Conosco un paio di coppie. Forse tre.
Situazioni complicate, separazioni alle spalle, figli, lavoro, un mare di problemi in generale.
Si amano, si amano tantissimo, eppure continuano a ferirsi. E poi si lasciano. E poi si riprendono. E via così, un’altalena di emozioni e di sofferenze che è impressionante.
Io giuro, non riesco a capire. Non capisco. A me se una cosa fa soffrire, la scanso. Soffrirò come un cane, ma mai quanto il continuare a soffrire volontariamente… nell’attesa che lui/lei cambi, che lui/lei mi dia ciò che desidero, che lui/lei mi ami quanto io la/lo amo…….. non riesco a capirlo.
Mi rispondono che quando sei infinitamente innamorato di una persona, sei disposto a qualsiasi cosa pur di averla vicino….
Si vede che io non ho mai amato abbastanza, perchè pagare il prezzo di stare male, vomitare, notti insonni, cuore a pezzi, ogni santissimo giorno per degli anni (anni!), io non sono mai stata disposta a pagarlo.
Avrei potuto far finta di niente con *ex marito*, fingere di non vedere l’altra, e portare avanti il nostro matrimonio. Perchè che lo amavo, questo è fuori di ogni dubbio. Eppure dopo mesi (due mesi. no ANNI) di tolleranza, sono scoppiata e l’ho messo spalle al muro. O me o lei. LEI. Allora via, fuori. Mi fai troppo male, non posso stare qua ad aspettare che tu ti stanchi di lei e che ti rinnamori di me… Ecco, io non ci riesco.
Che cosa porta le persone a voler volontariamente soffrire in questo modo “per amore”? Ok, la risposta è “per amore”. E’ questa la risposta giusta?
O forse il non voler ammettere l’ennesima sconfitta, il non voler aprire gli occhi per accorgersi di avere – di nuovo! – sbagliato persona? Si arriva ad una certa età e si lotta perchè si dà più valore al rapporto, perchè si è più maturi e si cerca di salvare il salvabile?
Non capisco, giuro. A me in certi casi, pare solo un accanimento terapeutico. E con adeguati presupposti, sostengo che sia meglio, molto meglio l’eutanasia…

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