Della fine e dell’inizio

Mia figlia a gennaio ha compiuto 14 anni e io non ero pronta, non lo sono ancora oggi dopo sei mesi, a me questi suoi 14 anni hanno proprio disturbato. Immagino sia perché ricordo troppo bene i MIEI 14 anni, il disastro di adolescente che sono stata. So che mia figlia è diversa (per mia IMMENSA fortuna!), ciò non toglie l’enormità di ansie che mi colgono ogni volta che penso “14 anni”.
Fra tre giorni finiranno le scuole medie. Poi esame di stato, poi l’ESTATE, quella tutta in maiuscolo perché finalmente non ci saranno compiti per le vacanze, a parte leggere infiniti libri (che quello adora farlo, del resto figlia mia è…) e fare esercizi di inglese (vedi commento precedente… guarda serie tv in lingua originale).
L’Estate che si prospetta come indimenticabile e di sicuro lo sarà.
Una Estate decisamente strana, perché ci sono grandi cambiamenti anche per M, che ha avuto una serie di brutti episodi a lavoro che lo hanno portato, tramite avvocati, a presentare dimissioni “per giusta causa” (tradotto mobbing, di quelli pesanti), ritrovandosi di fatto, dopo 20 anni di lavoro ininterrotto, a casa in disoccupazione. Devo ammettere che lo invidio: essendo a giugno ed avendo la disoccupazione pagata, inutile cercare lavoro adesso, può permettersi di cercare a partire da settembre, cercare qualcosa che gli piaccia fare, valutare le varie proposte (che per fortuna, abbondano).
Si farà pure lui l’ESTATE, mi brucia non poterla fare con lui in giro per l’Europa con il camper, mentre mi dovrò “accontentare” di tre settimane tra fine luglio e metà agosto. So di essere una privilegiata nel poterle fare, avremo come meta il nord della Polonia, di certo non mi lamento! Ma un pizzico di bruciore non potete negarmelo…
Cercherò di spedire lui, figlia e pure mio babbo, almeno una settimana in montagna, con la scusa del fresco, perlomeno mi godrò casa tutta sola, una mia piccola soddisfazione 😉

Poi ci sarà l’inizio, l’inizio della scuola superiore, e lì saranno le gioie, i dolori, tutta l’adolescenza da vivere. Quanto gliela invidio a mia figlia! E no, non sarò mai pronta abbastanza a sopportare questi anni di crescita per lei e deperimento per me.

Io fisicamente sto bene, sto facendo il periodo di controlli generali (vista l’anamnesi famigliare che mi ritrovo), sono ingrassata quei tre chili che mi hanno arrotondato gli spigoli e che mi danno fastidio addosso, ma non vanno giù. Un po’ per la vodka, un po’ perché sono spesso in giro per lavoro e che fai, non vai a mangiare al ristorante, giusto che sei spesata? E i ristoranti nelle mie zone si sa, non si può proprio dire di no.
Faccio palestra due/tre volte a settimana, mi alleno per tenere la muscolatura tonica, e cammino, cammino tantissimo, e giro in bicicletta ogni volta che posso ma no, questi tre chili addosso proprio non scendono.
Tutto questo racconto per confessare che sto iniziando la menopausa. Ecco. L’ho scritto. Sto iniziando e la sento tutta, ho momenti di ansia immotivati, ho caldane per ora limitate e solo notturne, ho un senso di depressione saltuaria, che non so se collegare alla menopausa o alla figlia che cresce, o entrambe le cose insieme che mi scombussolano parecchio. Non mi sento in formissima, ecco, pur non potendo certo lamentarmi. Non ha aiutato neppure lo stop forzato di due mesi senza camper a causa dei problemi che ha avuto M al lavoro, per fortuna ora tutto risolto.

Confido nella ripresa dei viaggi in camper, che al momento sono la cosa che mi dà soddisfazione e mi rende felice, dall’organizzarli al realizzarli.

Buona estate, comunque vada!

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Finalmente

…finalmente mi ricapita, dopo secoli, una serata in cui ho a disposizione questo iPad, nessun impegno, nessuno intorno.
M in camera con la sua amante PlayStation (con la quale copula molto più che con me, si sa…), figlia dal padre ( duole ammettere che è ormai talmente adolescente che i weekend i cui è con il padre, spesso sono weekend di respiro per me!)
Passerei ore a parlare del mio cagnino, che comunque è mio sulla carta, ma di fatto, come prevedibile, è il cagnino di mia suocera, che lo alleva e vizia come ogni “nonna” che si rispetti. La bestiola mi riempie di soddisfazione come mai e poi mai avrei pensato di amare un cane, considerando che non ho mai desiderato un cane, e di fatto me ne ritrovo uno molto impegnativo, ma talmente perfetto che giuro, non pensavo.
Durante la settimana lo vedo appena, ma nei weekend parto al mattino con questo piccolo trattore al guinzaglio, e lui mi trascina (letteralmente) per la città senza mai stancarsi… e io cammino, cammino, cammino. Respiro la città come la vivevo quando avevo 16 anni e passavo le giornate camminando per le vie, con il walkman e le sigarette, ore ed ore a perdermi per le strade del centro.
Ed ora uguale ma meglio, non ho il walkman ma un cagnino, non fumo, mi guardo intorno, mi godo i negozi, le vetrine, gli incontri (migliaia) con gli altri cani e relativi padroni. Per dire che ieri, un banale sabato, ma un sabato di sole splendente, nel corso della giornata ci siamo macinati 20km complessivi!
Non vedo l’ora che sia un pochino più “maturo” per poterlo portare in giro in camper… ora è un po’ presto, ma non manca poi tanto!
Perdo la mia cucciola e guadagno un cucciolo… non è certo la stessa cosa, ma almeno del cagnino ho la certezza che non diventerà mai adolescente! 🙂

Il mio cucciolo

Una piccola riflessione mettendo in ordine i “preferiti” che ho su Chrome.
Ho cancellato tutti i link collegati a “viaggi in camper con bambini”, che fino all’anno scorso consultavo regolarmente per decidere che cosa fare… e che oggi, se proponessi a mia figlia, mi darebbe un calcio nello stomaco.
La mia “bambina” è una ragazza di 14 anni, alta 171cm (e ancora in crescita), adolescente meravigliosa che ama trascorrere il tempo libero in camera sua ascoltando musica e leggendo libri. Esce malvolentieri, si entusiasma per qualsiasi cosa le passi per la testa, che sia una canzone, un musical, un libro che legge, un libro che scrive (e che non finisce mai, mai, neppure uno). Alla sera e alla mattina ha voglia di coccole e mi abbraccia tutta stretta e mi fa sentire piccola (dal mio basso dei 170cm) e sì, molto molto vecchia.
A settembre inizierà la scuola superiore, ha scelto liceo linguistico “indirizzo Cambridge”, sono orgogliosa di questa scelta che, lo ammetto, ho decisamente desiderato per lei (anche se io avrei preferito un indirizzo linguistico puro). E’ una delle scuole più belle di Parma, è vicino a casa nostra, è comoda e ben frequentata. Lo ammetto, anche questi criteri hanno inciso favorevolmente nel mio immaginario.
La mia cucciola mi sta volando via e in questo periodo di preprimavera mi mette malinconia. Sono serena ma tanto malinconica. Sarà perché è più di un mese che non ci muoviamo con il camper e ne sento tanto la mancanza? Viaggiare è una cosa talmente bella che ormai ne ho la dipendenza!
Per calmare le ansie da cucciola, abbiamo preso un cucciolo 🙂
Un jack russel di nome CongoRock, che in casa chiamiamo Rock. Come poteva non essere il mio cane, se si chiama Rock?! Ovvio che fosse lì ad aspettare proprio me…
L’abbiamo pagato 700 euro ma spesi davvero bene.
E’ un cucciolo adorabile, coccolone, iperattivo, vorrebbe stare sempre in giro. Sabato scorso gli ho fatto fare il giro della città e dopo 7km di passeggiata ancora aveva il coraggio di tirare il guinzaglio per accelerare! Durante la settimana lo tiene mia suocera, così ha la scusa per uscire di casa e passeggiare (ha già perso 2kg). La sera quando esco da lavoro lo vado a prendere, lo porto a casa (così ho la scusa pure io per passeggiare) e dopo cena lo riporto da lei. Nei weekend lo teniamo con noi. Un cane in affidamento congiunto! Ha amore in abbondanza per tutti ❤
Lascio un cucciolo per un altro… la mia donna che sta crescendo e un batuffolo che non crescerà mai.
Mi piace tenermi la vita piena di amore! 🙂

Fine anno

Un piccolo bilancino per questo anno che è stato, direi sorprendentemente, un buon anno. Lo si capiva già dal fatto che ho postato veramente poco sul blog, ormai lo sanno anche i sassi che scrivo più che altro quando qualcosa non va ed ho bisogno di sfogarmi!
Le questioni importanti nella mia vita sono ok. Sono in salute (fin troppo, visto che ho accumulato chili. Ma va bene così, rispetto all’anoressia nervosa degli anni passati), ho un compagno che mi ama, una figlia sempre più spettacolare (ma lei si merita un post a parte, a breve!), un lavoro fin troppo ingranato che quest’anno non mi ha lasciato un attimo di respiro ma va bene. va bene, va bene così!
(l’avete cantata questa frase, dite la verità 😛 )
E i viaggi… tantissimi viaggi, che sono la cosa più bella che si possa avere per riprendere respiro quando serve.
Un po’ di affanno per mio babbo che mi ha dato notevoli accumuli di nervoso durante i mesi, ma nelle ultime due settimane è migliorato quindi sto zitta. Avrei avuto voglia di scrivere almeno venti post solo su di lui quest’anno, giusto per darvi una dimensione di quanto mi ha fatto incaxxare… ma mi sembrava di mancare di rispetto nello scrivere su un blog, è pur sempre mio babbo e nonostante tutto lo adoro, quindi ho tenuto ferme le manine che prudevano e mandato giù un po’ di rospi. Se posso augurare qualcosa per il prossimo anno, auguro a lui di trovare la serenità che sta rincorrendo un po’ troppo in tondo. E’ in pensione e prende una pensione altissima, economicamente sta benone, di salute sta benone, ha una donna con cui farsi compagnia e tantissimi amici che lo adorano, oltre a noi ovviamente, che stiamo sempre a disposizione quando ha bisogno. E’ ora che accetti questa situazione, vi pare?
Buon 2019, che altro aggiungere… inizieremo nella frenesia della fatturazione elettronica che mi demolirà ancora per qualche mese, poi si spera di entrare a regime e tirare un po’ il fiato… chissà.
Auguro a me e a voi tutti un anno di meravigliosi viaggi, sapete che il viaggio migliore è quello che ancora devo fare, sempre.
Nel 2019 il viaggio più grande lo farà la mia “bambina”, quando inizierà la scuola superiore… non lo so se sono pronta. Ci provo! 🙂

BUON ANNO!!!

Continuo

Dopo tanto tempo, ciao. Io continuo ovviamente la mia vita, scrivo poco o nulla per mancanza di tempo e perché nel tempo libero scrivevo mentre giocavo con l’iPad che ora è proprietà quasi privata di mia figlia, pertanto a casa non ho più accessi comodi e a lavoro improponibile.

Non so neanche cosa sto scrivendo, visto che dopo oltre un anno uso l’iPad approfittando biecamente di mia figlia dal padre…

Ci provo.

A lavorare sto vivendo un periodo pazzesco. Siamo dentro ad una macchina rotante che ci sta divorando, abbiamo duecento installazioni da fare entro fine anno, più tutto il lavoro abituale, assistenza, sviluppo, consulenza… siamo in due, la mia collega ha ben sei mesi di esperienza. È il mio Gran Culo è che lei è veramente brava e se la gestisce davvero bene, senza lei sarebbe delirio in aggiunta al delirio.

In aggiunta a delirio, abbiamo incrementato in modo esponenziale il settore sviluppo, in cui sono l’unica partecipante. Nel senso che “settore sviluppo” sono io, ma stiamo vendendo come un’azienda con almeno cinque persone allo sviluppo. È no, sempre i. Da sola. Ed è fantastico, perché è bellissimo avere così tanto lavoro ed essere così tanto ricercata è desiderata da tutti!

…ma insomma 😳

Ho deciso di vivere come fossi una persona soltanto (ma vah?!) e me la sto pure cavando egregiamente fino ad ora. Sto seguendo lavori pazzeschi e bellissimi e me li organizzo come ritengo opportuno.

E le consulenze, le formazioni, che sono cose che adoro…

Insomma, al lavoro è un massacro ma una figata. Ricevo da parte dei clienti soddisfazioni veramente pazzesche (soldi no, amen, almeno la soddisfazione?)

A parte i weekend che vado in giro in camper, se mi capitano weekend a casa mi annoio… è talmente esaltante il lavoro, talmente coinvolgente e travolgente, che L’adrenalina al massimo mi trascina e avvolge, coinvolge, travolge.

A casa non trovo altre tante emozioni. Mio babbo sempre più a piangersi addosso, mia figlia adorabilmente immersa nella sua adolescenza (che per fortuna condivide con me ed adoro ogni singolo momento che sceglie di dedicarmi), M che non capisce una mazza del mio lavoro, lui fa il saldatore e “lavora per vivere” (come gli piace ripetere allo sfinimento). Il fatto che il mio lavoro mia dia soddisfazione anche per vivere, proprio non gli entra, anzi mi prende in giro quando mi vede presa in ciò che faccio.

Lo so che ho sempre frequentato uomini “basso livello” perché, avendo un mestiere ad alto coinvolgimento mentale, mi piace tornare a casa e non dover sostenere conversazioni impegnative, mi piace potermi rilassare con il cervello. E infatti,questo è. Ma in questo periodo, forse perché l’impegno per la prima volta è realmente alto e mi sento veramente realizzata, ecco, un po’ pesa.

Un po’ annoia.

Un po’ tanto lo so che è il mio solito periodo ciclico in cui vado down nella relazione con M, poi passa.

Ma quanto mi piace il lavoro in questo periodo, per quanto me ne lamenti perché è pesissimo, insomma accidenti ma quanto mi sto divertendo!!!

Parigi (ma anche no)

Parigi val bene una messa, non ho mai capito cosa voglia dire questo detto popolare.
Parigi mi è stata richiesta dalla figlia, in fase di organizzazione dell’imminente viaggio “Mamma mi porti a Parigi? Voglio visitare il Louvre e vedere la Torre Eiffel”
Creatura di mamma, con che coraggio gli si poteva rispondere di no? Dunque via, organizzazione alla mano, si incastra Parigi nel viaggio. Ci si confronta con i nostri amici (che viaggeranno con noi) e sì, Parigi un po’ fa paura. Un po’ tanta anche. Però facciamo in giornata, dai visitiamo due cose e basta, prima di cena ce ne andiamo, insomma si può fare, checcevo’.
Ho fatto due sogni piuttosto inquietanti da allora: nel primo ero con l’amico (che verrà in viaggio con noi) che faceva da guida turistica a Milano, nel tour era incluso un aperitivo vip al Teatro della Scala, calice di champagne. Calice alla mano io e lui, facciamo un brindisi ma il bicchiere di champagne si infrange fra le sue mani. Brividi.
Secondo sogno ancora peggio: eravamo tutti insieme in una grande piazza, sentiamo puzza di bruciato, guardando verso il cielo vediamo un aereo (tipo, più un dirigibile, un elicottero, un robo volante strano) in fiamme che sta per precipitare e precipita, a pezzi infuocati, su tutta la piazza. Caos, confusione allucinante, fuoco, grida, l’amico che urla disperato ma io intravedo sua moglie e gliela indico in modo che lui possa correre da lei mentre io mi metto disperata a cercare le due ragazze, che non si trovano (nel mentre, del povero M non fregava una cippa a nessuno).
Sveglia, terrore. Aiuto che brutto sogno.
Capita infine che ieri mi metto ad organizzare il viaggio nelle tappe, cerco di prenotare il campeggio di Versailles per le date in cui dovremmo andare anche a visitare Parigi: nulla, tutto pieno. Decidiamo con gli amici di invertire il giro in Francia, invece di fermarci a Parigi all’andata, ci fermiamo al ritorno. Ricalcoliamo le date per prenotare il campeggio e ci accorgiamo che abbiamo due alternative: andare a Parigi di sabato (paurissima, casino allucinante, code infinite), oppure di VENERDI’ 17.
Ragazzi, che dite, facciamo che a Parigi ci andiamo in un’altra occasione? EH? Che qua mi sembra che per quanto mi riguarda, di segnali ce ne siano stati fin troppi.
(pure la Francia che ha vinto i mondiali, ci toccherebbe pure di vederli tutti tronfi ‘sti parigini puzzoni)
Ciao, Parigi! Alla prossima!!! 😉

*Vacanze* al mare

Avevo promesso un resoconto della mia *meravigliosa* vacanza al mare.
Il primo giorno c’era mia figlia in luna nera, nel senso che arrivava da due settimane al mare con mio padre, nell’hotel con le migliori amiche con cui si incontra ogni estate in questo periodo. Pertanto, per lei passare da quella vacanza a “vacanza con mamma e M in campeggio senza amiche” non era propriamente il top, e non ha mancato occasione per sottolinearlo durante tutta la giornata del sabato. Per distogliere l’attenzione, ho ben pensato di inciampare (ed ero pure sobria) in un dosso, un dolore allucinante al ginocchio che avevo già operato 16 (sigh) anni fa a crociato anteriore e menisco. Ma al grido di “per fermarmi dovete abbattermi!” la sera siamo andati a passeggio per Numana, sono rientata zoppicando e patendo dolori indicibili, ho trascorso la notte piangendo fitte di dolore inenarrabili, appena giunta l’alba o perlomeno un orario decente (di apertura della reception) sono andata zitta zitta (per non svegliare figlia ed M) zoppicando verso la reception, sono arrivata in reception e mentre stavo per svenire ho sussurrato “chiamate un ambulanza, ho una distorsione al ginocchio” e sono svenuta su una poltrona.
Questo era domenica, una splendida giornata di sole, in un villaggio vacanza da cartolina, piscina, spiaggia privata, mare cristallino… io al pronto soccorso, in attesa infinita di non sapere comunque nulla, ok i raggi negativi non c’è nulla di rotto (e grazie, camminavo… fosse stato rotto col ca**), l’ortopedico ci sarebbe stato lunedì, e tanti saluti. Ore 15 della domenica mi facevo chiamare un taxi dalla reception del villaggio vacanza (che pare semplice, chiamare un taxi la domenica pomeriggio d’estate ad Ancora. E provateci!), arriva un “privato” di cui decido di fidarmi e mi è andata bene che era davvero il “taxi” chiamato dalla reception e non un malintenzionato, che ero pure azzoppata, un pasticcio. 50 euro e mi riporta, dopo 40km, al mio caro villaggio.
Lunedì mattina chiamo il mio medico di base che per fortuna mi dice che non è necessario tornare al pronto soccorso per la visita ortopedica, posso farla a casa quando rientro, di stare a riposo (e grazie al c….), ghiaccio sul ginocchio e pace. Pertanto, la sera mi ubriaco e vado a cantare al karaoke riscuotendo centinaia di applausi entusiasti dal pubblico per la mia eccellente interpretazione di “I WILL SURVIVE” (giuro!)
Martedì vado meglio, provo a pedalare e ci riesco, andiamo in bici a fare un po’ di spesa, riesco ad andare in spiaggia perché c’è il sottopasso diretto per fortuna con l’ascensore (Santificato Subito). La sera provo anche a fare un giretto al mercato ma anche no.
Mercoledì va ancora bene, la sera proviamo a tornare a Numana e passetto passetto riesco a muovermi un pochino. Bello, bello. A parte mia figlia in crisi mistica perché la piega ai capelli le era venuta male, un’ora di muso lungo, poi le ho urlato qualche impropero non ben definito (qualcosa sul fatto che il prossimo anno vado con lei al mare con il nonno e passo due settimane appiccicata a lei a piantare muso e sbuffare che mi annoio e che sono stanca e che ho sonno e le rovino le vacanze…) e per fortuna la serata si è girata giusta.
Giovedì pomeriggio mi sento la febbre, ma sempre al grido “per fermarmi dovrete abbattermi!” la sera mercatino e spettacolo Zelig nel nostro villaggio, bello, bello.
Venerdì mattina sempre al grido eccetera eccetera prendiamo la barca e passiamo la mattina sulla meravigliosa spiaggia delle due sorelle, un po’ di insolazione, rientriamo per pranzo e mi sento la febbre, che vuoi che sia, era solo 39°… Propongo di tornare a casa, ma poi me ne pento, non riuscirete ad abbattermi!!! E rimaniamo.
Sabato alla febbre mi si aggiunge dissenteria, senso di nausea, mando M a svaligiare la farmacia e me ne sto tranquilla in veranda a leggere un libro, due pagine bagno, una pagina, bagno, tre pagine bagno… una giornata impegnata.
Domenica i farmaci per fortuna fanno effetto, mi sento un po’ meglio, nel pomeriggio lasciamo il villaggio vacanza e ci spostiamo a Loreto, che una grazia alla Madonna ormai è il caso di chiederla!
Domenica sera giretto a Loreto… incantevole.
Lunedì rientro a casa.
Che dire? Devo aggiungere altro??? Nel complesso non posso neanche lamentarmi, in fondo mi sono riposata, mi sono un po’ abbronzata, sono stata con mia figlia (*anche troppo*) e con M, eravamo in un posto meraviglioso.
Però se becco chi me le ha chiamate……………..

Estate

In prossimità delle ferie (una settimana al mare, poi rientro, due settimane di lavoro ed infine altre due settimane di ferie in Normandia-Bretagna), devo ammettere che quest’anno ci sono arrivata veramente scarica. Sarà che di solito andavamo via ad inizio luglio ed invece, per poter stare un po’ anche con mia figlia, abbiamo posticipato a metà mese. Mi sento molto in affanno, ho delle crisi di ansia assolutamente immotivate, il lavoro va abbastanza bene, con M va bene, mio babbo è al mare con mia figlia perciò entrambi fuori dai maroni. Mi sento un po’ empatica con una delle mie più care amiche, che ha la madre in ospedale con i giorni contati, uguale a come era accaduto alla mia.
Faccio sogni strani di mia madre in fin di vita che detta a me e a mio padre le ultime “volontà”, un elenco di questioni lasciate in sospeso che riguardano i miei cugini, gente di cui non so assolutamente più nulla da quando lei è morta, brutte persone che a malapena si sono fatte vedere al funerale poi mai più sentite se non per chiedere soldi… Nello stesso sogno telefono ad un altro cugino, l’unico brava, che purtroppo è mancato anche lui pochi mesi dopo mia madre, per informarlo che mia madre stava morendo. Ripenso all’elenco delle questioni che mia madre mi ha dettato nel sogno, riguardano principalmente un dubbio di paternità di uno di questi cugini, storie di corna, un fratello ed una sorella che avevano scoperto i rispettivi marito e moglie a lette insieme… non so come mai sia saltata fuori questa storia nel sogno, ma “francamente me ne infischio”, sono brutte persone ripeto, si arrangeranno loro, le loro corna ed i loro figli di dubbia provenienza.
Sogni a parte, mi rimane tanta voglia di viaggiare, quella diventa sempre più impellente ogni mese in più che mi si appiccica addosso.
Per ora mi manca poco, ancora quattro miseri giorni e poi via… spero di riuscire a riposarmi, spero che M e mia figlia vadano d’accordo, spero di non tornare ulteriormente ingrassata (ma in questo credo veramente poco 😀 ).
Buona estate, già solo perché è estate non può che essere buona!

Sorprese

Un weekend come quello appena trascorso, apre il cuore al paradiso.
Mia figlia ha scelto come migliore amica una ragazzina della Valle d’Aosta, quelle Amicizie con la A maiuscola, sono davvero molto legate. Noi genitori andiamo d’accordo (tutti camperisti), pertanto cerchiamo di vederci più volte possibile durante l’anno. Questo weekend “ci toccava” fare la fatica di trascorrere un weekend nella fresca Valle d’Aosta, siamo partiti venerdì nel tardo pomeriggio carichi di ogni ben di Dio che la nostra terra produce e abbiamo raggiunto gli amici in serata.
Nel corso della settimana è capitato così per caso, scrivendo con la madre, di organizzarci in modo da lasciare mia figlia da loro per l’intera settimana. Sono quelle cose che capitano così, senza pensarci, che se ci avessi pensato avrei dovuto mettermi ad organizzare già a marzo, tra weekend alterni, le ferie con il padre, gli impegni vari… invece così, tutto all’ultimo minuto, è stato molto più semplice! L’ideale sarebbe stato poter tornare a prenderla noi il prossimo weekend, purtroppo lei il prossimo fine settimana deve andare dal padre, che poi non la vedrà per quasi un mese pertanto mi sembra corretto “riportargliela”. Abbiamo dunque arruolato il nonno (trad: mio padre) per andare a prenderla giovedì: una buona scusa anche per lui per tenersi impegnato e passare una giornata.
Tutto pronto dunque!
Ma perché non approfittarne per fare una sorpresa alle ragazze… visto il poco preavviso… sia io che la madre dell’amica abbiamo fatto tutto di nascosto, in modo da sorprenderle all’ultimo minuto.
E così è stato!
Ieri alle 17.15 abbiamo chiamato le ragazze in terrazzo, dove eravamo noi adulti. Ho detto a mia figlia “forza, ormai è ora, dobbiamo iniziare a salutare…”

“…NOI, non TU, perché tu rimani qui per la settimana”

Ragazzi non riesco ad esprimervi l’emozione di quel momento. Lo sguardo sgranato di mia figlia che ha detto “davvero” e quando si è resa conto che sì, era DAVVERO, si è messa ad urlare, abbracciare l’amica, è corsa da me e mi si è buttata addosso piangendo e continuando a ripetere “ma davvero? ma sul serio?” e poi “grazie! grazie! grazie!!!” ed è corsa ad abbracciare la madre dell’amica, poi suo padre, poi M, poi ancora da me, poi ancora dall’amica…
E ancora non è finita, perché abbiamo mostrato loro la sistemazione: la madre aveva liberato parte dell’abbaino per sistemarci un letto matrimoniale in modo che potessero dormire insieme, aveva ripulito il bagnetto di servizio a loro disposizione… quando le ragazze hanno visto quell’angolo di paradiso tutto per loro hanno saltato, urlato di gioia!

Mi sono resa conto che questo, come mille altri gesti che faccio per mia figlia, sono atti di puro amore, fatti con l’unico scopo di vederla felice, di renderla felice, di donarle la vita migliore che posso. Vorrei poterla vedere così ogni momento della sua esistenza, così puramente e totalmente e immensamente FELICE.

Il rientro in città ieri sera è stato difficile, dopo le fortissime emozioni del weekend, il senso di totale benessere che provo in montagna, gli amici, le chiacchiere, l’armonia, la serenità. Ho avuto un piccolo attacco di panico appena partiti, ma è rientrato subito proprio in virtù di quanto siamo stati bene.
Mia figlia mi mancherà moltissimo questa settimana, la rivedrò probabilmente lunedì o martedì prossimi.
Ma la rivedrò FELICE, e questo basta a scaldarmi il cuore. Io stessa ne sono talmente felice… abbiamo regalato a queste ragazze un ricordo che rimarrà nei loro cuori per sempre. Hanno un’età in cui vivono tutto a mille, è l’età più bella, si sentono ancora protette e al sicuro, non conoscono lo schifo ed i pericoli della società, vivono nel loro mondo potteriano fatto di incantesimi e pozioni…
Cresceranno e tutto questo si perderà, ma questa esperienza, questi giorni insieme, saranno per loro un angolo di gioia che difficilmente andrà perdut <3.