) chiacchiere.
Mia figlia è in vacanza con il padre e ci farà bene non vederci per un po’, perché ultimamente bisticciamo spesso (ah, cari ormoni dell’adolescenza, quanto vi voglio bene…)
Con M so già che sarà una vacanza fantastica, prevediamo tour dell’Olanda, lunghissime pedalate, tanti paesini, ed ovviamente Amsterdam ed il suo “parco giochi” che sarà sicuramente un’esperienza diversa e divertente.
Poi ritorneremo a casa e via verso un nuovo inverno… ma di questo, ci preoccuperemo al rientro.
Buone vacanze!

Agosto

Questa estate ho fatto una scelta mutuamente egoistica: non farò vacanze insieme a mia figlia.
Lei ha espresso il desiderio di trascorrere due settimane a Gatteo Mare e io francamente, dopo 40 anni a Gatteo, gradirei andare altrove…
Altro suo desiderio è trascorrere una settimana in montagna, in un campeggio dove abitualmente andiamo nei weekend torridi d’estate. Bellissimo posto, per carità, ma non c’è nulla da fare se non vita da campeggio (con animazione e piscina, per carità) e per quanto mi riguarda, va bene nei weekend e stop.
Da parte mia, desideravo una settimana in Salento e due settimane di viaggio “serio” (parliamo dell’Olanda, gente!): entrambe cose che mia figlia avrebbe detestato, essendo viaggi a tappe con frequenti spostamenti.
La ragazza ormai ha 12 anni e mezzo, cocciuta come un mulo, non avevo alcuna intenzione di vedermi le ferie rovinate con lei che piantava musi come lo scorso anno… sono pur sempre le mie uniche ferie nell’anno!
Quindi, che fare?
Soluzione semplice semplice: Gatteo e montagna via, con il nonno che non aspetta altro!
E agosto, c’è pur sempre il padre che desidera stare con lei per le ferie… sicché, seppur a malincuore, ho optato per la scelta più coraggiosa ed egoista possibile: accontentare in tutto mia figlia, e far felice anche me stessa.
In tutto questo, M non ha interferito per lasciare a me le decisioni… ma sappiamo entrambi che fare due settimane io e lui da soli, è puro benessere: abbiamo gli stessi ritmi, ci piacciono le stesse cose, l’Olanda sarà per noi un vero paradiso di paesi e ciclabili in mezzo alla natura… e birre… e vabbè, ad Amsterdam non ci si dovrebbe andare con la compagna, cercherò di essere meno “presente” possibile 😉
Il prossimo anno, organizzerò un viaggio con un’altra coppia con figlia, in modo che le ragazze si facciano compagnia senza stufare noi genitori… è l’unica soluzione per poter viaggiare con lei a seguito!
Ora inizio a contare le settimane che ancora ci separano dal viaggio…
Buona estate a tutti!

E-state!

Non ho abbandonato il caro WordPress, ma da fine maggio al lavoro è stato veramente frenetico e non avevo più tempo né forze per nulla.
Settimana scorsa l’ho passata nelle spiagge più belle del Salento Ionico, mi sono rigenerata ed eccomi qua! Ancora frenetica sul lavoro, ma con più energie per tutto il resto.
Mia figlia è al mare con mio babbo, sulla riviera romagnola. La vacanza in Salento ce la siamo goduta soli io ed M ed è stato fantastico, riposo assoluto. La bimba mi manca ed il papà pure, ma so che si stanno divertendo e sono felicissima per loro.
In attesa delle ferie di agosto, che cadranno nella seconda metà del mese, andiamo avanti a goderci i weekend in giro con il camper e tutto fila meravigliosamente (per ora).
Sono accaduti un po’ di fatti “casuali” (che tanto lo sapete, che alle coincidenze credo fino a lì): già ad inizio anno stavamo cercando un posto in cui lasciare il camper al riparo, un cosiddetto “rimessaggio” in cui poter avere i servizi e sentirci al sicuro. Non si trovava nulla, fino al giorno in cui è arrivato il camper, in cui riceviamo una telefonata dall’amico di un amico di un amico e così via, che ci informa di avere un posto che si è liberato proprio in quei giorni, pertanto dopo qualche settimana, terminati i lavori che l’officina doveva ultimare al camper, l’abbiamo portato là. Non molto comodo, un salasso di soldi, ma era l’unico disponibile pertanto andava bene.
La settimana prima di partire per le ferie, ovvero due settimane fa, presso i capannoni dove teniamo il camper sono entrati i ladri, che hanno sfasciato e derubato quasi tutti i camper presenti, tranne cinque camper che avevano la lucina rossa lampeggiante (a testimoniare la presenza di allarme)… tra questi cinque il nostro, miracolato, illeso.
La cosa però ci ha spaventato parecchio, perché abbiamo contestualmente scoperto che il rimessaggio non ha assicurazioni… cosa che invece ci era stata garantita in fase di trattativa…
M si è messo a cercare come un pazzo un altro rimessaggio (già ad inizio anno avevamo cercato come pazzi… inutilmente) e tac, salta fuori subito un altro rimessaggio. Chiama, ed il proprietario risponde che aveva appena firmato il compromesso per l’acquisto di un nuovo capannone da adibire a rimessaggio, pertanto sì, ha posto. Prendiamo accordi per andare a vedere il capannone, si scopre che il proprietario e M si conoscono benissimo per un episodio accaduto vent’anni fa… ma entrambi si ricordano e lieti si riabbracciano. Il rimessaggio non è molto comodo, più o meno come l’altro… però questo costa la metà. CAXXO! Sono soldi!!!!!!! Firmiamo il contratto immediatamente e al rientro dal Salento spostiamo il camper nel nuovo capannone, salutando l’altro proprietario che molto onestamente ci rimborsa i mesi di agosto e settembre (che avevamo già pagato), tanto è tranquillo perché da quando io gli ho fatto il sito, riceve duemila richieste al giorno per un posto camper… in pratica, il posto che abbiamo liberato è già stato riaffittato. Tutti felici, e vissero felici e contenti e così via.
Vi rendete conto di che serie di coincidenze pazzesche in questa storia?
L’estate è appena a metà ed è già rocambolesca… ora attendiamo con fiducia le ferie di agosto. Da qua a là…
Buona E-state a tutti voi!

E-STATE!

 

Scout – capitolo finale

Sì, avete letto bene… giunge al termine questa breve ed entusiasmante avventura.
Lo scorso weekend eravamo in vacanza al lago (particolare importante: non ci sono state influenze o intromissioni “esterne”) e la figliola, di punto in bianco, mi propone un discorsone lungo lungo e assolutamente sensato e credibile, sul fatto che non se la sente di proseguire con gli scout perché richiedono veramente troppo tempo e troppo impegno, la scuola e i compiti in seconda media saranno ancora più pesanti, e poi vuole fare ginnastica artistica e insomma, ce n’è a sufficienza.
Mi ha fatto questo discorso con la voce un po’ tremante, probabilmente temeva la sgridassi. Per quanto mi riguarda, ha ragione su tutto. Mi dispiace infinitamente perché penso che gli scout sarebbero stata un’esperienza strepitosa, le avrebbero fatto bene… ma se non se la sente, è giusto che interrompa ora piuttosto che trascinare le cose per nulla. Ho contattato il capo scout per informarlo della questione, e pace.
Ieri le ho detto che sarebbe stato corretto da parte sua chiamare il suo capo squadriglia, in quanto non è giusto che sia io a comunicarlo, ma lei stessa. E così ha fatto: ieri sera ha chiamato, ha ringraziato, è stata ferma nella sua decisione mentre cercavano di convincerla a ripensarci… sono tanto, tanto orgogliosa di lei.
Per il prossimo anno si vedrà come proseguire la ginnastica artistica, che le piace moltissimo e vorrebbe incrementare… io non sono molto dell’idea… ma lascerò sia lei a decidere.
Godiamoci questa lunga estate, ora che la scuola è finalmente finita!

Genitori e conflitti 2

Il motivo del post precedente, ed il motivo per cui l’ho reso privato (se volete la password, chiedete), è che si trattava di uno sfogo momentaneo, derivante da un weekend particolarmente pesante. Sapevo già che mi sarebbe passata, ma dovevo buttar giù un po’ di cose per iscritto, per rimarcarmele meglio.
La situazione attualmente è già migliorata, come vi dicevo io gli voglio bene e mi incavolo tanto quando lo vedo buttarsi giù per nulla. Adesso con la bella stagione lo vedo reagire, va un pochino più in giro, si sta sforzando anche di non starci troppo addosso (…per quanto…..), qualche piccolo passo lo stiamo facendo.

Per inciso, che poi sembra che sono io pesante, il weekend che aveva causato il precedente post è stato questo:
– venerdì sera cena di compleanno di un’amica di mia figlia, invitati in pizzeria anche i genitori dei bambini… e mio babbo
– sabato alle ore 12 mio babbo si è presentato a casa nostra con una scusa, ovviamente l’ho invitato a pranzo e ha fatto pure la vittima “no… vado a casa… se mi inviti però rimango… se mi volete…” che è una cosa che mi sta sul caxxo in modo allucinante. Se non ti vuoi fermare a pranzo non ti presenti alle 12 a casa mia, è OVVIO che ti invito. Quindi evita di fare pure la scena, grazie. Caxxo.
– durante il pranzo di sabato ci chiede cosa facciamo a cena, gli dico che volevo fare i pizzocchieri, mi dice con aria triste e sconsolata (che gli riesce benissimo fare la vittina) “me ne tieni un piattino da parte che li assaggio volentieri?”. Al che lo invito se vuole venire a cena, e lui ancora con la scenetta del caxxo “se mi invitate……..” che sono sbottata e gli ho detto di piantarla con queste menate
– domenica comunione del figlio di una mia lontana cugina, invitati noi… e mio babbo.

Ecccheppallleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Momenti

Il weekend è trascorso via in un baleno. Dopo i bagordi di Pasqua e del ponte del 25 Aprile, questa volta abbiamo scelto di rimanere vicino a casa, soprattutto perché sabato avrebbero dedicato una via a mio zio, il fratello di mia madre. Di lui ho parlato poco ma spesso, ci sono molti post in cui lo ritrovo (qui, qui, qui ad esempio).
Ecco, sabato è stato meraviglioso, difficilissimo, strano ed entusiasmante tutto insieme. Sono l’ultima discendente di questa famiglia sterminata, pertanto ero in un certo senso al centro dell’attenzione. Persone che mi hanno conosciuto nel periodo 8-13 anni, più o meno quando frequentavo le varie attività che organizzava mio zio per i giovani della sua parrocchia. Tante persone che mi scrutavano per capire chi fosse, quella tizia in prima fila che piangeva in continuazione ad ogni foto proiettata e ad ogni parola pronunciata. Alcuni temerari si avvicinavano e mi stringevano la mano chiedendomi se per caso fossi la nipote, e mi dicevano “scusa per averci messo 12 anni ad intitolare questa via”. Capito? Mio zio era talmente amato che ritrovare tutto l’affetto e la stima nei suoi confronti mi hanno davvero suscitato miliardi di emozioni tutte insieme alle quali non riesco neppure a dare voce. Siamo stati ospiti per pranzo nella canonica in cui tante volte ero andata da bambina, ho raccontato ed ascoltato raccontare aneddoti divertenti sulla vita di mio zio, sentivo intorno a me un affetto fortissimo, mi sentivo parte di una grande famiglia nella quale abbiamo condiviso insieme il ricordo di un personaggio importante per tutti quanti, ciascuno in modo differente.

Il resto del weekend lo abbiamo trascorso via in camper io M e mia figlia, questa volta ho chiesto scusa a mio padre ma desideravo rimanere da sola con il mio compagno e la mia bambina, l’intenzione era portarla ad una festa a tema Harry Potter (di cui è *leggermente* appassionata…), incontrarci con amici di Milano che scendevano appositamente, rilassarci un po’ tra di noi.
La mia scelta si è rivelata davvero azzeccata. Sabato sera eravamo sul camper dopocena, comodi sui vari divanetti, a guardare la puntata serale di Amici (che normalmente non guardiamo mai), commentando le varie scenette, ridendo e scherzando insieme noi tre.
E ho pensato, e l’ho detto ad alta voce, che in quel momento nella mia vita non serviva niente di più, perché il momento era perfetto così.
La mattina dopo si parlava dei momenti di felicità, delle piccole cose per cui valga la pena di vivere. Mia figlia mi ha chiesto quali sono le piccole cose che rendono felice la mia vita, e io ho indicato lei ed M e ho detto “ce le ho qui davanti agli occhi proprio adesso”, e mentre lo dicevo ho capito che è vero, che la vita è tutto un correre continuo, ma quello che rimane alla fine è l’affetto che ricevi e soprattutto quello che dai, che la felicità sono in fondo tanti momenti sereni in cui senti che non ti manca proprio nulla.

Ti porto con me

Nelle mie notti tormentate, ti porto con me. Nei miei sogni sei sempre presente, a volte malata, spesso sana. Parlo con te, chiedo consigli, litigo, mi arrabbio, più semplicemente vivo, come ti avessi ancora nella mia vita, la quotidianità con te.
Anche stanotte eri in viaggio con noi, eravamo in uno strano parco di montagna, una passeggiata fra i boschi, tu stavi bene, era una bella vacanza.

Mi piace pensare che tu stia realmente vivendo in questo mondo, ed i sogni siano per me un tramite che mi consenta di starti vicino in una forma differente.

La vita prosegue e per mia fortuna la quotidianità è talmente dirompente dal far scorrere via i giorni veloci, così veloci che non ho il tempo di fermarmi e stare male. A volte ti penso, a volte non ti ho in mente, so che ti rivedrò, come sempre, nei miei sogni.

Ti porto con me, mamma.