Negli ultimi post vi ho scritto di quanto fosse partito bene il 2020, di fatto nelle ultime settimane è andato tutto in vacca, non tanto nelle cose positive che per fortuna permangono (lavoro – bilocale – figlia – M), quanto perché ho mio padre costantemente ammalato da inizio anno, passa da un’influenza all’altra, il suo dottore minimizza ma io inizio a preoccuparmi sul serio e non so come convincerlo a fare qualche esame del sangue. Lui dice che se il dottore è tranquillo, pure lui sta tranquillo. Di fatto io non sono tranquilla per un caxxo, sarà che si avvicina il quarto anniversario della morte di mia madre, sarà che è il “primo vero” anniversario della sua morte (29 febbraio…), tranquilla non la sono affatto.
Peggio di questo, mia suocera è stata operata domenica, le hanno asportato un pezzo di polmone, aveva un tumore già da due anni, finalmente si sono decisi ad asportarlo. Il tumore era ben circoscritto, non c’erano metastasi, quindi con la rimozione del polmone dovrebbe tornare tutto nella norma… l’operazione avrebbe dovuto essere fatta in microchirurgia, con degenza di cinque giorni al massimo, purtroppo non sono riusciti ad operarla in questo modo perché aveva i tessuti troppo duri e sanguinava troppo, pertanto l’hanno operata “vecchia maniera” con tecnica decisamente più invasiva e conseguente degenza molto molto più lunga, i primi giorni in terapia intensiva, costantemente sedata. Ieri sera l’hanno trasferita in reparto, è fuori pericolo, seguirà degenza in reparto fino a riabilitazione avvenuta.
Di per sé non sarebbe nulla di particolarmente preoccupante, se non che domenica M si è preso un’influenza allucinante che ancora oggi ha la febbre, quindi non ha potuto seguire ed aiutare sua madre in questi giorni, ci siamo affidati alle zie e cugine, per fortuna non si sono tirate indietro e fino ad oggi ce la siamo cavati così. Diciamo che non mi aiuta il fatto di essere a cavallo dell’anniversario di cui sopra, moralmente sono parecchio affaticata.
Mio suocero è a casa da solo e passavo io mattina e sera a controllare che prenda le medicine (ricordo che a dicembre ha avuto un infarto), ogni volta che tarda mezzo minuto ad aprirmi la porta mi sale un’ansia che non avete idea. Per fortuna è abbastanza autonomo, la moglie gli aveva lasciato cibi monoporzionati in congelatore che lui scongela e mangia, riesce a vestirsi e lavarsi da solo quindi per ora ce la caviamo, questo weekend gli cucino monoporzioni per la settimana prossima così stiamo tranquilli anche in questo.
Ieri sera, quando mio padre mi ha detto che aveva di nuovo la febbre, dopo aver sentito al telefono mia suocera che comunque è ovvio che sta male, insomma sono crollata e mi sono fatta un buon dieci minuti di pianto isterico, in bagno con la porta chiusa e il rubinetto aperto per non farmi sentire, mi ci voleva uno sfogo.
Erano anni che non mi capitava, settembre 2016, lo ricordo benissimo, una crisi di panico in piena regola, ieri sera più o meno uguale. Adesso mi sento meglio, sono ancora un po’ sbattuta a dire il vero, ho il morale un po’ troppo giù.
Mi sforzo di concentrarmi sui pensieri positivi, la pagella di mia figlia con la media dell’8, il lavoro nuovo che mi pare un miraggio ancora lontano visto che manca ancora un mese, ma è un pensiero talmente tanto positivo che lo tengo stretto stretto stretto.
Andiamo avanti.