Ripubblico, ripescando da qualche millennio fa (2009, per la precisione. Another life)

un tempo ho amato. potete biasimarmi?
mi credevo già grande ed ero poco più che bambina, giovane donna inesperta dell’amore, anelito di vita, brama di sensazioni.
ho amato e forse lo stavo cercando, travolgente, appassionato, dirompente, tutto avvolge e tutto ricrea, e tutto annienta, e tutto unisce.
ho amato di un amore che non conosce confine, un amore che è respiro, che stringe il cuore, sofferenza fisica dell’urgenza di contatto, di profumo, di non esserci più.
vivere ad ogni istante di vicinanza, vivere di ogni sguardo, vivere delle mani, dei brividi, dell’abbraccio, del contatto rubato, di un odore che non ti lascia il cervello, del sole che vive dentro, della potenza disarmante e distruttiva dell’istante per sè stesso, attimo dopo attimo, bruciante respiro spezzato.
ho amato per l’infinito, nell’amore che tutto consuma, nell’amplesso che svuota dall’interno, unica congiunzione di anime perse, la mente non ha più confine, il suono non esiste, rimane solo sguardo, profumo, contatto, pelle che brucia, testa che vola, voglia di gridare e di restare in silenzio, necessità di piangere, desiderio di ridere.
rientrare nel proprio corpo e riconoscerlo nuovamente, nuovo corpo, nuova mente, nel rinnovo quotidiano dello scambiarsi di anima, nel crearsi assieme per fondersi in uno e riscoprirsi nuovi ed antichi, ritrovare più forte e sempre più intenso, anche quando sembra aver raggiunto la cima, ancora c’è strada, ancora c’è vita, ed è da scoprire ed inventare e creare, assieme, ogni giorno, ogni singolo istante, come coppia di individualità che fonde in uno e procrea.
ho amato, ho amato tanto, l’amore non è mai troppo.
potete biasimarmi?

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