Qualcosa si muove.
Qualcosa nella direzione giusta: mia figlia sembra si stia piano piano sbloccando. L’ho vista mangiare con appetito, che non avete idea di che sogno sia, vederla così. L’ho coinvolta di più nelle mie cose, mi sono aperta un po’ di più con lei, sforzandomi di spiegarle ogni mia reazione, se sono triste per quale motivo, se sono preoccupata per che cosa, se la sgrido le spiego con attenzione la causa, e così via… Lei di contro, per la prima volta mi chiede, invece di colpevolizzarsi di ogni mia smorfia o gesto. L’altro giorno mi ha detto: “mamma dimmi che cosa ti preoccupa!” E io mi sono sciolta, perché significa che stiamo buttando giù un muro, mattoni su mattoni in cui io per proteggerla non le ho mai parlato di cosa mi preoccupa o mi fa soffrire, sforzandomi di apparirle sempre felice. Lei che per contro si accorgeva lo stesso che ero preoccupata o triste, ma vedendo che io facevo l’allegra pensava fosse qualcosa causato da lei ad incupirmi.
Ecco, questo muro sta scendendo a velocità vertiginosa, e mi piace pensare che il suo appetito stia tornando (seppur non mi illudo, anzi) anche per questo motivo. Di sicuro non è la principale causa del suo malessere, ma intanto buttiamolo giù questo muro, che non serve a nessuno!
E qualcosa si muove nella direzione sbagliata, mia madre è in caduta libera, si stanno accumulando problemi su problemi, è un crescendo di ansia continua, mio babbo che sta su perché tira il vento, mia madre che lotta con una forza che ve lo giuro, è da ammirare e anche molto di più, è grandiosa. Ma non basta, e non basta. Il tumore sta spargendo danni ovunque, hanno cambiato la tipologia di chemio perché è palese che quanto fatto finora sia andato in pattumiera. Un anno e mezzo di lotta per nulla, siamo meno che al punto di partenza, anzi è peggiorata di brutto rispetto a quando aveva iniziato le cure, tra l’altro ho scritto “caduta libera” non a caso, perché è peggiorata in modo impressionante nelle sole due ultime settimane. Ha avuto una bronchite (per basse difese immunitarie, causa il linfoma) che la abbattuta notevolmente, ed il tumore si è fatto strada in ogni dove, approfittando di questa debolezza.
E qua proprio il movimento ne faremmo tutti volentieri a meno.
Qualcosa si muove dentro di me, che sto vivendo paradossalmente un periodo lieto, con M sembriamo due ragazzini innamorati, mia figlia un gioiello, superalcolici non ne sto bevendo da un po’, sbronze non ne prendo da un po’, bevo sempre ma con un limite. A lavorare tutto bene (seppure con molta, molta fatica) considerando che sono in ufficio con orario “a groviera”, nel senso che vado e vengo a seconda degli impegni di mia figlia, che adesso devo gestirmi completamente da sola, non potendo contare sui miei genitori. Ho il mal di testa che non mi abbandona, ma mi sa che ci devo fare abitudine, difficile che vada via visto il livello di tensione che accumulo. Sto provando l’agopuntura ma dovendo incastrare le cure con tutto il resto, mi è diventata un’ansia pure questa, invece di rilassarmi mi innervosisce perché devo correre anche per curarmi. Dubito mi aiuterà, ma proviamo pure questa.
Ho scritto in un commento, sul blog di Lady Oscar (lo trovate qui), in cui realizzo che io sono una “addicted to drama” atipica. Quando ho cose serie per cui preoccuparmi, sono ottimista allo sfinimento. Quando cose serie non ne ho, allora faccio il dramma e mi lamento. Nella fase “qui c’è poco da scherzare”, divento seria e tiro fuori il meglio di me. Nella fase “ok, scherziamo pure” allora drammatizzo, evidentemente per me l’arte del dramma equivale alla commedia?! Interessante spunto per futuri post!

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