Discendo da un ramo di persone senza lacrime.
Ne avete mai conosciute?
Ce ne sono tante.
Nella mia famiglia, dal ramo di mia madre, sono tutti così. Presumo sia il sangue montanaro, quello “di una volta”, gente coriacea, dura, che ha affrontato la vita a testa alta, senza farsi mai piegare da nessuno. E senza lacrime.
Sono stata senza lacrime pure io, per troppo tempo. E dico troppo, perchè non è bello vivere senza lacrime. Fanno male, quelle lacrime, se tenute dentro. Scavano e scavano e si fanno sempre più strada, fino a ledere il cuore di ferite che non vanno più via. Ma quando nasci e cresci in una famiglia di senza lacrime, impari che le devi tenere dentro pure tu.
Della mia famiglia, ricordo mio nonno al funerale di mia zia. Ero al suo fianco e lo tenevo a braccetto, volevo piangere, ma ho pensato: se piango adesso, mio nonno crolla. E allora non ho pianto.
Mia mamma ad esempio, non l’ho mai vista piangere. E la conosco da 40 anni, non sono pochi. Le è morta la madre, le è morta la sorella, il fratello, il padre. Zero lacrime. Ha avuto problemi grossi con mio padre, zero lacrime. Ha avuto e ha tuttora problemi seri lei di salute.
Zero. Lacrime.
E chi lo sa se in realtà, abbia o meno mai pianto. Lei è una persona che quando soffre, si incaxxa. Sfoga in rabbia il dolore. Un po le invidio questa forza, ma neanche tanto, in realtà le persone forti vengono penalizzate, quelle deboli si è più propensi a prestare aiuto.
Inutile dire che io faccio la parte di quella forte.
Se discendi da un ramo di senza lacrime, impari che devi essere così, mai mostrare il fianco, nessuno deve conoscere le tue debolezze, chiunque può diventare un nemico ed approfittarne all’occorrenza!
Curiosamente, dal lato di mio padre invece c’è assoluta condivisione di sentimenti. Loro piangono, e non se ne vergognano. E sono uomini. Mio zio, al funerale di suo padre, era sciolto in lacrime. Quando sua moglie lo ha lasciato, fiumi di lacrime. Quando si è sposato la seconda volta, era così innamorato che nel declamare i voti gli si è spezzata la voce ed ha pianto, facendo piangere più o meno tutti i presenti. Sono nati i suoi figli, ed ogni volta erano lacrime.
Mio padre uguale. Mio padre si commuove pure. Quando mia figlia, ancora oggi, gli dice che gli vuole bene, lui si gonfia di lacrime.
E allora io perchè caspita ho dovuto ereditare dal ramo dei senza lacrime?!
Quando ero incinta, piangevo in continuazione. L’ormone, mi dicevano. Perlomeno, essendo incinta, erano lacrime tollerate e non giudicate.
Quando è morto mio zio, all’improvviso, ero quasi a termine gravidanza. Al funerale me ne stavo lì in piedi, in mezzo al cimitero, con un pancione che parevo un transatlantico. Avevo mio nonno vicino, mi dicevo non posso piangere, sennò lui crolla.
Però sono crollata io, e mi sono detta ma che cavolo me ne frega? Sono incinta, posso piangere, ho il diritto di piangere, sto soffrendo, non riesco a tenermi tutto dentro.
Così mi sono seduta in un angolo, e ho lasciato andare tutto il pianto, sfrenato, non finivo più.
Ed è stato liberatorio, come se quel giorno avessi da piangere tutte le lacrime che in 30 anni non avevo mai pianto.
Da quel giorno, non ho più voluto trattenerle. Magari mi nascondo o mi metto in disparte o scappo da qualche parte, ma piango. Mi commuovo per qualsiasi film, e piango. Mia figlia mi prende in giro: ho una mamma piangiona, dice.
Ma sono felice di poter regalare a mia figlia le mie lacrime, perchè non cresca anche lei privandosene, perchè privarsi di un’emozione, anche se triste, è sbagliato, è doloroso, è inutile.
E se anche devo essere una forte e indistruttibile, lo sarò anche a guance bagnate… e, forse, ad ogni lacrima versata e non trattenuto, sarò addirittura un pochino più forte di prima.

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