Amici, voglio rendervi partecipi di questo delitto. 

I presupposti erano già stabiliti: M sarebbe rientrato a casa dopo cena, sarebbe passato a prendere la bimba a casa dei miei genitori (già “cenata”), nel contempo io sarei rientrata dall’aperitivo organizzato nel bar dietro casa mia con le altre mamme, pre inizio scolastico. 

Tutto organizzato alla ingegnere, ovviamente. Telefonata concordata con M, quando arrivi a casa dei nonni mi fai squillo, 10 minuti tu in macchina, 10 minuti io a piedi dal bar, tutti a casa in perfetto orario, e vissero felici e contenti.

Ma.

Parte M, che mi scrive che ritarda di un’ora. Va bene, telefono ai miei, chiedo a mio babbo se porta lui la bimba a casa mia, tempo che lui parte, e io a piedi, si arriva a casa per le 20.45 entrambi.

Si intromette il Generale: troppo tardi le 20.45, che poi guardate un film, che poi va a letto tardi, che stamattina si è svegliata presto la bimba e si vede che è stanca, insomma non ha senso.

Acconsento mio malgrado, e anche perché le chiacchiere con le altre mamme hanno preso una piega inaspettata, una si trasferisce all’estero fra un mese, l’altra ha appena mollato il marito. Mica cotiche, insomma.

La serata volge al termine alle ore 21.30, saluto le mamme e mi incammino verso casa.

Mia madre incaxxata nera perché non sono passata a prendere la bimba (???), M già a letto che dorme, io con sensi di colpa che non so neanche per che cosa, e infine mi metto sul divano e scrivo questo post perché no, non ho proprio capito quale sia il problema di questa serata. Mia figlia è dai nonni, dove rimane ogni notte a dormire in questa lunga estate (e chi ha figli, capisce la logistica della situazione). 

Non capisco questo livore nel volermi sempre e comunque colpevolizzare di tutto. Non capisco e soprattutto, mi spaventa che questo colpevolizzarmi di nulla, come questa sera, mi porti all’attrazione verso la bottiglia di vodka, che ho comunque lasciato intatta nel freezer, perché non sono cretina e lo vedo da me, che è una cosa insana e sbagliata.

Quello che vorrei è giungere al capo, allo snodo principale, al capire il perché di questi meccanismi, questi snodi che mi distruggono l’anima.

E sia, ditemi voi, che cosa vedete? Ho fatto un quadro preciso della serata, non ho tralasciato, diminuito of ingigantito nulla.

Che cosa manca, dunque, in questo mio quadro? Dove sta il mio senso di ineguatezza?

Il quadro è qua, davanti ai miei occhi, è così evidente, ma io non lo vedo, e sono ormai 41 anni che non riesco a vederlo…

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