Un altro duro scoglio è stato spazzato via, egregiamente direi.

Domenica sarebbe stato il 60esimo compleanno di mia madre, quei 60 anni che purtroppo non ha raggiunto. Io ho voluto a tutti i costi scappare dalla città per il weekend, volevo cambiare aria, allontanarmi da tutto quello che avrebbe potuto farmi male. Così, nonostante le previsioni meteo pessime, ho scelto di trascorrere il weekend al lago, uno dei posti che più mi rilassano.

Mio padre non voleva assolutamente venire con noi in camper, non voleva disturbare, le solite scene voglio-ma poi disturbo-allora dico che non mi piace il camper-però vorrei venire. Alla fine l’idea di rimanere a casa da solo è stata più intollerabile del cedere al nostro invito, pertanto siamo partiti in questa nuova avventura.

M è stato un tesoro, si è preoccupato in ogni modo di far sentire mio padre a suo agio, eravamo un po’ tutti sulle spine, gli spazi su un camper sono minimi e io in particolare, ho bisogno dei miei rituali… Ed ho un carattere ciò,  pertanto ho morsicato la lingua più volte e ho cercato di adattarmi a questo nuovo equipaggio. Che francamente, fa bene anche a me imparare a smollarmi un po’!

Il weekend è stato meraviglioso, la pioggia ci ha colto solo dopo cena mentre rientravamo al camper (per fortuna, solo cinque minuti a piedi… Ma sotto il diluvio universale), la domenica l’abbiamo trascorsa facendo una bella passeggiata al mattino, tra negozietti e bancarelle, ad acquistare formaggi da sfrigolare sula piastra per il pranzo. Nel pomeriggio siamo andati alle terme (aquardens. Lo consiglio a chiunque voglia provare) ed è stato favoloso, sembrava dovesse diluviare nuovamente invece è perfino uscito il sole, ha piovuto solo mentre ci spostavamo in camper verso casa la sera, insomma siamo stati graziati alla grande!

La sensazione più curiosa l’ho provata domenica mattina, passeggiando per le vie del paese, avevo dimenticato il cellulare sul camper e non ne ho sentito la necessità, tanto che nemmeno me ne ero accorta. Rientrata al camper, ho visto il cellulare e ho detto chi se ne frega di averlo dimenticato… Le uniche persone di cui mi importa le ho con me, oggi. Tutti gli altri possono aspettare! Ed è stato un sollievo…pensando a quei due mesi con mia madre in ospedale, in cui vivevo con il cellulare incollato alla tasca, temendo “quella” telefonata.

Vi lascio un’immagine scattata al volo mentre rientravamo dopo la cena di sabato… Il vecchio e la bambina… Il mio passato ed il mio futuro ❤️

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