E falle due gocce, falle… Cielo maledetto che mi hai rovinato le ferie due volte su due!
Mi rimane la voglia di viaggiare, di organizzare, ho bisogno di obbiettivi, di sogni, di una meta.
Fra pochi giorni ricomincia la scuola, fra pochi giorni arrivano gli anta, fra quanto potrò accontentarmi e vivere serena?
Io mi annoio, di tutto.
Sono una persona che cambia dentifricio e sapone ogni volta, perché mi annoiano pure quelli. Anche quelli che preferisco, mi vengono a noia se li uso sempre. E allora cambio, prendo il dentifricio alla cieca, uno nuovo con la scatola colorata perché mi ispira, e già lo so che rimpiangerò quello mio solito preferito, ma intanto cambio.
Ecco, avrei bisogno di una vita così. Amo il mio lavoro, ma avrei bisogno di lasciarlo per un paio di mesi all’anno, in cui far niente, o meglio fare tutte quelle cose che quando lavoro non riesco.
Poi mi verrebbe a noia lo stare a casa, e bramerei tornare in ufficio.
È già successo, sarebbe uguale.
E mi viene a noia la routine di coppia, vorrei un paio di mesi da sola, ad occuparmi solo di me, di cosa mi va per cena, e cucinare per la bimba e per me magari niente perché mi va di sgranocchiare patatine e basta, o neanche quelle, non importa, importerebbe non avere l’obbligo della cena, tanto per far un esempio.
E mi viene a noia anche la bambina, e il dovermi occupare di lei, ma lei se manca solo per due giorni già mi manca, ha un tempo di ricambio diverso, con lei la noia arriva ma bastano due ore per sentirne la mancanza, altro che due mesi.
Non lo so cosa mi manca, e di sicuro non lo so proprio perché non mi manca nulla.
Quando tutto va bene, devo scendere dabbasso a ripescare qualsiasi cosa possa turbarmi, perché io non ci sto stare, bene.
L’avevo messo come proposito nel 2012, il legittimarmi la serenità. Il riconoscermi che posso stare bene.
Mi sa che la strada è ancora lunga, temo non ci arriverò mai a questa legittimazione che ben mi merito ma che ancora non sono in grado di riconoscere come mia.

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