Stavo per scrivere un articolo che in realtà, avevo già scritto. Ed era questo.
Le condizioni del Generale sono peggiorate drasticamente, le mie camere stagne funzionano sempre più serrate, le dighe arginate. In questi ultimi giorni non faccio altro che trattenere le lacrime, che tanto si vede benissimo che ho gli occhi inondati, ma le trattengo, non so neanche io perché.
Penso che il motivo sia dovuto all’infinita dignità di mia madre, che tutt’ora usa una grinta che fa quasi tenerezza, a volte, vederla così combattiva e decisa e ferma in tutto ciò che dice, in ogni cosa che fa. E allora le accarezzo i capelli, le dò baci sulla fronte, le dico che le voglio bene. E lei sorride. Mi guarda e sorride, questa leonessa dalla criniera grigia, con tutti quei riccioli in testa, lei che di ricci non ha mai avuto neanche l’ombra. Perfino i riccioli le sono venuti, da tanti veleni assume nel corpo.
Sono due anni e mezzo che lotta incessantemente e ancora tiene testa a chiunque, non per niente lei è il Generale!
Probabilmente, a me farebbe meglio lasciarle andare queste lacrime, ma non mi va. Mi tengo questo dolore dentro, ma è una camera stagna con delle falle nella diga, mi sa che non funziona più così tanto bene, forse è la volta buona che le rompiamo, queste dighe, una volta per tutte. Che aiutano tanto, per carità, ma a volte mi sento soffocare.
L’altro giorno pensavo a queste mie camere stagne, a quante ne ho costruite, in questi 41 anni di vita. Tante. Tante. Tante. Non sono riuscita a contarle tutte, ma fidatevi. Tante.
E allora ho pensato che forse, il mio continuo senso di ansia e il mio rifugiarmi nell’alcool, tutto sommato un motivo ce l’hanno, perché tenere chiuse quelle dighe mi costa uno sforzo immenso, da qualche parte mi devo appoggiare, gira e gira finisco lì.
Ho questa sensazione, forte, che questa sarà l’ultima camera stagna. Probabilmente questa diga non terrà. E chissà, forse spazzerà via anche le altre, forse si aprirà tutto in un sol colpo, e chissà cosa capiterà dopo.
Certo è che la mia complessità mentale è strettamente legata al Generale stesso, a strati e strati di insicurezze che ho purtroppo cementato negli anni, ad un rapporto troppo conflittuale che non mi ha mai consentito di crescere liberamente, di essere mai realmente ciò che sono.
E quando il Generale non ci sarà più, ho paura di tutta questa pressione che esploderà, perché lo so che esploderà.
E farà tanto, tanto rumore.

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