Da ragazza, con un’amica ci era preso il trip delle sedute spiritiche. Ci mettevamo lì con il nostro tabellone, la moneta, facevamo domande e leggevamo risposte. Non ho mai capito come funzionasse, se ero io o la mia amica che spingevamo la monetina senza rendercene conto, in ogni caso alcune delle risposte che ci erano state date (o che ci eravamo fornite da sole, non importa) non le ho mai dimenticate.
Ad esempio, durante una seduta, senza che avessimo chiesto niente, era venuto fuori che “i vostri nonni stanno giocando a carte insieme, adesso” (entrambi i nonni morti, da qualche anno).
In un’altra, quando avevo chiesto di parlare con mia zia (morta poco tempo prima), era uscito “tua zia sta dormendo ora. La tua nonna veglia il suo sonno. Non disturbarla”.
Con la mia amica, ci eravamo fatte questo viaggio mentale, questa immagine che le persone morte dovessero attraversare una fase “di passaggio”, una specie di purificazione prima di passare “di là”, qualsiasi cosa si intenda con “di là”.
Ecco, tre settimane fa è morto il mio nonno.
L’altra notte ho fatto un sogno, uno di quelli “vivi”, con contorni precisi e filo logico.
Ero su un treno, con mia cugina. Lei mi indicava una vecchia seduta in fondo al vagone, mi diceva “guarda! la nostra bisnonna!”, al che io mi alzavo, andavo dalla bisnonna, la salutavo “nonna bisa!” (era il nostro modo di chiamarla, invece di bis-nonna, la chiamavamo nonna-bis, che dialettando, siccome “bisa” da noi sta per “vecchia”, era diventato per tutti “nonna bisa”!!!)
Le dicevo “nonna bisa! ti ricordi di me? mi riconosci?!”. Lei mi guardava, era proprio lei, le sue movenze, la sua voce, le sue smorfie. In dialetto mi diceva (traduco): “ma guardati! sarai mica la Barbara!? ma nani (nani sta per “tesoro”, un vezzeggiativo che si dà ai bambini di solito) ma ti sei fatta i capelli rossi? e come stai nani?”
Poi noto che al suo fianco, appoggiato con la testa alla sua spalla, c’è il mio nonno, con gli occhi quasi chiusi. Col viso sereno, disteso, riposato. La bisnonna mi dice “non disturbarlo, sta riposando”.
Le chiedevo: e come mai è con te, perchè non è andato dalla zia e dalla nonna? Lei mi sorrideva e mi diceva “dopo. ora deve riposare.”
E io mi allontanavo felice, è stato un bel sogno.
Come in quella seduta spiritica di tanto tempo fa, c’è una madre che sta accompagnando il figlio in un viaggio, mentre il figlio riposa. Probabilmente è un’immagine che mi piace, questa idea del passaggio.
Qualsiasi cosa ci sia o non ci sia, “di là”, auguro al mio nonno di ritrovare tutti i suoi cari (tanti, troppo), e riabbracciarli forte tutti quanti, per sempre. Anche da parte mia.

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