Ci sono ricascata. Ti ho sognato ancora. Pensavo di averti definitivamente allontanato dalla mia testa, ma è evidente che da qualche parte eri rintanato, se dopo due mesi di silenzio ti ripresenti così, all’improvviso.
Ed è stato uno di quei soliti sogni troppo reali, in cui ogni particolare è evidenziato, dal profumo della tua pelle, ai tuoi capelli che sono sicura se mai dovessi accarezzarli, avrebbero la stessa consistenza del mio sogno. E sì, anche i tuoi baci, anche quelli so che avrebbero lo stesso sapore…
In questo sogno era reale anche come mi sento io ora, nel tenerti lontano, nel volerti però far sapere che non scherzavo, che mi piaci davvero, che mi piaci tanto, che lo scherzo era solo per nascondermi, per paura delle conseguenze di questi miei sentimenti. E la voglia di dirtelo, quanto mi piaci, e di vedere se davvero io piaccio a te come penso. Anche tutti questi pensieri erano nel mio sogno, mentre ero seduta di fianco a te, che guidavi la tua macchina per accompagnarmi non so dove. Ridevo e scherzavo, giunti a destinazione ti dicevo “stare con te da sola in macchina è terribile, perchè io ho proprio voglia di fare l’amore con te”. Tu ti giravi stupito, lo so che sei convinto che io scherzassi solamente, anche nel sogno non ci puoi credere che dicosul serio. Per fare in cretino allunghi la mano verso il mio seno, e io mi sposto verso di te in modo che tu possa toccarlo. Poi imbarazzata faccio per aprire la portiera della macchina per scendere, mentre ti saluto. Tu mi prendi un braccio, mi dici che non posso andarmene così, ti avvicini per baciarmi e io penso ecco, ci siamo, questa volta non è un sogno, lo sto per baciare sul serio (penso troppo. anche nei sogni!). E ci baciamo. E ti metto la mano sulla nuca e ti accarezzo i capelli (come ho scritto prima, sono sicura che sarebbe esattamente così!). E ci baciamo. E poi ti corichi sul sedile posteriore (perlomeno nel sogno, era comodo e spazioso) e mi attiri verso di te. Ti dico che non ce la faccio, che così è impossibile resistere… mi chiedi se possiamo andare a casa mia, dico che non posso, che non so a che ora rientra l’uomo (un pizzico di senso di colpa? macchè, solo semplice constatazione), quindi rimaniamo in macchina, e il resto del sogno va da sè.
Mi sveglio e poi mi ritrovo che averti davanti agli occhi è faticoso, faticoso. Mi è passata la fregola della scorsa primavera quindi ora riesco a parlare serenamente, ridendo e scherzando, e sono felice così.
Però cacchio, se è carino è carino. Tanto. Tanto. Tantoooooooooo!!!

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