Anni fa, quando ero ancora una sposina felice, alternavo periodi di umore altissimo a periodi di umore a terra.
Ho iniziato questo alternare umorale subito dopo la laurea, quando ho dovuto iniziare la “vita vera”, assumermi responsabilità, dover rispondere ad altri del mio tempo, eccetera eccetera.
Mi rendo conto che non ho mai smesso questo continuo altalenare. Spesso in passato scrivevo “mi annoio”, ora mi rendo conto che non è così: non mi annoio. Non è una questione di annoiarsi.
Io non sono assolutamente in grado di rilassarmi. Quando sono in un periodo rilassato, disteso, sereno, senza preoccupazioni, ecco che vado in down, ecco che “mi annoio”, ecco che non mi va più bene niente, che cerco il litigio con il compagno, qualsiasi cosa per movimentare e rovinare la stabilità raggiunta.
Ho avuto questa illuminazione, questa presa di coscienza, in una delle famose fasi di presonno in cui perdo i post… per fortuna, questo non l’ho perso, perchè penso che sia molto importante per me arrivare a capire il motivo, la causa scatenante di questa onda ciclica che attraversa la mia vita. Su. Giù.
Di sicuro, io quando sono a terra do il massimo. Faccio di tutto per risalire, e risalgo, e vado al massimo, e non mi abbatto mai per niente, sono sempre inguaribile ottimista. Per questo poi torno su.
Ma nel frattempo, macino e trituro ciò che trovo sul mio cammino. E questo lo faccio perchè non sono capace di accontentarmi, di fermarmi, di godermi il successo, di assaporare il momento.
I motivi possono essere differenti…
Forse penso di non meritarmi la tranquillità?
Forse penso che la serenità raggiunta, non sia sufficiente, pertanto cerco di più?
Forse sono così abituata a correre, che fermarmi mi mette ansia?
Eccola, l’ansia, altro punto cruciale di questo discorso. Anche lei, la mia amica ansia, è iniziata dopo la fine dell’università. E non è una coincidenza, il punto di svolta sta proprio lì.
L’ansia arriva dopo un grande evento, dopo un gran movimento. Perchè quando sono in down, smuovo talmente tanto che parto alla grande, organizzo, faccio e disfaccio, mi impegno al massimo in qualcosa e la ottengo.
E zac, ansia.
Perchè dopo aver ottenuto ciò che rincorro da un po’, quando so di aver dato il massimo e aver ricevuto il giusto tornaconto, eccola: l’ansia.
So che in quello che ho scritto oggi non c’è un filo logico apparente, ma io so che c’è, così come so che in queste mie parole c’è la chiave che devo trovare per venirne fuori.
La mia mission per superare questo periodo down, voglio che sia questa: trovare questa chiave, aprire la porta della felicità, e correre fuori a godermela appieno, finalmente, per sempre.

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