Stavo pensando che da qualche mese, la Sicilia me la fa da padrone. Ho fatto parecchi sogni (e sapete che i miei sogni. Si, sapete) su un mio ipotetico ritrovarmi a Palermo.
In un sogno, ero con il mio grande amore di Matera. Se non sapete di chi si tratta non ha importanza, sappiate però che ne ha per me. È una persona speciale. In questo sogno c’era una ragazza collegata a lui, che era incinta. Presumo una delle figlie, attendo la lieta novella 😉
In questo sogno, sopra ogni cosa, ricordo che non avevo con me cellulare, non ero reperibile. Ero libera. E la cosa che più mi colpisce in questo genere di sogni, sono i colori, caldi e vivi, i profumi reali, la scenografia così VIVA.
Poi ritorna la Sicilia, ritorna Palermo, ma in un altro sogno e dai toni diversi. Perché la prima volta che avevo sentito parlare di tumore ai linfonodi era stato Ugo, un palermitano, un uomo tra i migliori che io abbia mai conosciuto nei miei 40 anni di vita. E non in senso biblico, Ugo è un Amico, e metto la A maiuscola, la metterei i n Grassetto pure, perché persone come Ugo ce ne sono troppo poche al mondo e ne basterebbe mezzo a fare il mondo migliore.
Ma torniamo a quel sogno. Che Ugo la Malattia l’ha (si spera) sconfitta, e la stessa mia madre la sta ancora combattendo.
E quel sogno era bello, questo mi importa, era un sogno di luce, colori, profumi. Positivo. Ottimista. Combattivo. Un sogno con i controcoglioni.
Poi l’ho sognata ancora, la Sicilia. E ancora. E ancora,e fanno tre.
E l’altra sera a master chef, mi fanno la puntata su Mazara, che la riconosco subito, che dalla voglia di tornarci partirei ora.
Ridatemi la Sicilia.
Ci sono miliardi di posti nel mondo che voglio visitare, ma inutile, ci sono posti che ti si piantano dentro e non vanno via.
Ho ancora 4 mesi di tempo per decidere le ferie…

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