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Che io sia “troppo buona”, me lo dicono tutti. Senza sottolineare che in molti casi, rasentiamo il “quasi fessa”, soprattutto nei confronti delle persone alle quali voglio bene. Mi fido delle persone istantaneamente, istintivamente, fino al momento in cui tradiscono la mia fiducia e allora sono out.
Negli ultimi anni, direi che OUT sono andate un bel po’ di persone… e questo mi ha leggermente cambiato la prospettiva. Me ne rendo conto nelle piccole cose quotidiane… sono diversa.
Anche sul lavoro sono una persona esageratamente umile, ma nel corso dell’ultimo anno, da quanto ho scelto di puntare di più sulla mia attività lavorativa (e fino ad oggi, con discreto successo), sono diventata un poco più… furbetta. Sono stanca di essere umile e non farmi notare: voglio emergere. Bramo riconoscimenti. Cerco di mettere in mostra le mie qualità ed i miei soddisfacenti risultati. E sia, non arrivo a “leccare” perchè non ne sono assolutamente in grado. Però metto un sorriso in più e ringrazio e coinvolgo i miei superiori quando è opportuno che sappiano che sto facendo qualcosa di positivo!
Generalmente, in presenza di un/una collega nuovo, sono disponibile ed aperta, soprattutto se mi suscita immediata simpatia. Sempre generalmente, sono disposta ad aiutare il/la collega ad emergere, in modo che possa fare bella figura e venire assunto/a in azienda, essendo tutti provenienti da agenzie interinali… ma NON sono più disposta a mettere da parte me stessa per ottenere questo risultato!
Ordunque, caro/a collega nuovo/a, è inutile che entri di prepotenza nella mia attività lavorativa e pretendi di subentrare al MIO lavoro svolto fino ad oggi, magari prendendotene pure il merito? No, grazie. Se posso aiutarti ad emergere, lo faccio volentieri (sei tanto simpatico/a). Ti metto a disposizione ciò di cui a bisogno, sono disponibilissima a collaborare, ma NON a cederti la MIA attività.
Ecchecca**o.
Troppo buona va bene, quasi fessa mai più.

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