Per chi capirà il senso del titolo, domani cadrà l’anniversario della morte di mia madre, il 29 febbraio, nel giorno che non c’è. Lei non voleva morire a marzo, pertanto in suo rispetto osserveremo questo strambo anniversario nella giornata di domani.

Si dice che chi muore non muore mai, e posso affermare che è vero. Al di là dell’avere i suoi insegnamenti ben presenti e parte di noi, rimane una consapevolezza del suo essere vissuta. La sua vita ha lasciato segni profondi, nella stragrande maggioranza positivi, in ogni persona che ha incontrato: ne ho avuto infinite testimonianze in questo anno, e mi sono resa conto che tutto quell’affanno nel cercare “il senso della vita” alla fine stia tutto in questo: aver amato, essere stata amata, avere lasciato un segno positivo nella vita delle persone che ci sono passate vicine.

Il Generale è stato indubbiamente tutto quanto, ancora oggi incontro persone che la piangono, e tanto sincero affetto penso sia la dimostrazione assoluta.

Io ho, per ora, incastrato la mia fase del lutto in un eterno ricordo. La porto nei sogni quasi ogni notte, le parlo, le chiedo consigli, ci litigo, le urlo. Come fosse ancora con me, solo una dolorosa consapevolezza che al risveglio non ci sarà.

Una sciocchezza la scopro nel leggere un gran bel libro e nel non poterlo condividere con lei, di solito quando leggevo qualcosa di meritevole ne compravo una copia da regalarle, per poi parlarne insieme. Una sciocchezza di quelle che neanche te ne rendi conto, finché ce l’hai. Poi capita invece quel Gran Libro, e non hai nessuno a cui regalarlo, nessuno con cui parlarne. E ti accorgi che quella sciocchezza è all improvviso un Grande Vuoto.

E ne parli con lei, nel sogno. Ma no, no, non è uguale.

Ha sofferto troppo, il Generale, per rammaricarsi della sua dipartita.

Mi ha lasciato tanta voglia di voler bene a chi ho vicino, penso non possa esistere eredità migliore.

Mi ha lasciato la mia vita, da vivere. Ed un esempio di coraggio, fierezza e dignità.

Aveva tanti difetti, lo sapete bene, non ho mai voluto renderla perfetta.

Ed in questa sua umana imperfezione, trovo tutto il positivo del voler vivere, ed un significato che continuo ad apprendere ogni giorno che passa.

Ciao, mamma.

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