Un sognetto piccino, tanto per non perdere l’abitudine. Che basta che lui mi faccia una battutina, anche solo per scherzare, e io zac, ci pianto subito il sognetto.
Qui eravamo vestiti, in un letto, con nella stanza a fianco il mio legittimo compagno.
Lui si muoveva in modo da posare la mano vicino al mio seno, io mi spostavo in modo che potesse proprio toccarmi. Lui si avvicinava per baciarmi, io gli negavo il bacio ma lo abbracciavo forte, struggendomi di dolore, e gli dicevo “non si può, non si può, è qua nella stanza a fianco, non possiamo!” poi sussurravo: “torna dopo le 18… lui va fuori… avremo un paio di ore tutte per noi…”
E mentre attendevo impaziente le ore 18… è suonata la sveglia. SGRUNT.

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