Crescendo

Vi lascio un rapido aggiornamento sulle condizioni del mio nervoso (mi riferisco al mio ultimo post): da parte di babbo nessun miglioramento, anzi un deciso declinare verso il peggio. Sembra che si vergogni a dire che frequenta questa signora, quando gli si chiede direttamente risponde ma cerca sempre di evitare la questione. Non capisco perché, visto che né io né M abbiamo mai detto nulla in contrario, anzi ben felici entrambi che mio babbo abbia qualcuno con cui uscire (e non averlo sempre accollato a noi)!
Mi rendo conto che per lui sia difficilissimo trovarsi a gestire una relazione, quando l’ultima ed unica relazione della sua vita l’aveva iniziata con mia madre “soltanto” 50 anni fa… capisco la difficoltà di doversi rimettere in gioco a 64 anni. Contesto questo suo prendere tutto passivamente, sembra quasi che stia “subendo” questa relazione mentre so che è stato lui ad insistere parecchio con lei.
Dal canto suo, lei è indipendente da molti anni, pertanto abituata a “farsi i cavoli propri” quindi capita spesso che avvisi mio babbo all’ultimo minuto per chiedergli di uscire insieme, e questo si ripercuote su di noi perché ormai quasi quotidianamente abbiamo mio babbo che “forse” è a cena da noi, ma lo scopriamo più o meno anche noi all’ultimo momento, con conseguente ovvio disagio di tutti. Nelle ultime tre occasioni ho “sganciato” mio babbo con un lapidario “o sì o no. se è forse, allora è no” che ha causato musi lunghissimi da parte di mio babbo nei miei confronti, e amen, ce ne faremo una ragione, io sono veramente stanca di non potermi gestire la vita con perlomeno la certezza di chi mangia a casa mia. E non dimentichiamo che sono ingegnere, pertanto per quello che mi riguarda il mio sogno sarebbe poter redigere un menù mensile con regolare approvvigionamento della dispensa in modo da avere tutto sempre perfettamente inquadrato e sotto controllo (scherzo. mi piace decidere a seconda della giornata. Ma almeno sapere per chi devo cucinare. e che cavolo. punto.)
Evoluzione quindi piuttosto incerta della questione, ma sta evolvendo, se non altro perché mi impunto un po’ di più, che male non fa neanche a lui, visto che sembra sempre in “balia del vento” e dovrebbe davvero iniziare a essere un po’ più fermo, un po’ più deciso, un po’ più “uomo”. Punto.

Rispetto alla mia personale crescita, posso affermare con orgoglio di essere soddisfatta del percorso. Gli anni di analisi mi hanno aiutato a proseguire camminando da sola ma in continua evoluzione, mi ritrovo spesso a guardare al passato pensando “se avessi avuto allora la consapevolezza di me stessa che ho oggi…”. Le questioni più importanti, il mio ex matrimonio ed il rapporto con mia madre, sono spesso oggetto di questo “se”.
Questa analisi degli errori passati mi aiuta davvero tantissimo nella vita attuale, soprattutto nel rapporto con M, verso il quale provo amore e odio assoluti a giorni alterni (del resto, rimango pur sempre io) ma ho imparato a non piantare più musi, che tanto lui non li capisce anzi, ottengo l’effetto contrario che alla fine mi ritrovo a dover chiedere io scusa a lui quando lui offende me (ci riesce. giuro! deve avere un lato molto femminile per riuscire a fare questo… devo preoccuparmi?). So che lui quando si incavola poi gli passa anche in fretta, quindi inutile soffiare sulla fiamma, tanto vale far finta di nulla ed aspettare che passi. Che detta così sembra semplice, ma credetemi è tutto fuorché banale, soprattutto per una testa calda come me… eppure ci riesco, ed il nostro rapporto è indubbiamente cresciuto in modo esponenziale verso il meglio.

Sempre rispetto alla mia crescita, sono altrettanto soddisfatta di aver limato tutte le persone negative dalla mia vita, mantenendo solo le amicizie che sono degne di questo nome. Per tutti gli altri, che ogni tanto incrocio, riesco a rimanere al mio livello senza scendere al loro, e senza stare male come mi accadeva sempre in passato, quando abbiamo dei diverbi. Sono passata dall’avere miliardi di amici ad averne veramente pochissimi, ma sono entusiasta di questa evoluzione, più il mondo attorno a me si restringe più mi sento alleviata da pesi inutili. Ritengo di aver raggiunto la dimensione ideale, vorrei avere più tempo per frequentare le amiche che vedo poco, del resto anche loro hanno la loro vita e conseguente poco tempo, pertanto gioiamo del poco che riusciamo a condividere e va bene così.

Crescendo, la cosa più importante, da non perdere mai, è sempre il prossimo viaggio che farò 🙂

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Il nervoso

Un nervoso, ma un nervosooo…
Scrivo così magari mi calmo (macché).
Iniziamo raccontando di ieri a pranzo: sono andata come sempre a casa di mio padre e quando sono arrivata, c’era pure la signora con cui sta uscendo mio babbo. A pranzo intendo. Anzi stava proprio preparando lei il pranzo. Che per carità va benissimo, la conosco già, è simpatica, abbiamo chiacchierato, tutto ok.
Però dai, poteva anche dirmelo mio babbo. Cosa gli costava? Mi mandava un messaggio. Almeno per informarmi della cosa. Non farmela trovare lì come niente fosse. Ecco questo proprio no… E cavolo.
E considerate che a me fa davvero piacere che si frequentino e se c’è anche lei a pranzo ci può anche stare… però perlomeno avvisarmi prima… mandare un sms… non è che gli costi più di tanto!

Ma non è mica finita

Domenica mio padre mi aveva chiesto se poteva cenare da noi lunedì sera, va bene, certo, nessun problema. Quindi ieri scongelo i tortelli, e sono anche andata a prendere le paste, per festeggiare dei soldini che sono arrivati non previsti (siamo riusciti a vendere una vecchia affettatrice che avevamo da secoli in cantina).
Poi ieri sera arrivo a casa e mio babbo non c’è. Chiedo a M se sa qualcosa, mi dice che mio babbo gli ha detto che cenava a casa sua con la tizia.
Quindi io mi sono ritrovata con tutti i tortelli scongelati per niente, e dal nervoso non ho neanche aperto le paste.
A parte questi cambiamenti di programma che vi lascio immaginare quanto mi possano piacere… anche lì, non poteva mandarmi un messaggio? Per dirmi che aveva cambiato idea e non veniva a cena? Perlomeno avvisare. E cavolo!
A me fa veramente imbestialire questa cosa che si sente libero di fare e disfare i cacchi suoi senza neanche un maledetto sms per avvisare… una mia collega mi dice che devo smetterla di trattarlo come un figlio, che ci manca poco che gli urlo “questa casa non è un albergo”!
Ah ma stasera poi sbotto… giuro che se vado a casa e me lo trovo lì che si vuole fermare a cena senza neanche avermi detto niente (come fa sempre), stavolta gliene canto un paio.

Ma non è mica finita.

Alla fine mi ritrovo con un quintale di tortelli scongelati, al che chiedo a mia figlia se mangia volentieri lei quelli di erbetta, mi dice di sì (e meno male)
Quindi, M avrebbe mangiato quelli di zucca (che era quasi doppia porzione) e lei quelli di erbetta. Siccome di erbetta ce ne erano 10, ho chiesto a M se ne voleva qualcuno lui visto che mia figlia più di 6-7 non li mangia. Mi dice ok, quindi io preparo tutto e lo chiamo per chiedergli di aiutarmi a portare i piatti a tavola, dopodiché vado a tavola anche io e mia figlia mi dice “mamma ma stasera mangio solo questo?”
IL CRETINO ha dato a mia figlia il piattino con i tre tortelli di erbetta, e lui si stava mangiando dal piatto con i 7 tortelli (considerando che IL CRETINO ne aveva anche 15 di zucca, da mangiare. Più l’arrosto. Più la pizza che si era preso)
Non ci ho più visto… gliene ho urlate di ogni
Il bello è che gliene andava anche a lui perché gli ho dato i piatti SENZA DIRGLI NIENTE
Ma razza di imbecille ma lo vedrai che hai dato a mia figlia un piatto con tre stracaxxo di tortelli??? Che ci cena secondo te con TRE tortelli????????????????????????
E niente, ho scaldato a mia figlia delle mozzarelline impanate e amen…
Dal nervoso in pratica ho saltato la cena.
Un nervoso… ma un nervoso!!!
Ah ma stasera vedrai quando vado a casa… stasera non ce ne ho per nessuno!
A mia figlia faccio il brodo coi capelletti, io mi mangio della verdura, e chiunque altro voglia cenare a casa mia, SI ARRANGIA DA SOLO!!!
Ma poi per come vengo cagata… uno manco si presenta (dopo avermi LUI STESSO chiesto di essere invitato). E l’altro si mangia la cena di mia figlia
No ma appesi a testa in giù proprio!!!

SGRUNT!!!

Capodanno

Eccoci ad un nuovo inizio anno, tra bilanci e bilance, come il resto del mondo e come tutti gli anni che furono.
Questa volta ho una differenza immensa da raccontarvi: non ho avuto la mia immancabile crisi di panico da primo gennaio!
Trovare le differenze è facile: il giorno di Santo Stefano, terminati gli immancabili ed interminabili pranzi parentali, siamo partiti con il camper, io M e bimba, per trascorrere una settimana di vacanza in Umbria insieme all’associazione di cui facciamo parte. Sono stati giorni incredibilmente sereni e rilassanti, nonostante la stagione non proprio gradevole, la compagnia era ottima, le bevute e le mangiate nemmeno stiamo a contarle, la serata dell’ultimo dell’anno è stata un cenone di solidarietà con le popolazioni vittime del terremoto, tra canti, balli, auguri, scambio di baci e bacilli influenzali, stelline luccicanti, chiacchiere, lanterne a volare nel cielo. Ad un certo punto non precisato della cena ero così felice che ho urlato ad M “è il più bell’ultimo della mia vita! Sono FELICE!!!”
Il primo giorno dell’anno un po’ in coma ci siamo riuniti con gli altri nel salone per l’immancabile tombolata, tra saluti a chi partiva e sbadigli di chi rimaneva ancora qualche ora. E di nuovo ho appoggiato la testa al braccio di M e gli ho ripetuto che sì, ero felice. FELICE! Felice IO, il primo dell’anno??? INCREDIBILE!
Il rientro è stato traumatico più che altro perché ho portato la bimba dal padre e ahimè, sono scoppiati i bacilli che tanto premurosamente ci eravamo scambiati per il brindisi di mezzanotte (più di 50 ammalati accertati, su 200 partecipanti… tenendo conto che molti non ho modo di sapere se si sono ammalati!).
Mi sono fatta tre giorni a casa con febbre e tosse fortissima, mi sono serviti a ripulirmi, mio malgrado, dagli eccessi della settimana precedente. Cibarsi a minestrine e non bere alcolici per tre lunghissimi giorni (e bimba lontana) mi hanno procurato un minimo accenno di crisi di panico il giorno della befana (sarà che mi sentivo chiamata in causa), ma ho sfruttato il fattore M e mi sono lasciata coccolare e via, eccoci a lunedì, si ricomincia.
Ad oggi sto cercando di mantenere la fase depurativa, con tisana serale al posto della vodka (sì, sì, lo giuro. incredibile ma vero) e mangiando sempre verdure per buttar giù i chili accumulati. E’ ancora presto per cantare vittoria, ma già mi sento meglio.
Le premesse ci sono dai, per ora sono ottime, teniamocele strette e avanti tutta!

Feste

Lo so che aspettavate con trepidazione il mio personale post pre-festività, ad arricchire il numero di sterminati post a tema 😀
La verità è che quest’anno non ne ho tanta voglia, di queste feste. Non ho voglia di vedere mio zio e consorte, dopo lo stress per la cresima di mia figlia (QUI). Non ho voglia di sorbirmi mia nonna e le sue paturnie (scene di vita realmente vissuta l’altro ieri:)

nani, prepari tu il pesce per la Vigilia? Ma salmone o branzino? Salmone. No branzino. Anzi, scegli tu. Ma meglio il branzino. Però meglio il salmone che lo mangiano anche i ragazzi. Anzi prendilo grande che lo mangiano anche loro. Però prendilo piccolo, perché tanto i ragazzi non ne mangeranno. Anzi prendi il branzino, tanto lo mangiano solo i grandi. Però un salmone…

Non ho voglia di stare a tavola ore a parlare di cose che non mi interessano. Ho voglia di scolarmi qualche litro di vino, cosa che senz’altro farò, non fosse per sopportare tutto e tutti. Ho voglia che sia il pomeriggio di Natale, per rintanarmi in casa mia e guai a chi viene a rompere le palle (indovina chi temo), accendere il camino e guardare un bel film in tv insieme a mia figlia e al mio compagno. Questo è tutto ciò che desidero. Noi tre.
Il pomeriggio di Santo Stefano partiremo per una settimana di vacanza in Umbria, in camper con tutti i nostri amici dell’associazione di cui facciamo parte. Sono felice di andarmene e di staccare completamente la spina per 7 giorni 7. Ne ho tanto bisogno.
La cosa che riesce ad entusiasmarmi del giorno di Natale è che tornerà da me mia figlia, e apriremo quel quintale di regali che ho comprato per lei, per M, per me, per noi tre, per la casa, per ridere, per divertirci… ho esagerato di regali. E ne sono felice!

Il 2018 partirà con decise novità lavorative. Il mio collega a fine gennaio se ne andrà, chissà cosa accadrà. Io ho ricevuto un aumento (prima che il collega desse le dimissioni), sto ricevendo moltissime soddisfazioni dai clienti, dalla presidenza, dai colleghi. Potrebbe tornare a lavorare qui collega giovane. Potrei essere spostata di mansioni. Chissà.
Oggi M ha un colloquio importantissimo in una ditta in città, se va bene potrà lasciare il lavoro “in c*lo ai lupi” e ne guadagnerà sicuramente in tempo vita ed in salute fisica e mentale. Gli ho trovato io questo colloquio e sono davvero orgogliosa di noi. Dita incrociate per lui.

Il 2018 sarà un anno di grandi viaggi in camper, questo è assicurato. Abbiamo più progetti che tempo a disposizione, ed è la cosa più bella del mondo poter progettare.

Dunque a tutti noi e a tutti voi, buone feste, felice anno nuovo e che siano favolosi viaggi per tutti quanti!

Ansia

Giunta ad un punto della mia vita in cui “tutto va bene”, tanti problemi sono stati risolti, finalmente potrei godermi un po’ di tranquillità, di serenità alla fine del tunnel, al termine di tutte le corse fatte, di tutta l’ansia accumulata… potrei, ho scritto potrei, mica che posso, sennò mica lo mettevo il condizionale. Mi pare ovvio.
La questione “mio padre” si fa sempre più complicata. A settembre era partito in quarta nel cercare una compagna, ha iniziato a frequentare un po’ di persone, qualche delusione, qualche esperienza in più. Adesso sta uscendo con una che approvo, la relazione non è avviata, si stanno frequentando insomma. Sono cose che, giustamente, devono fare il loro tempo. Ma lui non ha pazienza, ha fretta di riaccasarsi, di non essere più da solo, sta giungendo il periodo dell’anno peggiore, quello con ricordi peggiori, l’aggravarsi della malattia di mia madre, il Natale, l’inizio del calvario ospedaliero.
Per farla breve, mio padre sta colando a picco e non sappiamo veramente come fare per aiutarlo. E’ con noi quasi costantemente, viene a cena tutte le sere, trascorre i weekend con noi… avete un’idea di come si possa stare a convivere con un fantasma angosciante?
Vi faccio alcuni esempi, leggeteli tenendo sempre in considerazione il fatto che sia io che M cerchiamo disperatamente in ogni situazione di tenere viva la conversazione con mio padre, di coinvolgerlo, di non escluderlo mai, anzi. Situazioni realmente vissute:
– io sul divano a leggere un libro, figlia nella sua stanza, M sul divano a giocare alla playstation che cerca di fare due chiacchiere con mio padre, che se ne sta seduto sulla seggiola, guarda fisso per terra e si toglie ossessivamente le unghie dalla pelle. Tic… Tic… Tic… Tic… Tic…
– un intero weekend vengono a trovarci amici dalla valle d’aosta, passeggiata in centro: M davanti che parla col marito, io dietro che parlo con la moglie, figlie che trotterellano in giro, mio padre dietro che non spiccica parola, tira su col naso e ci segue come un cane bastonato guardando fisso per terra
A proposito di questo ultimo esempio, sottolineo che quel giorno c’era la partita allo stadio e mio babbo era stato invitato dai suoi amici per andare con loro in tribuna vip, ma lui no, lui voleva stare con noi. Gli abbiamo ripetuto allo sfinimento di andare allo stadio, che sarebbe comunque poi stato con noi a cena, ma niente. Piazzato fisso lì. Che questi nostri amici sono camperisti, pertanto la maggior parte delle conversazioni con loro è ovvio che si parli di camper, di viaggi fatti o da fare… tutte cose che a mio babbo di certo non interessano.
Il problema è che lui non vuole frequentare i suoi amici perché sono tutti accoppiati e lui è da solo, quindi frequenta i nostri amici, che siamo comunque tutti accoppiati ma lui non si sente solo perché ci siamo noi.
MA QUESTO NON VA BENE.
Non va bene per lui, perché sta isolando tutte le sue amicizie rifiutandosi di frequentarli. Non va bene per noi, perché non è giusto che frequentiamo i nostri amici con appresso il padre/suocero. E neppure per mia figlia, che ha sempre attaccato il nonno.
Come scrivevo all’inizio, questo è un periodo buono. Stiamo finalmente trovando un’armonia, io M e bimba, dopo anni e anni e anni di difficoltà, stiamo davvero diventando una famiglia, ma abbiamo bisogno di trovare i giusti incastri tra di noi, perché vogliamo poter mantenere il più stretto possibile questo nostro equilibrio e questa meravigliosa serenità che abbiamo faticosamente raggiunto.
La presenza costante di mio padre, così assillante, sta diventando un problema. Quando c’è lui siamo concentrati nel coinvolgerlo, nel parlare con lui, che va a finire che tra di noi non parliamo più.
M è incavolato perché con tutti gli sforzi che fa per coinvolgerlo, quando lo vede che si pianta in un angolo a piangersi addosso, ad M girano le scatole e si lamenta, e ha francamente ragione, perché tratta mio babbo come un amico e mio babbo invece di essere felice di avere una famiglia che lo sostiene, che cerca di farlo stare bene, più cerchiamo di aiutarlo e più si piange addosso.
Io sono incavolata perché in tutti questi mesi dalla morte di mia madre, non ho mai pianto addosso a nessuno. Nessuno è mai venuto a consolarmi, nessuno mi ha mai chiesto come sto. Mio padre ha perso la moglie, ma anche io ho perso la madre. I ruoli non possono essere invertiti, NON VA BENE. Mio babbo non può pretendere che gli faccia io da madre a lui, deve reagire e fare il padre.
Se è pronto per trovarsi una compagna, ed è pronto visto che sono mesi che esce con donne, allora può anche smettere di comportarsi da vittima in questo modo. Non si tratta più della sofferenza per la morte di mia madre, ma di sofferenza per vivere da solo. Se alla prima si fa fatica a reagire e ci vuole tempo, alla seconda devi reagire e darti da fare, trovarti impegni, coltivare interessi. REAGIRE.
Ieri sera ci ha chiesto se per l’ultimo dell’anno lo prendiamo su, gli ho detto di no ed è scoppiato a piangere. Ero stata chiara con lui in merito, lui ha il diritto di poterci chiedere di venire con noi, così come noi abbiamo il diritto di dirgli qualche volta di no. L’ultimo dell’anno vogliamo andare via una settimana in camper, con figlia, e con gli amici della valle d’aosta. Non possiamo e non vogliamo portarci appresso il nonno, non certo per cattiveria ma perché abbiamo bisogno dei nostri spazi.
Mio babbo queste cose le sa, ne sono sicura, lo vedo che molte volte (quando ragiona) cerca di non imporre troppo la sua presenza. Ma di carattere non vuole reagire, è uguale a mia nonna (sua madre intendo): una predisposizione naturale del piangersi addosso e fare la vittima.
Così mi ritrovo oggi con un’ansia pazzesca addosso, da un lato un senso di colpa mostruoso per aver detto di no a mio padre, dall’altro lato sono arrabbiata perché non è giusto che mi ritrovo con l’ansia per aver detto di no.
Sono orgogliosa della mia crescita in questi anni, di come anni fa una cosa del genere (sensi di colpa) mi avrebbe annientato e gettato nel baratro. Oggi sono comunque in ansia, ma una parte di me cerca di reagire e di riconoscermi il diritto di essere felice. Sono passati molti anni (quasi cinque!) da un post in cui parlavo di come la psicologa cercasse di aiutarmi ad accettare il fatto che POSSO essere felice… avevo proprio scritto
forse, come suggerisce la psicologa, l’ansia se ne andrà solo quando sarò in grado di riconoscere a me stessa che ho il diritto di essere felice, che ho il diritto di credere in me stessa, che ho il diritto di affermare che io valgo tanto, e come tale devo essere rispettata e farmi rispettare
Ecco, il prossimo passo sarà quello di cercare di non sentirmi in colpa. Il cammino verso l’abbattimento dell’ansia è infinito…

Di notte

Già tante volte mi è capitato di trascorrere del tempo con mia madre, purtroppo ormai solo nei sogni.
Anche l’altra notte, ho sognato un sogno bellissimo in cui eravamo in un villaggio vacanze al mare, io con figlia ed M, ed i miei genitori. Una vacanza normalissima, eppure bella, completa, il posto era meraviglioso, noi tutti felici, in amore ed armonia.
Mi sono ritrovata tristissima nello svegliarmi, con un forte senso di dolore, subito appena fuori dal sogno non capivo il perché di questa sensazione, visto che avevo fatto un sogno bellissimo, la mia reazione non aveva senso.
Poi, ovviamente, appena svegliata completamente, ho realizzato che il dolore era associato al rendermi conto che purtroppo, si trattava solo di un sogno.
Mi fanno bene questi sogni. Mi piace pensare che siano il mio modo personale di rimanere in contatto con l’anima di mia madre. E siccome sono ingegnere, ho a favore del mio pensiero nientepopodimeno che il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell’energia, stabilisce che

“nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”

ovvero che

“l’energia cambia di forma ma si conserva sempre”

E di certo l’energia a mia madre non è mai mancata! ❤

E anche la Cresima, fatta!

Che weekend. Talmente bello e talmente brutto insieme. Ma talmente.

Le premesse erano pessime, considerando che per il bene della bimba si era deciso di fare il pranzo tutti insieme, dove per “tutti” intendo la mia famiglia e la famiglia di *ex marito*. Tutti, ecco. La prospettiva era tutt’altro che allettante, ma se ricordate il travaglio della comunione, non si poteva che organizzare in questo modo.
Le premesse erano ottime, sono riuscita ad accordarmi con i genitori della Migliore Amica di mia figlia, avete presente quell’Amica del Cuore che “vivo per lei nell’anima e senza di lei la vita non ha un senso e meno male che esiste la mia migliore amica che quando penso a lei sono felice che esiste e che è la mia migliore amica“? Ecco, quell’Amica, quella che c’è n’è una e già fortunati avercene una, di Amica come questa. Già. Peccato che quest’Amica vive in buco di *ulo di paesino in Valle D’Aosta, che per carità sempre più vicina del Salento, però insomma, un bel pezzo di strada. Ma sono venuti per l’intero weekend per stare con noi, ed è stato meraviglioso che siano riusciti.

Le premesse erano pessime, ma ancora più pessime, perché venerdì il padre della madrina della Cresima di mia figlia ha ben pensato di litigare di brutto (mani addosso, per intendere la gravità della situazione) con sua moglie, pertanto diventava difficile pensare alla loro presenza il giorno della Cresima, ed essendo la madrina minorenne ed abitando parecchio fuori città, diventava complicato gestirne gli spostamenti. Pessimo, pessimo, pessimo.
Le premesse erano ottime, perché ero riuscita a prenotare il pranzo in un agriturismo favoloso in cui si mangia strepitosamente e non si riesce mai a trovare posto, ma ce l’ho fatta.

Le premesse erano pessime, fino a ieri l’altro era quasi estate, le previsioni meteo per la domenica ci promettevano acqua a secchiate e temperature in picchiata.
Le premesse erano ottime,  la famiglia di *ex marito* sterminata da influenze varie, rimanevano solo lui con moglie e figlio, e la di lui madre (la nonna di mia figlia, intendo).

Trascorriamo il venerdì sera e tutta la giornata di sabato con i nostri amici valdostani (e mio padre. onnipresente. ma questo è argomento di un prossimo post), le ore scivolano via in modo meraviglioso (e una litigata con i vicini del piano di sotto, ma anche questo argomenti di prossimo post), è stato uno di quei giorni da annoverare nei ricordi lieti e felici, tutto assolutamente perfetto.

Giunge dunque la domenica. Passo la notte in bianco, non c’è verso di chiudere occhio. L’ansia da prestazione mi attanaglia, non respiro. Mi sveglio e corro in bagno a vomitare, non sto in piedi, ho un attacco di panico, vomito ancora. Ed è ora di andare in chiesa. Mentre mia figlia inizia le prove, io rischio un paio di volte di svenire. Finché, con quasi venti minuti di ritardo, ecco comparire, come mistica visione, la madrina. E sì, mi passa tutto. Mi passa l’ansia, mi passa il mal di stomaco, mi passa il vomito, riprendo a vivere! Non è incredibile? Bastava così… “poco”!!!

La cerimonia inizia e finisce ed è bellissima, piango più o meno dall’inizio alla fine, di gioia e commozione e quanto sono orgogliosa di questa mia piccola grande donna che ho la fortuna di avere come figlia.
Il pranzo inizia e finisce ed è tutto perfetto, ridiamo e scherziamo tutti insieme, M e *ex marito* che chiacchierano come fossero amici da una vita, il cibo ed il vino sono strepitosi, il posto è incantevole, perfino il meteo ci sorride, regalandoci ahimé tanta nebbia ma per fortuna niente pioggia. Scopriremo poi che ha diluviato ovunque, nubifragi tutt’intorno, da noi nulla. Ma qua mi piace pensare che ci sia la mano di mia madre, da lassù, ad aver tenuto ferme le nuvole spostandole altrove.

La giornata finisce con tante coccole sul divano a guardare la tv, si va a dormire prestissimo, siamo sfiniti ma veramente tanto, tanto felici per l’emozione, la commozione, la gioia, e tutto l’amore che circonda la nostra famiglia.

Che weekend!

Gardaland

Ieri è stata una di quelle giornate che avercene.
Si trattava di una gita giornaliera “in famiglia” a Gardaland, io, mia figlia e mio babbo. Che fa pure un po’ ridere, perché essendo mio babbo molto giovane e mia figlia molto grande, nonostante io assomigli moltissimo a mio babbo, per le persone viene naturale considerarci marito-moglie-bimba. Non vi dico le risate quando invece diciamo la vera composizione della famiglia!
Doveva essere la “nostra” giornata: l’unica mia giornata di ferie, dall’inizio di quest’anno, che posso passare insieme a mio padre e mia figlia (weekend esclusi, intendo proprio “ferie”). Era già partita male perché a lavoro da me avevano di che brontolare… frega niente, è da giugno che per colpa dell’azienda rimando questa giornata, ora me la prendo e non ce n’è per nessuno!
Giornata partita malissimo: al risveglio, nuvoloni neri e pioggia battente. Decidiamo di fidarci delle previsioni meteo per il lago di Garda, e partiamo. Traffico allucinante in autostrada, arriviamo che il parco è aperto già da un’ora. Scopriamo inoltre che il resto del mondo adolescenziale ha scelto la stessa giornata per visitare Gardaland… orde di adolescenti rumorosi e puzzolenti come solo un adolescente in compagnia dei suoi simili può essere!
Per fortuna non piove, le nuvole sembrano allontanarsi, forse il meteo ci ha azzeccato.
Io e “bimba” ci catapultiamo verso la prima attrazione “adrenaline” (mio babbo non le fa) e vediamo coda di quasi un’ora… ormai lo sconforto è a mille. Scopro l’esistenza del “Gardaland Express” che per 5 euro a testa (mortacci loro… a fronte di un biglietto di ingresso di 30 euro a testa!) ci fa “saltare la fila”: lo compro e via! Sarà la nostra costante della giornata, una salassata senza precedenti, ma ne è valsa la pena fino all’ultimo centesimo (a fine giornata, collezioniamo 4 Express io e bimba più 3 Express con anche mio padre, sulle giostre “adventure”. Son 85 euri. Da sommare ai 90 spesi per i biglietti di ingresso…).
La giornata migliora in modo assurdo quando iniziano ad imbroccarsi tutte cose belle: il sole, le code meno “code” (non ovunque, ma perlomeno da potersi godere le attrazioni), mia figlia rilassata e chiacchierona, mio babbo sereno e tranquillo.
Siamo rimasti fino alle 20 poi siamo andati in una pizzeria lì vicino, per rientrare a casa alle 23 molto molto stanchi ma infinitamente soddisfatti.
Mi ci voleva, questa giornata. Ci voleva una giornata di divertimento con loro, con la “piccola” adolescente dagli sbalzi umorali che sento sempre più lontana.
E’ stata un’estate lunga e avevamo bisogno di una dose massiccia di ricarica affettiva per prepararci all’inizio della scuola… direi che il progetto è stato un vero successone!
Avercene di giornate così… ma anche “solamente” una all’anno, vale la pena di attendere per poterla vivere ❤

Olanda

Ferie finite, si rientra al lavoro e si fanno un po’ di bilanci.
Abbiamo fatto, io ed M da soli, un viaggio di 19 giorni attraverso l’Olanda, tra camper, lunghe pedalate in bicicletta, qualche giorno di acqua e vento, ma fondamentalmente prevalenza di bel tempo, pure caldo direi, ovviamente nulla a che vedere con il caldo che fa qui… ma alcuni giorni a 30° ce li siamo presi pure lassù.
L’Olanda è una paese dalla doppia faccia, apparentemente (come immaginavo io) un paese super organizzato, super efficiente, super funzionante. Persone cortesi, non troppo fredde, piuttosto collaborative. Paesaggi mozzafiato, piste ciclabili che neanche nei sogni, casette con giardini da illustrazione di libro di favole.
Abbiamo però visto anche l’Olanda dei millemila camion in autostrada (mai più, giuro, offenderò l’Italia in merito alla gestione dei trasporti), abbiamo parlato con italiani migranti che ci hanno detto che non è poi così tutto rose e fiori (tulipani e fiori, neppure), che la tassazione è elevatissima, che il tenore di vita non è alto come sembra, e tante altre piccole magagne che non sto qua a riportare. Diciamo che il mio “oh, come vorrei trasferirmi a vivere in Olanda” è rientrato nel più classico “ma va benissimo anche l’Austria”, che siamo anche più vicini a casa, insomma.
Infine il degrado della capitale, Amsterdam è una città che, nonostante le belle arti ed il fascino dei canali (ne abbiamo visti di infinitamente meglio in milioni di altri posti), rimane ciò per cui è famosa: la città del “divertimento”, donnine e tanti di quei cannoni che dopo un’ora di passeggiata per le vie, non vi dico il mal di testa… abbiamo fumato tanto di quel fumo passivo che alla fine, l’equivalente di un bombone ce lo siamo passivamente fumato pure noi!
Nota di informazione per i maschietti: avevo letto molti uomini delusi dal quartiere a luci rosse, tante vetrine vuote, poca roba da guardare. Ecco, signori miei, andate dopo le 20. Nel pomeriggio molte vetrine sono deserte, e le poche donnine in mostra (sempre in lingerie, mai nude, in ogni caso) sono spesso o troppo vecchie, o troppo grasse, o troppo poche donne (il povero M stava gradendo il sedere di una donnina, che si è girata ammiccandogli… al che M ha fatto un salto indietro e disperato mi ha trascinato via urlando “CE L’HA PIU’ GROSSO DI ME QUELLA LI’!”).
Di giorno ci sono molti negozi di articoli erotici, i locali di spogliarelli (e hard dal vivo) sono in gran parte chiusi. E’ un quartiere dove durante le ore del giorno si può tranquillamente andare anche con la famiglia, i bambini non noterebbero nulla di strano, tra la folla di gente che passeggia. Piuttosto, eviterei queste zone per il troppo, veramente troppo, fumo passivo. Fumano ovunque, altro che “coffee shop”!
La sera signori miei, la questione cambia. I locali sono aperti e con cartelloni pubblicitari che non lasciano spazio all’immaginazione nell’informare il contenuto degli spettacoli. Il fumo passivo si triplica. Sporcizia allucinante, uomini che pisciano ovunque, una puzza insopportabile tra piscio e marijuana!
Ma le donnine… beh, ecco, la sera le donnine ci sono eccome. Sempre in lingerie, come dicevo, anche se spesso pure questa sarebbe come non averla… ma che donnine signori! Giovani e belle, belle, fisici mozzafiato, un traffico di persone che usufruiscono dei loro “servizi”… vetrine tutte illuminate e ben abitate, la sera!

Fine parentesi Amsterdam, sul resto dell’Olanda potrei spendere fiumi di parole ma so che non mi leggerete più perché siete ancora fermi alle righe sopra 🙂

La vacanza con M è stata, per la prima volta, totalmente perfetta. Avevamo bisogno di rimanere un po’ da soli, dopo un inverno in cui siamo stati insieme veramente poco.
Mia figlia non mi è mancata come gli scorsi anni, anzi ho gradito la lontananza. Avevo davvero bisogno di staccare e poter essere semplicemente me stessa e non madre-moglie-mamma-ingegnere-figlia eccetera.
Essere stata me stessa per tre settimane mi ha consentito di stare bene con me e soprattutto con lui, che per la prima volta “mi è bastato”, nel senso che è stato sufficiente stare con lui per non sentire la mancanza di null’altro.
E sì, abbiamo fatto tantissimo sesso, e di ottima qualità e quantità, diciamo che le luci di Amsterdam ci hanno rinfrescato la fantasia e l’appetito?! ^____^

Ora siamo a casa. Fra poche settimane ricomincerà anche la scuola e si ripartirà con i soliti bisticci, le solite lagne, i soliti disagi. Magari ogni tanto ci perderemo nei ricordi di questa favolosa vacanza, e chissà, riusciremo anche a ritrovare la magia che ci ha accompagnato per tutto quel tempo.

Aria di vacanza

Sono arrivata alla vigilia della partenza in modo piuttosto rocambolesco e anche parecchio affannata, con ultima ciliegina sulla torta che mi ha portato sul ciglio di una crisi di nervi, alla quale sono scampata solo perché nella mente ho ripetuto il costante mantra “lunedì si parte… lunedì si parte……. lunedì si parteeeee…….”
Riassumendo, si è rotto il condizionatore a casa dei miei suoceri, come ben sapete tutti questa è l’estate più torrida dal 2003, in città viaggiamo sulla media dei 41-42 gradi con tasso di umidità duemilapercento. I suoceri sono anziani, con problemi di circolazione, insomma facciamola breve: li abbiamo ospitati in casa nostra.
Si sono trasferiti da noi sabato, rimarranno fino al nostro rientro o fino a quando la situazione climatica si rinfrescherà un po’.
Di me avrete *vagamente* intuito, da più o meno mille post sull’argomento, che sono piuttosto “claustrofobica”, mi dà noia avere persone intorno, quando sono a casa mi vorrei rilassare, avere un po’ di pace, di silenzio, essendo tutti i giorni a contatto con i CLIENTI (da leggersi con voce tenebrosa e paurosissima) per otto ore al giorno.
Spesso sopporto a malapena mio padre, mia figlia ed M.
Figuriamoci i suoceri.
Che i miei suoceri, poveretti, sono persone meravigliose. Ho parlato di loro alcune volte, questa in particolare li rappresenta benissimo. Mia suocera il sogno di ogni donna: per nulla invadente, sempre disponibile, sono davvero molto fortunata!
MA (ovviamente, c’è un MA) sono RUMOROSI. Parlano in continuazione, a voce altissima, a ruota libera, senza sosta alcuna. E mi seguono.
Ho passato il weekend in parte rinchiusa in bagno (ma mi parlavano attraverso la porta), in parte rinchiusa in cucina (unica stanza in cui non arriva l’aria condizionata nella casa) ma mi seguivano, e io a sgridare “via, via, andate al fresco, che qua mi arrangio io da sola, se ho bisogno vi chiamo ok?” ma niente. Sono andata a fare la spesa quattro volte. Ho finto di dimenticare cose che non mi servivano, pur di avere la scusa per allontanarmi. Ho vagato per il centro commerciale con il terrore di incontrare qualcuno di conosciuto e dover fare conversazione!
Altro problema dei miei suoceri è che PUZZANO. Fumano due pacchetti di sigarette al giorno. A testa! (e non sottolineiamo i problemi di circolazione… no comment)
Un’odore di fumo che non sto neanche qua a raccontarvelo. Che per carità, a fumare vanno sul balcone (E VORREI PURE VEDERE), ma se vi ricordate, io ho smesso di fumare perché ormai non sopportavo più l’odore… vi lascio immaginare.
Camera nostra (che è diventata la loro, per questo periodo) sembra un posacenere. E non ci fumano! Sono i vestiti che hanno!!! Impregnati!!!
Insomma, oggi pomeriggio partiamo per le ferie e mai come oggi ne ho bisogno, di andare via.
Mio babbo piange in continuazione all’idea di rimanere da solo, ma sta cercando di riempirsi di impegni per non pensarci. Punto molto sul fatto che possa trascorrere un po’ di serate a casa mia, con i suoceri, a fare due(mila) chiacchiere.
Mia figlia è in vacanza con il padre e ci farà bene non vederci per un po’, perché ultimamente bisticciamo spesso (ah, cari ormoni dell’adolescenza, quanto vi voglio bene…)
Con M so già che sarà una vacanza fantastica, prevediamo tour dell’Olanda, lunghissime pedalate, tanti paesini, ed ovviamente Amsterdam ed il suo “parco giochi” che sarà sicuramente un’esperienza diversa e divertente.
Poi ritorneremo a casa e via verso un nuovo inverno… ma di questo, ci preoccuperemo al rientro.
Buone vacanze!