Una domenica sera inutile quanto questo post, che scrivo per noia, per passare il tempo.

Mia madre è passata repentinamente da un miracoloso progresso, ad un altrettanto inatteso regresso che l’ha fatta precipitare indietro come se queste tre settimane di pesanti cure non fossero esistite. Sta cedendo, il Generale, soprattutto dal punto di vista emotivo. Perché quando ti illudi di uscirne, ed uscirne significa tanta sofferenza fisica ma lo fai perché ci credi, ma alla fine non basta. E insomma dal punto di vista psicologico è un gran casino.
Qua il resto della vita va avanti, oggi ho litigato di brutto con M e non so neanche perché, sta di fatto che sono per l’ennesima volta a chiedermi che cosa cazzo sto facendo nella mia vita, e perché mi ostino ad andare avanti in questo modo. Gli voglio bene ed è ormai una costante nella mia vita, sono sette anni che condividiamo l’esistenza, tra prendere e lasciare, amarsi ed odiarsi. Oggi l’ennesimo punto di rottura, lui che mi dice che basta, che se ne va per sempre, io che lo lascio andare con un sollievo che neanche posso spiegare. Poi passano le ore ed il mio sollievo, come sempre, diventa ansia, ma certezza che tanto lo ritrovo a casa, e così è: lui a casa, pace fatta, amen.
Pace fatta?
Dove?
Io speravo davvero che lui se ne andasse. Lo giuro, volevo che se andasse. Per sempre. La mia liberazione. Per sempre.
Ma altrettanto per certo, sapevo che non l’avrebbe fatto. La mia certezza. Il mio porto sicuro.
Dunque?
Me ne sto qua, con la mia vodka,  due. Tre vodka. E penso che se se ne andasse mi farebbe solo un favore. Ma è vero? O lo dico solo perché sono certa, e oggi l’ennesima conferma, che tanto lui non lo farà mai?
Questa sera potevo vestirmi bella, e uscire. Con amiche, con amanti, con quel ragazzo che sogno da sempre, con quell’uomo che mi desidera ma faccio finta non mi interessi, o anche solo uscire da sola e divertirmi, o fare finta di uscire e andare ad ubriacarmi altrove. Qualsiasi mia scelta avrebbe distrutto M, che se ne sta indispettito ad aspettare una mia reazione.
Ed ecco qua la mia inutile e sterile e forse per questo, significativa reazione.
Non reagisco. Mi prendo un ipad per scrivere questo post sterile, ed il mio kindle a trasportarmi in una dimensione magica di libri e mistero.
E la mia vodka. Due. Tre. E buonanotte.

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