Ho voglia di scrivere un post inutile. Un post che in realtà, ne ho almeno tre in testa e nel cuore, belli tosti, che dovrei scrivere. Ma non mi escono, stanno lì. Sono in fase di stitichezza da post.
Quelli inutili, di post, escono invece una meraviglia.
Mi esce bene, per esempio, che entro breve avremo una risposta ai misteri del futuro aziendale, e rimango a lavorare in azienda apposta per curiosità, non ho fretta di andarmene, voglio vedere prima cosa succede. Il mio presentimento è che comunque il mio futuro qui in azienda sia al termine, ma ho una visione distorta del mio futuro lavorativo, se devo cambiare non lo faccio per continuare a fare il lavoro attuale. Se cambio lo faccio di brutto. Mi era già capitato, chissà. La sensazione, forte, è che comunque io cadrò in piedi. Chissà da dove mi arriva, questa sensazione. Ma è bella, quindi me la tengo.
Sensazioni brutte ne ho invece fin troppe, e tutte concentrate lì, in oncologia. Fa tremare già solo il nome, di questo reparto. Tutto brutto, ma di questo non voglio scrivere perché tanto mi si appannano gli occhi dalle lacrime e non vedo quello che scrivo, e insomma, non mi va.
Ho tutta una serie di movimenti tellurici interni, nei confronti di M. Stanno vincendo quelli che me lo portano vicino, è buffo che più voglio allontanarlo e più mi sforzo di non farlo e più intanto me lo avvicino. Gli sto concedendo spazi, nella mia quotidianità, che mai avrei pensato di concedere. Mai più. E invece gli chiedo se può andare lui a prendere la bimba dopo scuola, se mi accompagna dall’oculista perché ormai non ci vedo proprio più, gli chiedo un appoggio che avevo giurato a me stessa non mi sarei mai più appoggiata a nessuno, ma ho questo omone dal cuore buono che non aspetta altro che potersi rendere utile, e chiedere a lui non è un sentirmi di peso ma anzi, mi pare a volte di alleggerire il peso a lui, del potersi rendere utile, il poter fare la sua parte nella mia vita, gli si illuminano gli occhi e mi risponde “molto volentieri”, e io neanche ve lo so spiegare, quanto significa per me una risposta del genere.
Diamo sempre troppe cose per scontato, al giorno d’oggi. E mi stanno scivolando tutte di mano, e lo fanno così in fretta che si sente tanto la differenza.
Che ancora non lo so, cosa voglio fare da grande.
Ma ho questa sensazione che mi opprime il petto, e fa male, e non so davvero perché, ma non ho voglia di scoprirlo adesso, cosa farò da grande.
Vorrei più tempo, per pensare.

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