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Scrivo un piccolo post perchè ci sono piccole cose, che mi riempiono di commozione. Le voglio condividere, e raccontarvi un aneddoto tra i tanti, che riguarda i miei “suoceri” (intesi come genitori del compagno).
Sono due persone anziane, nella vita hanno lavorato come bestie, passando da lavori nei campi, alle stalle, muratore, donna delle pulizie, custode e così via… quello che si dice “spalare la mer*a”, ma non per modo di dire, inteso come lavoro vero e proprio.
Hanno traslocato miliardi di volte, perchè seguivano il lavoro e dove c’era da andare si andava, non è che potevano fare tanto gli schizzinosi: se c’è da dar da mangiare a due figli, si va e basta.
Da una decina di anni sono in pensione, e hanno acquistato insieme ai figli la “casa dei sogni”, una bella tenuta indipendente, con tre appartamenti separati, tanto spazio e tanti fiori che curano con attenzione ed amore.
Non hanno tanti amici, i continui spostamenti di lavoro non hanno loro consentito di mettere radici. Ed i parenti sono lontani, in altre città, si incontrano ma non troppo spesso.
Sono soli, insomma, loro due. Sempre insieme da mattina e sera, a borbottarsi addosso, a prendersi scherzosamente in giro, a chiacchierare di qualsiasi cosa. E che chiacchieroni! Se avete la (s)fortuna di imbattervi in loro, non vi fanno scappare via prima di avervi riempito di parole e della loro migliore ospitalità.
La settimana scorsa, mia suocera ha subito un intervento, nulla di grave ma sempre un minimo preoccupante vista l’età. E’ dovuta rimanere in ospedale per una notte, ha proibito al marito di farle assistenza notturna perchè “ci sono le infermiere che son tanto gentili, e te che sei così vecchio non puoi mica passare la notte seduto su una poltrona, che già sei insopportabile così figurati se dormi anche poco. vai, vai a casa, che ci vediamo domani” 😉
Alla sera sono andata a trovare mio suocero, l’ho trovato seduto in giardino con la sua seggiolina, a guardare il cielo, e sospirare, e riguardare il cielo. L’ho invitato per la cena, visto che era solo, mi ha detto che no, non aveva fame.
Al mattino dopo, l’ospedale apriva le visite alle 8. Alle 7.15 ha iniziato a chiamare a gran voce il mio compagno, che spostasse la macchina, che lui doveva andare via e non aveva mica tempo da perdere!!
L’ho visto rinato alla sera, quando sono tornati a casa, lui e sua moglie, seduti a tavola a borbottare e punzecchiarsi come sempre.
Se questo non è amore.

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