Già eravamo partiti male di suo. Che già sapete.
Ieri il fratellino di mia figlia si è ammalato, pertanto mia figlia è rimasta con me per queste feste, invece di andare con il padre… e questo per me nonostante tutto è bene, pur sapendo benissimo che lei si sarebbe annoiata a morte con me, visti i presupposti delle feste.
La giornata odierna è stata una giornata “vecchia”. Troppi vecchi, troppa malattia, troppa sofferenza in generale, non solo per chi soffre fisicamente ma anche per chi soffre nel cuore (i miei suoceri, causa mia cognata).
E’ stato un Natale se volete “normale”, pranzone, parenti a tutto tondo, mangiare, bere, chiacchiere.
Però.C’era mio nonno nell’altra stanza, immobilizzato a letto. Che quando gli abbiamo detto “ci siamo proprio tutti, a festeggiare il Natale con te”, lui ha sorriso per quanto poteva e a cenni ha detto chiaramente “non ci siamo tutti. manco io”
E già questa, bastava.
C’era la mia superbisnonna, che mangia come un lupo e la salute se la conservi sempre così. Che ogni tanto chiedeva “dove siamo?” e ogni tanto “quando torno a casa?”. Che è un anno preciso che è in ricovero. E lo sappiamo. E quanto le voglio bene, lo so solo io. E lei, perchè glielo ripeto ogni singolo secondo e ogni millesimo abbraccio e bacio che le dò perchè ogni secondo vicino a lei è un regalo del Signore, e per fortuna ho la consapevolezza di capirlo e di godermelo quanto più posso.
E c’era mia mamma con la parrucca in testa, e c’era la badante che segue mio nonno, e la puzza di medicine e di vecchio che arrivava dalla stanza a fianco dove mio nonno ha passato il tempo a dormire. E c’era l’alone di quella stronza di mia cognata, e non ci mancava proprio nulla.
C’era la mia bimba magnifica che si annoiava ma non si lamentava, che comunque cercava attenzioni che non le sono state negate anzi, era la regina della “festa”.
E c’è stato M, dall’inizio alla fine, fino ad accompagnare la mia bisnonna all’ospizio, 45 minuti di macchina tra curve e pioggia con una 99 enne seduta davanti di fianco a lui, e non ha battuto ciglio, anzi lo fa volentieri, perchè lui è così, tutto cuore.
Che devo aggiungere di questo Natale.
Penso che il tutto si possa racchiudere in una frase di mia figlia, quando le ho detto di scattare una foto alla tavolata, per ricordo di questo Natale.
E lei, pulita e splendida, che ridendo mi ha detto “mamma, ma che fotografo a fare? Sono tutti ammalati, altro che ricordo, questo Natale meglio che ce lo dimentichiamo!”

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