Che quando si scrive su un blog, con gente che di te conosce solo quanto scrivi e con l’intensità emotiva con cui ne scrivi, è normale sia difficile avere il giusto metro di giudizio.
Che se io usassi il blog per sfogarmi quando sono incaxxata, ad esempio, agli altri sembrerei una sempre e solo incaxxata. E io lo so, che uso il mio blog solo per scrivere quando sono ansiosa o nervosa, pertanto questo traspare.
In realtà, penso di essere all’opposto, una persona fastidiosamente positiva. Che quando tutto va male, io metto il sorriso per chiunque e cerco il lato bello, o sdrammatizzo, o ci rido sopra, o cerco di strappare un sorriso.
Poi tocca a me, fare la parte incazzosa, e già mi viene voglia di sdrammatizzare, ma la realtà è che i primi dieci minuti che mi incaxxo, mi si chiude la vena nel cervello e riesco a riaprirla ma a fatica, e con tanti lunghissimi respiri.
E allora vorrei condividere con voi ogni singolo momento di una giornata qualunque, perché poi sembra sempre di essere esagerati, ma la mia vita va così, esagerando.
E allora oggi.
Avviso M che stasera sarei rientrata a casa tardi (che tardi, a casa nostra, significa alle ore 20. Per dire, eh)
Avviso sempre M che vado direttamente a prendere mia figlia,  a casa dell’amica, e che prima delle 19.30 di sicuro non riesco.
Lo so, non capite. È già alienante l’orario, specie per voi delle grandi metropoli e con famiglia non contadina. A casa mia, se non si cena per le 19,30 facciamo la guerra mondiale. Non pretendo lo possiate capire, vorrei solo condividere con voi che a volte (e parliamo di 4-5 volte l’anno), per cause a noi non imputabili, questo non avviene…
Tornando ad oggi. Ore 19.30 sono in macchina, ore 19.40 sono a recuperare bimba (da amica di fronte a casa nostra). Tre telefonate di M per sapere dove sono, e quando caxxo ho intenzione di cenare.
Rientro e si, sono alterata, molto alterata.
Mentre preparo il bagno per lavare mia figlia, ignoro M e preparo la lavatrice (vogliamo mai farcela mancare). M incaxxato si riscalda delle lasagne surgelate e si incaxxa quando devo fermare il forno per asciugare col phon i capelli a mia figlia (ore 20.15 e si, abbiamo dei contatori di merda che non tengono forno e phon)
E insomma, la serata finisce con M che mangia le lasagne precotte, mia figlia che fa la sua cena come niente fosse, io che ceno con qualche bicchiere, ma tranquilli,  a pranzo avevo fatto sushi, e quando vado al sushi a pranzo, ne esco che ho autonomia alimentare per almeno tre giorni, credetemi.
E con tutto questo, cosa voglio dire?
Che mi sento di non voler vivere insieme a nessuno, perché anche quando non sto facendo nulla di strano, devo comunque tornare a casa e prendere delle cazziate, dopo otto ore e merda di lavoro, e correre per tutto il resto, e mi sento aggredire perché ho fatto tardi alle 19.45 ed avendo avvisato prima.
E sono stanca. Stanca che ogni volta che arrivo a casa devo comunque prender su, un giorno un motivo, un giorno un altro. E al caro M, che si lamenta perché non lo accolgo con un sorriso, qundo al 99% delle volte è lui ad anticiparmi con un cazziatone, a chi verrebbe voglia di sorridere? A me vien voglia di non rientrare proprio a casa.
E allora.
Cazzo.
Non ho mai, mai, mai chiesto ad M di vivere insieme.
Tutti gli uomini del mondo si lamentano che vorrebbero vivere da soli, ma sono stati obbligati dalla donna a convivere.
Ma che culo ho io, invece? L’unica donna che non vuole convivere, insieme all’unico uomo cozza che vuole vivere in simbiosi.
Torno a casa ed ogni giorno mi sento chiedere “Mi hai pensato oggi? Ti sono mancato? Io ti ho pensato tanto”
Lo guardo e mi chiedo. Lo uccido? Lo ignoro? Scappo? Mi sopprimo? O mi arrendo?
Mi sa che mi arrendo.
Ma caxxo, il nervoso che mi mangio ogni giorno!

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