E’ il segno di una estate che vorrei potesse non finire mai… In bilico…

Così cantavano i Negramaro e così mi sento, a cavallo di una estate che mi pare debba ancora iniziare. Mi mancano troppe cose e non so quali. O forse ho troppe cose, non so di che lamentarmi, ecco probabilmente mi manca il potermi lamentare di qualcosa. Non è nei miei ranghi avere una vita lineare, non sono capace. Probabilmente devo ancora imparare ad accettare di poter vivere serena.
Me lo ero messo come proposito ad inizio 2012, il riconoscermi di poter essere felice. Mi sa che ancora non ho imparato ad essere felice. O a riconoscermelo.
A volte penso a come sono sul lavoro: seria, professionale, ho sempre la situazione sotto controllo per quanto posso. Eppure sto sempre male, quando qualcosa non va, quando un cliente si lamenta, ho sempre l’ansia di Aver sbagliato io qualcosa, l’ansia di venir… Rimproverata.
Poi mi accorgo che non è così. Che il cliente è un coglione, che io ho dato il massimo, che lo sanno tutti. Ma quel senso di inadeguatezza, perché non va via? Perché ho paura anche della mia ombra, pur avendo la coscienza a posto?
Sono queste le vere domande che devo farmi.
Dò il massimo ma non mi sento mai adeguata.
E c’è una parte di me che lo sa che valgo un casino. È quell’altra parte, quella bambina che deve sentirsi dire “brava”, è lei che non è mai contenta.
Quanto tempo ancora dovrà passare prima di potermi riconoscere quel “brava” da sola?

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