Ansia

Giunta ad un punto della mia vita in cui “tutto va bene”, tanti problemi sono stati risolti, finalmente potrei godermi un po’ di tranquillità, di serenità alla fine del tunnel, al termine di tutte le corse fatte, di tutta l’ansia accumulata… potrei, ho scritto potrei, mica che posso, sennò mica lo mettevo il condizionale. Mi pare ovvio.
La questione “mio padre” si fa sempre più complicata. A settembre era partito in quarta nel cercare una compagna, ha iniziato a frequentare un po’ di persone, qualche delusione, qualche esperienza in più. Adesso sta uscendo con una che approvo, la relazione non è avviata, si stanno frequentando insomma. Sono cose che, giustamente, devono fare il loro tempo. Ma lui non ha pazienza, ha fretta di riaccasarsi, di non essere più da solo, sta giungendo il periodo dell’anno peggiore, quello con ricordi peggiori, l’aggravarsi della malattia di mia madre, il Natale, l’inizio del calvario ospedaliero.
Per farla breve, mio padre sta colando a picco e non sappiamo veramente come fare per aiutarlo. E’ con noi quasi costantemente, viene a cena tutte le sere, trascorre i weekend con noi… avete un’idea di come si possa stare a convivere con un fantasma angosciante?
Vi faccio alcuni esempi, leggeteli tenendo sempre in considerazione il fatto che sia io che M cerchiamo disperatamente in ogni situazione di tenere viva la conversazione con mio padre, di coinvolgerlo, di non escluderlo mai, anzi. Situazioni realmente vissute:
– io sul divano a leggere un libro, figlia nella sua stanza, M sul divano a giocare alla playstation che cerca di fare due chiacchiere con mio padre, che se ne sta seduto sulla seggiola, guarda fisso per terra e si toglie ossessivamente le unghie dalla pelle. Tic… Tic… Tic… Tic… Tic…
– un intero weekend vengono a trovarci amici dalla valle d’aosta, passeggiata in centro: M davanti che parla col marito, io dietro che parlo con la moglie, figlie che trotterellano in giro, mio padre dietro che non spiccica parola, tira su col naso e ci segue come un cane bastonato guardando fisso per terra
A proposito di questo ultimo esempio, sottolineo che quel giorno c’era la partita allo stadio e mio babbo era stato invitato dai suoi amici per andare con loro in tribuna vip, ma lui no, lui voleva stare con noi. Gli abbiamo ripetuto allo sfinimento di andare allo stadio, che sarebbe comunque poi stato con noi a cena, ma niente. Piazzato fisso lì. Che questi nostri amici sono camperisti, pertanto la maggior parte delle conversazioni con loro è ovvio che si parli di camper, di viaggi fatti o da fare… tutte cose che a mio babbo di certo non interessano.
Il problema è che lui non vuole frequentare i suoi amici perché sono tutti accoppiati e lui è da solo, quindi frequenta i nostri amici, che siamo comunque tutti accoppiati ma lui non si sente solo perché ci siamo noi.
MA QUESTO NON VA BENE.
Non va bene per lui, perché sta isolando tutte le sue amicizie rifiutandosi di frequentarli. Non va bene per noi, perché non è giusto che frequentiamo i nostri amici con appresso il padre/suocero. E neppure per mia figlia, che ha sempre attaccato il nonno.
Come scrivevo all’inizio, questo è un periodo buono. Stiamo finalmente trovando un’armonia, io M e bimba, dopo anni e anni e anni di difficoltà, stiamo davvero diventando una famiglia, ma abbiamo bisogno di trovare i giusti incastri tra di noi, perché vogliamo poter mantenere il più stretto possibile questo nostro equilibrio e questa meravigliosa serenità che abbiamo faticosamente raggiunto.
La presenza costante di mio padre, così assillante, sta diventando un problema. Quando c’è lui siamo concentrati nel coinvolgerlo, nel parlare con lui, che va a finire che tra di noi non parliamo più.
M è incavolato perché con tutti gli sforzi che fa per coinvolgerlo, quando lo vede che si pianta in un angolo a piangersi addosso, ad M girano le scatole e si lamenta, e ha francamente ragione, perché tratta mio babbo come un amico e mio babbo invece di essere felice di avere una famiglia che lo sostiene, che cerca di farlo stare bene, più cerchiamo di aiutarlo e più si piange addosso.
Io sono incavolata perché in tutti questi mesi dalla morte di mia madre, non ho mai pianto addosso a nessuno. Nessuno è mai venuto a consolarmi, nessuno mi ha mai chiesto come sto. Mio padre ha perso la moglie, ma anche io ho perso la madre. I ruoli non possono essere invertiti, NON VA BENE. Mio babbo non può pretendere che gli faccia io da madre a lui, deve reagire e fare il padre.
Se è pronto per trovarsi una compagna, ed è pronto visto che sono mesi che esce con donne, allora può anche smettere di comportarsi da vittima in questo modo. Non si tratta più della sofferenza per la morte di mia madre, ma di sofferenza per vivere da solo. Se alla prima si fa fatica a reagire e ci vuole tempo, alla seconda devi reagire e darti da fare, trovarti impegni, coltivare interessi. REAGIRE.
Ieri sera ci ha chiesto se per l’ultimo dell’anno lo prendiamo su, gli ho detto di no ed è scoppiato a piangere. Ero stata chiara con lui in merito, lui ha il diritto di poterci chiedere di venire con noi, così come noi abbiamo il diritto di dirgli qualche volta di no. L’ultimo dell’anno vogliamo andare via una settimana in camper, con figlia, e con gli amici della valle d’aosta. Non possiamo e non vogliamo portarci appresso il nonno, non certo per cattiveria ma perché abbiamo bisogno dei nostri spazi.
Mio babbo queste cose le sa, ne sono sicura, lo vedo che molte volte (quando ragiona) cerca di non imporre troppo la sua presenza. Ma di carattere non vuole reagire, è uguale a mia nonna (sua madre intendo): una predisposizione naturale del piangersi addosso e fare la vittima.
Così mi ritrovo oggi con un’ansia pazzesca addosso, da un lato un senso di colpa mostruoso per aver detto di no a mio padre, dall’altro lato sono arrabbiata perché non è giusto che mi ritrovo con l’ansia per aver detto di no.
Sono orgogliosa della mia crescita in questi anni, di come anni fa una cosa del genere (sensi di colpa) mi avrebbe annientato e gettato nel baratro. Oggi sono comunque in ansia, ma una parte di me cerca di reagire e di riconoscermi il diritto di essere felice. Sono passati molti anni (quasi cinque!) da un post in cui parlavo di come la psicologa cercasse di aiutarmi ad accettare il fatto che POSSO essere felice… avevo proprio scritto
forse, come suggerisce la psicologa, l’ansia se ne andrà solo quando sarò in grado di riconoscere a me stessa che ho il diritto di essere felice, che ho il diritto di credere in me stessa, che ho il diritto di affermare che io valgo tanto, e come tale devo essere rispettata e farmi rispettare
Ecco, il prossimo passo sarà quello di cercare di non sentirmi in colpa. Il cammino verso l’abbattimento dell’ansia è infinito…

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Di notte

Già tante volte mi è capitato di trascorrere del tempo con mia madre, purtroppo ormai solo nei sogni.
Anche l’altra notte, ho sognato un sogno bellissimo in cui eravamo in un villaggio vacanze al mare, io con figlia ed M, ed i miei genitori. Una vacanza normalissima, eppure bella, completa, il posto era meraviglioso, noi tutti felici, in amore ed armonia.
Mi sono ritrovata tristissima nello svegliarmi, con un forte senso di dolore, subito appena fuori dal sogno non capivo il perché di questa sensazione, visto che avevo fatto un sogno bellissimo, la mia reazione non aveva senso.
Poi, ovviamente, appena svegliata completamente, ho realizzato che il dolore era associato al rendermi conto che purtroppo, si trattava solo di un sogno.
Mi fanno bene questi sogni. Mi piace pensare che siano il mio modo personale di rimanere in contatto con l’anima di mia madre. E siccome sono ingegnere, ho a favore del mio pensiero nientepopodimeno che il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell’energia, stabilisce che

“nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”

ovvero che

“l’energia cambia di forma ma si conserva sempre”

E di certo l’energia a mia madre non è mai mancata! ❤

E anche la Cresima, fatta!

Che weekend. Talmente bello e talmente brutto insieme. Ma talmente.

Le premesse erano pessime, considerando che per il bene della bimba si era deciso di fare il pranzo tutti insieme, dove per “tutti” intendo la mia famiglia e la famiglia di *ex marito*. Tutti, ecco. La prospettiva era tutt’altro che allettante, ma se ricordate il travaglio della comunione, non si poteva che organizzare in questo modo.
Le premesse erano ottime, sono riuscita ad accordarmi con i genitori della Migliore Amica di mia figlia, avete presente quell’Amica del Cuore che “vivo per lei nell’anima e senza di lei la vita non ha un senso e meno male che esiste la mia migliore amica che quando penso a lei sono felice che esiste e che è la mia migliore amica“? Ecco, quell’Amica, quella che c’è n’è una e già fortunati avercene una, di Amica come questa. Già. Peccato che quest’Amica vive in buco di *ulo di paesino in Valle D’Aosta, che per carità sempre più vicina del Salento, però insomma, un bel pezzo di strada. Ma sono venuti per l’intero weekend per stare con noi, ed è stato meraviglioso che siano riusciti.

Le premesse erano pessime, ma ancora più pessime, perché venerdì il padre della madrina della Cresima di mia figlia ha ben pensato di litigare di brutto (mani addosso, per intendere la gravità della situazione) con sua moglie, pertanto diventava difficile pensare alla loro presenza il giorno della Cresima, ed essendo la madrina minorenne ed abitando parecchio fuori città, diventava complicato gestirne gli spostamenti. Pessimo, pessimo, pessimo.
Le premesse erano ottime, perché ero riuscita a prenotare il pranzo in un agriturismo favoloso in cui si mangia strepitosamente e non si riesce mai a trovare posto, ma ce l’ho fatta.

Le premesse erano pessime, fino a ieri l’altro era quasi estate, le previsioni meteo per la domenica ci promettevano acqua a secchiate e temperature in picchiata.
Le premesse erano ottime,  la famiglia di *ex marito* sterminata da influenze varie, rimanevano solo lui con moglie e figlio, e la di lui madre (la nonna di mia figlia, intendo).

Trascorriamo il venerdì sera e tutta la giornata di sabato con i nostri amici valdostani (e mio padre. onnipresente. ma questo è argomento di un prossimo post), le ore scivolano via in modo meraviglioso (e una litigata con i vicini del piano di sotto, ma anche questo argomenti di prossimo post), è stato uno di quei giorni da annoverare nei ricordi lieti e felici, tutto assolutamente perfetto.

Giunge dunque la domenica. Passo la notte in bianco, non c’è verso di chiudere occhio. L’ansia da prestazione mi attanaglia, non respiro. Mi sveglio e corro in bagno a vomitare, non sto in piedi, ho un attacco di panico, vomito ancora. Ed è ora di andare in chiesa. Mentre mia figlia inizia le prove, io rischio un paio di volte di svenire. Finché, con quasi venti minuti di ritardo, ecco comparire, come mistica visione, la madrina. E sì, mi passa tutto. Mi passa l’ansia, mi passa il mal di stomaco, mi passa il vomito, riprendo a vivere! Non è incredibile? Bastava così… “poco”!!!

La cerimonia inizia e finisce ed è bellissima, piango più o meno dall’inizio alla fine, di gioia e commozione e quanto sono orgogliosa di questa mia piccola grande donna che ho la fortuna di avere come figlia.
Il pranzo inizia e finisce ed è tutto perfetto, ridiamo e scherziamo tutti insieme, M e *ex marito* che chiacchierano come fossero amici da una vita, il cibo ed il vino sono strepitosi, il posto è incantevole, perfino il meteo ci sorride, regalandoci ahimé tanta nebbia ma per fortuna niente pioggia. Scopriremo poi che ha diluviato ovunque, nubifragi tutt’intorno, da noi nulla. Ma qua mi piace pensare che ci sia la mano di mia madre, da lassù, ad aver tenuto ferme le nuvole spostandole altrove.

La giornata finisce con tante coccole sul divano a guardare la tv, si va a dormire prestissimo, siamo sfiniti ma veramente tanto, tanto felici per l’emozione, la commozione, la gioia, e tutto l’amore che circonda la nostra famiglia.

Che weekend!

Gardaland

Ieri è stata una di quelle giornate che avercene.
Si trattava di una gita giornaliera “in famiglia” a Gardaland, io, mia figlia e mio babbo. Che fa pure un po’ ridere, perché essendo mio babbo molto giovane e mia figlia molto grande, nonostante io assomigli moltissimo a mio babbo, per le persone viene naturale considerarci marito-moglie-bimba. Non vi dico le risate quando invece diciamo la vera composizione della famiglia!
Doveva essere la “nostra” giornata: l’unica mia giornata di ferie, dall’inizio di quest’anno, che posso passare insieme a mio padre e mia figlia (weekend esclusi, intendo proprio “ferie”). Era già partita male perché a lavoro da me avevano di che brontolare… frega niente, è da giugno che per colpa dell’azienda rimando questa giornata, ora me la prendo e non ce n’è per nessuno!
Giornata partita malissimo: al risveglio, nuvoloni neri e pioggia battente. Decidiamo di fidarci delle previsioni meteo per il lago di Garda, e partiamo. Traffico allucinante in autostrada, arriviamo che il parco è aperto già da un’ora. Scopriamo inoltre che il resto del mondo adolescenziale ha scelto la stessa giornata per visitare Gardaland… orde di adolescenti rumorosi e puzzolenti come solo un adolescente in compagnia dei suoi simili può essere!
Per fortuna non piove, le nuvole sembrano allontanarsi, forse il meteo ci ha azzeccato.
Io e “bimba” ci catapultiamo verso la prima attrazione “adrenaline” (mio babbo non le fa) e vediamo coda di quasi un’ora… ormai lo sconforto è a mille. Scopro l’esistenza del “Gardaland Express” che per 5 euro a testa (mortacci loro… a fronte di un biglietto di ingresso di 30 euro a testa!) ci fa “saltare la fila”: lo compro e via! Sarà la nostra costante della giornata, una salassata senza precedenti, ma ne è valsa la pena fino all’ultimo centesimo (a fine giornata, collezioniamo 4 Express io e bimba più 3 Express con anche mio padre, sulle giostre “adventure”. Son 85 euri. Da sommare ai 90 spesi per i biglietti di ingresso…).
La giornata migliora in modo assurdo quando iniziano ad imbroccarsi tutte cose belle: il sole, le code meno “code” (non ovunque, ma perlomeno da potersi godere le attrazioni), mia figlia rilassata e chiacchierona, mio babbo sereno e tranquillo.
Siamo rimasti fino alle 20 poi siamo andati in una pizzeria lì vicino, per rientrare a casa alle 23 molto molto stanchi ma infinitamente soddisfatti.
Mi ci voleva, questa giornata. Ci voleva una giornata di divertimento con loro, con la “piccola” adolescente dagli sbalzi umorali che sento sempre più lontana.
E’ stata un’estate lunga e avevamo bisogno di una dose massiccia di ricarica affettiva per prepararci all’inizio della scuola… direi che il progetto è stato un vero successone!
Avercene di giornate così… ma anche “solamente” una all’anno, vale la pena di attendere per poterla vivere ❤

Olanda

Ferie finite, si rientra al lavoro e si fanno un po’ di bilanci.
Abbiamo fatto, io ed M da soli, un viaggio di 19 giorni attraverso l’Olanda, tra camper, lunghe pedalate in bicicletta, qualche giorno di acqua e vento, ma fondamentalmente prevalenza di bel tempo, pure caldo direi, ovviamente nulla a che vedere con il caldo che fa qui… ma alcuni giorni a 30° ce li siamo presi pure lassù.
L’Olanda è una paese dalla doppia faccia, apparentemente (come immaginavo io) un paese super organizzato, super efficiente, super funzionante. Persone cortesi, non troppo fredde, piuttosto collaborative. Paesaggi mozzafiato, piste ciclabili che neanche nei sogni, casette con giardini da illustrazione di libro di favole.
Abbiamo però visto anche l’Olanda dei millemila camion in autostrada (mai più, giuro, offenderò l’Italia in merito alla gestione dei trasporti), abbiamo parlato con italiani migranti che ci hanno detto che non è poi così tutto rose e fiori (tulipani e fiori, neppure), che la tassazione è elevatissima, che il tenore di vita non è alto come sembra, e tante altre piccole magagne che non sto qua a riportare. Diciamo che il mio “oh, come vorrei trasferirmi a vivere in Olanda” è rientrato nel più classico “ma va benissimo anche l’Austria”, che siamo anche più vicini a casa, insomma.
Infine il degrado della capitale, Amsterdam è una città che, nonostante le belle arti ed il fascino dei canali (ne abbiamo visti di infinitamente meglio in milioni di altri posti), rimane ciò per cui è famosa: la città del “divertimento”, donnine e tanti di quei cannoni che dopo un’ora di passeggiata per le vie, non vi dico il mal di testa… abbiamo fumato tanto di quel fumo passivo che alla fine, l’equivalente di un bombone ce lo siamo passivamente fumato pure noi!
Nota di informazione per i maschietti: avevo letto molti uomini delusi dal quartiere a luci rosse, tante vetrine vuote, poca roba da guardare. Ecco, signori miei, andate dopo le 20. Nel pomeriggio molte vetrine sono deserte, e le poche donnine in mostra (sempre in lingerie, mai nude, in ogni caso) sono spesso o troppo vecchie, o troppo grasse, o troppo poche donne (il povero M stava gradendo il sedere di una donnina, che si è girata ammiccandogli… al che M ha fatto un salto indietro e disperato mi ha trascinato via urlando “CE L’HA PIU’ GROSSO DI ME QUELLA LI’!”).
Di giorno ci sono molti negozi di articoli erotici, i locali di spogliarelli (e hard dal vivo) sono in gran parte chiusi. E’ un quartiere dove durante le ore del giorno si può tranquillamente andare anche con la famiglia, i bambini non noterebbero nulla di strano, tra la folla di gente che passeggia. Piuttosto, eviterei queste zone per il troppo, veramente troppo, fumo passivo. Fumano ovunque, altro che “coffee shop”!
La sera signori miei, la questione cambia. I locali sono aperti e con cartelloni pubblicitari che non lasciano spazio all’immaginazione nell’informare il contenuto degli spettacoli. Il fumo passivo si triplica. Sporcizia allucinante, uomini che pisciano ovunque, una puzza insopportabile tra piscio e marijuana!
Ma le donnine… beh, ecco, la sera le donnine ci sono eccome. Sempre in lingerie, come dicevo, anche se spesso pure questa sarebbe come non averla… ma che donnine signori! Giovani e belle, belle, fisici mozzafiato, un traffico di persone che usufruiscono dei loro “servizi”… vetrine tutte illuminate e ben abitate, la sera!

Fine parentesi Amsterdam, sul resto dell’Olanda potrei spendere fiumi di parole ma so che non mi leggerete più perché siete ancora fermi alle righe sopra 🙂

La vacanza con M è stata, per la prima volta, totalmente perfetta. Avevamo bisogno di rimanere un po’ da soli, dopo un inverno in cui siamo stati insieme veramente poco.
Mia figlia non mi è mancata come gli scorsi anni, anzi ho gradito la lontananza. Avevo davvero bisogno di staccare e poter essere semplicemente me stessa e non madre-moglie-mamma-ingegnere-figlia eccetera.
Essere stata me stessa per tre settimane mi ha consentito di stare bene con me e soprattutto con lui, che per la prima volta “mi è bastato”, nel senso che è stato sufficiente stare con lui per non sentire la mancanza di null’altro.
E sì, abbiamo fatto tantissimo sesso, e di ottima qualità e quantità, diciamo che le luci di Amsterdam ci hanno rinfrescato la fantasia e l’appetito?! ^____^

Ora siamo a casa. Fra poche settimane ricomincerà anche la scuola e si ripartirà con i soliti bisticci, le solite lagne, i soliti disagi. Magari ogni tanto ci perderemo nei ricordi di questa favolosa vacanza, e chissà, riusciremo anche a ritrovare la magia che ci ha accompagnato per tutto quel tempo.

Aria di vacanza

Sono arrivata alla vigilia della partenza in modo piuttosto rocambolesco e anche parecchio affannata, con ultima ciliegina sulla torta che mi ha portato sul ciglio di una crisi di nervi, alla quale sono scampata solo perché nella mente ho ripetuto il costante mantra “lunedì si parte… lunedì si parte……. lunedì si parteeeee…….”
Riassumendo, si è rotto il condizionatore a casa dei miei suoceri, come ben sapete tutti questa è l’estate più torrida dal 2003, in città viaggiamo sulla media dei 41-42 gradi con tasso di umidità duemilapercento. I suoceri sono anziani, con problemi di circolazione, insomma facciamola breve: li abbiamo ospitati in casa nostra.
Si sono trasferiti da noi sabato, rimarranno fino al nostro rientro o fino a quando la situazione climatica si rinfrescherà un po’.
Di me avrete *vagamente* intuito, da più o meno mille post sull’argomento, che sono piuttosto “claustrofobica”, mi dà noia avere persone intorno, quando sono a casa mi vorrei rilassare, avere un po’ di pace, di silenzio, essendo tutti i giorni a contatto con i CLIENTI (da leggersi con voce tenebrosa e paurosissima) per otto ore al giorno.
Spesso sopporto a malapena mio padre, mia figlia ed M.
Figuriamoci i suoceri.
Che i miei suoceri, poveretti, sono persone meravigliose. Ho parlato di loro alcune volte, questa in particolare li rappresenta benissimo. Mia suocera il sogno di ogni donna: per nulla invadente, sempre disponibile, sono davvero molto fortunata!
MA (ovviamente, c’è un MA) sono RUMOROSI. Parlano in continuazione, a voce altissima, a ruota libera, senza sosta alcuna. E mi seguono.
Ho passato il weekend in parte rinchiusa in bagno (ma mi parlavano attraverso la porta), in parte rinchiusa in cucina (unica stanza in cui non arriva l’aria condizionata nella casa) ma mi seguivano, e io a sgridare “via, via, andate al fresco, che qua mi arrangio io da sola, se ho bisogno vi chiamo ok?” ma niente. Sono andata a fare la spesa quattro volte. Ho finto di dimenticare cose che non mi servivano, pur di avere la scusa per allontanarmi. Ho vagato per il centro commerciale con il terrore di incontrare qualcuno di conosciuto e dover fare conversazione!
Altro problema dei miei suoceri è che PUZZANO. Fumano due pacchetti di sigarette al giorno. A testa! (e non sottolineiamo i problemi di circolazione… no comment)
Un’odore di fumo che non sto neanche qua a raccontarvelo. Che per carità, a fumare vanno sul balcone (E VORREI PURE VEDERE), ma se vi ricordate, io ho smesso di fumare perché ormai non sopportavo più l’odore… vi lascio immaginare.
Camera nostra (che è diventata la loro, per questo periodo) sembra un posacenere. E non ci fumano! Sono i vestiti che hanno!!! Impregnati!!!
Insomma, oggi pomeriggio partiamo per le ferie e mai come oggi ne ho bisogno, di andare via.
Mio babbo piange in continuazione all’idea di rimanere da solo, ma sta cercando di riempirsi di impegni per non pensarci. Punto molto sul fatto che possa trascorrere un po’ di serate a casa mia, con i suoceri, a fare due(mila) chiacchiere.
Mia figlia è in vacanza con il padre e ci farà bene non vederci per un po’, perché ultimamente bisticciamo spesso (ah, cari ormoni dell’adolescenza, quanto vi voglio bene…)
Con M so già che sarà una vacanza fantastica, prevediamo tour dell’Olanda, lunghissime pedalate, tanti paesini, ed ovviamente Amsterdam ed il suo “parco giochi” che sarà sicuramente un’esperienza diversa e divertente.
Poi ritorneremo a casa e via verso un nuovo inverno… ma di questo, ci preoccuperemo al rientro.
Buone vacanze!

Agosto

Questa estate ho fatto una scelta mutuamente egoistica: non farò vacanze insieme a mia figlia.
Lei ha espresso il desiderio di trascorrere due settimane a Gatteo Mare e io francamente, dopo 40 anni a Gatteo, gradirei andare altrove…
Altro suo desiderio è trascorrere una settimana in montagna, in un campeggio dove abitualmente andiamo nei weekend torridi d’estate. Bellissimo posto, per carità, ma non c’è nulla da fare se non vita da campeggio (con animazione e piscina, per carità) e per quanto mi riguarda, va bene nei weekend e stop.
Da parte mia, desideravo una settimana in Salento e due settimane di viaggio “serio” (parliamo dell’Olanda, gente!): entrambe cose che mia figlia avrebbe detestato, essendo viaggi a tappe con frequenti spostamenti.
La ragazza ormai ha 12 anni e mezzo, cocciuta come un mulo, non avevo alcuna intenzione di vedermi le ferie rovinate con lei che piantava musi come lo scorso anno… sono pur sempre le mie uniche ferie nell’anno!
Quindi, che fare?
Soluzione semplice semplice: Gatteo e montagna via, con il nonno che non aspetta altro!
E agosto, c’è pur sempre il padre che desidera stare con lei per le ferie… sicché, seppur a malincuore, ho optato per la scelta più coraggiosa ed egoista possibile: accontentare in tutto mia figlia, e far felice anche me stessa.
In tutto questo, M non ha interferito per lasciare a me le decisioni… ma sappiamo entrambi che fare due settimane io e lui da soli, è puro benessere: abbiamo gli stessi ritmi, ci piacciono le stesse cose, l’Olanda sarà per noi un vero paradiso di paesi e ciclabili in mezzo alla natura… e birre… e vabbè, ad Amsterdam non ci si dovrebbe andare con la compagna, cercherò di essere meno “presente” possibile 😉
Il prossimo anno, organizzerò un viaggio con un’altra coppia con figlia, in modo che le ragazze si facciano compagnia senza stufare noi genitori… è l’unica soluzione per poter viaggiare con lei a seguito!
Ora inizio a contare le settimane che ancora ci separano dal viaggio…
Buona estate a tutti!

E-state!

Non ho abbandonato il caro WordPress, ma da fine maggio al lavoro è stato veramente frenetico e non avevo più tempo né forze per nulla.
Settimana scorsa l’ho passata nelle spiagge più belle del Salento Ionico, mi sono rigenerata ed eccomi qua! Ancora frenetica sul lavoro, ma con più energie per tutto il resto.
Mia figlia è al mare con mio babbo, sulla riviera romagnola. La vacanza in Salento ce la siamo goduta soli io ed M ed è stato fantastico, riposo assoluto. La bimba mi manca ed il papà pure, ma so che si stanno divertendo e sono felicissima per loro.
In attesa delle ferie di agosto, che cadranno nella seconda metà del mese, andiamo avanti a goderci i weekend in giro con il camper e tutto fila meravigliosamente (per ora).
Sono accaduti un po’ di fatti “casuali” (che tanto lo sapete, che alle coincidenze credo fino a lì): già ad inizio anno stavamo cercando un posto in cui lasciare il camper al riparo, un cosiddetto “rimessaggio” in cui poter avere i servizi e sentirci al sicuro. Non si trovava nulla, fino al giorno in cui è arrivato il camper, in cui riceviamo una telefonata dall’amico di un amico di un amico e così via, che ci informa di avere un posto che si è liberato proprio in quei giorni, pertanto dopo qualche settimana, terminati i lavori che l’officina doveva ultimare al camper, l’abbiamo portato là. Non molto comodo, un salasso di soldi, ma era l’unico disponibile pertanto andava bene.
La settimana prima di partire per le ferie, ovvero due settimane fa, presso i capannoni dove teniamo il camper sono entrati i ladri, che hanno sfasciato e derubato quasi tutti i camper presenti, tranne cinque camper che avevano la lucina rossa lampeggiante (a testimoniare la presenza di allarme)… tra questi cinque il nostro, miracolato, illeso.
La cosa però ci ha spaventato parecchio, perché abbiamo contestualmente scoperto che il rimessaggio non ha assicurazioni… cosa che invece ci era stata garantita in fase di trattativa…
M si è messo a cercare come un pazzo un altro rimessaggio (già ad inizio anno avevamo cercato come pazzi… inutilmente) e tac, salta fuori subito un altro rimessaggio. Chiama, ed il proprietario risponde che aveva appena firmato il compromesso per l’acquisto di un nuovo capannone da adibire a rimessaggio, pertanto sì, ha posto. Prendiamo accordi per andare a vedere il capannone, si scopre che il proprietario e M si conoscono benissimo per un episodio accaduto vent’anni fa… ma entrambi si ricordano e lieti si riabbracciano. Il rimessaggio non è molto comodo, più o meno come l’altro… però questo costa la metà. CAXXO! Sono soldi!!!!!!! Firmiamo il contratto immediatamente e al rientro dal Salento spostiamo il camper nel nuovo capannone, salutando l’altro proprietario che molto onestamente ci rimborsa i mesi di agosto e settembre (che avevamo già pagato), tanto è tranquillo perché da quando io gli ho fatto il sito, riceve duemila richieste al giorno per un posto camper… in pratica, il posto che abbiamo liberato è già stato riaffittato. Tutti felici, e vissero felici e contenti e così via.
Vi rendete conto di che serie di coincidenze pazzesche in questa storia?
L’estate è appena a metà ed è già rocambolesca… ora attendiamo con fiducia le ferie di agosto. Da qua a là…
Buona E-state a tutti voi!

E-STATE!

 

Scout – capitolo finale

Sì, avete letto bene… giunge al termine questa breve ed entusiasmante avventura.
Lo scorso weekend eravamo in vacanza al lago (particolare importante: non ci sono state influenze o intromissioni “esterne”) e la figliola, di punto in bianco, mi propone un discorsone lungo lungo e assolutamente sensato e credibile, sul fatto che non se la sente di proseguire con gli scout perché richiedono veramente troppo tempo e troppo impegno, la scuola e i compiti in seconda media saranno ancora più pesanti, e poi vuole fare ginnastica artistica e insomma, ce n’è a sufficienza.
Mi ha fatto questo discorso con la voce un po’ tremante, probabilmente temeva la sgridassi. Per quanto mi riguarda, ha ragione su tutto. Mi dispiace infinitamente perché penso che gli scout sarebbero stata un’esperienza strepitosa, le avrebbero fatto bene… ma se non se la sente, è giusto che interrompa ora piuttosto che trascinare le cose per nulla. Ho contattato il capo scout per informarlo della questione, e pace.
Ieri le ho detto che sarebbe stato corretto da parte sua chiamare il suo capo squadriglia, in quanto non è giusto che sia io a comunicarlo, ma lei stessa. E così ha fatto: ieri sera ha chiamato, ha ringraziato, è stata ferma nella sua decisione mentre cercavano di convincerla a ripensarci… sono tanto, tanto orgogliosa di lei.
Per il prossimo anno si vedrà come proseguire la ginnastica artistica, che le piace moltissimo e vorrebbe incrementare… io non sono molto dell’idea… ma lascerò sia lei a decidere.
Godiamoci questa lunga estate, ora che la scuola è finalmente finita!

Genitori e conflitti 2

Il motivo del post precedente, ed il motivo per cui l’ho reso privato (se volete la password, chiedete), è che si trattava di uno sfogo momentaneo, derivante da un weekend particolarmente pesante. Sapevo già che mi sarebbe passata, ma dovevo buttar giù un po’ di cose per iscritto, per rimarcarmele meglio.
La situazione attualmente è già migliorata, come vi dicevo io gli voglio bene e mi incavolo tanto quando lo vedo buttarsi giù per nulla. Adesso con la bella stagione lo vedo reagire, va un pochino più in giro, si sta sforzando anche di non starci troppo addosso (…per quanto…..), qualche piccolo passo lo stiamo facendo.

Per inciso, che poi sembra che sono io pesante, il weekend che aveva causato il precedente post è stato questo:
– venerdì sera cena di compleanno di un’amica di mia figlia, invitati in pizzeria anche i genitori dei bambini… e mio babbo
– sabato alle ore 12 mio babbo si è presentato a casa nostra con una scusa, ovviamente l’ho invitato a pranzo e ha fatto pure la vittima “no… vado a casa… se mi inviti però rimango… se mi volete…” che è una cosa che mi sta sul caxxo in modo allucinante. Se non ti vuoi fermare a pranzo non ti presenti alle 12 a casa mia, è OVVIO che ti invito. Quindi evita di fare pure la scena, grazie. Caxxo.
– durante il pranzo di sabato ci chiede cosa facciamo a cena, gli dico che volevo fare i pizzocchieri, mi dice con aria triste e sconsolata (che gli riesce benissimo fare la vittina) “me ne tieni un piattino da parte che li assaggio volentieri?”. Al che lo invito se vuole venire a cena, e lui ancora con la scenetta del caxxo “se mi invitate……..” che sono sbottata e gli ho detto di piantarla con queste menate
– domenica comunione del figlio di una mia lontana cugina, invitati noi… e mio babbo.

Ecccheppallleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee