Avevo scritto un intero post sulle chiavi, qua: https://vivodasola.wordpress.com/2012/09/10/porte-e-chiavi/.
Adesso voglio dedicarmi alle sole porte, perchè ci sono porte di cui ho già trovato la chiave giusta, ma dopo averle aperte, le ho richiuse immediatamente. Sono porte a matrioska, ne apro una e vedo una verità, ma vedo anche che c’è una porta più piccola lì dentro, e devo aprire anche quella. E dietro trovo un’altra verità, ed un’altra porta, ancora più piccola.
Quando intraprendo questo percorso, non arrivo mai fino in fondo. C’è sempre una porta più piccola che mi aspetta, e non ho ancora trovato il coraggio di aprirla.
Poi scatta la domanda, qualcuno mi chiede “ma perchè bevi così tanto?” e via, mi viene voglia di ripartire, di aprire quelle dannate porte, perchè questa domanda me la faccio anche io e me la faccio da parecchio, e ancora non mi sono risposta.
La prima porta mi dà la prima risposta “perchè sono un’alcolizzata” e zac, la richiudo, ho risposto.
Ma lo so che non è la risposta giusta: per quanto io possa avere il vizio, e ce l’ho da tanti anni, so bene che è un vizio controllato e non alcolismo. “Lo faccio quando voglio” e “smetto quando voglio”, che so bene che a dire così son capaci tutti, ma nel mio caso è la verità e potete credermi sulla parola, se così non fosse non scherzerei definendomi “una alcolizzata”.
Se vado avanti e cerco di varcare anche la seconda porta, quella più piccola, trovo un elenco lunghissimo di risposte, bevo perchè mi rilasso, perchè mi premio per la mia giornata, perchè passo la giornata a fare la brava, sono brava sul lavoro, brava mamma, brava compagna, brava in cucina… e finisce che mi bevo quel bicchiere in più che annebbia appena la mente e mi sento bene, e dormo come un sasso senza sogni o preoccupazioni.
La mia seconda porta è stata etichettata come un “così dici solo come bevi, non il perchè lo fai”. E penso sia corretto, la mia seconda porta sa tanto di giustificazioni, troppo semplice.
Venerdì scorso ho avuto una giornata infernale, di quelle da ansia a mille, a correre da una parte all’altra della città a risolvere questioni, una pallina da ping-pong impazzita. E pensavo: e poi mi si chiede perchè bevo?! Con una vita del genere, bevo perchè è l’unico modo di frenare la mia ansia!!!
Ed ecco la terza porta, che non dà risposta soddisfacente ma apre una porticina che inizia a farsi interessante. Perchè qui la domanda non è più “perchè bevo?”, la domanda si trasforma in “perchè ho l’ansia?”. Che bevo perchè mi piace, ma bevo soprattutto perchè mi aiuta a placare l’ansia. Quindi, allunghiamo la mano ed andiamo verso quella porticina.
Io penso di sapere un “quando”, che è già buon inizio. L’ansia è iniziata quando ho iniziato a prendere consapevolezza delle responsabilità. Quando la vita ha smesso di essere un gioco, ed ho dovuto iniziare a rimboccarmi le maniche. Sono sicura che è iniziata lì, e c’è un’altra porticina, che mi dice “perchè ti sentivi inadeguata, incapace, non eri certa di potercela fare, anzi eri sicura di deludere le aspettative”
E TAC. Altra porta, altra domanda, sempre più in profondità: “e perchè avevi questo terrore di non essere in grado?”
E qua iniziamo ad avvicinarci alla porticina che non ho ancora aperto.
Perchè io lo so, dove devo andare a cercare. Devo oltrepassare i 16 anni, quelli di quando ho iniziato a bere.
Perchè la risposta alla domanda iniziale “perchè bevi?” non la trovo neanche in quell’età.
E probabilmente devo oltrepassare anche le scuole medie, non è neanche lì la risposta, lì c’era già il tarlo.
E’ nelle scuole elementari, la risposta. Quando ho iniziato le medie, avevo già le prime crepe.
Ma lì c’è una porticina, forse l’ultima, so che dietro ci sono risposte a questo mio costante senso di inadeguatezza, al perenne bisogno di conferme, alla mia ansia, al mio bere.
C’è una famiglia splendida ma con una madre troppo “generale” che ha minato la mia fiducia e la mia autostima in modo indelebile. So che ci sono singoli episodi che ancora ricordo, so che ce ne sono altri che non ricordo affatto.
Lì ci sono le prime incrinature, che con il passare degli anni si sono aperte in crepe vive, a partire dai 16 anni appunto.
Ma è inutile, ancora quella forza di aprire la porta non la trovo. Ma sono consapevole di averla socchiusa.
Probabilmente, tenerla socchiusa non è una gran bella idea, visto che la quantità di alcool è aumentata… o la apro, o la richiudo. Promesso.

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