Sono in periodo Panzer, vado avanti a testa bassa, non guardo in faccia nessuno, obiettivo confermato e ben nel mirino, travolgo chiunque mi si metta in mezzo.
Casa a due terzi dell’opera. Significa che su tre proprietari, ho due firme, un delle quali dalla madre del bamboccio che ci vive dentro, quindi mi aspetto che la terza firma sia scontata. Ho litigato furiosamente per i lavori di ristrutturazione che farò nella casa (buffo, ristrutturare sulla carta una casa che non è tua – non ancora). Ho vinto. Sono Panzer ma sopratutto sono ingegnere, i conti li so fare e difficilmente sbaglio, sono troppo in linea per poter lasciare spazio a contrattazione alcuna. Ho vinto. La casa, se si farà, la si farà a modo mio. E sticazzi.
Penso che la cosa più gratificante ed importante sia la “vittoria” nei confronti di mia madre. Metto le virgolette perché non era una guerra, non lo è mai stata, ma se non la conoscete ve lo dico io che lei, mettendoci i soldi, pretendeva metterci il becco. E non una puntina di becco, ma beccare appieno. Ossia decidere come ristrutturare la casa. E io avrei ceduto, avrei abbassato la testa e le idee, perché i soldi sono i suoi e avrei lasciato fare.
Avrei.
Ho affinato le armi con la forza di 40 anni di esperienza, ho opposto logica, buonsenso, conti alla mano, prove certe del mio essere dalla parte del giusto.
Ho vinto.
Poi ho vinto anche con M, con lui giocavo forse ancora più in difetto perché è lui quello “edile” in famiglia, quello con l’occhio sui lavori e sulla pratica. Ma ero troppo imbattibile con le mie argomentazioni. Vittoria quasi facile.
Litighiamo ancora sul fatto che non era la casa che sognavamo’ che c’è una stanza in meno quasi due rispetto a quello che speravamo, continuo ad opporre il fattore economico (risparmio. Tanto.) e l’essere ad ultimo piano con terrazzo (addio sessioni di porno nottate col vicino di sopra! Mi mancherà… No, non mi mancherà). Non ho ancora vinto su questo, ma so per certo che vincerò dopo il trasloco, quando ci renderemo conto della libertà ottenuta. E la luce, la luce, che un ultimo piano ti concede rispetto all’attuale (se pur ottimamente esposto) piano terra. E il calore al pavimento, ma altro discorso ancora.
Insomma, se non si è capito, con sta casa io spacco.
Vabbè, non è ancora mia. Fossi scaramantica neanche ne scriverei, ma ormai so che non è la scaramanzia a guidare la mia via, è il destino. E se penso a quanto destino ci sia in questo appartamento, alle coincidenze, alle circostanze, a come mi sia girato intorno e per puro culo mi ritrovo ora ad acquistarlo (forse. Terza firma in attesa) a ben 42mila euro in meno rispetto alla partenza, ecco. Sticazzi. Lo sapete che io alle coincidenze ci credo, e questa è bella grande, se la casa va in porto prometto racconto prolisso noioso e dettagliato sulle coincidenze che mi ci hanno portato!
Ultimo attore del gioco mio babbo, ma qua neanche ho combattuto, ho un amore incondizionato da parte sua, non avevo dubbi in merito.
A mia figlia piacerà, pochi dubbi in merito, anzi.
Insomma, sono qua. Inizio questo 2015 e mi sento il corridore dei 100 metri teso sulla linea di partenza, in attesa che qualcuno spari il via. Perché poi parte la mia corsa contro il tempo, mutuo, amministratore, condoni edilizi, opere di ristrutturazione, sessioni straordinarie di condominio, preventivi di rogito, preventivi di opere murarie, disdetta del contratto di affitto (me lo appunto qua perché tra le mille cose, va sempre a finire che dimentico la più importante!), preventivi di trasloco, preventivi di Arredi (diverrò Ikea Love Forever,già lo so)…..
Stand by, Insomma.
Nel frattempo indosso le mie migliori e più agguerrite scarpe da corsa, e mi preparo allo scatto, so già che non finirò contro un muro ma alla fine della salita troverò il mio paradiso.
Una firma.
Dita incrociate, please.

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