Stanotte ho fatto un sogno di quelli bellissimissimi…

Ero innamorata di un uomo bellissimo che a sua volta ricambiava, ma io ero sposata con suo padre, al quale volevo molto bene, e lui era sposato con una tizia importante (tipo “la figlia del presidente”, roba del genere). L’ambientazione era in un paese del sud non ben precisato, di sicuro era al sud per la gente, i colori, i profumi. Potrebbe essere stata la Sicilia, sì, direi Sicilia.
Nel corso di una festa di paese, di quelle che tutti conoscono tutti, io ballavo felice con il mio anziano ma dolcissimo marito (era un bell’uomo, con un cuore buono ed un sorriso splendido), ma nel corso delle danze mi ritrovavo tra le braccia dell’uomo che amavo, e trascinati dal nostro danzare ci abbandonavamo all’emozione e ci baciavamo con passione, scatenando uno scandalo di proporzioni immense e costringendoci a scappare dal paese, sapendo di aver spezzato il cuore all’anziano marito mio/padre di lui.

Al di là dell’epilogo infelice, il sogno è stato bellissimo per l’ambientazione e per la forza dei sentimenti provati, sia verso il marito che verso l’uomo che amavo. Sono quei sogni che faccio fatica a svegliarmi, rimarrei nel sogno più a lungo possibile…
Poi mi risveglio e so che sentimenti così forti non li provo da veramente troppi anni, ed è indubbiamente questo a mancarmi, che va bene il mio compagno (sarà lui l’anziano del sogno?), ma a volte mi sento giovane e bella e mi pare di stare rinchiusa in una gabbia.
Lo so che ho scritto della scoperta dell’acqua calda e che tutto il resto del mondo che abbia una relazione stabile prova, almeno una volta all’anno (al mese? al giorno?) queste sensazioni di claustrofobia, che per quanto mi riguarda puntualmente si acutizzano nel periodo primaverile. Pochi anni fa la sbandata per il bel giovane (su, non fate finta di non ricordare) che ha messo a dura prova la mia forza di volontà, perché capitolare tra le sue braccia sarebbe stato un passo ben più semplice del mio forzarmi a resistere (per chi non sapesse, alla fine ho chiuso io, smettendo semplicemente di rispondere ai messaggi. Ma la fatica, la fatica!!!).
Poi mi chiedo quanto ne valga la pena, che si vive una volta sola, anzi no, si muore una volta sola e si vive ogni giorno (sacrosanta verità!), e varrebbe la pena viverla la vita, insomma non lasciar cadere mai nulla, che meglio vivere di rimorsi che di rimpianti e bla bla bla bla bla…
La verità è che la mia vita attuale mi sta molto bene addosso, dopo la morte di mia madre ho avuto una spinta fortissima nel dedicarmi alle piccole cose, all’importanza degli affetti, delle persone a cui tengo realmente. Sul lavoro va abbastanza bene e non posso certo lamentarmi, finanziariamente non siamo ricchi ma viviamo benissimo la nostra quotidianità senza troppe privazioni, ho una bellissima casa ed uno splendido camper nuovo, ho un uomo che mi ama sinceramente, una figlia adolescente isterica ma splendida, un padre che darebbe la vita per noi. Che mi manca?!
Io direi proprio che non mi manca nulla. L’emozione, il brivido, posso continuare a lasciarli nei sogni, perché significherebbero buttare a terremoto tutto il resto, perdendo questa stabilità che non mi fa certo schifo, anzi. E sarò anche giovane e bella, ma certe emozioni potevano andare bene vent’anni fa, oggi sarebbero quasi di troppo… disse la volpe all’uva? Chissà 🙂
Concludendo questo mese di marzo, che notoriamente è il mese che odio di più perché è lunghissimo, incerto, noioso e senza alcuna emozione, e per fortuna mancano pochi giorni alla fine, mi auguro di poter iniziare a pianificare le ferie, che è la cosa che più mi emoziona e più mi tiene viva, giorno dopo giorno, per me il viaggio è vita!

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