Last but not least, Venerdì pomeriggio finalmente sono riuscita a parlare con il mio capo. L’ho preso in una giornata decisamente particolare, visto che al mattino sono arrivate le dimissioni di un mio collega (18 anni che lavora qui…) che hanno scatenato il panico in azienda. Quando ho chiesto di poter parlare con il capo, mi ha detto “siediti pure”. Ho chiesto di andare in sala riunioni e lui è letteralmente sbiancato, mi ha chiesto subito “va tutto bene? ci sono problemi?”… direi che l’ho decisamente preoccupato 😀
In sala riunioni, gli ho chiesto di spiegarmi meglio in cosa consiste il mio ruolo in azienda, visto l’arrivo imminente del nuovo coordinatore e visto il fatto che negli ultimi anni ho fatto praticamente da tappabuchi… ho anche specificato che non ho intenzione di tornare a fare solo il programmatore, né di coprire l’ennesimo buco lasciato da questo collega dimissionario. Vorrei, nel mio futuro in questa azienda, vedere un ruolo più orientato alla consulenza che non alla programmazione vera e propria.
Insomma, una chiacchierata con i fiocchi, in cui molto gentilmente ed educatamente gli ho parlato di come mi sento, di come lavoro, di quelle che sento essere le mie competenze migliori, di quello che non faccio volentieri (pur garantendo la piena disponibilità in caso di bisogno, come ho sempre fatto, del resto).
Il capo è rimasto talmente colpito e felice (ma veramente, veramente felice) che io per la prima volta dopo 16 anni abbia finalmente aperto bocca. E mi ha detto che avrò un premio produzione in busta a fine anno. Al che ho rilanciato chiedendo anche un ritocco alla busta paga, mi ha detto sorridendo “vedo quello che posso fare”, che per come è fatto lui, significa sì. Insomma, un successone.
Nel frattempo, in questi giorni stanno letteralmente piovendo richieste di colloquio da parte di aziende a cui stavo mandando curriculum, visto che il settore è in netto fermento ed offerte di lavoro ce ne sono veramente tante!
Se mi viene garantito un lavoro orientato alla consulenza, ed un aumento di stipendio, mi va bene anche rimanere qua. Ho perso un po’ la stima nei confronti della dirigenza (non del capo di cui sopra, che è amministratore delegato. Intendo i capi “padroni”), ho poca fiducia nell’inserimento del nuovo coordinatore, non vedo tutto roseo insomma. Ma il posto di lavoro è buono, i clienti mi adorano, i prodotti sono “miei” visto che li ho di fatto creati io, godo di una notevole autonomia di gestione lavorativa (nuovo coordinatore permettendo… ma questo è un altro discorso). Un posto di lavoro nuovo sarebbe di sicuro un’iniezione di adrenalina e di motivazione, mi darebbe di sicuro una scossa positiva. Ma anche rimanere qua comoda al calduccio della mia copertina di “lavoro tranquillo e sicuro” schifo schifo non fa.
Al momento la situazione è: rimango a lavorare qui, ma i colloqui in giro li faccio, che non si sa mai…