Non so più come mi sento, mi sto lasciando vivere, e non è da me.
Io quella che aggredisce la vita a morsi e si prende tutto ciò che può, io che non mi rassegno mai, io che lotto sempre, io che sogno, io che cambio e ricostruisco ed invento per non crollare mai.
Quella IO, mi è scappata.
C’è una ME che sta vegetando passivamente, che ha davanti qualcosa che non riesce ad affrontare, che negli ultimi dieci anni andava sempre tutto comunque bene, perché la mia vita ha assunto un senso, IL senso, da quando è nata mia figlia.
E tutta orgogliosa, perché mi è venuta su ‘sta ragazzina perfetta, che vuol dire che insomma, come mamma ho lavorato parecchissimo bene, ok anche un po’ di fortuna, ma cavolo se ho fatto un buon lavoro!
Adesso invece tutto questo casino, psicologi, neuropsichiatri, maestre, dottori, io che col carattere che ho ovviamente mi metto su sensi di colpa in dosi massicce ed elevate all’ennesima potenza, mea culpa, mea culpa, sono io che sono troppo rigida e che costringo mia figlia a prestazioni perfette perché vuole farmi contenta, io che sono così col paraocchi che non vedo che lei non si sente ascoltata realmente da me, io io io io io….
Poi mi dicono che anche lui (il padre) ha la sua parte di colpa, che invece lui è troppo molle, non dice mai un no, non prende mai una decisione, le lascia fare tutto quello che vuole, non fa il padre…
Ma nella mente mi rimbomba sempre io io io io io… mea culpa, mea culpa…
La verità è che non sappiamo assolutamente che cosa causi il rifiuto del cibo in questa meravigliosa bambina, stiamo procedendo a passettini piccoli ma precisi lungo una linea retta che sicuramente porta alla risoluzione del problema, ma è una linea lunga… lunga… e io sono appena all’inizio e già mi sento svuotata di ogni forza, di ogni stimolo combattivo, mi vegeto, mi sento una pallina dentro ad un flipper, dico sìsìsìsìsì ma non vedo nulla nel mio orizzonte.
Ho solo tanta voglia di scappare via.
Abbiamo organizzato uno strepitoso viaggio per Pasqua, con M e la bimba, sarà fantastico e non vedo l’ora. Ecco, devo concentrarmi sulle cose belle, positive, viaggi, vacanze, primavera, bicicletta, fiori, sole. Devo crearmi un obiettivo lieto da rincorrere, per sviare l’attenzione della mia mente, per distrarla, devo ingannare me stessa, altrimenti inciampo qui e non mi muovo più, in questo malessere, in questo mal di testa costante che è ormai un mese che non mi abbandona, devo trovarmi un hobby faticoso, devo affaticare il corpo per ottenebrare la mente, questa settimana mi sono sfiancata in palestra e ha funzionato abbastanza, oggi ho in previsione una lunghissima passeggiata e una cena sushi con la mia amica alcolizzata (che coppia!), domani se non muoio dai postumi di sbronza, mi rifiondo in palestra o mi butto in passeggiata al mercato…
Mi devo tenere impegnata.
Cercare di non inciampare. Schivare il sasso. Volare basso.
Evitare il salasso…

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