Ho trascorso l’ennesimo splendido weekend insieme al mio uomo, scoprendo una bellissima fiera a Valeggio, dedicata ai tortellini. Cibo e vino, camper, non ci è mancato nulla.

Dalla vacanza di agosto ho imparato una cosa importantissima che riguarda la nostra relazione, o forse riguarda me in generale: devo smetterla di essere permalosa. Perché si, sono permalosa in modo imbarazzante! E sono a pieno titolo la classica donna del “cos’hai?” “NIENTE”…

Raggiungo gli imminenti 41 anni con la consapevolezza che quel “niente” non aiuta nessuno. Lui tanto non capisce, anzi si ciba volentieri di quel “niente” per fare, appunto, finta che nulla sia. A me serve a… Niente, perché tanto va a finire che tengo il muso un paio di giorno e poi alla fine, che cosa è cambiato? Ho risolto che ho passato due giorni di merda, e che comunque tutto è come prima.

Ho imparato a dare un peso alle questioni.

Ho imparato che mettere il muso comunque non serve.

Ho imparato che se qualcosa di importante mi disturba, tanto vale parlarne subito, immediatamente, anche a costo di scannarsi (che con M, che si infiamma facilmente, è un attimo che ci scanniamo). Che vale la pena che ci scanniamo, perché lui è uno che si infiamma ma che poi ragiona sulle cose e quando si calma, arriva allo scopo. Che se invece io sto zitta, non serve a nessuno dei due, io non ottengo nulla perché dal mio silenzio sicuro lui non capisce alcunché, anzi peggioro la situazione perché lui chissà cosa si immagina di quel silenzio.

Ho imparato che parlare fa male meno che tacere, che un confronto immediato, per quanto astioso, mi porta ad ottenere risultati in meno tempo e con tanta più soddisfazione.

E ho imparato che quando soffro, invece di chiudermi nel mio guscio che tanto mi fa stare bene, posso invece aprirmi e richiedere a lui un abbraccio, che mi costa tanta fatica mostrarmi così e debole ed indifesa, ma lui questo abbraccio che gli chiedo non me lo negherà mai, anzi a volte me lo concede con così tanto sollievo, e mi stringe così forte che fa quasi male, perché quando io mi chiudo lui ha paura, e quando gli chiedo invece un abbraccio ha così forte il sollievo che non mi lascerebbe più andare via dalle sue braccia.

Ho imparato che sono un stupida, perché a mettere il broncio e tenere rancore ottengo come unico risultato quello di rovinarmi dei giorni di vita. 

Ho imparato che se invece di piantare il muso mi metto un sorriso e ci rido sopra, non cambia proprio nulla, ma anzi cambio io, che invece di stare male mi sento improvvisamente bene.

Ho imparato che ho solo questa vita, e che anche dieci minuti spesi ridendomi addosso, invece che impermalosirmi di sciocchezze, sono dieci minuti di vita che ho guadagnato.

E che cosa aggiungere, quando basta un misero weekend per farti crescere così tanto.

Amo l’autunno, i suoi colori, la sua generosa malinconia, il profumo del fresco che si avvicina, le promesse di un dolce inverno che arriverà.

Sono tanto, tanto, tanto fortunata.

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