Il mio capo ha una abitudine che definirei piacevole: ad agosto, quando va in ferie, mi molla dei lavori assurdi.
Come programmatore da decenni, ho l’abitudine a voler utilizzare sempre linguaggi e componenti che già conosco, piegandoli ai miei scopi.
Il mio capo, in agosto, no.
Vuole che io faccia questi nuovi lavori utilizzando le ultime tecnologie a disposizione, in modo da sfruttare il periodo di poco lavoro (tipico, in agosto) per rimanere aggiornata su nuovi linguaggi e componenti, dei quali ovviamente ignoro l’esistenza.
Il mio capo parte per le ferie, ogni anno, e quest’anno mi ha lasciato in eredità Ajax, Jquery, Jgrid, Json.
OH! Json a chi?? No dico, offendiamo????
Ed ha così inizio la mia avventura lavorativa, barcamenandomi tra forum online (Santissimo Web), ovviamente in inglese (e sia, un ripasso fa sempre bene!).
Il mio capo lo sa, che se mi desse da fare questi lavori quando lui è in ufficio, gli frantumerei le scatole (“questo come si usa? e questo come funziona? Oh Json lo vai a dire a qualcun altro!” … e così via), pertanto se ne va in ferie e mi lascia da sola, affranta, davanti ad un pc e all’ignoto.
Utilizzo, ogni anno, la tecnica che usavo all’università: sparo a caso, le provo tutte. Prima o poi, qualcuna funziona. E quando funziona, inizio a studiarla scindendola nei più minimi particolari per capirne il funzionamento.
E’ il momento dell’illuminazione, quando i tasselli vanno a posto, quando tutto acquisisce un senso: è per questo istante, che amo così tanto il mio lavoro!
Ma torniamo al caos da cui tutto ha inizio.
Ogni programmatore, in vita sua, ha utilizzato almeno una volta (se non cento, mille!) il tanto amato/odiato “Hello World!”, e sa cosa intendo.
Per i non addetti: “Hello World!” è la prima cosa che ti insegnano a fare. Scrivere un programma il quale, eseguito, faccia sì che il pc ti risponda con “Hello World!”
Poi ci si stupisce se il programmatore parla con il proprio pc.
Il mio, ad esempio, lo considero un collega di lavoro. Gli parlo ogni istante. Ecchè, non si parla forse alle piante? Ecco, io parlo al pc. Gli faccio pure i complimenti, quando se li merita. Non lo picchio solo perchè se gli faccio male poi mi tocca pagare!
Fatte tutte queste dovute premesse, ora provate ad immaginarvi una scena.
Ho un collega nuovo, in ufficio, che mi conosce appena. E’ un tipo silenzioso, tranquillo, quasi non si nota che c’è.
Siamo io e lui soli, il resto dell’ufficio è in ferie.
Penso cominci a sorvolare sul mio parlare al pc, del resto lo faccio sottovoce, mi si sente poco.
In questa ultima settimana, però, ho iniziato il mio “lavoro estivo”.
“Hello world!”, a me!
Dopo un giorno di lavoro infruttuoso, mi sono stufata di “Hello World!” e provo a far scrivere al pc altre simpatiche frasi, tanto per cambiare, che magari è proprio “Hello World!” che porta sfortuna, visto che non ho ancora trovato alcunchè di valido nel lavoro che sto facendo. Provo con “Paperino”, “Pippo”, “Pluto”, e tutta Topolinia e Paperopoli al completo. Nulla.
Ieri, stremata da tre (3!) giornate di lavoro infruttuose, ho deciso di far scrivere al pc “CACCA”… si sa che a pestarla porta fortuna, vedi mai che funzioni!
E tornate ad immaginarvi il mio collega, quello tutto silenzioso e tranquillo, che ad un certo punto della mattinata vede una pazza balzare sulla scrivania a braccia al cielo, meglio di Diamanti al rigore contro l’Inghilterra, urlando “CACCA!! SI”’!!!! TANTA, TANTISSIMA CACCAAAAAAA!!!!!!”
E’ l’illuminazione, è lei, la riconosco al volo, esulto, bacio il pc, saltello continuando ad urlare CACCA dopodichè mi risiedo stremata alla mia postazione, soddisfatta come dopo un orgasmo, tronfia come Balotelli dopo il gol contro la Germania.
Adoro il mio lavoro.
Programmatore di…. cacca!

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