Tag

, , ,

Un sogno di quelli forti forti.
Mi incontravo con *ex marito* per cercare di trovare un accordo in merito alla separazione. Arrivano due tizi, palesemente malintenzionati, e mentre cerchiamo di allontanarci io grido “aiuto!” e uno di questi spara in testa ad *ex marito*, che cade a terra mentre lo prendo ed inizio a piangere fortissimo ed urlare sempre più forte.
Telefono al pronto soccorso per chiedere urgentissima ambulanza, che mi chiede l’indirizzo, ma io non riesco a darglielo perchè sono disorientata, non sono nella mia città, non riconosco la zona. Fornisco più riferimenti possibili (un negozio, un’insegna pubblicitaria ecc) e rimango in attesa. Passano interminabili minuti, dell’ambulanza nessun segno, *ex marito* perde conoscenza tra le mie braccia, ritelefono per l’ambulanza, mi rispondono che non ce ne sono disponibili, che tanto non serve che vengano perchè per le ferite da arma da fuoco non possono farci niente.
Decido di prendermi *ex marito* in spalla e cercare da sola l’ospedale, ma non conosco la città, prendo una metro a caso, scendo a caso, chiedo indicazioni e mi dicono che l’ospedale è vicino ma che per arrivarci avremmo dovuto attraversare un quartiere malfamato, nonchè un torrente di mezzo metro o poco più di altezza. non mi arrendo, mi faccio accompagnare da una ragazza armata che ci fa attraversare il quartiere malfamato (deserto, inquietante) e arriviamo con successo a ridosso del torrente. Che però è un bel fiume, ha piovuto tanto, è impetuoso. Verifico la presenza di possibili punti di passaggio, c’è un ponticello pericolante, ma mentre lo sto prendendo in considerazione il ponticello crolla.
Il tempo passa, l’ospedale non si vede, non so come fare a passare il fiume.
Nel mentre, *ex marito* si ripiglia e verifico che non è ferito gravemente, lo sparo gli ha “grattato” la testa e è rimasto solo un brutto graffio.
Mi sveglio.
Ora, io non so quali miliardi di significati possa avere questo sogno. So che ho pianto veramente tanto, al risveglio avevo il cuscino fradicio.
L’ansia che avevo per la possibile morte di *ex marito* non era collegata a sentimenti particolari nei suoi confronti, piuttosto al fatto che una persona che conosco bene mi stesse morendo fra le braccia senza che potessi fare nulla per aiutarla… credo che chiunque fosse stato al suo posto, avrei avuto la stessa identica ansia.
Il fatto di “non poterlo aiutare” penso sia collegato al fatto che lui sta distruggendo la propria vita e di certo io non ci posso fare niente (e francamente, me ne infischio!) se non chiamare aiuto.
Mi incuriosisce il torrente: per raggiungere la salvezza avremmo dovuto attraversarlo, ma il ponte crolla, ed il torrente si rivela molto più impetuoso del previsto. Penso si commenti da solo questo particolare!!
Infine, il fatto che non si fosse ferito gravemente ma avesse solo un graffio, penso sia collegato alla sua abitudine di ingigantire qualsiasi cosa, in ogni occasione.
Ed è tutto, anche per questa puntata di “sogni assurdi” (della saga “mangiare più leggero per cena”).

Annunci