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Mia figlia ieri pomeriggio è rientrata dal campo estivo, ed aveva la febbre. Non altissima, ma un buon 38.
Discussione con mia madre perchè a suo parere, avrei dovuto lasciare la bimba a dormire da loro, così oggi lei (mia madre) poteva rimanere in casa propria a “fare le sue cose” invece che “perdere tempo a casa mia”.
Non cedo: voglio andare a casa e voglio che mia figlia venga con me, ca**o è casa NOSTRA e l’ho scelta vicino casa dei miei genitori proprio per queste evenienze!! Cede mia madre.
Ma non finisce qua: mia madre è DISPERATA perchè oggi ore 13.30 sarebbe dovuta andare dal parrucchiere e non può andare ed ha tutta la testa in disordine e domenica hanno ospiti a pranzo e insomma come si può saltare il parrucchiere? Faccio orecchie da mercante: non ho intenzione di prendere ore di permesso in azienda, per di più all’ultimo minuto, perchè LEI HA IL PARRUCCHIERE!! Mia madre disperata chiede appoggio a mia nonna, per vedere se può rimanere mia nonna a casa con la bimba, per un paio di ore, mentre lei va a farsi i capelli.
E qua viene il bello… mia nonna HA IL PARRUCCHIERE. Stessa ora, parrucchiere differente, in ogni caso non può tenere la bimba.
Aumento e raddoppio le mie orecchie da mercante e me ne vado in ufficio a LAVORARE (*IO*!)
E ci crediate o no, riesco ad avere i sensi di colpa ugualmente. Perchè la figlia è mia e me la devo gestire io, quindi dovrei rimanere io a casa dal lavoro. Poco importa al mio inconscio, se mia madre e mia nonna fanno un ca**o tutto il giorno e sono lì a grattarsela.
Il mio inconscio deve spararmi il senso di colpa. Del resto, è stato ben addestrato in tutti questi anni… Ho imparato a fregarmene e andare avanti per la mia strada, forte di ciò che è GIUSTO.
Non ho intenzione di avviare una discussione dicendo a mia madre che il mio lavoro è più importante del suo parrucchiere… so che la risposta sarebbe “ma la figlia è tua”. Quindi, arrivo al punto in cui semplicemente me ne frego e faccio quanto ritengo corretto fare.
Eppure, il Generale sa fare bene il suo mestiere e non sbaglia un colpo… sono in ufficio sì, ma mi sento una caccola.

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