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Ieri sono riuscita per la prima volta a contenere l’attacco di panico.
Durante la notte ho sognato mia figlia, che è al mare, lontana, con il padre e famiglia. E le è venuta la VARICELLA!!!
Me la sono sognata con tutte le bollicine sul collo, e aveva un visetto così triste… Mi sono svegliata e l’attacco di panico era pronto.
Ho scelto, contrariamente alla mia abitudine di rinchiudermi a guscio in questi casi, di aprirmi con il mio compagno.
E sì, mi vergogno a dirgli che sto per avere un attacco di panico solo perchè ho fatto un brutto sogno…. ma ho scelto di dirglielo ugualmente.
Gli ho detto che sentivo il bisogno di uscire di casa, per “prendere aria”, gli ho detto che sarei andata al supermercato a far spesa, che anche se non mi occorre nulla, qualcosa da comprare c’è sempre… e per me il supermercato è terapeutico.
Si è offerto di accompagnarmi, e qui ho fatto la seconda cosa diversa dal solito: gli ho detto di sì.
Ho dato un paio di martellate al mio guscio di autodifesa, per lasciare entrare il mio compagno.
Più tardi, dopo il supermercato, mi sono messa a cucinare e fin qua tutto bene (anche cucinare fa parte del mio sistema di autodifesa)
Ho telefonato ad un paio di amiche.
Ho bevuto un po’ ma non ho esagerato (altra differenza rispetto al solito).
Fatto riposino pomeridiano, mi sono tuffata in piscina e ho tirato grandi bracciate per sfinirmi (lo sforzo fisico è un toccasana!).
Sono andata a coccolare la mia bisnonna in casa di riposo.
Non ho bevuto birra fino allo sfinimento, ma mi sono contenuta.
Ho abbracciato forte il mio compagno ogni volta che ne sentivo la necessità.

Per questa volta, l’ho arginata. Vedremo se alla prossima crisi, saprò essere altrettanto brava!

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