Tornata, vacanzina finita, cotta e rosolata a puntino. È stata la vacanza che volevo, relax al limite della noia, bimba con le amiche gioiosa, uomo rompi coglioni con cui ho litigato una sera si è l’altra pure, ma poi alla fine chi se ne frega, ho smesso di voler tenere il muso, il muso non serve a nulla, al mattino ci vestiamo di sorrisi e via d’amore e d’accordo fino ad arrivare a sera che il caldo ci distrugge e via, si litiga ancora.

Il mare fa schifo, la spiaggia è una tristezza ammassati tutti addosso agli altri, ma c’è la nostra compagnia, che da sei anni ormai ogni estate ci si ritrova e ci si sente una grande famiglia di disastrati che si vedono una volta l’anno ma ci vogliamo bene come non mai.

E ci sono questi bambini, maschi e femmine, che li guardi come crescono e alcuni sono già nel preadolescenziale e li vedi che si prendono le misure e ripensi a quando c’eri tu, su quelle spiagge, a quella età, con quel tedeschi o biondo che non ci capivamo ma ci piacevamo e c’è stato quel primo bacio sulla spiaggia, al chiar di luna, a contare le stelle ed insegnarci a contare nelle rispettive lingue, e pensi che in fondo lo auguri a tutti quanti, un primo bacio così.

E sorridi dando consigli all’amichetta tredicenne che c’è quel morettino così carino che le fa il filo, passeranno le generazioni ma il bello rimane bello, e lei è così bella e innocente, e lui così imbranatino, li guardi e vedi già nei loro prossimi giorni di vacanza un epilogo che li farà sospirare ed innamorare e piangere al rientro a casa, ferie finite, ricordi indelebili per sempre.

Vacanzina splendida, calda ma ventilata, camper sempre più adorato, mia figlia che le faccio le foto e mi fa senso perché sembra una adolescente ma è ancora una bambina, ancora un anno ti prego ancora un anno rimani ancora bambina, non sono pronta.

E riavvolgerei il nastro daccapo, ripartirei dalla prima estate in cui ero sola con lei, spaesata, e mi ero avventurata al mare e avevo conosciuto tutti questi splendidi amici, e avevo una puffetta che seguivo ogni minuto col timore si potesse far male, e arriverei a questa spilungona che rimane da sola in acqua un pomeriggio intero e che a malapena mi chiede il permesso per fare il bagno, mamma è passato abbastanza tempo dal pranzo? E le dici si anche se vorresti dirle che no, che deve aspettare tre ore come obbligavano a me alla sua età, ma poi chi se ne frega, è passata più di un’ora e ha mangiato cibi leggeri, e poi chi se ne frega lo stesso,che l’acqua le arriva appena alle ginocchia e vai, corri in acqua, la mamma non ti segue perché tanto ormai nuoti meglio di lei e pericoli non ce ne sono, l’unico pericolo è l’eccesso da nostalgia, quello si che è pericoloso, per una mamma che si sente vecchia e si conta le rughe e davanti allo specchio in spiaggia si contempla e si trova comunque una bella mamma, ma la bellezza non è più mia, è passata altrove, in queste splendide meravigliose bambine che forse hanno vissuto insieme la loro ultima estate da bambine.

E che vacanzina, insomma.

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