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Mi sono scelta un uomo che su parecchi punti di vista, è simile a mia madre (il Generale).
E’ un uomo molto rigido, concede poco, pronto a criticare e poco incline ai complimenti.
Penso che nella mia scelta, ci sia una forma di rivalsa che non potendo prendere dal Generale, cerco altrove. Con lui non sono la figlia, non ho obblighi di riconoscenza, siamo sullo stesso livello, posso confrontarmi. E ne ottengo soddisfazioni immense, quando ricevo un complimento inaspettato, quando trovo complicità e conferme, quando ho un appoggio.
Mi rendo conto che tutto questo lo sto ottenendo ora, perchè all’inizio della nostra storia i ruoli erano esattamente da figlia del Generale. Lo subivo esattamente come subivo mia madre, perchè sono sempre stata abituata a comportarmi così, eseguire gli ordini, non aspettarmi riconoscimenti…..
Anni di psicologa perlomeno i risultati si vedono… ieri ho fatto una cavolata che mi è costata 80 euro (sigh) e nella mia mente era già scattata l’autodifesa (non gli dico nulla- gli racconto una bugia- insabbio la cosa ecc….). Poi ci ho riflettuto e ho deciso che no, sono adulta, lui è il mio compagno, non ha senso comportarmi da figlia del Generale… così gli ho raccontato l’accaduto, l’ho reso partecipe, ho chiesto consiglio.
E indovinate un po’? Nessun Generale, solo il mio compagno che mi ha appoggiato, consigliato, confortato.
Lo so che a molti sembrerà banale, ma il sollievo che provo io nel cuore quando capitano cose come questa, solo le figlie di Generali lo possono capire.
L’importante è crescere…. la fortuna è poterlo fare insieme a qualcuno che merita.

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