Che ero un po’ sul filo del rasoio della mia sanità mentale, lo avevate già intuito. Nel mio ultimo post, avevo spiegato grosso modo la situazione attuale.
Questo mio essere sempre sopra le righe per far stare bene tutti, mi sta logorando… sempre sorridente, appena mi rabbuio subito mio padre o mia figlia o M a chiedermi preoccupati cosa succede, e che cos’ho, mio babbo che se la prende perché pensa che ce l’ho con lui (mio babbo ha dei livelli di permalosità elevati alla milionesima potenza. un giorno è uscito sbattendo la porta di casa mia, perché gli avevo detto che non era necessario far lavare le lenzuola a mia nonna, potevo pensarci da sola), mia figlia che sta entrando a piedi uniti nell’adolescenza e mi caga un giorno sì e dieci no.
E io sono stanca, stanca, stanca! Mi sento dissociata, perdo di individualità, mi mancano i miei spazi, mi manca perfino il respiro. Per fortuna non mi manca la vodka, quel tanto che basta a dormire una notte intera senza pensieri.
L’altro giorno ho incontrato nuovamente quell’ex di cui avevo parlato qui, ci siamo presi mezz’ora per un aperitivo veloce post-ufficio, due risate al bar senza pensieri. E alla sera sono uscita per un giro in centro con due amiche “storiche” dalle scuole superiori, a far chiacchiere fino a tardi (oddio, le 23… per me è tardi, insomma). Sono stati entrambi due momenti per me preziosi, perché mi rendo conto di come mi rilasso nel poter essere “semplicemente me”, nel potermi rilassare, e sentirmi i miei vestiti perfettamente cuciti addosso, io e solo io, con persone che mi vogliono bene e mi conoscono davvero “da una vita”.
Il paradosso è non sentirmi me stessa con mio padre, che *direi* mi conosce da TUTTA la vita… e non sentirmi me stessa con il mio uomo, che nonostante tutto rimane il mio porto e rifugio sicuro… e con mia figlia chissà, quando avevo iniziato a scrivere questo post erano giorni che non mi cagava, ieri sera invece siamo state insieme noi due sole, cinema, cena, lego elves, ed è stato tutto magico come solo con la mia bambina può essere.
Ad M stanno succedendo tante cose, abbiamo in ballo (forse. insomma, si spera) la vendita di quella caxxo di casa, che significherebbe per lui ricominciare a vivere… e trovare un appartamento per i suoi genitori, insomma è un periodo durissimo e lui è veramente un fascio di nervi, ma mi rendo conto che nelle difficoltà riusciamo a trovarci forza a vicenda ed è nonostante tutto bellissimo…
Direi che mi rimane da risolvere il mio rapporto con mio padre, non posso e non voglio fargli “da badante” e neppure lui lo vuole, ma al momento abbiamo un equilibrio difficile e lui è davvero troppo sul ciglio della depressione e io ho tanta paura. Insomma, sarà un mese di agosto con le pinze… sempre avanti, un giorno alla volta, sempre.

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