A me fa impressione, che stiamo parlando dell’imminente Natale 2015.

C’è una parte di me che è fossilizzata al giorno 8 dicembre 2008, ed è un pezzo del mio cuore che oggi non capisce. Non capisco come possano essere passati sette anni, e dove sono finiti questi sette anni?

Vedo la mia bambina – non più bambina,  che inizia un’adolescenza che non vorrei concederle, che vorrei, oggi, avere una bimba di quattro anni di vita, e riviverla da capo questo meraviglioso bocciolo di donna che ho la fortuna di veder sbocciare giorno dopo giorno.

Vedo le mie rughe, la mia crescita costante, il tempo che scorre, le persone che ho amato andare via, le persone che amo sul filo, non so dare un bilancio.

Questa sera sono a casa da sola, per la prima volta dal trasloco mi godo appieno la mia meravigliosa casa, il silenzio, gli addobbi di Natale, i miei rumorosi pensieri.

Fanno tanto rumore, questi pensieri.

Fanno un rumore che non ho voglia di ascoltare, mi dicono che ho sbagliato strada ma che non potevo sceglierne una diversa o avrei sbagliato me stessa. Mi dicono che per mia figlia voglio una libertà che io non ho avuto, ma che le scelte che ho fatto e che ancora oggi faccio pongono un tracciato che lei seguirà, come ho seguito io, ed è un bellissimo percorso, ma forse non era quello giusto, ma non lo saprò mai. Ma mi fa sentire giusta, mi fa sentire adeguata, e quindi va bene, anche se il prezzo è alto.

Ho troppe cose da scrivere, che ho capito ed evidenziato in me in questo periodo. Troppe cose ma stasera non mi va, è la mia serata da sola, la prima, e me la voglio gustare.

Ma ne  scriverò, perché quando trovi dentro te stessa qualcosa di così e forte, e che brucia così forte, è indispensabile tirare fuori quanto più possibile per non rischiare di bruciare dentro.

Ma fa male, fa sempre male, perla complessità di una vita intera.

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