Di rientro da un bellissimo weekend lungo, in compagnia di altri 42 camper e 160 persone. E’ stato un “viaggio” (in realtà, questo raduno era nelle nostre zone, pertanto ce la siamo giocata in casa) bellissimo ma molto faticoso, ed iniziato malissimo.
Ogni volta, ogni santissima volta che si va via in camper, c’è da discutere.
Questa volta, la discussione è stata fra M e mia figlia, con M che in questo periodo è una scarica di nervi a causa dell’imminente trasloco dei suoi genitori, che già di per sé è un momento difficile, ma viste le condizioni in cui sta avvenendo, con la sorella di M che sta piantando grane in ogni modo possibile ed immaginabile e anche oltre, insomma speriamo di arrivarci in fondo in fretta perché non se ne può più.
Dunque M oltre ogni limite di nervi, mia figlia in preadolescenza che non è assolutamente in grado di capire quando e come piantare delle discussioni (e con un caratterino che ve la raccomando)… nello specifico, la discussione è iniziata con noi tre a tavola, e passami la roba, e dammi questo, entrambi a chiedermi duemila cose in una volta, io sono sbottata verso entrambi, che insomma va bene tutto ma datemi tregua! E mia figlia che mi risponde male alzando la voce, e M che alza la voce con mia figlia di non alzare la voce, la discussione è degenerata con urla di ogni tipo, io che cercavo di calmarli ma niente, si stavano scannando a male parole. Il tutto concluso con mia figlia che esce dal camper a va a giocare con le amiche, M che si ritira a letto a giocare con il cellulare, e io con la bottiglia di vino a tracannare sorsate mentre piango. Che bel quadretto familiare.
E come si è poi risolto tutto questo? Ma niente, M è una pentola a pressione che scoppia e poi gli passa tutto e torna più amorevole di prima (anche un po’ di più, con la cosiddetta coda di paglia), mia figlia che avendo 11 anni le passa tutto in tempo lampo (ma siamo sicuri? o anche lei con la coda di paglia, visto che il mattino dopo è andata a fare le coccole a M e dirgli che gli vuol bene?).
Rimango io, devastata, lacerata, con la mente in continua ricerca di una soluzione che non c’è.
Osservo le famiglie “normali” con cui condividiamo le giornate, e vedo più o meno le stesse dinamiche, padre che sgrida il figlio, madre che difende il figlio anche quando è indifendibile, il mio problema è che M non è il padre di mia figlia, e sono consapevole del fatto che questo sono io a non perdonarglielo, io sono la tigre che difende il cucciolo, e ancora oggi (sono passati cinque giorni da quella lite) sono qua a chiedermi che cosa posso fare. Perché io in questo modo, mica ci riesco ad andare avanti. Sto male come un cane, non dormo, non mangio, bevo, sono smarrita, disorientata, non ho controllo.
M si è innamorato di me ed ha accettato mia figlia, alla quale vuole bene e per lei fa tantissime cose per farla felice. Mia figlia M se lo è “trovato in casa”, lei non ha scelto nulla, per lei è stato un’imposizione. Lo tollera, gli vuole bene, ma forse per lei che ci sia o che non ci sia, non fa una gran differenza.
Potrei fare come faccio sempre, lascio correre ancora una volta, faccio finta di niente e si ricomincia, sperando che la situazione si stabilizzi un po’ una volta che saremo fuori da tutti i casini dei miei suoceri e potremo, forse, finalmente iniziare a farci una vita tutta nostra, una vita “normale”.
Alla fine l’ago della bilancia sono io, questo è certo. Sono io che devo scegliere se mettere su il mio muro di mattoni e isolare M (questo mi riesce benissimo), oppure lasciar perdere i mattoni (magari un paio potrei tirarglieli in testa, a vedere se si scanta) e vedere che succede.
Parlare con M in questo momento non ha alcuna utilità: è talmente disorientato e devastato da questo trasloco che non è in grado di affrontare alcuna discussione, perché in questo caso è lui ad aver innalzato il muro (e fidatevi, la situazione è davvero difficile. Non posso entrare nel merito, c’è di mezzo un avvocato penalista e un processo in corso contro sua sorella. Sono cose pesanti di cui non posso parlare)
Andrò a fare una seduta o due dalla psicologa, tanto per sentire un parere… e speriamo che il tempo ci aiuti 😦

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