…e intanto, la prima settimana solitaria sta volgendo al termine. Mi rendo conto che i miei (piccoli, per fortuna) attacchi di ansia non sono legati tanto al fatto di essere in casa sola, quanto al fatto che pur “potendo uscire”, non so dove andare. Esco, faccio un giro in quartiere, mi spingo fino al parco (ben 500 metri…), compro pane e latte… e torno a casa,
In piena emergenza, il fatto di non poter uscire l’ho vissuto anche bene. Non si può uscire, non si esce, punto. Mi destabilizza di più questa situazione attuale, questi bar che sono aperti ma il caffè lo porti via, i ristoranti che sono aperti ma il cibo te lo porti a casa… questo vivere a metà, questo tentativo di ripresa a singhiozzo, le persone sconsiderate in giro senza mascherine che chiacchierano e si avvicinano troppo, statemi lontani maledizione! Che questo virus è ancora in giro, si è portato via già tante persone, ad oggi ancora tante sono ammalate e si ammalano… io mica sto tranquilla, proprio per niente. Il tempo passa, ma di fatto, non mi sembra sia cambiato così tanto. Abbiamo iniziato l’incubo dei contagi che era freddo e si stava in casa con il camino acceso… ieri ero sul balcone a lavorare mentre prendevo il sole in costume. Questo sì, mi dà l’idea dello scorrere del tempo!
…e fra due giorni sarà la festa della mamma, DI NUOVO. Quest’anno niente salone del libro di Torino con mia figlia, avevamo da pochi anni iniziato questa nostra “tradizione” e già dobbiamo interromperla. Ci consoleremo con un po’ di torta fritta, mia figlia che la andrò a prendere ed in giornata la riporterò da suo padre, ma almeno sarà con me in questa giornata, che sì è solo una festa commerciale, ma per chi ha perso la propria mamma, è sempre un po’ una pugnalata al cuore.
E intanto maggio è iniziato e siamo quasi già a metà. In un mondo “normale” avrei la mente già proiettata al viaggio che avrei fatto ad agosto, quest’anno invece è proiettata ad andare avanti un giorno alla volta, e i viaggi per ora non mi consento nemmeno di sognarli. Chissà.