Capita che la fessa decida di fare l’aperitivo proprio là, nel bar dove sa che c’è il sexy.
Che ovviamente, si presenta puntuale.
La fessa lo saluta, ride scherza, questa volta ci mette una punta civettuola, non vuole passare sempre per fessa.
Il sexy sta al gioco alla grande, anzi le fornisce le coordinate geografiche di casa sua: “ecco vedi, abito proprio lì, girato l’angolo, di fronte alla tabaccheria, scendi la discesa e arrivi dritta a casa mia”. La fessa ringrazia e saluta con la frase che più castra uno spasimante: “devo scappare a casa a preparare da mangiare per mia figlia”.
E via, dileguossi.
La fessa arriva a casa trafelata, lo sa che è in ritardo, che ci sono una figlia ed un compagno a casa ad attenderla. Apre la porta e trova la figlia che sta già cenando, ed il compagno ancora ai fornelli che sta preparando la cena anche per loro.
E allora tutto sommato, tanto fessa ‘sta fessa non è.
Guarda quell’omone grande e grosso che non ha nulla da darle, non è sexy, non è bello, non è magro, non ha soldi, non ha cultura, non ha una casa.
Ma un cuore grosso così. E tutto solo per lei. Un cuore a dismisura.
E si sente un po’ meno fessa, anzi molto, molto fortunata.

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