Lo so bene che per vivere e sopravvivere, bisogna fare delle selezioni importanti sui ricordi. E non è neppure difficile, ad analizzare bene le cose: se qualcosa ti ha ferito,ricordane i lati peggiori. Se qualcosa ti ha dato gioia, ricordane i lati migliori.

Io sono matematica, pertanto questa legge mi pare naturale, condivisibile, assoluta e senza prove per assurdo: funziona. Vale. Pertanto, E’.

Ma qua ho bisogno di aiuto supremo, perché mi perdo dentro me stessa e le mie stesse granitiche certezze: perché questa legge, così vera, così giusta, così matematicamente perfetta,non sempre vale?

E senza fare ulteriori giri di parole inutili, perché non vale per quello stronzo del mio ex marito, che mi ha mollata per una neo maggiorenne neanche particolarmente figa, e di sicuro con un quoziente intellettivo che mi fa i lacci delle scarpe, insomma, perché non vale la legge sopra esposta?

Ma oggi va così. Oggi ascoltando un servizio alla radio in cui si parlava del ridere a crepapelle, della risata “alla stupidera” come l’ho sempre battezzata io. Quella risata da pianto irrefrenabile,  da crampi allo stomaco, da quasi farsela addosso per tanto che stai ridendo, e ridi di una cosa che magari non fa neanche ridere, ma in quel momento li ti becca così e ridi, ridi,ridi, piangi dal ridere,e non passa anzi, più cerchi di fartela passare e più peggiora la RIDAROLA!!!

Ecco, io la RIDAROLA ho avuto la fortuna di viverla con due persone soltanto nella mia vita. Una è la mia migliore amica degli anni migliori,quella di cui sento la mancanza ogni giorno ed ogni ora della mia vita, perché il lavoro i figli e il vaffancuko quotidiano ci tengono troppo più lontane di quanto vorrei.

E la seconda persona si, è lui, lo stronzo ex marito bla bla bla, ma ci siamo farti di quelle risate insieme, di quelle stupidera, che se ancora ci penso oggi un po’ mi viene ancora da ridere.

E no, tranquilli, non rimpiango ex marito, piuttosto rimpiango di più la mia amica d’infanzia, e con lei neppure ci ho fatto una figlia.

Pensavo solo che è bello, nel percorso della propria vita, incontrare persone che ti scatenano la RIDAROLA. Che ci sono momenti che porti talmente impressi nel cuore, che non passeranno e guai a passare.

Che auguro a mia figlia anni e decenni di RIDAROLA, e mi auguro di condividerne qualcuna con lei. 

Che val bene la cresima, l’esame di quinta elementare, il primo bacio, le mestruazioni, il primo morosino, eppure io nLe mio cuore lo so, che se ci scapperà una RIDAROLA tutta nostra, allora per certo questa bimba non la perderò mai… 

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