C’era una volta, tantissimi anni fa, un commercialista alle prime armi che prestava volontariato presso un’associazione. C’era anche una giovane inesperta che doveva fare il 730 per la prima volta nella sua vita. La giovane ragazza conobbe il commercialista in quell’occasione, e trascorse il tempo pensando “ammazza ma quanto è sexy questo” (la giovane ragazza non era poetica, di fronte a cotal pezzo di maschio).Essendo attratta dalle qualità del giovane commercialista (lavorative, *ovviamente*), la ragazza continuò a recarsi da lui per tutti gli anni a venire, seguendolo durante l’apertura dell’attività in proprio e rifacendosi volentieri gli occhi quelle due-tre volte all’anno in cui era *costretta* a recarsi da lui (per questioni rigorosamente lavorative).
All’inizio di questa relazione (di affari, sottolineo nuovamente) la ragazza era fidanzata e schifosamente innamorata (di un coglione, ma questo lo scoprirà molti anni dopo). Inoltre, muoveva i primi passi nel mondo del lavoro e le avevano insegnato che nei rapporti (lavorativi) è preferibile “darsi del lei”. Pertanto, nel corso di tutti quegli anni, continuò a “darsi del lei” con il commercialista.
Buongiorno, dottore. Buongiorno a lei, ingegnere.
E così via.
Passarono tanti anni, la ragazza si fece donna, il commercialista si fece sempre più pezzo d’uomo. Un giorno, di ritorno da un incontro (di lavoro), la donna disse al marito: “non ti tradirei mai, ma se proprio proprio dovessi farlo, lo farei con il commercialista!”
La donna in seguito venne scaricata dal marito (non a causa della precedente affermazione), e si recò dal commercialista per sapere come comportarsi di fronte alla nuova vita che la attendeva (assegni di mantenimento, affitto della casa…).
Il commercialista, nel corso di quell’incontro, ci tenne a specificare che anche lui si era da poco lasciato con la fidanzata “storica” e che era dunque single. Molto single.
La donna, che come ho scritto nel titolo venne soprannominata anche “fessa” (e come tale a lei mi riferirò da qui in avanti), continuò a “darsi del lei” con il commercialista, fatto salvo che ogni volta che doveva recarsi ad un incontro (di lavoro) con lui, aumentava la scollatura delle magliette e rifiniva con più cura il trucco.
Poco tempo dopo questo primo episodio, lo incrociò per strada dietro casa sua.
“Oh buongiorno dottore, abita qui vicino?”
“Sì! Ha visto, abito proprio dietro casa sua!” (ovviamente il commercialista consoceva l’abitazione della fessa, tenendole la contabilità)
La fessa, con una fessitudine senza pari, scambiò due parole di cortesia e proseguì la sua strada, assaporando mentalmente la sexytudine del commercialista.
Nell’incontro (di lavoro) successivo, il commercialista la salutò dicendole: “sono quasi tutte le sere a fare l’aperitivo al bar X” (il bar che si trova esattamente fra le case della fessa e del sexy)
“Se una sera passa, le offro volentieri da bere!”
La FESSA (e qui il maiuscolo inizia a diventare d’obbligo) non si recò mai a fare l’aperitivo in quel bar.
Poi capitò per caso, una sera altre mamme la invitarono ad un aperitivo in quel bar. La FESSA non ricordava nemmeno più le parole del sexy uomo, si recò beatamente all’aperitivo senza neppure rifarsi il trucco (o aumentare la scollatura della maglietta).
E lì si ritrovò davanti il commercialista, sexy in modo assurdo, che la salutò con un “CIAO!” e subito abbandonò la propria compagnia per chiacchierare con la FESSA.
E qui vorrei aumentare il carattere della parola FESSA: dopo qualche frase di circostanza, la FESSA tornò al tavolo con le altre mamme, bisbigliando alle sue amiche quanto fosse sexy il suo commercialista, e che piacere averlo incontrato quella sera. Poi trascorse il resto della serata a guardarlo di sottecchi, ad analizzare (come se non lo avesse già fatto altre milioni di volte in passato!) la sexytudine del suo sorriso, la voce da brividi notturni (e non per febbre), quello sguardo magnetico, le spalle incredibilmente larghe, il fisico asciutto, il c… sorriso (l’ho già detto?), e così via.
Da quella sera (recentissima), l’unica cosa che è cambiata è che non si danno più “del lei”.
Poi la FESSA, dovendo andare a ritirare da lui la scadenza delle tasse, non riuscì a trovare un cavolo di minuto libero e incaricò il proprio padre di andare a ritirare i documenti per lei.
Ora, capite perchè non mi basta un carattere sufficientemente grande per affermare che la FESSA è tale e tale rimarrà per sempre?
Nei buoni propositi per il 2014, minimo minimo dovrebbe mettere un aperitivo in quel bar… senza amiche intorno.
E con una scollatura molto, molto generosa!

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