Avrei voluto intitolare “a tutta birra”, poi mi è venuto in mente lo spritz, anzi no, lo sprint. Faccio battutaccia tanto per alleggerire il post, che altrimenti vado in iperventilazione da ansia, visto che sono successe mille cose contemporaneamente e manca il fiato e gira la testa, a pensarci.
Sono stata convocata a secondo colloquio nell’azienda di cui ho scritto nei post precedenti. Il colloquio è stato un po’ surreale, ho parlato una decina di minuti di fronte a quattro estranei, di cui uno vicepresidente di multinazionale, che annuivano sorridenti e felici facendo cenni di assenso verso il quinto soggetto, colui che mi aveva fatto il primo colloquio. Il tutto si è concluso con una pubblicità promozionale della loro azienda, per convincermi ad accettare il posto di lavoro al grido di “vogliamo te!”. Ho accettato.
Dopo aver firmato la proposta di impegno, ho ricevuto un messaggio dall’agente immobiliare che ci stava seguendo per la ricerca del bilocale da acquistare per i miei suoceri, che mi scriveva che questa volta era certo di aver individuato l’immobile perfetto… ma di questo vi parlerò poi.
La mattina successiva ho dato le dimissioni, in fretta e furia per rispettare la scadenza del 15 del mese imposta dal contratto del commercio. Ho 60 giorni di preavviso, un’eternità purtroppo, ma ben sapendo in che condizioni lascio i colleghi, ho deciso di farlo più che altro per rispetto nei loro confronti, per cercare di lasciare il lavoro più “in ordine” possibile. Il capo non l’ha presa bene, ma questo era prevedibile visto il bel colloquio avuto prima delle feste… ho cercato di spiegargli che mi è stata offerta un’opportunità eccezionale alla quale non potevo rinunciare. Alla fine, ha visto che ero comunque molto scossa e dispiaciuta e a malincuore mi “lascia andare”.
Il nuovo arrivato mi ha chiesto se vado via a causa sua. Non ho infierito, del resto è anche per causa sua, non per lui in quanto tale ma per le scelte fatte dall’azienda… che fra parentesi, in questo mese è più che evidente il fatto che volevano un maschietto da inserire nella cerchia dei maschietti al vertice… amen, ognuno fa le scelte che ritiene più opportune… io ho scelto di andare.
Più rimango qui a fare questo immenso preavviso, più sono felice di andare. Vedo tutto con occhio più critico e ne stanno accadendo una via l’altra… non ultima, la chiusura del cliente più importante dell’azienda (parliamo del 30% del fatturato!) che avrà come giorno di chiusura ufficiale lo stesso mio ultimo giorno di lavoro (giuro!). Questo scossone enorme mi fa pensare che l’azienda potrebbe avere evoluzioni piuttosto drastiche… ad esempio un cambio di sede, per risparmiare sulle spese di gestione, chiudere questa sede per trasferire tutto verso la sede principale nella città vicina… ma non sarà un problema mio, per fortuna.
A volte mi coglie all’improvviso il pensiero di quando andrò via, e mi manca il fiato. Non per timore, solo in parte molto piccola ho timore. L’emozione più grande è il sollievo, unito ad un entusiasmo di cui non ricordavo più l’esistenza. Sono carichissima, entusiasta in modo pazzesco, ho mille idee, mille progetti, mille su mille su mille.
Questi giorni di preavviso dureranno un’eternità, a fronte della voglia di partire verso la mia nuova avventura!
Mi meraviglio della mia quasi totale sicurezza di farcela. Io sempre dubbiosa, io sempre umile, sempre incerta, insicura delle mie capacità. E invece.
In questi ultimi quattro anni ho fatto talmente tanto, oltrepassato ogni limite, imparato tantissimo, ho avuto riconoscimenti continui da parte dei clienti, tutto quanto fatto in questo periodo mi ha fatto crescere in modo davvero incredibile, ed eccomi qui, oggi, consapevole delle mie capacità e del fatto che se non so, so di poter imparare senza problemi. So di valere. Non potete neanche immaginare cosa significhi per me questa consapevolezza, mi dà quasi le vertigini. Mi sento un po’ l’aquila che si credeva un pollo, adesso so di poter essere anche l’aquila che sono e ho solo tanta voglia di spiccare il volo!

…spero di non sfracellarmi al suolo 🙂

p.s. dell’appartamento vi dirò in un prossimo post… pazientate!