Oggi ho avuto l’ennesima conferma della mia stupidità.
Al lavoro, negli ultimi mesi, mi hanno sbolognato tutto. Nel senso che prima se ne occupava il responsabile, mi smistava il lavoro, mi gestiva le scadenze eccetera… da agosto in avanti, il responsabile è esclusivamente dedicato ad un lavoro molto importante, perciò il succo del discorso è stato “arrangiati”.
Ora, ammetto di cavarmela abbastanza bene sul lavoro, so risolvere i problemi, so gestire i clienti… è la burocrazia che mi intoppa. Pertanto ieri, all’ennesimo incrocio di troppi lavori contemporaneamente, ho combinato le ennesime caz…te (l’ultima, dieci giorni fa).
E vado in palla, non capisco più niente, e ho sbagliato questo, e ho sbagliato quest’altro, e sono una cogliona, e non capisco niente, e non sono in grado di prendermi delle responsabilità, e con che coraggio parlo di aumento di stipendio, che qua mi merito il minimo sindacale, non valgo un caz…
E così via.
Questa mattina vengo in ufficio, pronta alla sfuriata del capo. E scopro (cioè, non che ci fosse niente da scoprire, diciamo che lui mi informa) che il primo problema, non era a causa mia, non sono io che devo gestire gli ordini, chi doveva farlo non l’ha fatto e ha pure cercato di incolpare me. Secondo problema, l’agente ha venduto pero per pomo, mi ha incaricato di fare pero, io ho fatto pero, ma il cliente voleva pomo e l’agente cercava di incolpare me. Terzo problema: sì sono stata un po’ cogliona, ma in buona fede, per risolvere un problema ne ho causato un altro che ho comunque risolto subito, e l’ansia del cliente era perchè non rispondevo alle mail, ma le mail non funzionavano perchè il server era in tilt (ergo, non è causa mia neppure di questo).
La morale della favoladi questa mattina è: quando caz.. imparerò a non fare miei i problemi del mondo intero? Quando imparerò a dare le colpe a chi di dovere, invece di prendermele come mie? E soprattutto, perchè continuo a sentire che è tutto colpa mia, finirò di incolparmi anche del surriscaldamento globale (sì che è colpa mia, che non mi decido a venire al lavoro in bicicletta e continuo ad inquinare con la macchina! 😉 )
La mia insicurezza, coltivata con cura fin dai tempi della prima adolescenza, è un mostro che abita dentro di me e che mi divora. Sono migliorata, sono forte, ma al primo accenno di instabilità eccolo che spalanca le fauci per divorarmi il più possibile. E ci sto male, non ci dormo la notte, hai voglia a prendere le pastiglie per il cuore, ho la tachicardia a mille, la nausea, vado in tilt.
Devo veramente combattere questa mia insicurezza. Legittimarmi, lo avevo già scritto, quelli che sono i miei successi e le mie capacità. Legittimarmi anche di poter commettere errori, sono umana.
E soprattutto, imparare a mandare a dare via il c*lo alle (tante!) persone meschine che scaricano i loro errori su di me cercando di farli passare per miei. E ci riescono benissimo, sono la cavia ideale!
La mia umiltà, in questo mondo, non è un pregio. Sono troppo umile, è ora di darci un taglio ed investire un po’ di più sull’arroganza.
Se penso che quello stron*o saccente del mio collega guadagna quasi il doppio (il doppio!!!) di me per fare un lavoro meno impegnativo del mio…. ecco, dovrei pensare a questa cosa ogni giorno, ogni santissimo giorno, e l’arroganza dovrebbe venirmi naturale dopo un po’ di esercizio di questo genere.
Ne ho le palle piene di fare l’agnello, voglio diventare un po’ lupo.

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