Quattro anni fa, ero stata ad una manifestazione della zona denominata “fattorie aperte”. Ero andata la domenica mattina, con mio padre e mia figlia, dopodichè avevo passato il resto della giornata a piangere. Mi ero rifiutata di tornare al pomeriggio, ed avevo mandato i miei genitori con mia figlia. Ero andata con un’amica in centro, mi era venuto un attacco di panico, ero dovuta tornare a casa, ripigliarmi, dopodichè avevo raggiunto i miei genitori e mia figlia alla manifestazione. Una giornata da incubo a dir poco…. Tutto questo era accaduto perchè al mattino, alla manifestazione, vedevo solo coppie con figli, mi sentivo la mosca bianca, la mamma single con figlia, mi sentivo addosso gli occhi di tutti. Avevo perso il mio ruolo nella società, mi era stato strappato via brutalmente, non riuscivo ad adeguarmi alla mia nuova situazione.
Ieri sono tornata alla stessa manifestazione. C’erano anche i miei genitori ed M, il mio compagno. Ma non li ho praticamente visti, perchè ho trascorso il pomeriggio a rincorrere mia figlia tra i vari giochi, ad occuparmi di lei, a godermi ogni secondo in sua compagnia. La festa della mamma più bella che io ricordi!
E ripensavo a quattro anni prima, a come stavo.
Al fatto che la società ti impone dei ruoli e viene così spontaneo adagiarcisi sopra. Forse la differenza maggiore è che allora ero l’unica mamma-single di mia conoscenza, mentre oggi (purtroppo) vedo che di mamme-single ce n’è fin troppe, ognuna con la propria storia, chi più chi meno complessa, la realtà è che le stesse “coppie con figli” che vedo in giro, viene sempre il dubbio se siano o meno mamma-papà o extended family come la mia attuale.
Ma penso che la differenza maggiore in assoluto, rispetto a quattro anni fa, sia la consapevolezza che ho di me stessa. Perchè non ho più bisogno di un ruolo, per sentirmi bene al mondo. Non mi serve un’identità data da identità altrui, non mi occorre avere identità sociale per essere me stessa.
Posso essere impiegata, madre, donna, amante, figlia, amica, ed essere sempre e comunque IO, perchè io sono tutte queste cose e peraltro, mi riescono tutte parecchio bene ultimamente.
Verrebbe voglia di tornare indietro, ad abbracciare quella povera ragazza in piena crisi di panico, abbracciarla forte e dirle “passerà. passerà!” e mostrarle un pizzico della vita di oggi, per conferma.
Perchè il futuro ce l’abbiamo tutti a portata di mano, ma saper chiudere il pugno e prenderne possesso, è un privilegio che forse solo chi ha perduto riesce a riconoscere appieno quando ce la fa.

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