Che weekend. Talmente bello e talmente brutto insieme. Ma talmente.

Le premesse erano pessime, considerando che per il bene della bimba si era deciso di fare il pranzo tutti insieme, dove per “tutti” intendo la mia famiglia e la famiglia di *ex marito*. Tutti, ecco. La prospettiva era tutt’altro che allettante, ma se ricordate il travaglio della comunione, non si poteva che organizzare in questo modo.
Le premesse erano ottime, sono riuscita ad accordarmi con i genitori della Migliore Amica di mia figlia, avete presente quell’Amica del Cuore che “vivo per lei nell’anima e senza di lei la vita non ha un senso e meno male che esiste la mia migliore amica che quando penso a lei sono felice che esiste e che è la mia migliore amica“? Ecco, quell’Amica, quella che c’è n’è una e già fortunati avercene una, di Amica come questa. Già. Peccato che quest’Amica vive in buco di *ulo di paesino in Valle D’Aosta, che per carità sempre più vicina del Salento, però insomma, un bel pezzo di strada. Ma sono venuti per l’intero weekend per stare con noi, ed è stato meraviglioso che siano riusciti.

Le premesse erano pessime, ma ancora più pessime, perché venerdì il padre della madrina della Cresima di mia figlia ha ben pensato di litigare di brutto (mani addosso, per intendere la gravità della situazione) con sua moglie, pertanto diventava difficile pensare alla loro presenza il giorno della Cresima, ed essendo la madrina minorenne ed abitando parecchio fuori città, diventava complicato gestirne gli spostamenti. Pessimo, pessimo, pessimo.
Le premesse erano ottime, perché ero riuscita a prenotare il pranzo in un agriturismo favoloso in cui si mangia strepitosamente e non si riesce mai a trovare posto, ma ce l’ho fatta.

Le premesse erano pessime, fino a ieri l’altro era quasi estate, le previsioni meteo per la domenica ci promettevano acqua a secchiate e temperature in picchiata.
Le premesse erano ottime,  la famiglia di *ex marito* sterminata da influenze varie, rimanevano solo lui con moglie e figlio, e la di lui madre (la nonna di mia figlia, intendo).

Trascorriamo il venerdì sera e tutta la giornata di sabato con i nostri amici valdostani (e mio padre. onnipresente. ma questo è argomento di un prossimo post), le ore scivolano via in modo meraviglioso (e una litigata con i vicini del piano di sotto, ma anche questo argomenti di prossimo post), è stato uno di quei giorni da annoverare nei ricordi lieti e felici, tutto assolutamente perfetto.

Giunge dunque la domenica. Passo la notte in bianco, non c’è verso di chiudere occhio. L’ansia da prestazione mi attanaglia, non respiro. Mi sveglio e corro in bagno a vomitare, non sto in piedi, ho un attacco di panico, vomito ancora. Ed è ora di andare in chiesa. Mentre mia figlia inizia le prove, io rischio un paio di volte di svenire. Finché, con quasi venti minuti di ritardo, ecco comparire, come mistica visione, la madrina. E sì, mi passa tutto. Mi passa l’ansia, mi passa il mal di stomaco, mi passa il vomito, riprendo a vivere! Non è incredibile? Bastava così… “poco”!!!

La cerimonia inizia e finisce ed è bellissima, piango più o meno dall’inizio alla fine, di gioia e commozione e quanto sono orgogliosa di questa mia piccola grande donna che ho la fortuna di avere come figlia.
Il pranzo inizia e finisce ed è tutto perfetto, ridiamo e scherziamo tutti insieme, M e *ex marito* che chiacchierano come fossero amici da una vita, il cibo ed il vino sono strepitosi, il posto è incantevole, perfino il meteo ci sorride, regalandoci ahimé tanta nebbia ma per fortuna niente pioggia. Scopriremo poi che ha diluviato ovunque, nubifragi tutt’intorno, da noi nulla. Ma qua mi piace pensare che ci sia la mano di mia madre, da lassù, ad aver tenuto ferme le nuvole spostandole altrove.

La giornata finisce con tante coccole sul divano a guardare la tv, si va a dormire prestissimo, siamo sfiniti ma veramente tanto, tanto felici per l’emozione, la commozione, la gioia, e tutto l’amore che circonda la nostra famiglia.

Che weekend!

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