E lo sapevo che sarei crollata, non vi erano dubbi a riguardo. Traslocare mobili pesanti, che sono forte e ok, ma sempre femmina sono, e sempre over 40. E passare una settimana full al lavoro e full di impegni a casa, tra falegname, muratore, idraulico, elettricista e mobilieri, che vuoi mica che facciano uno alla volta, visto che sono tre mesi che li aspetto loro che fanno? Consegnano. Finalmente. Però tutti insieme. E voglio io rischiare di rimandare questa tanto agognata consegna??? COL CAXXO!

E allora tira,tira,tira. Poi trasloca, lava, pulisci, sposta, sistema, e lavora nel frattempo, che in pratica mi sveglio alle 7, preparo colazione a bimba (la mia optional), mentre lei fa colazione io sistemo roba. Torno a casa per pranzo (pranzo optional), sistemo roba. Torno a casa la sera, la cena non è optional quindi la preparo, e mentre preparo cena metto a posto roba, poi ceno (quasi optional), metto via piatti, metto via roba, metto a letto bimba, crollo che non sono sicura di risvegliarmi!

Ed eccomi, insomma,cronaca di una morte annunciata, strappo alla schiena devastante, non riesco quasi a respirare. Sono a casa dal lavoro e mi riposo come riesco, perché no, non so stare ferma, e quindi va a finire che fatico quasi più che ad essere in ufficio, ma perlomeno quando mi manca il fiato mi corico sul divano e addio.

Questa casa mi è costata tanto, la fatica ampiamente ripagata dalla soddisfazione, sto investendo così tanto perché lo so che questa sarà la mia ultima casa. È lei, la definitiva, l’ho riconosciuta da subito, ne ho scritto a Natale dello scorso anno, è lei.

Il mio uomo, devastato quanto me dal trasloco, è sempre al mio fianco. Ho imparato (non male, per una donna!),che piantare il muso e dire “non ho niente”, con lui non funziona. Che se mi butto sul divano con le lacrime agli occhi dal dolore alla schien che quasi non respiro, lui è felice perché può aiutarmi.

Ho imparato che piantare un muso per niente mi costa più che fatica che allungare una mano e fargli una carezza, anche se sono arrabbiata, anche se vorrei essere altrove. Una carezza od un abbraccio, anche se glieli faccio controvoglia, mi accorgo che appena arriva il contatto, il cuore sconfigge il cervello e mi sciolgo nel volerci semplicemente bene, anche contro un trasloco devastante, contro il non dormire, il nervosismo, la rabbia.

Piantare il muso fa male solo a me.

Abbracciarlo fa bene a noi.

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